Alessandro Riberi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Alessandro Riberi
Alessandro Riberi.jpg

Senatore del Regno di Sardegna
Durata mandato 10 luglio 1849 –
18 novembre 1861
Legislature dalla III
Incarichi parlamentari
Commissioni:
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sulla pubblica igiene e sull'esercizio delle professioni sanitarie (21 febbraio 1857)

Deputazioni:

  • Deputazione incaricata di assistere alla funzione religiosa per l’anniversario dello Statuto
  • Deputazione per l’inaugurazione del monumento Manin
Sito istituzionale

Deputato del Regno di Sardegna
Legislature I
Sito istituzionale

Dati generali
Professione Docente universitario

Alessandro Riberi (Stroppo, 24 aprile 1794Cuneo, 18 novembre 1861) è stato un medico, accademico e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro Riberi, appartenente ad una famiglia agiata, nacque il 24 aprile 1794 a Stroppo. Laureatosi in Chirurgia presso l'Università di Torino nel 1815 e in Medicina presso l'Università di Genova nel 1817, nel 1820 divenne Assistente nella Clinica Operativa dell'Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e già nel 1822 fu nominato Chirurgo assistente e Incisore anatomico dello stesso ospedale. Nello stesso anno venne nominato dal Re Carlo Felice Chirurgo Maggiore della 4ª Compagnia delle Guardie del Corpo del Re. Professore Sostituto di Chirurgia dell'Università nel 1825 e, l'anno successivo, Professore di Chirurgia operativa e di Ostetricia, fondò il Laboratorio di Anatomia e Chirurgia (tuttora esistente e a lui intitolato) per la ricerca scientifica e per la formazione degli studenti. Divenuto Re di Sardegna nel 1831 Carlo Alberto, riconobbe i meriti del medico Riberi nominandolo Chirurgo della Casa Reale e della Sua Persona e il 20 giugno 1842 Chirurgo della Real Persona e dei suoi Familiari, del Duca e della Duchessa di Genova. Nominato Presidente del Consiglio Superiore Militare di Sanità il 16 luglio 1843, «fece approvare una legge che prescriveva che ogni medico militare dovesse essere medico-chirurgo, obbligando i già laureati a prendere la seconda laurea mancante»[1], fondendo così i due corsi di laurea e fondò il Giornale di medicina militare. Presidente della Società medico-chirurgica di Torino nel 1845, la trasformò con altri suoi colleghi in Accademia di Medicina con Regio Biglietto del 24 febbraio 1846, sul modello dell'Accademia delle Scienze, di cui era Socio residente dal 23 gennaio 1842, ma rigorosamente specializzata nelle materie mediche. Introdusse negli ospedali l'uso dell'anestesia e spesso praticò l'agopuntura «sia per interventi chirurgici di vario genere sia per dare sollievo in diverse manifestazioni dolorose»[2].

Nel 1848 fu eletto deputato nel Collegio di Dronero, l'anno successivo, il 10 luglio entrò in Senato. Fu Consigliere del Re dal 1848, Membro, prima Straordinario dal 1850 e poi Ordinario dal 1856 al 1861, del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione di cui divenne Vice Presidente.

Nel giugno 1849 andò ad Oporto per curare l'amico Carlo Alberto che, ormai moribondo, rinnovò la stima reciproca esclamando «quanto è grande o Riberi, l'arte medica; essa non è solo l'esercizio di un'arte benefica, ma è il più sublime grado di virtù, una continua prova della più soave amicizia!» e infine, riferendosi all'Italia, gli sussurrò: «si conseguirà un giorno quello che io ho tentato»[3].

Fu anche Membro straordinario del Consiglio superiore di sanità, Membro del Consiglio direttivo delle cliniche universitarie nell'Ospedale Maggiore di S. Giovanni Battista, dell'Amministrazione dell'Opera di maternità e dell'Ospizio generale di carità di Torino. Inoltre fu Socio corrispondente dell'Accademia di Medicina di Francia, dell'Accademia Imperiale Medico-Chirurgica di S. Pietroborgo, dell'Accademia Fisico-Medico-Statistica di Milano, della Società Accademica di Medicina di Marsiglia, delle Società Mediche di Barcellona, di Lisbona, Consigliere del Magistrato del protomedicato e Preside della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Torino.

Fu abile chirurgo, i suoi allievi «potevano non ammirare nelle sue grandi operazioni la sicurezza sapiente, la pacatezza inalterabile, la regolarità calcolata, la previsione mai difettante, il riparo pronto», era nei consulti privati «per lo più cortesissimo, istruttivo, indagatore paziente, minuto, assoggettante, né mai difettante di nuove indicazioni e di nuovi mezzi curativi»[4].

Nel giugno 1861 cercò inutilmente di curare Camillo Benso di Cavour.

Visse celibe ed a chi gli chiedeva il motivo della scelta, rispondeva di non aver tempo per pensarci.

Di animo nobile e gentile, fu generoso con tutti, in vita e in morte. Negli ultimi anni della sua vita iniziò a proprie spese un Museo patologico nell'Ospedale di San Giovanni, nel quale fu Chirurgo ordinario per trentacinque anni. Rinunziò sempre al suo stipendio per qualche acquisto o miglioramento dell'Ospedale. Fondò un premio di lire mille per un concorso di medicina-chirurgica per i medici militari e una borsa di studio di lire seicento. Redigendo il testamento, lasciò un milione di lire a suo nipote e una serie di donazioni per varie opere, concorsi e premi tra cui uno ogni triennio per sette volte di Lire 20 000 all'accademia medico-chirurgica che contribuì a formarla.

Colpito da entero-peritonite reumatica acutissima morì il 18 novembre 1861.

È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sabaude[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 9 ottobre 1849
Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 2 febbraio 1860
Cavaliere dell'Ordine civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine civile di Savoia
— 8 maggio 1841
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
Commendatore di seconda classe dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di seconda classe dell'Ordine militare di Savoia

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Cristo (Portogallo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Umberto Dianzani, Excursus sulla storia della Facoltà di Medicina, Biblioteca Centralizzata di Medicina e Chirurgia - Polo biologico (Sito Università Degli studi di Torino Archiviato il 25 luglio 2014 in Internet Archive.)
  2. ^ Bruno P. Pieroni, Sanita: nuovo potere , Fatti e personaggi degli ultimi 30 anni raccontati da un inviato nel mondo della salute, Springer-Verlag, Milano 2004, p.77 (on line).
  3. ^ Atti della reale accademia di Medicina di Torino, Vol. V, Tipografia C. Favale e Compagnia, Torino 1869, pp.218-220 (on line).
  4. ^ Gazzetta medica italiana. Province Sarde, Anno XII, Serie II, Vol. XI, Tipografia di Gaetano Biancardi, Torino 1861, p.380 (on line).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN12709700 · ISNI (EN0000 0000 6140 2792 · GND (DE103120793 · CERL cnp00999478 · WorldCat Identities (EN12709700
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie