Alexīs Tsipras

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Alexīs Tsipras
Αλέξης Τσίπρας
Alexis Tsipras 2013.jpg

Grecia Primo ministro della Repubblica Ellenica
In carica
Inizio mandato 21 settembre 2015
Capo di Stato Prokopis Pavlopoulos
Predecessore Vasiliki Thanou-Christofilou (ad interim)

Durata mandato 26 gennaio 2015 –
27 agosto 2015
Capo di Stato Karolos Papoulias
Prokopis Pavlopoulos
Predecessore Antonis Samaras
Successore Vasiliki Thanou-Christofilou (ad interim)

Presidente di SYRIZA
In carica
Inizio mandato 4 ottobre 2009 (come coalizione)
22 maggio 2012 (come partito)
Predecessore Alekos Alavanos (come coalizione)
nessuno (come partito)

Vicepresidente del Partito della Sinistra Europea
In carica
Inizio mandato 4 ottobre 2009
Predecessore Antonello Falomi

Leader dell'Opposizione al Parlamento ellenico
Durata mandato 20 giugno 2012 –
26 gennaio 2015
Predecessore Antonis Samaras
Successore Antonis Samaras

Capogruppo di SYRIZA al Parlamento Ellenico
Durata mandato 5 ottobre 2009 –
26 gennaio 2015
Predecessore Hrisi Avgi
Successore Nikos Filis

Presidente di Synaspismós
Durata mandato 10 febbraio 2008 –
22 maggio 2012
Predecessore Alekos Alavanos
Successore carica estinta (partito confluito in SYRIZA)

Segretario di Neolaia SYN
Durata mandato 10 maggio 1999 –
22 novembre 2003
Predecessore Gerakis Seitinis
Successore Thanassis Misdanitis

Membro del Parlamento Ellenico
In carica
Inizio mandato 4 ottobre 2009
Circoscrizione Atene A

Membro del Consiglio di Atene
Durata mandato 12 aprile 2006 –
4 ottobre 2009
Circoscrizione Centro

Dati generali
Partito politico KKE (fino al 1999)
Synaspismos (1999-2013)
SYRIZA (dal 2013)
Tendenza politica Eurocomunismo
Socialdemocrazia
Titolo di studio Laurea in ingegneria civile
Alma mater Università tecnica nazionale di Atene
Professione ingegnere, politico
« Domenica non decidiamo solo di restare in Europa, ma di vivere con dignità »
(Alexīs Tsipras[1] prima del voto al referendum)

Alexīs Tsipras (in greco Αλέξης Τσίπρας, pronuncia /aˈlɛksis ˈtsipɾas/[2]; Atene, 28 luglio 1974) è un politico greco, leader di SYRIZA, candidato, per il Partito della Sinistra Europea, alla Presidenza della Commissione UE prima dello svolgimento delle Elezioni europee del 2014, Primo ministro della Repubblica Ellenica dal 21 settembre 2015 [3], dopo esserlo già stato dal 26 gennaio 2015 al 27 agosto 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tsipras nasce ad Atene il 28 luglio 1974, pochi giorni dopo la caduta della Dittatura dei colonnelli. Nel 2000 si laurea in ingegneria civile presso l'Università tecnica nazionale di Atene (NTUA). Avvia i suoi studi post-laurea occupandosi di rilevazione e pianificazione territoriale nell'ambito di un programma interministeriale organizzato dalla sua università. Parallelamente ai suoi studi, comincia a lavorare come ingegnere civile nel settore delle costruzioni. È autore di numerosi studi e progetti sulla città di Atene.[4][5]

La sua entrata in politica avviene verso la fine degli anni novanta, con l'ingresso nel movimento dei giovani comunisti ellenici. Nei primi anni del 1990, mentre era studente al Liceo Ambelokipi di Atene, si è impegnato attivamente nella rivolta studentesca contro una controversa legge dell'allora Ministro dell'Istruzione Vasilis Kontogiannopoulos. Diviene ben presto un membro influente del movimento di protesta dopo la sua intervista televisiva con la giornalista Anna Panagiotarea. Come studente universitario, si unisce a "Enkelados" (greco: Εγκέλαδος), un movimento di rinnovamento della sinistra e viene eletto nel Comitato esecutivo del sindacato degli studenti della Facoltà di Ingegneria Civile della NTUA e rappresentante degli studenti nel Senato Accademico. Dal 1995 al 1997 è membro del Consiglio Centrale dell'Unione Nazionale Studentesca di Grecia (EFEE).

