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Aleksej Nikolaevič Romanov

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Aleksej Nikolaevič Romanov
Tsesarevich alexis.jpg
Cesarevič Aleksej
Zarevič di Russia
Stemma
In carica 12 agosto 1904 - 15 marzo 1917
Predecessore Michail Aleksandrovič Romanov
Successore Abolizione della monarchia
Trattamento Rangkronen-Fig. 12.svg Sua Altezza Imperiale
Onorificenze Granduca di Russia
Nascita Peterhof, 12 agosto 1904
Morte Ekaterinburg, 17 luglio 1918
Sepoltura Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (San Pietroburgo): cappella di Santa Caterina Martire
Padre Nicola II di Russia
Madre Aleksandra Fëdorovna Romanova
Religione Cristianesimo ortodosso
Firma SignatureAlexeyNikolaevich.jpg
Sant'Aleksej Nikolaevič Romanov
Alexei tren.jpg
Nascita 12 agosto 1904
Morte 17 luglio 1918
Venerato da Chiesa ortodossa russa
Canonizzazione 2000
Santuario principale Chiesa sul sangue, Ekaterinburg
Ricorrenza 17 luglio

Aleksej Nikolaevič Romanov (in russo: Алексей Николаевич Рома́нов?; Peterhof, 12 agosto 1904Ekaterinburg, 17 luglio 1918) fu l'ultimo erede al trono dell'Impero russo, primo maschio e ultimogenito dello zar Nicola II e della zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova, dopo le sorelle Ol'ga, Tat'jana, Marija e Anastasija.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aleksandra Fëdorovna Romanova e Fine dei Romanov.

Pierre Gilliard, il precettore svizzero dei figli dello zar, raccontò nel suo libro Tredici anni alla corte dello Zar del suo primo incontro con lo zarevič a Carskoe Selo:

« Era là che io vidi per la prima volta lo zarevič, Aleksej Nikolaevič di 18 mesi. Io ero andato come al solito a Palazzo per i miei doveri: stavo finendo la mia lezione con Ol'ga Nikolaevna quando la zarina entrò nella stanza portando il figlio. Venne verso noi ed evidentemente desiderò mostrarmi il nuovo membro della famiglia che non conoscevo. La vidi trasmettere una gioia delirante, di una madre che finalmente ha visto adempiuto il suo desiderio più grande. Era orgogliosa e felice della bellezza del suo bambino. Lo zarevič era certamente uno dei bambini più belli che si possano immaginare, aveva un colorito rosa e fresco di un bambino sano, e quando sorrideva sulle guance paffute si disegnavano due fossette. Aleksej era il centro di questa famiglia unita, il fuoco di tutte le relative speranze e gli affetti. Le sue sorelle lo adoravano. Era l'orgoglio e la gioia dei suoi genitori. Quando stava bene, il palazzo si trasformava. »
Linea dell'emofilia britannica

Essendo un discendente per linea materna della regina Vittoria del Regno Unito, Aleksej Nikolaevič aveva aplogruppo mitocondriale H.[1]

Chiamato affettuosamente dei suoi genitori e dalle sorelle "Baby" o Aljoša (Алёша), Ljoška (Лёшка), era malato di emofilia trasmessagli dalla madre che cercò di alleviare le sue sofferenze con l'aiuto (assai contestato) dello starec siberiano Rasputin. Per evitare che Aleksej si ferisse cadendo, e quindi morisse a causa della sua malattia, i genitori fecero imbottire con piumini tutta la sua stanza.[2][3]

Durante la prima guerra mondiale, visse con il padre presso le sedi dell'esercito militare a Mogilëv. Nel 1917, nella cancelleria di Sua Maestà comparve il suo ultimo elenco ufficiale militare.[4]

Nel mese di marzo 1917 Nicola II abdicò a favore del fratello minore Michele II (regnò solo per un giorno), in quanto prevedeva che, se il figlio fosse stato proclamato sovrano (solo dal 1912 la malattia del ragazzo era di dominio pubblico!), sarebbe stato separato dalla famiglia (per la quale, con molta probabilità, era previsto l'esilio). Nell'agosto dello stesso anno, infatti, fu confinato con i congiunti a Tobol'sk.[5]

Il 30 aprile 1918 i Romanov furono deportati a Ekaterinburg, nella Casa Ipat'ev, dove dimorarono 78 giorni. Nella notte tra il 16 e il 17 luglio vennero fucilati, insieme alla servitù, dalla pattuglia del commissario bolscevico Jakov Jurovskij.[6]

Michael Goleniewski, ex ufficiale polacco, poi spia per l'Unione Sovietica e successivamente per la CIA, affermò di essere lo zarevič, ma pochi gli credettero.[7]

Nel 1991 furono riesumati alcuni corpi della famiglia Romanov, ma tra questi non c'erano Aleksej Nicolaevič e la granduchessa Marija. Nell'agosto del 2007, nella regione degli Urali, furono rinvenuti i resti di due ragazzi, accanto ai quali vi erano pallottole e boccette di acido solforico (usato per occultare i cadaveri). Gli esami del DNA, conclusi e resi pubblici il 16 luglio 2008, hanno confermato che le ossa ritrovate sono quelle di Marija Nicolaevna e dello zarevič Aleksej, chiudendo così per sempre la possibilità che qualche membro della casata imperiale fosse riuscito a salvarsi dal massacro di Ekaterinburg. Nel 2000 furono canonizzati come martiri dalla Chiesa ortodossa russa e tumulati, accanto ai genitori e alle sorelle, nella cappella di Santa Caterina Martire della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (San Pietroburgo).[8]

