Aleksandr Porfir'evič Borodin

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Aleksandr Borodin

Aleksandr Porfir'evič Borodin (in russo: Алекса́ндр Порфи́рьевич Бороди́н[?]; San Pietroburgo, 12 novembre 1833San Pietroburgo, 27 febbraio 1887) è stato un compositore e chimico russo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia e giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Era figlio naturale del principe georgiano Luka Stepanovič Gedianov, un luogotenente in pensione dell'esercito russo che faceva risalire la sua origine alla casa regnante dei Gedevanišvili dell'ex regno georgiano di Imeretia[1].

La madre di Aleksandr, Evdokija Konstantinovna Antonova, ventiquattrenne, era l’amante del principe che, essendo già sposato, diede ordine di registrare il fanciullo come legittimo figlio del suo servo di casa Porfirij Ionivič Borodin. In tale modo Aleksandr risultò servo della gleba, proprietà del vero padre. Tuttavia, poco prima della morte, Luka lo riconobbe in qualità di proprio figlio naturale[2].

Borodin crebbe con sua madre in un piccolo villaggio a pochi chilometri a sud di San Pietroburgo in un ambiente familiare abbastanza agiato. Significativo fu il contributo del padre che, facendo sposare Evdokija con un medico militare in pensione, assicurò loro una condizione economica stabile[3]. La madre, da lui chiamata “zietta”, si dedicò energicamente all’educazione ed istruzione del figlio che si distinse sin da piccolo per la sua straordinaria diligenza e memoria, mostrando al contempo i primi segni del talento musicale[4].

All’età di nove anni imparò diverse lingue (come il tedesco, il francese, l'italiano e l'inglese) e iniziò a suonare da autodidatta il pianoforte, il flauto e il violoncello dando vita così alla sua prima composizione, Pol'ka in re minore[5].

Parallelamente all’inclinazione verso la musica, si profilò in Aleksandr la passione per gli esperimenti chimici, che cominciarono con la fabbricazione di fuochi d’artificio ed altri divertimenti[6].

Nel 1850, poco più che sedicenne, indotto dalla madre, si iscrisse all’Accademia Medico-chirurgica di San Pietroburgo, dove ebbe modo di avvicinarsi sempre più alla chimica: ascoltava le brillanti lezioni di Nikolaj Zinin e ben presto divenne suo assistente nelle ricerche scientifiche[7].

Terminò gli studi nel 1856 col massimo dei voti discutendo la tesi dal titolo Sull’analogia dell’acido arsenico con il fosfatico nella loro azione sull’organismo umano[8] e il giorno 25 marzo del medesimo anno prese servizio presso il II Ospedale Militare di Fanteria, in qualità di Medico-assistente[9].

L'esercizio della professione medica gli provocò non pochi momenti sgradevoli: un giorno dovette estrarre un osso inghiottito da un cocchiere ma, durante l’operazione, lo strumento arrugginito con cui operava si spezzò nella gola del paziente. Senza perdersi d’animo, il giovane Borodin, dopo alcuni tentativi non riusciti, tirò fuori sia l’osso, sia il resto delle pinze[10].

Un altro episodio particolarmente grave risale al primo anno di servizio ordinario, quando gli capitò di estrarre delle schegge dalle schiene di alcuni servi della gleba, passati tra le righe dell’esercito: Borodin perse i sensi ben tre volte[11].

Durante gli anni di servizio presso l’ospedale, Aleksandr condusse le sue prime ricerche in campo chimico, i cui risultati furono enunciati durante la seduta del Reparto Fisico-matematico presso l’accademia Russa delle Scienze[12].

Nel 1857 Borodin compì il suo primo viaggio all’estero: si trattò di una trasferta in qualità di medico, come accompagnatore dell’oculista Corte Ivan Ivanovič Kabat, al congresso internazionale di oftalmologia tenutosi a Bruxelles[13].

I viaggi all'estero (1859 - 1863)[modifica | modifica sorgente]

Nell’ottobre del 1859 Aleksandr partì per l'estero con il mandato dell'Accademia Medico-chirurgica per un perfezionamento nel campo scientifico. Promotore di questa trasferta fu N.N.Zinin, suo docente, il quale insistette sul suo viaggio affinché egli fosse pronto, al suo ritorno, ad occupare il posto di professore aggiunto in Accademia per la cattedra di Chimica[14].

