Alessandria del Caucaso

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Coordinate: 34°58′N 69°16′E / 34.966667°N 69.266667°E34.966667; 69.266667

Alexandria del Caucaso
Kapisa
BegramMedallion.jpg
Medaglione circolare (Alessandro Magno?), da Bagram, I sec. (National Museum of Afghanistan)
Civiltà Ellenistica
Utilizzo città
Epoca 329 a.C.
Localizzazione
Stato Afghanistan Afghanistan
Città Bagram
Dimensioni
Superficie 1000
Scavi
Date scavi XIX secolo
Archeologo Charles Masson

Alessandria del Caucaso fu una città fondata da Alessandro Magno nella Battria meridionale, nei presi della moderna città afgana di Bagram. Anche nota come Kapisa nel Medioevo, la città occupava un importante incrocio di vie di comunicazione alle pendici meridionali dell'Hindu Kush, nel paese dei Paropamisadae.

Dopo che Ciro il Grande la distrusse nel 500 a.C. durante una campagna nella regione contro i nomadi e suo figlio Dario I la ricostruì, la città fu rifondata nel marzo del 329 a.C. da Alessandro Magno. Questi la popolò di 7000 macedoni, 3000 mercenari e migliaia di nativi,[1] oppure con 7000 nativi, 3000 ausiliari di campo e alcuni mercenari greci.[2] La nuova città era costruita sul modello delle città greche, secondo lo schema ippodameo che prevedeva tre assi longitudinali, orientati in direzione est-ovest, intersecati da assi perpendicolari, orientati in direzione nord-sud: l'intersezione di questi assi veniva a formare isolati rettangolari. Le fortificazioni erano rinforzate da torri agli angoli formati dalle mura.

Avori a tema ellenistico, dal tesoro di Bagram, I sec.

Con lo sviluppo dell'impero Maurya, il fondatore dell'impero Chandragupta Maurya si scontrò con le forze macedoni di Seleuco I nel 305 a.c. Al termine del breve conflitto, Gandhara, Arachosiae e la regione a sud di Bagram (l'estremo sud-est dell'odierno Afghanistan) cadettero sotto il controllo dei Maurya[3][4]. Durante i 120 anni di dominio Mauria, a Bagram e nal sud dell'Afganistan venne introdotto il Buddhismo, che divenne una delle maggiori religioni della regione con lo Zoroastrismo e le locali religioni intinte di paganesimo[5]. In questo periodo la città ebbe infatti una fiorente comunità buddista; durante il regno di Menandro I, il monaco buddista greco Mahadharmaraksita lasciò Alasandra (probabilmente Alessandria) con 30000 monaci per recarsi all'inaugurazione della grande stupa di Anuradhapura, in Sri Lanka.[6]

Durante il Regno indo-greco Alessandria fu utilizzata come capitale da alcuni sovrani; Eucratide I (170-145 a.C.) coniò alcune monete in cui era raffigurato Zeus, indicato come "divinità di Kapisa".

In seguito, Alessandria divenne parte della capitale dell'impero Kusana, durante il I secolo. I rinvenimenti archeologici detti "tesoro di Bagram" sono indicativi, per la loro varietà, degli intensi scambi commerciali fra l'impero Kusana e tutti i maggiori centri culturali durante l'età classica, data la posizione centrale dell'impero nelle vie commerciali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Curzio Rufo, VII.3.23.
  2. ^ Diodoro Siculo, XVIII.83.2.
  3. ^ (EN) Vincent A. Smith, Ashoka, Asian Educational Services, 1998, ISBN 81-206-1303-1.
  4. ^ (EN) Walter Eugene Clark, The Importance of Hellenism from the Point of View of Indic-Philology in Classical Philology, vol. 14, nº 4, 1919, pp. 297-313.
  5. ^ (EN) Jerry Bentley, Old World Encounters: Cross-Cultural Contacts in Pre-Modern Times, New York, Oxford University Press, p. 46.
  6. ^ Mahavamsa, XXIX.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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