Alfonso IV di Ribagorza

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Stemma di Alfonso IV di Ribagorza, duca di Gandia

Alfonso d'Aragona e Foix, o Alfonso di Gandia detto il Vecchio. Alfonso anche in spagnolo e in asturiano, Alfons in valenciano e in catalano, Afonso in galiziano e in portoghese, Alifonso in aragonese e Alfontso in basco e Alphonse in francese. Adefonsus o Alfonsus in latino (1332Gandia, 5 marzo 1412), fu conte di Dénia dal 1355, marchese di Villena dal 1366 (confermato, nel 1382), conte di Ribagorza e signore di Dénia e Gandía dal 1381 alla sua morte. Fu conestabile di Castiglia, dal 1382 al 1391 e fu creato duca di Gandia, nel 1399.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio primogenito del conte di Ribagorza e di Empúries Pietro[1] e di Giovanna di Foix-Béarn, figlia del conte di Foix Gastone I di Foix-Béarn (unico figlio maschio di Ruggero Bernardo III di Foix e di Margherita di Montcada, erede della viscontea di Béarn) e di Giovanna d'Artois, figlia di Filippo d'Artois e di Bianca di Bretagna[2][3][4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1355, il padre lo nominò conte di Dénia[2].

In quello stesso anno (1355), sposò Violante Jiménez Signora della baronia di Arenós, figlia di Gonzalo Diaz e della moglie María Cornel[2].

Nel 1358, dato che suo padre si era ritirato in convento, gli subentrò nel governo della contea di Ribagorza e delle signorie di Dénia e Gandía[2].

Extensione della signoria di Villena nel 1340.

Nell'aprile del 1366, Enrico Trastamara, in cambio del suo appoggio nella guerra civile castigliana contro Pietro I il Crudele, gli assegnò la signoria di Villena, che era stata proprietà dello scrittore e uomo politico, Giovanni Emanuele di Castiglia[2] (nipote di Alfonso X di Castiglia) e di Constanza d'Aragona (1300-1327). La signoria di Villena si trovava sul confine tra Castiglia e Aragona

Questa donazione gli fu ratificata, nel 1369, quando Enrico Trastamara divenne il re di Castiglia, Enrico II[2].

Alla morte del padre (1381), Alfonso divenne titolare della contea di Ribagorza e delle signorie di Dénia e Gandía[2].

Nel 1382, Alfonso fu confermato marchese di Villena e molto probabilmente cedette questo titolo al figlio, Pietro, prima del 1385[2].

Dal 6 luglio 1382 al 1391 fu conestabile di Castiglia[2].

nel 1399, fu creato duca di Gandia[2].

Quando, nel 1410, morì il re della corona d'Aragona e re di Sicilia, Martino il Vecchio, lontano cugino di Alfonso (suo nonno, Giacomo II il Giusto era anche bisnonno di Martino il Vecchio), quest'ultimo fu tra i pretendenti al trono aragonese e nei due anni che seguirono, conosciuti come interregno aragonese, non disdegnò di prendere le armi, per difendere i suoi interessi.

Prima che si arrivasse ad una guerra civile, le cortes di Catalogna, di Valencia e d'Aragona decisero per un arbitrato, che Alfonso non poté seguire sino al termine, poiché, prima della sentenza morì. Suo figlio, anche lui di nome Alfonso, lo sostituì come pretendente al trono di Aragona[2].

L'arbitrato portò al Compromesso di Caspe, del 1412.

Alfonso morì a Gandia, nel 1412 e fu tumulato a Gandia[2].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Alfonso da Violante ebbe sette figli[2][3]:

  • Giovanni (morto giovane);
  • Giacomo, barone di Arenos;
  • Alfonso (dopo il 1358-29 novembre 1412), conte di Ribagorza e duca di Gandia, che, nel 1412, sostituì il padre e fu uno dei cinque pretendenti al trono di Aragona[5];
  • Bianca (morto giovane);
  • Pietro (1362-1385), marchese di Villena, che sposò Giovanna di Castiglia, figlia del re di Castiglia, Enrico II;
  • Giovanna (?-1392), che sposò Giovanni Raimondo di Cardona;
  • Leonora (Violante) (?-1393), che sposò Giacomo di Prades.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pietro era il figlio (quarto maschio) del re d'Aragona e di Valencia, Conte di Barcellona e delle altre contee catalane Giacomo II il Giusto e di Bianca di Napoli, figlia del re di Napoli, Carlo lo Zoppo e di Maria D'Ungheria
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Conti di Ribagorza
  3. ^ a b (EN) Casa di Barcellona- genealogy
  4. ^ (EN) Alfonso di Aragona e Foix PEDIGREE
  5. ^ Per approfondire, si veda la voce Compromesso di Caspe.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, Spagna, 1412-1516, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 546-575.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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