Alexandre Del Valle

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Alexandre Del Valle (Marsiglia, 6 settembre 1969) è un giornalista e politico francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e studi[modifica | modifica wikitesto]

Alexandre Del Valle è nato e vissuto nel Sud della Francia dove ha compiuto gli studi tra (Aix-en-Provence, Marsiglia e Montpellier). Figlio di Pieds-noirs (madre spagnola vissuta in Algeria francese, padre siciliano vissuto a Tunisi), Del Valle è particolarmente legato alla Sicilia dove ha ancora parenti, e all’Italia, che visita frequentemente intervenendo soprattutto sui temi delle reti islamiche radicali europee e mondiali, sul tema della Turchia e delle questioni di sicurezza europea.[1].

Del Valle ha conseguito un Diplôme in relazioni internazionali (IEP d’Aix-en-Provence),Template:Quando un Diplôme d’Etudes Approfondies (DEA) europeo in Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche (IEP d’Aix-en-Provence/Università degli studi di Milano, 1995) e un DEA in Storia militare, sicurezza e difesa (IEP d’Aix-en-Provence/Université Montpellier 3).Template:Quando Ha infine ottenuto un dottorato in geopolitica all'Université Sorbonne Paris IV con una tesi su "i nuovi fenomeni rivoluzionari e totalitari (rossi, bruni, verdi)".Template:Quando[2]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'Union pour un mouvement populaire, partito francese di governo di Nicolas Sarkozy, è presidente di una sua corrente liberal-conservatrice denominata "La Droite libre" fondata da lui e dal suo amico Rachid Kaci, Consigliere speciale del Presidente Sarkozy, la quale avrebbe influito sul pensiero del partito e del Presidente in materia d'Islam, di "scorrettezza politica" e soprattutto per quanto riguarda il rifiuto dell'entrata della Turchia nell'Unione europea. Quest'ultimo argomento è il tema centrale del suo libro Perché la Turchia non può entrare nell'Unione Europea (maggio 2009).

Giornalismo e didattica[modifica | modifica wikitesto]

Del Valle collabora con numerose riviste di geopolitica (Hérodote, Stratégique, Géostrategiques, Nova Storica, Politique Internationale, Outre Terre, Europa dei Popoli, Daedalos Papers, Geopolitical affairs, ecc) o di attualità politica (Figaro, France Soir,[3] Spectacle du Monde, Israël Magazine, Frankfurter Allgemeine Zeitung) con articoli relativo a [terrorismo]] internazionale, sicurezza europea, Turchia, ed islamismo. .

Del Valle insegna geopolitica all'Università Europea di Roma ed è cofondatore e membro del Consiglio scientifico dell'Istituto di Geopolitica del Mediterraneo "Daedalos", basato a Nicosia (Cipro). È anche ricercatore associato all'Istitut Choiseul di geopolitica (Parigi) di cui è direttore della sede in Belgio.

Le sue opere sono state citate sia da Oriana Fallaci, che lo menziona nella "Forza della Ragione",[senza fonte] sia da Sergio Romano, Roberto de Mattei, Marcello Pera, o Magdi Allam, con i quali condivide la stessa lotta a favore dell"'Occidente giudeo-cristiano", la difesa d'Israele, dell'Europa "senza la Turchia" e la necessità di "scolpevolizzare" l'anima europea, lottando contro il terrorismo intellettuale del "politicamente corretto", e contro la cultura dell'odio di sé stesso. Alexandre del Valle ha vinto il "Premio Oriana Fallaci".Template:Quando[senza fonte]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

