Alessandra Kersevan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Alessandra Kersevan (Monfalcone, 18 dicembre 1950) è una saggista ed editrice italiana, specializzata in storia e cultura del Friuli-Venezia Giulia e del confine orientale nella prima metà del 1900.

Sulla scia dei lavori di Teodoro Sala ed Enzo Collotti, fa parte di quel gruppo di storici che a partire dagli anni novanta del XX secolo ha intrapreso ricerche sui crimini di guerra italiani. I suoi studi in questo settore si sono concentrati prevalentemente sulle attività del Regio Esercito nel teatro bellico Jugoslavo e sui campi di internamento per civili jugoslavi. Dal 2012 fa inoltre parte del "Comitato Scientifico e Artistico (CSA)" della onlus "Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia", associazione che ha come punti di riferimento ideali e politico-culturali la Jugoslavia socialista e il suo fondatore Josip Broz Tito[1].

A queste ricerche, Kersevan ha abbinato una continua attività in conferenze e dibattiti, dedicati in modo particolare ai temi relativi alle foibe e all'esodo istriano-dalmata, che spesso hanno causato violente polemiche, da parte di storici accademici, associazioni legate al mondo degli esuli, rappresentanti politici di centrodestra e gruppi legati alla destra estrema.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureata in filosofia nel 1974 con una tesi in storia contemporanea sul Partito Comunista Italiano nella Resistenza (relatore Enzo Collotti), è stata insegnante di lettere nelle scuole medie fino ai primi anni 1990. Alessandra Kersevan si è dedicata dal 1992 alla stesura di saggi storici sulle questioni di confine tra Italia e Jugoslavia,[2] in modo particolare in relazione all'occupazione fascista di Croazia e Slovenia, all'eccidio di Porzûs e ai campi di concentramento per slavi.[3]

Ha costituito a Udine un gruppo di lavoro chiamato Resistenza storica, facente riferimento a KappaVu, casa editrice di proprietà sua e del marito Giancarlo Velliscig, specializzata in analisi storiche sui fatti friulani e giuliani tra le guerre e in testi in lingua friulana[4]. Alle attività di ricerca, abbina quelle di cantante in gruppi jazz-popolari, assieme al marito e ad altri artisti[5], essendo una dei fondatori del gruppo "Canzoniere di Aiello", nato negli anni 1970. Il gruppo si propone principalmente di riscoprire la musica locale popolare, partigiana e di rivolta, con particolare attenzione sul mettere in musica i versi dei poeti friulani.[6]

Lo studio sul vescovo Nogara[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giuseppe Nogara.

La sua prima opera - scritta in collaborazione collo scrittore e ricercatore Pierluigi Visintin (Che il mondo intero attonito sta, del 1992) - descrive la figura dell'arcivescovo di Udine Giuseppe Nogara, ritenuto contiguo e fiancheggiatore del fascismo nella sua opera di oppressione delle minoranze slovene e croate che vivevano nelle terre di confine annesse all'Italia dopo la prima guerra mondiale.

Gli studi sui crimini di guerra italiani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campo di concentramento di Gonars e Crimini di guerra italiani.

Altre opere hanno riguardato il comportamento delle truppe italiane nei territori occupati in Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale e il ruolo della polizia fascista e dei suoi fiancheggiatori civili nel rastrellamento e la repressione di resistenti, sia italiani che jugoslavi, nonché le vicende degli jugoslavi internati nei lager sparsi lungo il territorio italiano (Lager italiani, del 2008). L'opera di Kersevan ha contribuito a mettere in luce questo tema, non affrontato dalla storiografia italiana per decenni. Kersevan è inoltre l'autrice del più ampio studio monografico sul Campo di concentramento di Gonars, dove durante la seconda guerra mondiale vennero rinchiusi migliaia di sloveni e croati, cinquecento dei quali trovarono la morte per fame o malattie (Un campo di concentramento fascista: Gonars 1942-1943, del 2003)[7][8].

Lo studio sull'eccidio di Porzûs[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Eccidio di Porzûs, Controversie sull'eccidio di Porzûs e Processi per l'eccidio di Porzûs.

