Alessandro Racchetti

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Alessandro Racchetti

Alessandro Racchetti (Genova, 2 marzo 178924 aprile 1854) è stato un giurista italiano.

Biografia e carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro Racchetti nasce il 2 Marzo del 1789 a Genova e vive la sua gioventù con la famiglia a Crema. La sua famiglia, la quale si era trasferita soltanto per un breve periodo a Genova, aveva residenza fissa a Crema che considerò sempre come patria. Quinto figlio, dopo Rocco, Vincenzo, Giuseppe e Paolo, di Andrea Racchetti e Isabella Bellocchio, passò alla storia come il primo fondatore del Liceo A. Racchetti con sede a Crema. Viene ricordato come un uomo di grande ingegno, dal carattere nobile e un abile insegnante grazie alla sua brillante formazione. Il padre, passato a seconde nozze, si trovava con undici figli, dei quali non si poteva permettere le cure e l'educazione pertanto lo zio sacerdote Antonio lo educa alla religione e alle lettere. Successivamente l'istruzione di Alessandro passò allo zio Giovanni. Nel 1799 entrò nel Ginnasio di Crema e a 15 anni decise di intraprendere gli studi di lettere umane al Liceo di Brera a Milano, date le sue nobili doti di ingegno.

Dopo il suo percorso liceale milanese, la famiglia lo avviò agli studi legali all'università di Pavia dove conseguì una laurea in legge; in seguito ritornò a Milano dove riprese gli studi e lavorò anche come avvocato per un anno. Nel 1805 entrò all’Università di Pavia e cominciò la sua istruzione scientifica dopo aver terminato quella letteraria. Insieme ai fratelli fondò una società d'Apollo detta dei Riuniti per la recitazione di versi, di cui fu a lungo presidente.

Nel 1808 riprese la sua carriera di avvocato a Milano. Nel 1810 venne dichiarato idoneo all'avvocatura dalla corte di Appello e l’11 aprile 1811 ricevette il vicereale decreto, ottenendo la cattedra di professore di Diritto Civile presso il Liceo di Treviso, proseguendo comunque la professione di avvocato. Nel 1815 si trasferì a Padova dove tenne lezioni di Diritto e di regolamento austriaco di Procedura Civile presso l'Università; il 23 agosto di due anni dopo, cessato il Regno d'Italia e sorto il Lombardo-Veneto, l'S.M.I.R.A[1].

Francesco I, lo chiamò per insegnare Procedure Notarili e Giudiziarie nell'Università della città. Le sue lezioni di procedura penale con Elia Giardini e Tommaso Nanni vennero particolarmente apprezzate da Valentino Pasini, patriota e politico italiano che visse nello stesso periodo. Fu commendatore dell'ordine di Francesco Giuseppe I e Cavaliere dell'Ordine della Corona di Ferro. Nella vita di professore passò per tutte le cariche accademiche. Il 24 giugno 1823 venne nominato avvocato al Foro di Padova fino al 1828. Nel frattempo venne pubblicato il discorso inaugurale sul Retto Onore della Gloria, che lesse lui stesso nel 1826 presso l'università di Padova, della quale fu nominato rettore Magnifico nel 1827. Nel giugno 1838 ebbe il titolo di I.R. (Imperial Regio) Consigliere e nel novembre 1839 venne nominato membro effettivo del Regio Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti. Nel gennaio 1847 si sposò con Francesca Piantanida e per l'occasione vennero composte poesie come augurio, due delle quali portano la firma di Carlo de' Vigili. Fu nominato vicepresidente dell'Università di Padova nel novembre 1847 e presidente dal marzo 1850.

