Aliette de Bodard

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Aliette de Bodard

Aliette de Bodard (New York, 10 novembre 1982) è una scrittrice statunitense residente in Francia di discendenza franco-vietnamita. La sua lingua madre è il francese, ma scrive fantasy e fantascienza in inglese[1][2]. Ha vinto il Premio Nebula due volte: nel 2013 con il racconto breve Immersione (Immersion), nel 2014 con il racconto Verso le stelle (The Waiting Stars).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I suoi racconti sono stati pubblicati in diverse riviste di fantasy e fantascienza tra cui Interzone, Hub magazine, Black Static, Andromeda Spaceways Inflight Magazine, Asimov's, Realms of Fantasy e Apex Magazine. Nel 2009 fu finalista per il Premio John Wood Campbell per il miglior nuovo scrittore. Il suo racconto breve La creatrice di astronavi (The Shipmaker) ha vinto il BSFA Award nel 2010[3]. Sempre nel 2010, il suo racconto La casa del giaguaro, nell'ombra (The Jaguar House, in Shadow), ambientato in un universo fantascientifico ucronico chiamato Xuya la cui premessa è che i Cinesi hanno scoperto l'America prima di Cristoforo Colombo, fu finalista sia per il premio Nebula[4] che per il premio Hugo[5].

Nel 2012 ha vinto i premi Nebula[6] e Locus per il miglior racconto breve con Immersion[7], una storia che parla di come caratteristiche della cultura dominante di un luogo possono influenzare culture che non lo sono, ambientata nell'universo Xuya. Ha vinto anche ill premio Nebula per il miglior racconto con The Waiting Stars nel 2013[8].

Il suo romanzo breve Stazione rossa (On a Red Station, Drifting), pubblicato nel 2012, fu finalista per i premi Nebula[9][10] e Hugo[11]. Stazione rossa, come molti dei racconti precedenti di questa scrittrice, è ambientato nell'universo Xuya, e ritrae un impero vietnamita nello spazio. Sempre nell'universo Xuya sono ambientati anche i romanzi brevi The Citadel of Weeping Pearls e The Tea Master and the Detective[12]. Quest'ultimo e l'intera serie The Universe of Xuya sono finalisti Hugo nel 2019[13].

Aliette de Bodard ha scritto molte storie di genere ucronico, ambientandole in mondi dove la cultura dominante è quella vietnamese, cinese o anche azteca[14] (la trilogia Obsidian and Blood è un fantasy ambientato nell'impero Azteco nel quindicesimo secolo). La sua serie fantasy più recente, Dominion of the Fallen, è un fantasy gotico ambientato in una Parigi di inizio Novecento devastata da una guerra magica tra angeli caduti. È una storia che parla di sopravvivenza in ambienti ostili e che si sofferma sulle conseguenze del colonialismo[15]: mette in evidenza le esperienze di comunità vietnamite presenti in Francia.

Il primo libro nella serie Dominion of the Fallen, The House of Shattered Wings, è uscito nel 2015[16][17] ed è stato descritto da The Guardian come "splendidamente realizzato" e "inquietante"[18]. Con The House of Shattered Wings e il racconto breve Three Cups of Grief, by Starlight, ambientato nell'universo Xuya, Aliette de Bodard è stata la prima a vincere sia il BSFA award per il miglior romanzo che per il miglior racconto breve nello stesso anno[19][20].

Nel 2018 è uscito il suo romanzo fantasy In the Vanishers' Palace, una storia d'amore tra due donne che si ispira a La bella e la bestia, in cui la "bestia" è una dragonessa vietnamita in grado di assumere una forma umana. Anche questo libro si sofferma sulle conseguenze del colonialismo, essendo ambientato in un mondo fantasy che ha molte caratteristiche in comune col Vietnam; è stato descritto dalla scrittrice come "post-coloniale"[21] in quanto affronta le conseguenze a lungo termine della decolonizzazione.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Obsidian and Blood[modifica | modifica wikitesto]

Dominion of the Fallen[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

  • In the Vanishers' Palace (2018)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Marshall Payne, Interview: Aliette de Bodard by Marshall Payne, Charles Tan, 26 gennaio 2019.
  2. ^ (EN) Charles Tan, INTERVIEW: Aliette de Bodard, su SF Signal, 26 gennaio 2019.
  3. ^ (EN) 2010 BSFA Award Winners, su Locus Online, 26 gennaio 2019.
  4. ^ (EN) SFWA announces the 2010 Nebula Award Nominees, su Science Fiction & Fantasy Writers of America. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  5. ^ (EN) Patrick Nielsen Hayden, 2011 Hugo Finalists, su tor.com. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  6. ^ (EN) 2012 Nebula Award Winners, su Locus Online. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  7. ^ (EN) Announcing the 2013 Locus Award Winners!, su Tor.com. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  8. ^ (EN) 2013 Nebula Awards Winners, su Locus Online. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  9. ^ (EN) 2012 Nebula Awards Nominees Announced, su Science Fiction & Fantasy Writers of America. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  10. ^ (EN) Aliette de Bodard, On a Red Station, Drifting, su aliettedebodard.com. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  11. ^ (EN) The Hugo Awards, su thehugoawards.org. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  12. ^ (EN) The Universe of Xuya, su Aliette de Bodard. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  13. ^ Hugo Finalists for 2019, su Dublin 2019. URL consultato il 16 aprile 2019.
  14. ^ (EN) Jeremy L. C Jones, Disrupting the World in Large Ways: A Conversation with Aliette de Bodard, su Clarkesworld Magazine. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  15. ^ (EN) Aliette de Bodard, On Colonialism, Evil Empires, and Oppressive Systems, su Tor.com. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  16. ^ (EN) Gollancz acquisition, su Orion Publishing Group. URL consultato il 26 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2019).
  17. ^ (EN) Roc Books Acquires Aliette de Bodard's The House of Shattered Wings, su Tor.com. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  18. ^ (EN) The House of Shattered Wings by Aliette De Bodard – review, su The Guardian. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  19. ^ (EN) David Barnett, Aliette de Bodard picks up two sci-fi awards for 'startlingly original fiction', su The Guardian. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  20. ^ (EN) Mike Glyer, 2015 BSFA Awards, su file770.com. URL consultato il 26 gennaio 2019.
  21. ^ (EN) Cover Reveal: In the Vanishers' Palace, su aliettedebodard.com. URL consultato il 26 gennaio 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Sito ufficiale, su aliettedebodard.com. URL consultato il 26 gennaio 2019.
Controllo di autoritàVIAF (EN317140046 · ISNI (EN0000 0000 7806 8831 · LCCN (ENnb2010009525 · BNF (FRcb16522658q (data) · WorldCat Identities (ENnb2010-009525