Tra le numerose città da lui visitate si ricordano Heidelberg in Germania, Parigi, Napoli e Pisa. Nella cittadina tedesca collaborò con diverse personalità illustri in campo chimico quali Robert Bunsen, Mendeleev, Secenov e il francese Charles-Adolphe Wurtz[15].

Durante l’anno accademico 1860-1861 gli eventi significativi furono: la pubblicazione di un articolo sul benzene, la partecipazione al convegno internazionale dei chimici a Karlsruhe e la costituzione a Heidelberg della Società di Chimica[16].

In occasione del viaggio da Heidelberg a Baden-Baden, fece conoscenza con Ekaterina Sergeevna Protopopova, pianista di grande talento allora affetta da una lieve forma di tubercolosi[17]. I due si fidanzarono e dal loro matrimonio, avvenuto nel 1863, nacquero tre figlie[18].

Durante il soggiorno a Pisa, ove si recò per accompagnare Ekaterina (che necessitava di cure climatiche per migliorare le condizioni di salute), compì la visita ufficiale ai due famosi chimici pisani De Luca e Tassinari, nei cui laboratori Aleksandr poté approfondire le sue ricerche. Il frutto dei suoi progressi fu costituito dalle tre pubblicazioni che comparvero sulla rivista Il Nuovo Cimento nell’anno 1862[19].

Rientrato a San Pietroburgo nel 1862, fu nominato professore aggiunto presso l’Accademia, cominciando a tenere lezioni di chimica organica[20].

Negli stessi anni Borodin procedette gli studi musicali, dimostrando le sue qualità in diversi concerti, come esecutore e compositore. Determinante fu l’incontro con Balakirev, musicista esperto e maturo; l’adesione al suo circolo, permise a Borodin di scoprire la propria vocazione artistica e intraprendere la missione per creare in Russia una cultura musicale nazionale al riparo dalle influenze occidentali[21].

1863 - 1869[modifica | modifica sorgente]

Gli anni successivi al rientro dall’estero e al conseguimento del professorato presso l’Accademia rappresentarono un periodo di vita serena, felice e feconda[22]. Durante i mesi autunnali e invernali Borodin risiedeva a San Pietroburgo con la moglie (fino a quando Ekaterina non fu costretta a restare a Mosca per motivi di salute): poteva così dedicarsi all’insegnamento della chimica e al lavoro di ricerca scientifica. Nel periodo estivo, essendo le lezioni sospese, riusciva a trovare il tempo per occuparsi seriamente di musica lavorando alle proprie composizioni[23].

Gli anni Settanta[modifica | modifica sorgente]

In questi anni Borodin continuava energicamente a portare avanti il lavoro di ricerca nel campo della chimica e nell’autunno del 1872, alla molteplice attività che già riempiva abbastanza la sua vita, si aggiunse un nuovo impegno: vennero fondati i primi corsi superiori femminili di medicina in Russia, denominati Corso delle levatrici istruite. Inizialmente furono ospitati nel palazzo dell’accademia medico-chirurgica e Borodin sin dall’inizio vi insegnò chimica, prendendo parte alla loro organizzazione ed allestimento, oltre a fornire un aiuto finanziario alle uditrici meno abbienti[24]. Questi corsi sopravvissero fino al 1885 quando, le forze reazionarie scatenatesi durante il regno di Aleksandr III ne causarono la liquidazione[25].

Nel 1873, Borodin, in qualità di rappresentante dell’Accademia Medico-chirurgica, partì per Kazan' dove partecipò al convegno dei medici naturalisti venendo anche eletto membro del Comitato Direttivo[26].

Quindi prese parte attiva ai lavori della sezione chimica, dove fece sette interventi sul lavoro svolto nel proprio laboratorio; altri contributi riguardarono il problema dell’istruzione superiore delle donne e la fondazione di un osservatorio magnetico presso Kazan'[27].

La vita di Borodin fu piuttosto caotica e concitata: doveva sempre lottare contro la mancanza di tempo, correndo dal laboratorio per gli esperimenti chimici al pianoforte per comporre. Spesso non riusciva a completare i suoi lavori musicali per le date stabilite e doveva ricorrere all'aiuto di qualcuno dei suoi amici compositori. Di questo periodo (1870) è la nascita della sua composizione più importante, l'opera teatrale Il principe Igor', ma la sua realizzazione fu molto lunga e laboriosa[28]. Borodin passò ben diciassette anni a lavorare alla stesura di quest'opera, che oltretutto rimase incompiuta e molto frammentaria[29].