sui legami tra i servizi segreti americani ed i vari gruppi integralisti nel mondo;
dove denuncia il ruolo svolto da al-Qāʿida nella guerra del Kosovo, grazie alla quale i suoi membri si sarebbero installati nei Balcani; inoltre «descrive le strategie di propaganda degli integralisti islamici, basate sul proselitismo e la sovversione dei valori delle società democratiche (multiculturalismo, pluralismo, libertà d'espressione, etc)»[5]
  • Une certaine idée de la France, sous la direction d’Alain Grioterray, 1999, France Empire, Paris.
  • Quelle avenir pour les Balkans après la guerre du Kosovo, Paneuropa/Éditions L'Âge d'Homme, Lausanne 2000.
  • Le Totalitarisme islamiste à l'assaut des démocraties (Les Syrtes, 2002, Paris), pubblicato in Italia nel 2007 con prefazione di Gianni Baget Bozzo e postfazione di Oriana Fallaci con il titolo Il totalitarismo islamista all'assalto delle democrazie(Solinum editore)
Del Valle sostiene che, dopo il totalitarismo bruno (nazismo) basato sulla lotta tra le razze e il totalitarismo rosso (comunismo) basato sulla lotta di classe, le democrazie occidentali devono affrontare il totalitarismo verde (islamismo), il primo ad essere nato nel sud del mondo e fuori dall'Europa, che si fonda sulla lotta tra le civiltà e le religioni in chiave teocratica e patologicamente anti-occidentale e giudeofoba, come dimostrano i discorsi razzisti e violentissimi dei suoi esponenti principali: Mahmud Ahmadinejad, Osama Bin Laden, Ayman al-Zawahiri e del leader Hezbollah Hassan Nasrallah. In particolare il libro denuncia l'esistenza di un complesso sistema di organizzazioni islamiste in Europa e negli Stati Uniti che, solo in apparenza rispettabili, in realtà sono controllate da Stati o da organizzazioni islamiste radicali (Fratelli musulmani, Jamaà-i islami, Tabligh, movimenti wahhabiti, ecc.) che si propongono di impedire il processo d'integrazione dei musulmani già in occidente per conquistare ed islamizzare progressivamente le società aperte. Queste organizzazioni possono, inoltre, contare sulla collaborazione di tanti occidentali, degli antisionisti radicali, dei terzomondisti, degli antiamericani ed in generale di ideologi dell'estrema sinistra, vinta all'est ma pur sempre egemonica all'ovest sul piano intellettuale, apertamente schierata a favore degli islamisti in funzione antisionista ed anti-americana.
  • La Turquie dans l'Europe: un cheval de Troie islamiste?, Editions des Syrtes, (2004), ISBN 2-84545-093-1
  • Le Dilemme turc, ou les vrais enjeux de la candidature d'Ankara, insieme ad Emmanuel Razavi, Editions des Syrtes, ISBN 2-84545-116-4
  • Perché la Turchia non può entrare nell'Unione europea, Guerini ed Associati, Milano, maggio 2009 (prefazione Roberto de Mattei).
Del Valle sostiene in questo libro che l'adesione della Turchia all'Unione europea non è nell'interesse dell'UE, neppure quello della Turchia laica, pro-occidentale, minacciata dai movimenti islamici conservatori al potere (Erdoğan e Gül, del partito AKP), che hanno come scopo di smantellare l'edificio laico-militare turco strumentalizzando i criteri democratici europei che esigono la fine delle prerogative politiche dei militari: nemici interni degli islamici e unica garanzia della laicità in Turchia di fronte all'onda neo-islamista incarnata dal AKP. Secondo Del Valle, l'affermazione secondo la quale sarebbe «Meglio avere la Turchia dalla nostra parte piuttosto che contro», è assurda, ed è basata sulla paura, e non su una positiva adesione ai valori europei. Questa paura è all'origine della bizzarra decisione presa dalla Commissione europea, nel 2005, di aprire i negoziati per l’ammissione di Ankara nell’Unione. Secondo Del Valle sarebbero state così «dimenticate» le condizioni poste dal Parlamento europeo nel 1987, che imponevano alla Turchia – oltre al ritiro immediato delle truppe da Cipro – il riconoscimento ufficiale del genocidio armeno, il rispetto dei Diritti dell’uomo, e l’interruzione immediata di ogni atteggiamento persecutorio nei confronti delle minoranze etnico-religiose anatoliche. Secondo Del Valle, questa strana indulgenza contraddice gli stessi principi democratici su cui è fondata l’Unione europea. L'autore si preoccupa inoltre delle questioni demografiche, perché nel 2020 la Turchia potrebbe avere 90 milioni di abitanti e, quindi, il maggior numero di parlamentari europei. L’Unione avrebbe di conseguenza tra i suoi Stati membri un paese musulmano in grado di far valere a livello legislativo istanze religiose e culturali totalmente estranee alle tradizioni dell'Europa. La Turchia costituirebbe all'interno dell'Unione una lobby islamica che diffonderebbe, in nome della "libertà religiosa", come farebbero già Erdoğan ed il partito AKP in Turchia, il velo islamico, la poligamia, la "moralità islamica riguardo alle donne" e, più grave ancora, proporrebbe disegni di legge o risoluzioni che condannerebbero il "blasfemo contro l'Islam", o impedirebbero di "criticare l'islam" in nome della nuova tendenza sostenuta dall'Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), di condannare fino all'UE e all'ONU l'islamofobia. Inoltre, l'Unione europea avrebbe come frontiere dirette orientali, non più la tranquilla Istanbul, ma l'Iran, la Siria o l'Iraq del jihad internazionale.
  • I Rossi Neri, Verdi: la convergenza degli Estremi opposti. Islamismo, comunismo, neonazismo[6], Lindau, settembre 2009, Torino (prefazione: Magdi Allam)
Per Del Valle dall'Intifada Al Aqsa (2000), dall'11 settembre seguito dalla guerra in Afghanistan, e dall'intervento anglo-americano in Iraq (2003), l'odio anti-americano, anti-sionista, anti-occidentale e soprattutto anti-ebreo ed anti-cristiano non è mai stato così forte, violento. Una nuova ideologia di odio totale riunisce ormai in uno stesso fronte "No Global" pro-iraniani, pro-arabi e pro-palestinesi, i rappresentanti dell'estrema destra nazi-fascista anti-americana ed anti-sionista, dell'estrema sinistra anti-occidentale ed anti-sionista radicale, e degli islamisti radicali o terroristi, consapevoli di essere, "sul mercato dell'odio" anti-ebreo ed anti-occidentale, i più "efficienti" ed i più determinati.
  • Pourquoi on tue des chrétiens dans le monde aujourd'hui ? : La nouvelle christianophobie, Éd. Maxima Laurent du Mesnil 2011 (préface Denis Tillinac)
  • Le complexe occidental : Petit traité de déculpabilisation, L'artilleur, Toucan Essais, 2014.
  • Le Chaos Syrien, printemps arabes et minorités face à l'islamisme, Editions Dhow, 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia (sito ufficiale)
  2. ^ Biografia ufficiale
  3. ^ http://index.francesoir.fr/alexandre-del-valle.html
  4. ^ http://bibliographienationale.bnf.fr/livres/m2_02.h/cadre32-1.htm
  5. ^ Il totalitarismo islamico - Sinossi
  6. ^ Verdi, rossi e neri: chi sono i nemici dell'Occidente e perché ci odiano così | l'Occidentale

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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