Nel febbraio del 1848 iniziarono gli scontri tra la polizia e gli studenti all'interno dell'università di Padova, della quale era rettore Giuseppe Torresini, sostituito temporaneamente da Filippo Spongia. Quest'ultimo fu sollevato dal suo incarico poiché si dimostrò troppo legato alle posizione austriache e l'8 gennaio il governatore delle province venete nominò Alessandro Racchetti come sostituto temporaneo del rettore. Racchetti si dimostrò fin da subito favorevole ad accogliere le richieste degli studenti, sia quando essi chiesero che fosse istituito il divieto di fumo all'interno dell'università, sia quando vollero un'assistenza legale. Nel frattempo egli invitava i docenti ad impegnarsi per ristabilire la "perfetta tranquillità, senza la quale nessuno stabilimento d'istruzione può raggiungere il proprio fine". Tuttavia l'università si era trasformata in un luogo di agitazione e di disordini e si assisteva ad un crescente isolamento dei soldati da parte delle famiglie e degli studenti in tutta la città. Nella tarda mattinata dell'8 febbraio 1848 molti studenti entrarono nell'aula dove Racchetti stava tenendo la sua lezione e pretesero che il professore fornisse loro delle garanzie contro i soprusi polizieschi: essi pretesero un cambio di guarnigione e il suo ritiro in caserma entro le 5 del pomeriggio. Racchetti trasmise le richieste alle autorità civili ed ottenne la diminuzione del numero di soldati, insieme alla garanzia che la loro disciplina sarebbe stata regolata più rigidamente. Egli comunicò il messaggio alla scolaresca alle cinque del pomeriggio e la situazione precipitò, anche se lo stesso Racchetti affermò che le reazioni non furono particolarmente negative. L'11 febbraio molti studenti furono allontanati dalla città a causa della loro condotta censurabile, ma Racchetti si pose ancora una volta dalla loro parte e il 21 febbraio chiese la riammissione di alcuni di essi.

Il 26 marzo egli chiese di essere sollevato dal suo incarico, a causa della sua avanzata età e gli successe Francesco Cortese. Dall'ottobre 1849 divenne direttore dello Studio Politico Legale di Padova. Nel suo tempo libero si dedicava a scienza, musica, teatro e viaggi. Per motivi di lavoro si recò nel 1850 a Vienna e nello stesso anno divenne Consigliere del Governo; l'anno successivo si trasferì a Verona. Alessandro Racchetti vietò la divulgazione delle sue lezioni alla stampa anche dopo la morte, ma non ai fratelli e ai familiari. Infatti, nel 1854 il fratello Rocco pubblicò i manoscritti delle lezioni sulle Procedure Speciali, riguardanti le disposizioni del legislatore austriaco concernenti un metodo eccezionale di procedura, perfezionati da un giovane Legale, discepolo di Alessandro.

Alessandro morì il 24 Aprile del 1854 a Padova, all'età di sessantacinque anni, mentre il ginnasio a lui dedicato venne istituito nel 1889. Il professore Francesco Ponzetti dedicò alla sua memoria un sonetto appartenete alla raccolta Miscellanea di Braguti.

Andrea Racchetti
Isabella Bellocchio
Rocco Racchetti
Vincenzo Racchetti
Paolo Racchetti
Giuseppe Racchetti
Alessandro Racchetti
Pietro Racchetti

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sulla Proprietà dello Stile nella Criminale Giurisprudenza e nella Procedura Giudiziale”: Alessandro espone in questo manoscritto le sue considerazioni riguardo ai decreti, ai governi e alle legislazioni di nazioni dell'epoca.
  • Procedure Speciali”: manoscritto pubblicato 1854 e diviso in fascicoli:

1. Procedura Sommaria (8 articoli)

2. Procedura per le Disdette di Finita Locazione e relative controversie (19 articoli)

3. Procedura Sommarissima per Turbato Possesso (7 articoli)

4. Procedura Commerciale (4 articoli)

5. Procedura Cambiaria (7 articoli)

Aggiunte: Procedure Giudiziarie negli Affari civili non contenziosi.

  • Discorso inaugurale letto da Alessandro Racchetti nella grande aula dell'università di Padova per l'apertura di tutti gli studi nel giorno 3 dicembre 1826" (Del retto Amore della gloria): in occasione dell'apertura di tutti gli studi, il 3 dicembre 1826, presso la Grand'Aula dell' I.R. Università di Padova, Alessandro Racchetti in qualità di professore di procedura giudiziaria e Rettore Magnifico, lesse questo discorso inaugurale. In questo discorso Alessandro si rivolge agli studenti dell'Università di Padova, spronandoli a prendere ispirazione dagli eroi antichi che riuscirono a rendersi immortali e ad essere ricordati nel tempo solamente per il loro ingegno e per la loro dedizione o per le scienze o per le lettere; inoltre li invita a non esaltarsi troppo per i successi raggiunti e a non confonderli con la celebrità, perché tutti, colti e non, verranno giudicati in egual modo davanti alla morte.
  • Briseide tragedia”: Alessandro per la realizzazione di quest'opera prese ispirazione dalla fanciulla Briseide, la cui storia fu narrata da molti autori classici tra i quali Omero, Properzio, Ovidio, Orazio, Stazio. La storia racconta di Briseide, principessa di Lirnesso, figlia di Briseo e sposa di Minete, re di Cilicia. Minete venne ucciso da Achille durante il saccheggio della città di Lirnesso e lo stesso Achille rapì la fanciulla che divenne sua schiava e amante. A sua volta, Agamennone rapì Criseide, figlia di Crise, sacerdote di Apollo, il quale inviò una pestilenza sul campo degli Achei, costringendo Agamennone a rendergli Criseide. Agamennone accettò, ma in cambio chiese Briseide, scatenando l'ira di Achille, il quale abbandonò il campo di battaglia. Agamennone per convincere Achille a tornare a combattere, tentò di restituirgli Briseide offrendogli anche del denaro, ma Achille non cedette alle sue scongiure. Nel finale dall'unione di Briseide e Agamennone nacque Aleso. Nella sua realizzazione, Alessandro scelse di dividere l'opera in quattro atti, nei quali prevalgono le parti dialogiche. Nell'autografo soprattutto l'atto quarto presenta diverse correzioni; aggiunte sono presenti anche nelle altre parti.
  • "Tirsi canzone": Alessandro scrive questa canzone in seguito alla morte di suo figlio per esprimere il suo dolore.
  • "Trattato di procedura civile".