Un altro tema affrontato da Alessandra Kersevan, sia in un'opera scritta (Porzûs. Dialoghi su un processo da rifare, 1995) sia in dibattiti pubblici, è l'Eccidio di Porzûs. Secondo Kersevan la responsabilità dell'eccidio non è da imputare né ai gappisti che materialmente assaltarono un comando di partigiani "bianchi" delle Brigate Osoppo il 7 febbraio 1945, né tantomeno ai partigiani comunisti sloveni, che buona parte degli storici italiani ritiene esser stati i mandanti dell'operazione[9]. Nelle estreme propaggini nordorientali d'Italia si sarebbero invece saldati gli interessi degli angloamericani, degli osovani ferocemente anticomunisti, della chiesa locale e dei fascisti della Decima Mas contro i comunisti del IX Korpus sloveno e dele Brigate garibaldine che operavano in zona. Il successivo processo - nel corso del quale i gappisti vennero condannati a pesanti pene detentive - secondo Kersevan fu in realtà una montatura creata ad arte da un variegato fronte politico-giudiziario reazionario e in sostanziale continuità col regime fascista. Con la fuga in Jugoslavia e in altri paesi socialisti degli imputati del processo condannati per vari reati, per Kersevan sarebbe quindi stata costretta ad andarsene dal Friuli «la meglio gioventù».

Gli interventi pubblici su foibe ed esodo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Massacri delle foibe ed Esodo istriano-dalmata.

Alessandra Kersevan non ha mai pubblicato dei saggi sulle foibe e sull'esodo istriano, ma ha partecipato a decine di incontri pubblici su questi temi, riproponendo le interpretazioni proposte da altri autori.

Kersevan - rifacendosi principalmente ai testi della ricercatrice Claudia Cernigoi - mette in discussione il numero delle vittime delle foibe,[10] giudicato troppo elevato in raffronto ai documenti storici a disposizione, e contesta il fatto che si trattasse di massacri etnici: sostiene infatti che ad essere uccisi furono in gran parte noti collaborazionisti e spie della polizia fascista.[10]

Prendendo ad esempio la foiba di Basovizza - e sempre rifacendosi a Cernigoi - Kersevan ritiene che non vi fu mai commesso alcun omicidio di massa e che la sua esistenza come luogo della memoria sia frutto di propaganda. Kersevan ritiene altresì necessario che la storiografia riveda il concetto di «italiani brava gente»[10] e investighi maggiormente sui numerosi crimini di guerra italiani in più zone di conflitto, dal fronte orientale al nord Africa.[10]

Critiche e polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Sul vescovo Nogara[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua apparizione, lo studio sul vescovo Nogara si pose in diretto contrasto con l'unico precedente studio monografico apparso fino a quel momento[11]. Paolo Blasina - ricercatore dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia - ha definito il libro di Kersevan e Visintin "ricostruzione polemic[a]" "parzial[e] e dichiaratamente schierat[a]"[12]. L'ex partigiano osovano e politico democristiano Antonio Comelli aveva a sua volta definito il saggio su Nogara "una operazione ignobile", venendo di conseguenza querelato dal marito della Kersevan, comproprietario della casa editrice KappaVu[13].

Su Porzûs[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 maggio 2012 Kersevan - nel corso di un dibattito all'interno della manifestazione èStoria di Gorizia - capeggiò una contestazione pubblica contro il giornalista e saggista Paolo Mieli, che aveva affermato l'inesistenza di casi di partigiani comunisti uccisi da partigiani cattolici, all'opposto di quanto accaduto a Porzûs. Mieli prese atto della precisazione e comunque stigmatizzò il "lungo silenzio dei comunisti" sulla vicenda[14].

In occasione della visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Faedis (29 maggio 2012) per scoprire una targa a ricordo dei partigiani osovani trucidati, Kersevan pubblicò una lettera aperta indirizzata a Napolitano. Ritenendo che il processo ai partigiani comunisti per l'eccidio di Porzûs fosse "finalizzato precisamente alla messa fuori legge del partito comunista sotto l’accusa di tradimento della patria", accusò gli osovani di "comportamenti di intesa con il nemico nazifascista" e chiese l'istituzione di una commissione storica "onde arrivare a una ricostruzione il più possibile obiettiva della vicenda" per "arrivare finalmente (...) alla riabilitazione di molti di quei partigiani che furono ingiustamente condannati"[15]. La lettera aperta venne criticata dall'ex senatore democristiano Lucio Toth, vicepresidente della Federazione degli Esuli e presidente onorario dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), che la ritenne "un insulto a tutti i combattenti partigiani delle Brigate Osoppo, ai loro caduti nella lotta di Liberazione e alle loro famiglie"[16].