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine della sua vita Borodin soffrì più volte per le conseguenze di un'infezione di colera e per complicazioni cardiache[30]. Il 27 febbraio 1887 partecipò ad un ballo della sua accademia, e morì improvvisamente durante la festa a causa di un infarto. Venne sepolto nel Cimitero Tichvin del Monastero di Aleksandr Nevskij, a San Pietroburgo[31].

Furono gli amici Aleksandr Glazunov e Nikolaj Rimskij-Korsakov a riordinare e soprattutto a completare di loro mano tutto il materiale dell'opera, e a far sì che nel 1890 Il principe Igor' andasse in scena[32].

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Borodin visse durante la fase iniziale del movimento di massa nell' "epoca delle riforme". La tendenza del tempo a coltivare le scienze esatte ed affermare l’autonomia nazionale della scienza russa, completò la formazione della personalità di Aleksandr quale rappresentante progressista degli anni 60'[33]. Con tutto ciò, l’impegno per l’attività scientifica e quella creativa e le peculiarità del suo carattere, lo resero un uomo lontano dalla politica attiva anche se interessato alla vita pubblica e sociale, sempre disposto a compiere ciò che egli considerava proprio dovere patrio[34]. Con altrettanto impegno patriottico svolse l’attività di musicista e compositore, pedagogo, medico e scienziato-chimico, per lo sviluppo di una scienza nazionale[35]. Si distinse, inoltre, nel suo rapporto con la lingua russa: egli è l’unico autore del testo dell’opera Il Principe Igor, considerato uno dei migliori libretti operistici russi e scrisse numerosi testi poetici delle sue romanze[36]. Infine, la ricchezza del suo stile epistolare, confermata dalla grande quantità di brutte copie delle sue lettere scoperte da S.A.Dianin, è la conferma di un lavoro paziente e responsabile e l’espressione di un’etica ed una cultura interiore peculiari a quest’uomo sensibile e generoso con gli altri[37].

Attività scientifica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1850 iniziò il suo percorso di studi presso l'Accademia militare di medicina e chirurgia di San Pietroburgo, dove presto scoprì la sua passione per la chimica sperimentale che gli sarebbe durata per tutta la vita[38]. Nella sua tesi di dottorato si occupò delle ricerche sulle proprietà chimiche e tossicologiche delle anidridi fosforiche e arseniche[39].

Dopo il dottorato fu per un anno chirurgo in un ospedale militare[40], in seguito lasciò la Russia per continuare la sua formazione scientifica in Europa occidentale. Nel 1862 ottenne una cattedra all'Accademia di San Pietroburgo, dove si dedicò da quel momento in poi ai suoi studi di chimica[41].

Convinto che soltanto uno scienziato padrone della propria disciplina potesse diventare un buon insegnante, Borodin, ai tempi della permanenza in Europa, cercò innanzitutto di imparare nella pratica quei metodi di ricerca chimica dei quali non ebbe occasione di occuparsi in Russia[42].

A Heidelberg frequentò le lezioni di Bunsen, Erlenmeyer, Helmholtz e Kirchhoff. Visitò numerose fabbriche in Belgio, Olanda, Germania[43].

Durante l’inverno del 1860-1861 frequentò il laboratorio di Louis Pasteur all’École Normale ed un gran numero di lezioni di chimica e scienze naturali presso il College de France, l’École de Medicine, l’École de Pharmacie, la Sorbonne, il Jardin des Plantes e il Conservatoire des arts et metiers, con il solo scopo di conoscere il metodo di insegnamento orale dei professori francesi, a suo parere i migliori nel svolgere le lezioni con tanta chiarezza ed eleganza[44].

Infine, in qualità di membro aggiunto frequentò le sedute della Società Parigina di Chimica presentando tra l’altro i propri lavori, realizzati in Germania[45].

Nella primavera del 1861, durante le vacanze partì per l’Italia allo scopo di conoscere sul posto i fenomeni vulcanici, il processo di formazione ed estrazione dello zolfo e dell’acido borico. Raccolse, inoltre, una collezione di lave dal Vesuvio e dal Monte Somma ed altri campioni di minerali mancanti nel museo accademico in Russia[46].