I pretendenti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'assassinio poco chiaro dei Romanov, cominciarono a presentarsi varie persone che affermavano di appartenere all'ex casa regnante (famoso il caso di Anna Anderson (1896-1984), che asseriva di essere Anastasija Nikolaevna Romanova), mettendo in luce la controversa questione dell'omicidio, la dubbia veridicità dell'accaduto ed alimentando la curiosità intorno a quello che per molto tempo fu un mistero. Effettivamente i corpi dello zarevič e delle sue sorelle non sono stati rinvenuti completamente fino al 2007[9]. Alcuni personaggi dell'epoca asserivano di essere il sopravvissuto principe Aleksej[10].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (San Pietroburgo): i sepolcri della famiglia imperiale, quello di Aleksej è l'ultimo a destra
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea
Cavaliere di IV classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di IV classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1909
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1909
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1909
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 27 giugno 1909

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Alessio Romanov Padre:
Nicola II di Russia
Nonno paterno:
Alessandro III di Russia
Bisnonno paterno:
Alessandro II di Russia
Trisnonno paterno:
Nicola I di Russia
Trisnonna paterna:
Aleksandra Fëdorovna
Bisnonna paterna:
Maria Massimiliana d'Assia-Darmstadt
Trisnonno paterno:
Luigi II d'Assia, granduca d'Assia
Trisnonna paterna:
Guglielmina di Baden
Nonna paterna:
Marija Fëdorovna
Bisnonno paterno:
Cristiano IX di Danimarca
Trisnonno paterno:
Federico Guglielmo di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Trisnonna paterna:
Luisa Carolina d'Assia-Kassel
Bisnonna paterna:
Luisa d'Assia-Kassel
Trisnonno paterno:
Guglielmo d'Assia-Kassel
Trisnonna paterna:
Luisa Carlotta di Danimarca
Madre:
Alessandra Feodorovna
Nonno materno:
Luigi IV d'Assia
Bisnonno materno:
Carlo d'Assia
Trisnonno materno:
Luigi II d'Assia, granduca d'Assia
Trisnonna materna:
Guglielmina di Baden
Bisnonna materna:
Elisabetta di Prussia
Trisnonno materno:
Guglielmo di Prussia
Trisnonna materna:
Maria Anna d'Assia-Homburg
Nonna materna:
Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha
Bisnonno materno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno materno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna materna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna materna:
Vittoria del Regno Unito
Trisnonno materno:
Edoardo Augusto di Hannover
Trisnonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thorwald, p. 45
  2. ^ Levy Mossanen, pag. 46
  3. ^ Boyne, pag. 66
  4. ^ I titoli militari destinati allo zarevič erano, per intero: Colonnello della Scuola d'Artiglieria Kostantinovskij (1917); del 1º Reggimento Nerčinskij dei cosacchi del Bajkal (1916); della 1ª Batteria d'Artiglieria dei cosacchi del Bajkal (1910); del 12º Reggimento fucilieri siberiani (1904); del 1º Reggimento cosacco Orenburgskij (1914); del 14º Reggimento Gruzinskij dei Granatieri (1912); dell'89º Reggimento di Fanteria Belomorskij (1916); del Reggimento dei Granatieri a cavallo (1910); del 5º Reggimento Kievskij dei Granatieri dello zarevič (1912); del 43º Reggimento Tverskij dei Dragoni dello zarevič (1907); del 1º Reggimento Volgskij dei Cosacchi del Terek (1916); del 2º Reggimento dei Cosacchi del Don (1914); del Corpo dei Cadetti Taškent (1904); del 3º Battaglione di Fanteria Cosacca (1915); Capo della Scuola Militare Aleksej (1906) precedentemente nota come Scuola Militare di Mosca; Colonnello del corpo Navale Morskoj dei Cadetti (1914); del Reggimento della fanteria Moskovskij (1910); del 206º Reggimento Salianskij della Fanteria (1907); Capo della Novočerkassk, Scuola Militare cosacca; Colonnello del Reggimento Atamanskij della Cavalleria cosacca (1904); della 4ª Batteria degli artiglieri a cavallo (1906); del 51º Reggimento Litovskij della Fanteria (1904) e del Reggimento della fanteria Finlandskij (1904)
  5. ^ King, pag. 245
  6. ^ Sarcinelli, pag. 161
  7. ^ Sarcinelli, pag. 162
  8. ^ Sarcinelli, pag. 321
  9. ^ I Romanov alla prova del DNA: nessun sopravvissuto, alleanza-monarchica.com. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  10. ^ (EN) I pretendenti, romanov-memorial.com. URL consultato il 9 ottobre 2009.
Miniatura del principe, contenuta nell'"Uovo dello zarevič" (Fabergé), donato nel 1912 da Nicola II alla zarina

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Boyne, Il palazzo degli incontri, Rizzoli, Milano 2013.
  • Greg King, L'ultima zarina, Mondadori, Milano 1994.
  • Dora Levy Mossanen, Il sangue nero dei Romanov, Newton Compton, Roma 2013.
  • Marzia Sarcinelli, Nicola, Alessandra e Rasputin, Mursia, Milano 2008.
  • Jürgen Thorwald, Sangre de reyes: el drama de la hemofilía en las Casas reales europeas, Plaza & Janés, Barcelona 1976.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Zarevič di Russia Successore Imperial Standard of the Tsesarevich of Russia.svg
Michail Aleksandrovič Romanov 12 agosto 1904 - 15 marzo 1917 abolizione della monarchia
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