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Allontanatosi dal Partito Comunista di Grecia (KKE), nel maggio 1999, diviene segretario dell'area giovanile del partito della sinistra radicale, Synaspismos, ruolo che ricopre fino al novembre 2003. Come Segretario dei Giovani del Synaspismos, si impegna attivamente nel processo di creazione del Social Forum Greco e partecipa alle proteste e ai cortei internazionali contro la globalizzazione neoliberista. Tenta di raggiungere Genova per manifestare al G8 del 2001 con molti altri giovani greci, ma il suo gruppo viene respinto ad Ancona dalle forze di polizia italiane con cariche e manganellate, per poi essere espulso.[6][7]

Nel dicembre 2004, al 4º Congresso del Synaspismos, viene eletto nel Comitato Politico Centrale e di conseguenza diviene membro della Segreteria Politica del partito, dove si occupa di questioni legate all'istruzione e alla gioventù.

Tsipras ha fatto la sua prima apparizione sulla scena politica tradizionale durante le elezioni locali del 2006, quando si è candidato come consigliere comunale di Atene con la lista "Anoihti Poli" (in greco: Ανοιχτή Πόλη, "Città aperta"), ottenendo il 10,51% dei voti e venendo così eletto. Nel 2007 decide di non candidarsi alle elezioni per il Parlamento Ellenico, scegliendo di completare il suo mandato come membro del consiglio comunale di Atene.

Il 10 febbraio 2008, durante il 5º Congresso del Synaspismos, viene eletto presidente del partito succedendo ad Alekos Alavanos e diventando, all'età di 33 anni, il leader più giovane di un partito politico greco.

Nel 2009 Syriza (nato come gruppo parlamentare), si presenta alle elezioni legislative greche conquistando il 4,60% delle preferenze[8] e Tsipras, leader del partito, viene eletto per la prima volta nel Parlamento Ellenico per il collegio Atene A.

Le elezioni del 2012[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni parlamentari del maggio 2012, il movimento politico di Tsipras ottiene una percentuale di voti pari al 16,8%[9]. Dopo il tentativo fallito di Antonis Samaras, il Presidente della Grecia Karolos Papoulias affida l'incarico di formare un nuovo governo a Tsipras che, vista la frammentazione del quadro politico greco, è costretto a rinunciarvi quasi subito.

Alle elezioni parlamentari del giugno 2012 (originate dell'impossibilità di formare un governo con l'esito della precedente consultazione elettorale[10]) Tsipras, con il suo partito, arriva secondo ottenendo il 26,89% dei consensi contro il 29,66% di Antonis Samaras (Nuova Democrazia) che, stavolta, riesce nell'intento di formare un nuovo governo. Uno dei punti fondamentali del programma elettorale di Alexīs Tsipras era, in caso di vittoria del suo partito, la richiesta di rinegoziazione del piano di austerity imposto alla Grecia dalla cosiddetta "Troika"[11].

Elezioni Europee 2014[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione de L'Altra Europa con Tsipras in Piazza Maggiore a Bologna in occasione delle elezioni europee 2014

Nell'ottobre 2013 il Consiglio dei Presidenti del Partito della Sinistra Europea, su suggerimento del Partito della Rifondazione Comunista nella precedente riunione del 10 giugno 2013[12], propone la candidatura di Tsipras alla Presidenza della Commissione Europea[13]. Il 15 dicembre 2013 Tsipras diviene ufficialmente il candidato presidente della commissione europea per le elezioni del 2014 ottenendo l'84,1% dei consensi da parte del IV congresso della Sinistra Europea svoltosi a Madrid tra il 13 e il 15 dicembre 2013[14]. La sua candidatura è sostenuta in Italia dalla coalizione elettorale L'Altra Europa con Tsipras, più conosciuta come Lista Tsipras, sostenuta da Azione Civile, da SEL[15], da Rifondazione Comunista[16], e da altre formazioni come il Partito Pirata[17], i Verdi del Sudtirolo/Alto Adige e altre organizzazioni della sinistra[18][19].