Su foibe ed esodo[modifica | modifica wikitesto]

Con riferimento alle prese di posizione di Kersevan sui temi delle foibe e dell'esodo, fra gli storici, Paolo Simoncelli l'ha definita "negazionista" (le virgolette sono nel testo)[17]. Kersevan ha respinto l'accusa di negazionismo; le sue tesi sono state tuttavia fortemente criticate come giustificazioniste da Gianni Oliva[18]. Secondo lo storico Alessandro Campi, quelle della Kersevan "sono posizioni quantomeno "controverse" (...) è tecnicamente una revisionista di estrema sinista (esattamente come esistono, tecnicamente, i revisionisti di estrema destra dell'Olocausto)"[19].

La sua presenza in celebrazioni del giorno del ricordo (10 febbraio) come relatrice è stata oggetto di contestazione. Ospite in Rai alla trasmissione di Bruno Vespa Porta a Porta del 13 febbraio 2012, ha messo in evidenza[20] l'erronea attribuzione di una foto ai fatti delle foibe: essa era invece legata all'esecuzione di alcuni sloveni a opera di soldati italiani, che ebbe luogo nella località di Dane (Slovenia) il 31 luglio 1942. La Kersevan è stata pertanto ripresa duramente dal gornalista e paragonata col KGB sovietico dal senatore del Popolo della Libertà Maurizio Gasparri, anch'egli presente in trasmissione[21]; nel corso della stessa trasmissione la Kersevan ha sostenuto che la memoria delle foibe sia stata creata ad arte nel dopoguerra per screditare il movimento partigiano.[22] Peraltro, nei giorni seguenti il quotidiano Libero le attribuì falsamente alcune affermazioni.[23][24]

Nel febbraio 2013 un incontro con Kersevan organizzato dai collettivi studenteschi all'Università di Verona intitolato Foibe: tra mito e realtà, dopo le violente reazioni di alcune associazioni di estrema destra, di profughi istriani e del sindaco di Verona Flavio Tosi[25], venne annullato dal rettore Alessandro Mazzucco per motivi di sicurezza, dopo che lo stesso ne aveva dichiarata l'"inopportunità", essendo stato organizzato l'evento a ridosso del Giorno del ricordo[26]. L'incontro si tenne lo stesso presso un'aula dell'Università, ma venne pesantemente contestato da un gruppo di estrema destra; si cercò di impedirlo ricorrendo anche all'uso di fumogeni. Rifondazione Comunista successivamente condannò l'accaduto ed espresse la propria solidarietà alla studiosa.[27]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Kersevan e Pierluigi Visintin, Che il mondo intero attonito sta. Giuseppe Nogara. Luci e ombre di un arcivescovo 1928-1945, Udine, KappaVu, 1992.
  • Alessandra Kersevan, Porzûs. Dialoghi sopra un processo da rifare, Udine, KappaVu, 1995, ISBN 8889808756.
  • Alessandra Kersevan, Un campo di concentramento fascista. Gonars (1942-1943), Udine, KappaVu - Comune di Gonars, 2003, ISBN 8889808705.
  • Alessandra Kersevan, Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943, Roma, Nutrimenti, 2008, ISBN 8888389946.
  • Alessandra Kersevan (a cura di), Da Sanremo alle foibe. Spunti di riflessione storica e culturale sullo spettacolo Magazzino 18, Udine, KappaVu, 2014, ISBN 8897705456.

