Alice Ceresa

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Alice Ceresa (Basilea, 25 gennaio 1923Roma, 21 dicembre 2001) è stata una scrittrice svizzera.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alicia Ceresa, che si firmava Alice, di famiglia ticinese, dopo le scuole a Basilea e a Bellinzona (dove lavorò presso il quotidiano «Il dovere»), si trasferì a Zurigo e scrisse su «Die Weltwoche» e «Svizzera italiana».

Qui conobbe Luigi Comencini, Franco Fortini, Ignazio Silone e altri fuoriusciti italiani. Poi nel 1950 si trasferì a Roma, dove collaborò a Tempo presente e a Botteghe Oscure. Ha pubblicato anche su Les Lettres Nouvelles.

Come traduttrice ha pubblicato L'altro processo: le lettere di Kafka a Felice di Elias Canetti, la corrispondenza sulla letteratura di Helmut Heissenbüttel e Heinrich Vormweg, l'autobiografia dell'attrice Hildegard Knef, L'incredibile storia di Johann il buono e Commedia di Gerold Späth (spesso presso Longanesi, per cui era consulente).

Le sue opere letterarie pubblicate, tutte dedicate alla questione femminile, poi rimaste non numerose, si fecero notare in ambito critico fin dall'inizio. Con La figlia prodiga si aprì la collana einaudiana "La ricerca letteraria" diretta da Guido Davico Bonino, Giorgio Manganelli e Edoardo Sanguineti, e vinse il Premio Viareggio Opera Prima.[1] La tensione sperimentale del libro si collegava al femminismo e al Gruppo 63.

I suoi libri sono stati raccolti in La figlia prodiga e altre storie, mentre il suo Piccolo dizionario dell'inuguaglianza femminile è uscito postumo a cura di Tatiana Crivelli. Le sue carte sono depositate alla Biblioteca nazionale di Berna dove tra manoscritti inediti vi sono gli originali della sua corrispondenza con autori quali Italo Calvino, Dacia Maraini o Elio Vittorini.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli altri, in «Svizzera italiana», n. 17-20, Lugano, 1943
  • La figlia prodiga, Einaudi ("La ricerca letteraria" n. 1), Torino, 1967
  • La morte del padre, in «Nuovi Argomenti», n. 62, aprile-maggio 1979, pp. 69–92
  • Bambine, Einaudi ("Nuovi coralli" n. 423), Torino, 1990, finalista al Premio Bergamo[2]
  • La figlia prodiga e altre storie, La Tartaruga, Milano, 2004, ISBN 9788877384188.
  • Piccolo dizionario dell'inuguaglianza femminile, postfazione di Jacqueline Risset, Nottetempo, Roma, 2007 ISBN 9788874521074.
  • La morte del padre, con Ritratto di Alice di Patrizia Zappa Mulas, et al., 2013, ISBN 9788864631028.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Premio letterario Viareggio-Rèpaci, su premioletterarioviareggiorepaci.it. URL consultato il 9 agosto 2019.
  2. ^ RACCOLTA PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA BERGAMO, su legacy.bibliotecamai.org. URL consultato il 7 maggio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annetta Ganzoni (a cura di), '’Alice Ceresa, Quarto, rivista dell'Archivio svizzero di letteratura, No 49, Slatkine, Ginevra 2021, ISSN 1023-6341 (WC · ACNP), Editoriale, Indice.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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