Le elezioni parlamentari del gennaio 2015[modifica | modifica wikitesto]

(EL)

« Σήμερα ο λαός έγραψε ιστορία, η ελπίδα έγραψε ιστορία. Η Ελλάδα γυρίζει σελίδα![20][21] »

(IT)

« Oggi il popolo ha scritto la storia. La speranza ha scritto la storia. La Grecia volta pagina! »

(Commento di Tsipras al risultato delle elezioni politiche del 26 gennaio 2015)

Nelle elezioni politiche greche del 25 gennaio 2015, il movimento politico da lui guidato, SYRIZA, ha trionfato con il 36,34% dei voti e 149 seggi, seguito da Nuova Democrazia e Alba Dorata, non raggiungendo però la maggioranza assoluta di 151 seggi nel Parlamento greco. Alla base della campagna elettorale vi è stato il rifiuto delle politiche economiche messe in atto in Grecia dai precedenti governi, in accordo con la Troika, e la richiesta di una riforma delle politiche di austerity nell'Unione europea.

Nomina a Primo Ministro della Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 gennaio 2015, Alexis Tsipras giura dinanzi al Presidente della Repubblica della Grecia e assume la carica di Primo ministro della Grecia[22]. Contrariamente alla secolare prassi, il giuramento è avvenuto solo nella forma civile e non in quella religiosa voluta dalla Chiesa ortodossa, con Tsipras presente alla cerimonia in abiti informali. Inoltre, non vi è stato, nel Palazzo del Governo, il tradizionale passaggio di consegne con il premier uscente Antonis Samaras.

È il più giovane Primo Ministro della Terza Repubblica Ellenica dalla sua fondazione.

Dimissioni[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 20 agosto 2015, dopo aver perso la maggioranza parlamentare, Tsipras rassegna le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Prokopīs Paulopoulos immediatamente dopo l'annuncio, in diretta tv, del ricorso ad elezioni anticipate fissate per il 20 settembre 2015.[23] Come previsto dalla costituzione, l'incarico di formare un governo provvisorio è stato affidato a Vasiliki Thanou-Christofilou, presidente della Corte di Cassazione che in tal caso è stata la prima donna ad assumere la carica di primo ministro in Grecia[24].

Primo Governo Tsipras[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Tsipras I.

Il primo governo Tsipras è stato in carica dal 26 gennaio 2015 al 27 agosto 2015 nella XV Legislatura. Dopo che molti dicasteri sono stati accorpati, i dieci ministri erano:

Al momento dell'insediamento, il governo Tsipras poteva contare sull'appoggio di 162 parlamentari, formata da una coalizione di due partiti i 149 di SYRIZA e i 13 di ANEL su un totale di 300 deputati.

Questo governo era il risultato dell'alleanza "di larghe intese contro l'austerity" dei precedenti governi (composti da Nuova Democrazia e PASOK) tra la sinistra radicale di SYRIZA (iscritta al gruppo GUE/NGL nel Parlamento Europeo) e il centrodestra conservatore di ANEL (iscritto al gruppo ECR al Parlamento Europeo).

Dopo aver insediato il suo esecutivo, Tsipras da inizio ai negoziati con i creditori esteri (BCE, FMI e UE) per il taglio del debito. Durante questi mesi di trattative l'esecutivo guidato da Tsipras mette in atto politiche di discontinuità con il passato, ed in forte contrasto con l'espresso volere degli organi europei, come ad esempio: la legge del governo presentata, ed approvata, in parlamento contro la povertà[25][26] (sulla quale i creditori si erano espressi in maniera contraria) che sarebbe stata finanziata con il ricavato ottenuto dalla lotta al contrabbando ed avrebbe fornito gratuitamente elettricità, buoni pasto e sussidi per pagare l'affitto alle famiglie elleniche più bisognose; la riassunzione di 500 donne della polizia licenziate dal precedente governo Samaras; la riapertura della ERT la rete televisiva pubblica dello stato greco[27] sopprimendo la NERIT (fondata temporaneamente fra il 2013 e il 2015) ed altre iniziative. Tsipras arriva anche a chiedere alla Germania di Angela Merkel il pagamento, a titolo di risarcimento, di 279 miliardi di euro di debiti insoluti riguardanti i danni subiti dalla Grecia per colpa dell'occupazione da parte della Germania Nazista durante la Seconda guerra mondiale[28]. I creditori propongono nel frattempo un piano di salvataggio che impone al governo greco di varare alcune riforme come condizione per poter ricevere gli aiuti. Tra le riforme richieste figurava l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni con l'eliminazione dei prepensionamenti e dell'EKAS (assegno bonus che integra le pensioni minime)[29], l'aumento dell'Imposta sul valore aggiunto, l'abolizione degli sconti fiscali per le isole, la riduzione dei salari dei dipendenti pubblici, un taglio consistente delle spese militari e il proseguimento delle privatizzazioni in molti settori avviate dal governo precedente[30], misure in contrasto con il programma elettorale e l'ideologia anti-austerità di Syriza.

