Alfonso III d'Avalos

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Alfonso III d'Avalos d'Aquino d'Aragona
Mor Alfonso d'Avalos.jpg
Ritratto in Armatura del Principe Alfonso III d'Avalos d'Aquino d'Aragona, (Opera di Antonio Moro e conservata presso il Museo Czartoryski)
SoprannomeMarchese del Vasto
NascitaIschia, 25 maggio 1502
MorteVigevano, 31 marzo 1546
Luogo di sepolturaChiesa di Sant'Anna dei Lombardi
EtniaItaliano
Dati militari
Paese servitoSacro Romano Impero Germanico
Impero spagnolo
Forza armataEsercito Imperiale
ArmaFanteria, Cavalleria
Anni di servizio1522 - 1540
Comandanti
Guerre
Campagne
  • Campagna contro i Francesi (dal 1522 al 1529)
  • Campagna contro i Turchi, a Tunisi (nel 1535)
  • Campagna contro i Francesi in Piemonte (dal 1538 al 1539)
Battaglie
Decorazionicavaliere dell'Ordine del Toson d'oro
Altre caricheGovernatore del Ducato di Milano
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Alfonso III d'Avalos d'Aquino d'Aragona, I Principe di Francavilla e Montesarchio (Ischia, 25 maggio 1502Vigevano, 31 marzo 1546), è stato un condottiero italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Combatté a fianco del cugino Fernando Francesco d'Avalos nella Battaglia di Pavia (1525), distinguendosi in due fasi diverse. All'inizio, guidò l'avanguardia imperiale costituita da 3 000 uomini, per metà lanzichenecchi tedeschi armati di picca e per metà achibugieri spagnoli, che indossano camicie bianche per riconoscersi nel buio. Dopo aver preso il Castello di Mirabello, fu costretto a ritirarsi per non trovarsi in posizione isolata rispetto al resto dell'esercito imperiale. Più tardi, partecipò a una fase critica della battaglia in cui i tercios spagnoli sconfissero la rinomata fanteria svizzera al servizio della Francia sotto il comando di Robert de la Marck, signore di Fleuranges (odierno Florange). Questo successo fu conseguito anche grazie alla sortita della guarnigione di Pavia comandata da Antonio de Leyva che prese alle spalle l'esercito francese.[1]

Nel 1525 Carlo V concesse ad Alfonso il feudo di Castelleone, nella cui titolarità egli venne confermato da Francesco II Sforza nel 1531. Il 25 agosto del 1526 il d'Avalos venne investito del titolo di marchese di Castelnuovo Scrivia.[2] Nel 1531 ricevette il titolo di conte di Castellazzo Bormida.

Venne fatto prigioniero da Andrea Doria durante l'assedio di Napoli del 1528.

Nella distribuzione a favore dei nobili rimasti fedeli alla Spagna voluta da Carlo V nel 1529 dei beni confiscati alla nobiltà filofrancese del regno di Napoli, Alfonso d'Avalos ricevette diversi feudi. Per mezzo del diploma spedito dalla città di Ratisbona in data 28 luglio 1532, l'imperatore donò al d'Avalos e ai suoi eredi e successori i seguenti beni: Montesarchio (col titolo di principe), Castelpagano, Cervinara, Rotondi, Airola, Vico di Pantano, Bisaccia, Valle di Vitulano, Procida.[3] A questi si aggiungevano: una casa posta nella piazza di Nilo di Napoli; il dritto di compra spettante alla regia Corte sui castelli di Colle e Circello, devoluti al regio demanio in seguito alla ribellione di Giovan Vincenzo Carafa, Marchese di Montesarchio; la terra di Pescara col titolo di Marchese, similmente ricaduta al fisco a causa del delitto di fellonia commesso dalla città di Chieti; il castello di Baranello posto nella provincia di Molise, in precedenza appartenuto al ribelle Antonio Sanfelice; il dritto che spettava alla regia Corte di ricomprare la città di Lettere e i casali di Angri, Gragnano, Pimonte, Franchi e Positano, devoluti al regio demanio a causa della ribellione di Carlo de Miroballo; una rendita annua di ducati 3 600 sui dritti fiscali delle città e terre precedentemente menzionate.[3]

Comandò l'esercito imperiale in Italia durante la Guerra d'Italia del 1542-1546 e fu sconfitto dai francesi nella battaglia di Ceresole.