Nell’ottobre dello stesso anno si diresse nuovamente in Italia: collaborò con diversi chimici italiani tra cui Cannizzaro, Piria, Bertagnini, De Luca e Tassinari. Svolse alcuni lavori analitici presso il laboratorio universitario di Pisa che, a suo avviso offriva diversi vantaggi rispetto agli altri laboratori: non era pubblico e di conseguenza non era organizzato in base a criteri commerciali e di calcolo, come lo erano invece quelli germanici. Inoltre, notò che gli scienziati italiani non si erano abituati a quel sistema di "sfruttamento" che riportava la scienza al livello di artigianato[47].

Significativa fu la scoperta nel laboratorio di una rara riserva di recipienti di platino, che lo indusse ad intraprendere un serio lavoro sulle combinazioni di fluoro, mai affrontato prima per mancanza di mezzi[48]. Si trattava di combinazioni molto interessanti e poco studiate, in quanto il fluoro ha la capacità di entrare in reazione con quasi tutte le sostanze, così da corrodere i recipienti di vetro e porcellana e provocare duplici combinazioni che ostruiscono al massimo la depurazione e l’analisi dei prodotti di fluoro[49].

Realizzò, inoltre, due lavori originali con il benzile ed il cloroiodoformio i cui risultati vennero pubblicati nell’edizione di maggio 1862 de Il Nuovo Cimento[50]. Tali ricerche portarono alla sintesi dei legami organici di fluoro e fluorobenzile negli annali di chimica della Liebig.

Nello stesso anno ottenne una cattedra all'Accademia di San Pietroburgo, dove si dedicò da quel momento in poi ai suoi studi di chimica.

Nell’autunno del 1866, Aleksandr, nel compiere un viaggio nel governatorato di Pskov, esattamente a Chilovo, effettuò delle ricerche sulle acque minerali del luogo: diede così inizio alla fondazione della stazione termale di Chilovo, oggi bene conosciuta[51].

Nel dicembre del 1868 prese parte al primo convegno costituente della Società della Chimica[52].

Agli inizi degli anni settanta Borodin si occupava intensamente di ricerca chimica: analizzò i prodotti di rassodamento dell’aldeide di valeriana e fece esperimenti fisico-chimici riguardanti, ad esempio i problemi di assorbimento dell’acqua da parte di sostanze con capacità di propagazione ed i problemi di vaporizzazione delle soluzioni acquee[53].

Nel 1870 fu costretto ad occuparsi dello svolgimento di analisi chimiche su terreni e rocce di montagna per conto del geologo dilettante Duca N.M. Leichtenbergskij; questo lavoro gli fu commissionato per desiderio di Zinin[54].

Nell’estate del 1872 s'interessò anche degli sviluppi dell'industria chimica occidentale[55] e nello stesso anno scoprì l'addizione di aldolo. Per la chimica organica sono sino ad oggi significative le sue ricerche nel campo della polimerizzazione e della condensazione delle aldeidi.

Durante l’inverno 1878-1879 iniziò l’ultimo lavoro scientifico sull’elaborazione di un metodo di laboratorio per la disposizione analitica dell’urea nella medicina[56].

Ulteriori importanti pietre miliari della sua carriera di ricerca sono la carbossilizzazione di Borodin e la reazione di Borodin-Hunsdiecker.

Opere principali in campo chimico[modifica | modifica sorgente]

  • Fatti per servire alla storia de' fluoruri in Il Nuovo Cimento, volume XV, pp.305-314, Pisa, 1862
  • Sull'azione dello zincoetile sul cloroidoforme in Il Nuovo Cimento, volume XV, pp.316-319, Pisa, 1862
  • Rapporto sul progresso della farmacia nel 1861 in Voennomedicinskij Žurnal, 1863-1864
  • Derivati della valeraldeide in Trudy Pervogo s'ezda russkich estestvispytateley, Spb, 1868
  • Prodotti di condensazione delle aldeidi in Ž. Russ. chim. 1869
  • Azione del sodio sull'enantolo in Ž. Russ. chim. 1872
  • Azione dell'ammoniaca sul cuminolo in Trudy Chet, Kazan', 1873
  • La nitrosoamarina in Ber. 1875
  • Nuovo metodo della determinazione del nitrogeno nelle urine in Protokoly Obščestva russkich vračej, Spb, 1875-1876
  • Metodo per la determinazione dell'urea con le tabelle. Analisi delle urine in Manuale chimico per gli studenti e per i medici, Spb, 1878
  • Semplificazione del metodo azotomerico per la determinazione clinica dell'urea e del nitrogeno, nell'applicazione per la determinazione delle metamorfosi nelle sostanze nitrogene in un organismo, dal punto di vista contemporaneo in Voenno-Medicinskij žurnal, Spb, 1886