Lingua friulana[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Kersevan e Giancarlo Velliscig, Cjantis e rimarolis pai frutins, Udine, KappaVu, 1987, ISBN 8897705162.
  • Alessandra Kersevan (a cura di), San Pieri e il Signor e altris contis dal bon acet. Racconti dell'accoglienza., Udine, KappaVu, 2005, ISBN 8889808543.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Kersevan (a cura di), Intersezioni babeliche. Lingue dominanti e lingue dominate nella letteratura del '900, Udine, KappaVu, 2007, ISBN 8889808179.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comitato Scientifico e Artistico (CSA) di CNJ-onlus, cnj.it. URL consultato il 6 marzo 2017.
  2. ^ Chi siamo : Alessandra Kersevan, ecommerce.kappavu.it. URL consultato il 30 giugno 2012.
  3. ^ Alessandra Kersevan, Un campo di concentramento fascista. Gonars 1942-1943, Kappa Vu, 2003.
  4. ^ Kappa Vu ed., ecommerce.kappavu.it. URL consultato il 30 giugno 2012.
  5. ^ L’avanguardia friulana a "Udin&Jazz", 1 luglio 2015, dal sito ilFriuli.it.
  6. ^ Aiar di Tuessin 2.0. Dîs musichis par dîs poets, 2 luglio 2015, dal sito euritmica.it.
  7. ^ Alessandra Kersevan, Lager italiani, Nutrimenti, 2008.
  8. ^ Paolo Rumiz, I volenterosi carnefici del Duce, in la Repubblica, 13 aprile 2008. URL consultato il 30 giugno 2012.
  9. ^ Fra gli autori che hanno in vario modo contribuito a questa ricostruzione dei fatti o l'hanno fatta propria almeno in senso generale, sono da ricordare Elena Aga Rossi, Alberto Buvoli, Marina Cattaruzza, Sergio Gervasutti, Tommaso Piffer, Raoul Pupo e altri, oltre a Giovanni Padoan "Vanni", commissario politico della Divisione Garibaldi "Natisone" e successivamente vicecomissario del Raggruppamento Divisioni Garibaldi "Friuli".
  10. ^ a b c d Le foibe tra mito e realtà: intervista ad Alessandra Kersevan, senzasoste.it, 11 febbraio 2011. URL consultato il 30 giugno 2012.
  11. ^ Abramo Freschi, Giuseppe Nogara arcivescovo di Udine: la vita e l'opera di un santo pastore, Roma, Edizioni Caritas, 1965.
  12. ^ Paolo Blasina, La chiesa triestina e il vescovo Santin, in France M. Dolinar e Luigi Tavano (a cura di), Chiesa e società nel Goriziano fra guerra e movimenti di Liberazione, Gorizia, Istituto di storia sociale e religiosa - Istituto per gli incontri culturali mitteleuropei, 1997, p. 257.
  13. ^ Valter Delle Donne, Foibe: c'è qualcuno che si ostina a negare, in Il Secolo d'Italia, 16 febbraio 2005.
  14. ^ Mario Brandolin, Porzûs, è ancora polemica: Kerservan contesta Mieli, in Messaggero Veneto - Giornale del Friuli, 20 maggio 2012. URL consultato il 7 marzo 2017.
  15. ^ Alessandra Kersevan, Lettera aperta di Alessandra Kersevan al Presidente Napolitano, su ANPI Mirano, 28 maggio 2012. URL consultato il 7 marzo 2017.
  16. ^ Lucio Toth, Toth a Napolitano: su Porzus Kersevan maliziosa e scorretta, su ANVGD, 31 maggio 2012. URL consultato il 7 marzo 2017.
  17. ^ Paolo Simoncelli, La ratifica italiana. Adesione della Croazia alla UE: evento silenziato, in Avvenire, 6 marzo 2012. URL consultato il 15 febbraio 2017.
  18. ^ Francesca Angeli, Alla Camera si minimizzano le foibe. Ma lo storico Oliva: "Fu pulizia etnica", in Il Giornale, 10 febbraio 2017. URL consultato il 16 febbraio 2017.
  19. ^ Alessandro Campi, Una certa idea dell'Umbria. Cronache scettiche del «cuore rosso» d'Italia, Perugia, Morlacchi, 2005, ISBN 9788889422953., p. 206
  20. ^ Dieci febbraio, Dossier "Manipolazioni fucilati di Dane, Slovenia, 31 luglio 1942", in www.diecifebbraio.info.
  21. ^ Michele Smargiassi, Non dire falsa testimonianza, in la Repubblica, 23 marzo 2012. URL consultato il 30 giugno 2012.
  22. ^ La storica nega le Foibe: Vespa su tutte le furie, in Libero, 14 febbraio 2012. URL consultato il 26 ottobre 2014.
  23. ^ liberoquotidiano.it, La storica nega le Foibe: Vespa su tutte le furie, liberoquotidiano.it, 14 febbraio 2012.
  24. ^ rai.it, Il giorno del Ricordo - Porta a Porta, rai.tv, 13 febbraio 2012.
  25. ^ Angiola Petronio, Incontro revisionista sulle foibe. Il rettore lo sospende: inopportuno, in Corriere del Veneto, 12 febbraio 2013. URL consultato l'11 marzo 2013.
  26. ^ Alessandro Mazzucco, Comunicato del Rettore, su UniVrMagazine. URL consultato il 7 marzo 2017..
  27. ^ Giacomina Pellizzari, Kersevan assediata: Rifondazione è solidale, in Messaggero Veneto - Giornale del Friuli, 20 febbraio 2013. URL consultato il 26 ottobre 2014.