Fu governatore di Milano dal 1538 al 1546.

Fu probabilmente responsabile dell'assassinio a Pavia di Cesare Fregoso e di Antonio Rincon, avvenuto il 3 luglio 1541.[4][5]

Pare che fosse su sua iniziativa che fu fondata a Milano nel 1546 l'Accademia dei Trasformati per coltivare "la lingua e la poesia italiana".[6]

Matrimonio e Figli[modifica | modifica wikitesto]

il Principe Alfonso III d'Avalos sposò il 26 novembre 1523 la Duchessa Maria d'Aragona figlia del Duca Ferdinando d'Aragona e della Duchessa Caterina Castellana de Cardona; la coppia ebbe i seguenti figli:

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Ruy López Dávalos, II conte di Ribadeo Diego López Dávalos, I conte di Ribadeo  
 
Catalina de Mendoza  
Innico I d'Avalos, conte di Monteodorisio  
Costanza de Tovar Sancho de Tovar  
 
Teresa de Toledo  
Innico II d'Avalos, I marchese del Vasto  
Berardo Gaspare d'Aquino, II marchese di Pescara Francesco II d'Aquino, I marchese di Pescara  
 
Giovanella del Borgo  
Antonella d'Aquino, III marchesa di Pescara  
Beatrice Caetani  
 
 
Alfonso III d'Avalos  
Antonello Sanseverino, II principe di Salerno Roberto Sanseverino, I principe di Salerno  
 
Raimondina Orsini  
Roberto Sanseverino, III principe di Salerno  
Costanza da Montefeltro Federico da Montefeltro, duca di Urbino  
 
Gentile Brancaleoni  
Laura Sanseverino  
Alfonso d'Aragona y Escobar, I duca di Vilahermosa Giovanni II d'Aragona  
 
Leonor de Sotomayor  
Maria d'Aragona  
Leonor de Sotomayor Juan de Sotomayor  
 
Isabella del Portogallo  
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro
— 1531[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Di Spigna, p. 21 e Casali, passim.
  2. ^ Casalis, p. 210
  3. ^ a b Ricca, p. 23
  4. ^ Gualtierotti.
  5. ^ Gaspare De Caro, Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 4, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1962.
  6. ^ Romano Canosa, La vita quotidiana a Milano in età spagnola, Longanesi, Milano 1996, p. 271.
  7. ^ (FR) Knights of the Golden Flee, Books AtoZ, 1997. URL consultato il 14 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Casali, Pavia assediata, Pavia, edizioni Effigie, 2015.
  • Domenico Di Spigna, Ferrante d'Avalos (PDF), in La Rassegna d'Ischia, n. 1, 2009, pp. 17-22.
  • Charles Oman, A History of the Art of War in the Sixteenth Century, London, Methuen & Co., 1937.
  • Piero Gualtierotti, Matteo Bandello alla corte di Luigi Gonzaga, Mantova, 1978.
  • Erasmo Ricca, La nobiltà del Regno delle Due Sicilie, vol. 1, 1859
  • Goffredo Casalis, Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli stati del Re di Sardegna, vol IV, 1837

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN65106489 · ISNI (EN0000 0001 1767 5758 · SBN IT\ICCU\CUBV\074434 · GND (DE130169676 · BNE (ESXX1517405 (data) · ULAN (EN500355305 · BAV (EN495/29779 · CERL cnp01230899 · WorldCat Identities (ENviaf-65106489