Alfredo Martini

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Alfredo Martini
Alfredo martini (2).JPG
Alfredo Martini (2011)
Nazionalità Italia Italia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Ritirato 1957
Carriera
Squadre di club
1941-1942 Bianchi
1943 Bianchi
Taddei
1944 Individuale
1945 S.C. Stefano Lando
1946-1947 Welter
1948 Wilier Triestina
Tebag
Allegro
1949 Wilier Triestina
Tebag
1950 Taurea-Pirelli
1951 Welter
Allegro
Taurea-Cig
1952 Welter
Allegro
1953 Welter
1954 Atala-Pirelli
Lygie-Torpado
1955-1956 Nivea-Fuchs
1957 Leo-Chlorodont
Nazionale
1949-1950
1952
Italia Italia
Carriera da allenatore
1969-1972Ferretti
1973-1974Sammontana
1975-1997Italia Italia
 

Alfredo Martini (Firenze, 18 febbraio 1921Sesto Fiorentino, 25 agosto 2014[1]) è stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano.

Professionista dal 1941 al 1957, vinse una tappa al Giro d'Italia 1950. Successivamente fu commissario tecnico della Nazionale italiana con la quale si aggiudicò sei titoli mondiali[1][2].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Alfredo Martini nel 1957

Martini fu corridore professionista dal 1941 al 1957. Vinse il Giro dell'Appennino nel 1947, il Giro del Piemonte nel 1950, una tappa al Giro d'Italia 1950 (quella di Firenze) che concluse al terzo posto dietro Koblet e Bartali vestendo la maglia rosa per una tappa, e una tappa al Tour de Suisse 1951, concluso al terzo posto dietro Kubler e Koblet.

Come direttore sportivo fu alla Ferretti e alla Sammontana dal 1969 al 1974 e vinse il Giro d'Italia 1971 con lo svedese Gösta Pettersson.

Da commissario tecnico della nazionale dal 1975 al 1997 ha condotto a conquistare la maglia iridata Francesco Moser nel 1977 a San Cristóbal (Venezuela), Giuseppe Saronni nel 1982 a Goodwood (Gran Bretagna), Moreno Argentin nel 1986 a Colorado Springs (Stati Uniti), Maurizio Fondriest nel 1988 a Renaix (Belgio), Gianni Bugno nel 1991 a Stoccarda (Germania) e nel 1992 a Benidorm (Spagna) più altri sette argenti e sette bronzi.

Dal 1998 è supervisore di tutte le squadre nazionali di ciclismo e Presidente Onorario della Federazione Ciclistica Italiana; contemporaneamente abbandona il suo pluridecennale incarico di CT della nazionale, lasciando il posto ad Antonio Fusi.

Nel 2007 con la collaborazione del giornalista sportivo Francesco Caremani, Martini ha raccontato la propria carriera di atleta e di commissario tecnico in un libro: "Ciclismo, brava gente. Un secolo di pedali e passioni raccontato in presa diretta". Nel 2008 è uscita un'altra opera, "Alfredo Martini, memorie di un grande saggio del ciclismo" di Franco Calamai, che ripercorre la vita, i ricordi e gli aneddoti di una vita passata nel mondo dei pedali. Ne "La vita è una ruota. Storia resistente di uomini, donne e biciclette", scritto con Marco Pastonesi, e pubblicato nel 2014, si trovano i ritratti di corridori, campioni gregari, e amici, raccontati passando dalla passione della bici ai ricordi della guerra e all'abitudine alla lettura.

Da marzo 2013 era presidente onorario dell'"Associazione Fausto e Serse Coppi" a Castellania.