Opere con riferimenti ad Alessandro Racchetti[modifica | modifica wikitesto]

  • "Orazione funebre" (in lode al cavaliere): Alessandro fu dottore in ambe le leggi, professore presso l'Università di Padova di Procedura giudiziaria e notarile e stile degli affari, facente funzione di Direttore della Facoltà politica-legale, Commendatore dell'ordine di Francesco Giuseppe I; Cavaliere dell'Ordine della Corona di Ferro, membro effettivo e presidente dell'Istituto Veneto di scienze, lettere, arti... L'orazione funebre dedicata ad Alessandro fu letta nei tre giorni successivi che corsero alle esequie del giorno XXVII Aprile dell'illustre defunto. Contiene sia i meriti di quest'uomo ma anche la prova d'affetto dei molti suoi veneratori che nessun tempo diminuirà. Alessandro fu consigliere Imperiale , Cavaliere dell'Ordine Imperiale Austriaco della Corona di Ferro. Nel 1799 entrava nel Ginnasio di Crema e nel 1803 nel liceo dipartimentale di Brera in Milano. Nel 1805 cominciò la sua istituzione scientifica dopo aver terminato quella letteraria. Nel 1810 fu dichiarato idoneo all' avvocatura dalla Corte di Appello in Milano . Nell'anno successivo fu eletto professore nel regio liceo del Tagliamento a Treviso di diritto civile. Nel 1815 fu chiamato dal Monarca all'Università di Padova a insegnarvi diritto e procedura criminale. Nel 1817 cambiò il suo insegnamento all'Università: procedura giudiziaria notarile e di stile degli affari. Nel 1826 tenne uno dei suoi discorsi solenni, l'unico che venne pubblicato. "Brevi Cenni Biografici” : scritto dal professore Tolomei a Padova il 27 aprile 1854, in occasione del suo elogio funebre. Il prof.Tolomei conclude con le seguenti parole: “Non pertanto i suoi scritti rimangono presso di noi, e forse un dì fia che veggano la pubblica luce. Quell'anima benedetta si è da noi dipartita, ma lascia nei nostri cuori, lascia nella nostra Università, monumenti non perituri.”
  • Lucia Citerio, Marita Desti, Giancarlo Innocenti e Barbara Viviani, "Crema e il suo ginnasio". Con la promulgazione del regio Decreto Legislativo n. 3725 del 13 Novembre 1859 nota come Legge Casati, in vigore dal 1 Gennaio 1860, venne istituito, nel Regno di Sardegna, il ginnasio-liceo di 2 gradi: il primo grado: durata di 5 anni (1, 2, 3, 4, 5 ginnasio) il secondo grado: durata di 3 anni (1, 2, 3 liceo) Essendo presente a Crema il solo Regio ginnasio municipale, nel 1864 questo venne pareggiato ai ginnasi governativi ed intitolato ad Alessandro Racchetti nel 1899.
  • Gianpaolo Tolomei, "Brevi Cenni Biografici". Fu scritto dal professore Tolomei a Padova il 27 aprile 1854, in occasione dell’elogio funebre di Racchetti, sulla base delle informazioni fornitegli dal collega professore Pietro Nardi.
  • Francesco Andreola, "Almanacco per le provincie soggette all'Imp. Regio Governo di Venezia per l'anno 1821".
  • "Gazzetta di Parma", 1839.
  • "Almanacco Imperiale Reale della Lombardia: per l'anno 1843".
  • "Manuale per le province soggette all'imperiale regio governo di Venezia".
  • "Ad Alessandro Racchetti per le sue faustissime nozze colla gentilissima signora Francesca Piantanida, gennaio 1847".
  • Girolamo Venanzio, "Commemorazione di Alessandro Racchetti".
  • "Adunanza ordinaria del giorno 12 agosto 1855".
  • Francesco Sforza Benvenuti, "Dizionario biografico cremasco".