Attività artistica[modifica | modifica sorgente]

Borodin è stato da taluni definito il più originale fra i compositori russi del suo periodo. In effetti egli a livello mondiale divenne famoso non tanto come scienziato, quanto come compositore. Possedeva il dono di esprimere sentimenti ed emozioni con una sola frase musicale. In ogni sua composizione è presente una profondità espressiva unita ad una grande linearità melodica. Nonostante il poco tempo che poté dedicare alla musica, ha lasciato numerose composizioni[57]. Come riuscisse a trovare tempo per la musica, oltre al suo lavoro all'accademia che gli serviva per vivere, resta un mistero. Nel 1864 incontrò Milij Alekseevič Balakirev[58] e tramite lui conobbe Cezar' Kjui, Modest Musorgskij e Nikolaj Rimskij-Korsakov. In questo modo divenne l'ultimo membro del Gruppo dei cinque nazionalista russo, il cui stile musicale epico e romantico può essere paragonato a quello di Richard Wagner. Nel 1869 venne rappresentata la prima sinfonia di Borodin, diretta da Balakirev[59]. Nello stesso anno Borodin iniziò il suo lavoro alla sua opera eroica Il principe Igor'[60], che include le famose Danze poloviciane. Questa opera, che spesso viene considerata il suo lavoro più significativo, restò incompiuta fino alla sua morte, a causa all'immenso carico di lavoro di Borodin come ricercatore scientifico. Il principe Igor' venne in seguito completato ed orchestrato da Aleksandr Glazunov e Nikolaj Rimskij-Korsakov[61]. Parimenti incompiuta restò la terza sinfonia, a cui Glazunov contribuì orchestrandola. La prima esecuzione della sua seconda sinfonia fu inizialmente un fiasco, ma quando Franz Liszt nel 1880 ne organizzò una seconda rappresentazione in Germania, Borodin acquistò una certa fama anche al di fuori della Russia[62].

Borodin stesso definiva la sua musica "un passatempo, come un riposo dalle sue occupazioni più serie", con cui intendeva ovviamente il suo lavoro come scienziato.

Effetti postumi nel musical[modifica | modifica sorgente]

Nel 1953 Robert Wright e George Forrest elaborarono musiche di Borodin (per lo più dall'opera Il principe Igor') per il musical Kismet, rappresentato per la prima volta a Broadway nel 1953. Il musical ottenne un tale successo internazionale (ne venne tratto anche un film con Ann Blythe) che nel 1954 fu assegnato a Borodin un Tony Award postumo. La canzone Stranger in Paradise (adattata dal tema più celebre contenuto nelle Danze poloviciane dell'opera Il principe Igor') venne portata da Tony Bennett, Four Aces e Bing Crosby al successo internazionale. Nel 1978 il musical venne riproposto dall'All Black Ensemble con il titolo di Timbuktu: la musica di Borodin vi è combinata con brani di musica popolare africana; fra gli interpreti di questo remake, Eartha Kitt e Melba Moore.

Composizioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista delle composizioni di Aleksandr Borodin.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 23
  2. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 26
  3. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 27
  4. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 27
  5. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 29
  6. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 30
  7. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 31
  8. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 38
  9. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 46
  10. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 35
  11. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 36
  12. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 36
  13. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 38
  14. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 49
  15. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 52
  16. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 57
  17. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 58
  18. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 68
  19. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 61
  20. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 65
  21. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 68
  22. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 45
  23. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 75
  24. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 125
  25. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 204
  26. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 127
  27. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 128
  28. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 99
  29. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 216
  30. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 210
  31. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 217
  32. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 216
  33. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 41
  34. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 41
  35. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 14
  36. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 14
  37. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 15
  38. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 30-31
  39. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 38
  40. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 35
  41. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 49
  42. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 364
  43. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 364
  44. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 364
  45. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 364
  46. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 364
  47. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 365
  48. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 365
  49. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 366
  50. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 366
  51. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 79
  52. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 92
  53. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 92
  54. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 113
  55. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 124
  56. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 158
  57. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 405
  58. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 66
  59. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 93
  60. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 99
  61. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 216
  62. ^ Dianin, “Aleksandr Porfir'evič Borodin”, op.cit., p. 176

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergej Aleksandrovič Dianin, Aleksandr Porfir'evič Borodin. Biografia. Tutti gli scritti musicali, le lettere e i saggi scientifici del compositore, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1994, pp. 472

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