Il 28 giugno il Parlamento greco approva quindi la convocazione di un referendum consultivo sul programma di aiuti e Tsipras annuncia che si sarebbe dimesso in caso di vittoria dei sì. Il referendum si svolge il 5 luglio e il 61,31% dei votanti boccia le richieste dei creditori.

L'11 luglio successivo Tsipras presenta ai creditori un programma alternativo che prevede: il ripristino del sistema di contrattazione collettiva nel mercato del lavoro, il mantenimento dello sconto del 30% per le isole (dove il trasporto delle merci ha costi superiori che in questo modo si tende ad ammortizzare), l'aumento della tassa sui beni di lusso, l'aumento della tassazione dal 26% al 28% (anziché al 29% come richiesto) dei profitti delle grandi imprese, un taglio delle spese militari di 200 milioni di euro (a fronte della richiesta da parte europea di un taglio di 400 milioni), una tassa al 30% sui giochi elettronici online, l'aumento dell'IVA sui cibi confezionati, l'aumento dell'età pensionabile come richiesto a 67 anni entro il 2022, il proseguimento di solo alcune privatizzazioni (le principali riguardanti il porto di Salonicco e l'aeroporto di Atene) respingendone altre (come quelle sui servizi pubblici riguardanti acqua ed energia elettrica), l'eliminazione dei benefici fiscali degli agricoltori e l'aumento dal 4% al 6% dei contributi per la sanità a carico dei lavoratori[30].

Il giorno successivo i creditori si esprimono negativamente e lo vincolano a scegliere tra il programma bocciato dal referendum e l'uscita della Grecia dall'Eurozona. Tsipras opta per la prima opzione e dopo l'approvazione in Parlamento del memorandum, l'ala radicale di Syriza, guidata da Panagiotis Lafazanis,abbandona il partito fondando Unità Popolare e schierandosi all'opposizione del governo. Abbandona Syriza anche l'ex ministro delle Finanze Gianis Varoufakis, che tuttavia non aderisce a nessun altra formazione politica. Fu proprio la sottoscrizione del memorandum a provocare la scissione dell'ala radicale di Syriza.

Secondo Governo Tsipras[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Tsipras II.

Il secondo Governo Tsipras è entrato in carica il 21 settembre 2015[3] nella XVI Legislatura[31]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Carica o ministero Titolare Partito
Primo ministro Alexis Tsipras SYRIZA
Vice Primo ministro Ioannis Dragasakis SYRIZA
Interno Panayotis Kouroumblis SYRIZA
Economia, sviluppo e turismo Georgios Stathakis SYRIZA
Difesa Panos Kammenos ANEL
Istruzione, ricerca
e affari religiosi
Nikos Filis SYRIZA
Affari esteri Nikos Kotzias SYRIZA
Giustizia Nikos Paraskevopoulos SYRIZA
Lavoro, solidarietà
e sicurezza sociale
Georgios Katrougalos SYRIZA
Sanità Andreas Xanthos SYRIZA
Cultura Aristidis Baltas SYRIZA
Finanze Euclide Tsakalotos SYRIZA
Ambiente e energia Panos Skourletis SYRIZA
Infrastrutture e trasporti Christos Spirtzis SYRIZA
Affari marittimi e isole Thodoris Dristas SYRIZA
Sviluppo rurale
e alimentazione
Evangelos Apostolos SYRIZA

