Alexander Schalck-Golodkowski

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Alexander Schalck-Golodkowski nel 1988.

Alexander Schalck-Golodkowski (Berlino, 3 luglio 1932Monaco di Baviera, 21 giugno 2015) è stato un politico tedesco orientale, direttore del Dipartimento principale ("Hauptverwaltungsleiter") presso il Ministero del Commercio estero e del commercio interno tedesco (1956-1962), viceministro del commercio estero (1967-1975) e capo del Kommerzielle Koordinierung della RDT (KoKo, 1966-1986)[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato a Berlino da padre apolide di etnia russa e adottato dagli Schalck quando aveva otto anni. Suo padre biologico prestò servizio come ufficiale zarista nella prima guerra mondiale e divenne capo della scuola di interprete di lingua russa della Wehrmacht nella seconda guerra mondiale; non tornò dalla prigionia sovietica. Suo nonno materno ha lavorato per Stinnes a San Pietroburgo.[2]

Schalck-Golodkowsky si unì alla Libera Gioventù Tedesca nel 1951 e al Partito di Unità Socialista di Germania (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands, SED) nel 1995.

Nel 1966 fu nominato capo del KoKo (a quel tempo un dipartimento del Ministero del commercio estero di recente formazione, dieci anni dopo sarebbe diventato formalmente un potente ente governativo indipendente a sé stante) e nel 1967 fu anche nominato ufficiale speciale del Ministero per la Sicurezza di Stato.

Nel 1983 ha condotto i negoziati con il leader bavarese Franz Josef Strauß per ottenere un prestito di miliardi di marchi tedeschi dal governo della Germania Ovest.

Fu nominato membro del comitato centrale del SED nel 1986 e, sospettato di aver abusato dei suoi poteri nel KoKo, fuggì a Berlino Ovest nel dicembre 1989. Fu brevemente imprigionato prima di stabilirsi in Baviera.

Le azioni del KoKo e di Schalck-Golodkowski come suo capo furono investigate dal 1991 con l'accusa di sospetto di attività di spionaggio, evasione fiscale, frode, violazione delle norme sull'embargo e offese alla legge militare alleata. Fu processato nel 1996 per aver infranto la legge degli Alleati e condannato a un anno di libertà vigilata; altre accuse furono ritirate a causa della sua cattiva salute: ebbe operazioni per rimuovere i tumori nel 1987 e nel 1997.

Era stato sposato due volte e aveva avuto due figli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) www.dhm.de/lemo/ biography
  2. ^ (DE) munzinger.de biography

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Christian Jung: Geschichte der Verlierer. Historische Selbstreflexion von hochrangigen Mitgliedern der SED nach 1989 (= Heidelberger Abhandlungen zur Mittleren und Neueren Geschichte – NF, Band 16). Universitätsverlag Winter Heidelberg, Heidelberg 2007, ISBN 978-3-8253-5308-7 (Dissertation Universität Heidelberg 2006 unter dem Titel: Aus meinem Leben – Dichtung und Wahrheit, 387 Seiten).
  • (DE) Wolfgang Brinkschulte, Hans Jörgen Gerlach, Thomas Heise: Freikaufgewinnler. Die Mitverdiener im Westen. Ullstein Report, Frankfurt am Main / Berlin 1993, ISBN 3-548-36611-2.
  • (DE) Egmont R. Koch: Das geheime Kartell. BND, Schalck, Stasi & Co. Hoffmann & Campe, Hamburg 1992, ISBN 3-455-08435-4.
  • (DE) Peter-Ferdinand Koch: Das Schalck-Imperium lebt. Deutschland wird gekauft. Piper, München 1992, ISBN 3-492-03564-7.
  • (DE) Wolfgang Seiffert, Norbert Trautwein: Die Schalck-Papiere. DDR-Mafia zwischen Ost und West. Die Beweise. Zsolnay, Wien 1991, ISBN 3-552-04340-3.
  • (DE) Matthias Rathmer: Alexander Schalck-Golodkowski: Pragmatiker zwischen den Fronten. Eine politische Biographie. Münster 1995, (Dissertation Universität Münster (Westfalen) 1996, 297 Seiten).
  • (DE) Frank Schumann, Heinz Wuschech: Schalck-Golodkowski: Der Mann, der die DDR retten wollte. edition ost, Berlin, 2012, ISBN 978-3-360-01841-0.
  • (DE) Matthias Judt: Der Bereich Kommerzielle Koordinierung. Das DDR-Wirtschaftsimperium des Alexander Schalck-Golodkowski. Mythos und Realität. Links, Berlin 2013, ISBN 978-3-86153-724-3.

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