È scomparso il 25 agosto 2014 all'età di 93 anni[3] nella sua casa di via Giusti a Sesto Fiorentino. Oggi riposa nel cimitero di Sesto Fiorentino.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Coppa Cicogna
Giro dell'Appennino
2ª tappa Giro d'Italia (Salsomaggiore > Firenze)
Giro del Piemonte
1ª tappa Tour de Suisse (Zurigo > Aarau)

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi giri[modifica | modifica wikitesto]

1946: 9º
1947: 6º
1948: 10º
1949: 6º
1950: 3º
1951: 20º
1952: 21º
1954: 46º
1955: 27º
1949: ritirato (15ª tappa)
1952: 56º

Classiche[modifica | modifica wikitesto]

1942: 24º
1943: 30º
1946: 44º
1948: 60º
1949: 30º
1950: 13º
1952: 37º
1953: 18º
1954: 13º
1955: 95º
1956: 47º
1957: 74º
1942: 41º
1945: 17º
1946: 15º
1948: 4º
1951: 14º
1952: 19º
1953: 39º
1955: 11º
1956: 51º

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Martini viveva a Sesto Fiorentino. Sposato con Elda, aveva due figlie, Milvia e Silvia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 2 giugno 1991. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri.[4]

Riconoscimenti [5][modifica | modifica wikitesto]

Piastrella del muretto di Alassio autografata da Martini
  • Premio Sport del Comune di Camaiore nel 1977 e 1998
  • Premio Ciclismo Vita Mia nel 1989
  • Appennino d'Oro nel 1998
  • Premio Nazionale R. Becheroni nel 1999
  • Premio Gino Bartali nel 2000
  • Premio Vincenzo Torriani nel 2000
  • Premio Grandi Ex dell'Associazione Nazionale Ex Corridori Ciclisti nel 2002
  • Memorial Bardelli-Una vita per lo sport nel 2002
  • Premio d'Onore dell'Associazione Nazionale Ex Corridori Ciclisti nel 2011
  • Ambasciatore della sicurezza nel ciclismo del G.S. Progetti Scorta nel 2011
  • Collare D'oro dal CONI alla memoria 2014
  • Cittadinanza onoraria dei Comuni di Imola, Pegognaga, Peccioli, Cortona, Arezzo, Montecatini, Serravalle Pistoiese[6], Camaiore, Calenzano[7], Castagneto Carducci[5], Larciano, Barberino di Mugello[8] e Utsunomiya in Giappone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ciclismo in lutto, è morto Alfredo Martini, in La Repubblica, 25 agosto 2014. URL consultato il 26 agosto 2014.
  2. ^ È morto Alfredo Martini, voleva il Nobel per la Pace assegnato alla bicicletta, su La Gazzetta dello Sport. URL consultato il May 23, 2016.
  3. ^ È morto Alfredo Martini, storico ct dell’Italbici, in La Stampa, 25 agosto 2014. URL consultato il 26 agosto 2014.
  4. ^ Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Alfredo Martini, su quirinale.it. URL consultato il 1º maggio 2011.
  5. ^ a b Omaggio ad Alfredo Martini, su Castagneto Carducci. URL consultato il May 23, 2016.
  6. ^ Alfredo Martini, l’addio commosso di Serravalle Pistoiese al suo concittadino onorario, su Comune di Serravalle Pistoiese. URL consultato il May 23, 2016.
  7. ^ Martini, tante emozioni per la cittadinanza onoraria di Calenzano, su La Gazzetta dello Sport. URL consultato il May 23, 2016.
  8. ^ CITTADINANZA ONORARIA DI BARBERINO AD ALFREDO MARTINI, su met.provincia.fi.it. URL consultato il May 23, 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfredo Martini, Ciclismo, brava gente. Un secolo di pedali e passioni raccontate in presa diretta, Bradipolibri, 2007, ISBN 978-88-88329-77-2.
  • Franco Calamai, Alfredo Martini, memorie di un grande saggio del ciclismo, Vallardi, 2008, ISBN 978-88-95684-05-5.
  • Alfredo Martini, Marco Pastonesi, La vita è una ruota. Storia resistente di uomini, donne e biciclette, Ediciclo, 2014, ISBN 978-88-6549-108-9.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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