Nel dicembre 2015 il Parlamento approva importanti provvedimenti del governo Tsipras, come la legge di stabilità, la regolamentazione delle unioni civili omosessuali e la seconda legge contro la povertà.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grecia: si accende scontro Tsipras e falchi. Testa a testa nei sondaggi (03 lug 2015) - ilVelino/AGV NEWS, ilvelino.it, 3 luglio 2015.
  2. ^ (ELEN) Αλέξης Τσίπρας, Forvo. URL consultato il 24 maggio 2014.
  3. ^ a b Elezioni Grecia, Tsipras: stasera il giuramento, domani il nuovo governo
  4. ^ (EN) Alexis Tsipras, President of SYRIZA, su syriza.gr. URL consultato il 24 maggio 2014.
  5. ^ (EL) Αλέξης Τσίπρας, su enet.gr, 9 ottobre 2009. URL consultato il 24 maggio 2014.
  6. ^ Davide Frattini, Quando Tsipras fu respinto al G8 di Genova, in Corriere della Sera, 19 maggio 2012. URL consultato il 24 maggio 2014.
  7. ^ Guido Caldiron, Chi è Alexis Tsipras, il comunista che (forse) governerà, in Europa, 18 aprile 2014. URL consultato il 24 maggio 2014.
  8. ^ Dario Saltari, Grecia, chi è Alexis Tsipras. Il favorito in caso di nuove elezioni, in International Business Times, 11 maggio 2012. URL consultato il 24 maggio 2014.
  9. ^ (EL) Risultati elezioni greche del maggio 2012, su ekloges-prev.singularlogic.eu. URL consultato il 24 maggio 2014.
  10. ^ La Grecia torna al voto il 17 giugno. Pikramenos premier ad interim, in Il Fatto Quotidiano, 16 maggio 2012. URL consultato il 24 maggio 2014.
  11. ^ Grecia: Tsipras, annulleremo programma di austerità, su euronews.com, 1º giugno 2012. URL consultato il 24 maggio 2014.
  12. ^ Paolo Ferrero, Riunione dei Presidenti e dei Segretari dei Partiti della Sinistra Europea, su rifondazione.it, 10 giugno 2014. URL consultato il 24 maggio 2014.
  13. ^ Proposta candidatura di Tsipras a presidenza Commissione Ue. La parola torni ai popoli!, su controlacrisi.org, 21 ottobre 2013. URL consultato il 24 maggio 2014.
  14. ^ (ES) El griego Alexis Tsipras, elegido candidato de la Izquierda Europea para presidir la Comisión, in RTVE. URL consultato il 24 maggio 2014.
  15. ^ Assemblea Nazionale di Sel: i nuovi organismi nazionali e il documento approvato
  16. ^ Il pieno sostegno di Rifondazione Comunista alla lista Tsipras
  17. ^ Il Partito Pirata Italiano aderisce a L'Altra Europa con Tsipras
  18. ^ Guido Viale (a cura di), Verso la lista Tsipras: resoconto della riunione con le associazioni, in Lista Tsipras, 16 febbraio 2014. URL consultato il 15 marzo 2014 (archiviato il 15 marzo 2014).
  19. ^ 'Nessun politico', Sel prepara la lista a sostegno di Tsipras, in Affaritaliani.it, 5 febbraio 2014. URL consultato il 15 aprile 2014 (archiviato il 15 aprile 2014).
  20. ^ (EL) Αλέξης Τσίπρας: «Αυτό είναι το εθνικό μας σχέδιο για το αύριο», su tanea.gr. URL consultato il 26 gennaio 2015.
  21. ^ (EN) Il discorso di Tsipras con traduzione in inglese sul sito della BBC
  22. ^ Grecia: Tsipras giura nelle mani di Papoulias - La Stampa
  23. ^ Grecia verso le elezioni anticipate. Tsipras stasera si è dimesso
  24. ^ Grecia, Tsipras si dimette e chiede le elezioni. Primi aiuti dall'Esm
  25. ^ Rossana Mir, Grecia, ecco il piano di Tsipras contro la povertà, su Formiche.net. URL consultato il 15 aprile 2016.
  26. ^ Tsipras sfida la Ue e approva la legge anti-povertà, su L'Huffington Post. URL consultato il 15 aprile 2016.
  27. ^ Grecia, la tv pubblica Ert riapre dopo due anni, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 15 aprile 2016.
  28. ^ Tsipras: "La Germania paghi i danni di guerra: vogliamo 279 miliardi", su ilGiornale.it. URL consultato il 15 aprile 2016.
  29. ^ Cosa si sceglierà con il referendum in Grecia, su Il Post. URL consultato il 15 aprile 2016.
  30. ^ a b Grecia, tutte le differenze tra la proposta dei creditori e quella di Atene - Eunews, eunews.it. URL consultato il 15 aprile 2016.
  31. ^ Grecia, è proprio un altro Tsipras. I tassi dei bond scendono sotto l’8%

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Primo ministro della Repubblica Ellenica Successore Flag of Greece.svg
Antōnīs Samaras 26 gennaio 2015 - 27 agosto 2015 Vasiliki Thanou-Christofilou (ad interim) I
Vasiliki Thanou-Christofilou (ad interim) dal 21 settembre 2015 in carica II
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