Alfonso Bedoya

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Alfonso Bedoya con Dona Drake nel film Le avventure di Capitan Blood (1950)

Alfonso Bedoya, all'anagrafe Benito Alfonso Bedoya y Díaz de Guzmán (Sonora, 16 aprile 1904Città del Messico, 15 dicembre 1957), è stato un attore cinematografico messicano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nella piccola città messicana di Vicam, nello stato di Sonora, Bedoya ebbe un'infanzia movimentata al seguito della numerosa famiglia, in continuo spostamento nel territorio del Messico[1]. Dopo il trasferimento a Houston (Texas), abbandonò la scuola all'età di 14 anni per esercitare i più svariati mestieri[1], dall'operaio delle ferrovie al lavapiatti, dal cameriere al raccoglitore di cotone.

Rientrato in patria, Bedoya trovò lavoro nell'industria cinematografica e per tutti gli anni trenta apparve in film di produzione messicana[1]. All'inizio degli anni quaranta iniziò a comparire in film di produzione hollywoodiana come attore caratterista. Tra i suoi ruoli più memorabili, da ricordare quello di "Gold Hat" nel film Il tesoro della Sierra Madre (1948) di John Huston, accanto a Humphrey Bogart, Walter Huston e Tim Holt. L'efficace e incisiva interpretazione del bandito messicano consentì a Bedoya di ottenere altre parti di rilievo a Hollywood e di conquistare grande popolarità[2].

Durante gli anni cinquanta, Bedoya continuò a dividersi tra Hollywood e il Messico, lavorando in molte pellicole d'avventura statunitensi, tra le quali Le avventure di Capitan Blood (1950), Sombrero (1953) e La fine di un tiranno (1954).

Poco dopo aver terminato di girare l'epico western Il grande paese (1959) di William Wyler, Bedoya tornò in Messico come faceva abitualmente. Vittima da tempo dell'alcolismo[2], morì improvvisamente il 15 dicembre 1957, per un attacco di cuore, in un motel di Città del Messico, al culmine della carriera.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Arthur F. McClure, Alfred E. Twomey e Ken Jones, More Character People, The Citadel Press, 1984, pag. 32
  2. ^ a b John Huston, Cinque mogli e sessanta film, Editori Riuniti, 1982, pag. 183

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