  • "Per lo scoprimento della lapide onoraria ad Alessandro Racchetti nel civico ginnasio di Crema che da lui s'intitola. XXII novembre".
  • Piva Maria Cristina, "Racchetti Alessandro".
  • Giordano Altarozzi e Cornel Sigmirean, "Il Risorgimento italiano e i movimenti nazionali in Europa: Dal modello italiano alla realtà dell'Europa centro-orientale".
  • Sotto la voce di Pasini Valentino, in "Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 81".
  • Giampietro Berti, "L'università di Padova da 1814 al 1850".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Racchetti, Tirsi canzone, Crema, 1802.
  • Alessandro Racchetti, Discorso inaugurale letto da Alessandro Racchetti nella grande aula dell'università di Padova per l'apertura di tutti gli studi nel giorno 3 dicembre 1826 (Del retto Amore della gloria), Padova, tipografia del seminario, 1827.
  • Alessandro Racchetti, Procedure speciali, Crema, tipografia E. Delmati, 1854.
  • Alessandro Racchetti, Trattato di procedura civile, s.l., s.d.
  • Alessandro Racchetti, Briseide tragedia, s.l., s.d.
  • Alessandro Racchetti, Sulla Proprietà dello Stile nella Criminale Giurisprudenza e nella Procedura Giudiziale, s.l., s.d.
  • Girolamo Venanzio, Commemorazione di Alessandro Racchetti, Padova, 1855. Ripubblicato in Michela Marangoni, Commemorazioni dei soci effettivi 1843-2010, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2011, pp. 63-67, ISBN 978-88-95996-35-6.
  • Francesco Sforza Benvenuti, Dizionario biografico cremasco, Forni editore, 1972 [1888], pp. 234-235.
  • Ilaria Lasagni, Educare la Mente e il Cuore
  • Francesco Andreola, Almanacco per le provincie soggette all'Imp. Regio Governo di Venezia per l'anno 1821, s.l., s.d.
  • Gazzetta di Parma, s.l., 1839.
  • Almanacco Imperiale Reale della Lombardia: per l'anno 1843, s.l., 1843.
  • Manuale per le province soggette all'imperiale regio governo di Venezia, s.l., 1845.
  • Ad Alessandro Racchetti per le sue faustissime nozze colla gentilissima signora Francesca Piantanida, gennaio 1847, in Misc. Braguti 18/7, s.l., 1847.
  • Gianpaolo Tolomei, Brevi Cenni Biografici, Padova, 27 aprile 1854.
  • Adunanza ordinaria del giorno 12 agosto 1855, in Atti, s.l., 1864-1865, pp. 781-802.
  • Per lo scoprimento della lapide onoraria ad Alessandro Racchetti nel civico ginnasio di Crema che da lui s'intitola. XXII novembre, in Misc. CR. B/ 973, Crema, tipografia editrice C. Cazzamalli, 23 novembre 1891.
  • Lucia Citerio, Marita Desti, Giancarlo Innocenti e Barbara Viviani, Crema e il suo ginnasio, s.l., s.d.
  • Piva Maria Cristina, Racchetti Alessandro, Seminario vescovile di Treviso, 2011.
  • Giordano Altarozzi e Cornel Sigmirean, Il Risorgimento italiano e i movimenti nazionali in Europa: Dal modello italiano alla realtà dell'Europa centro-orientale, s.l., Edizioni Nuova Cultura, 2013.
  • Sotto la voce di Pasini Valentino, in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 81, s.l., 2014.
  • Orazione funebre (in lode al cavaliere), in Misc Cr. C/49, s.l., s.d.
  • Giampietro Berti, L’Università di Padova dal 1814 al 1850, Treviso, Antilia, 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sua Maestà Imperiale Reale Apostolica.
Controllo di autoritàVIAF (EN266952642 · SBN IT\ICCU\PUVV\329256 · GND (DE1027135927