Aleijadinho

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Scultura di Aleijadinho

Antonio Francisco Lisboa, detto Aleijadinho (Ouro Preto, 29 agosto 1730Ouro Preto, 18 novembre 1814), è stato uno scultore e architetto brasiliano, noto soprattutto per le realizzazioni di chiese e come esponente di spicco della corrente dell'architettura barocca o rococò brasiliana (barocco mineiro).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio del portoghese Manuel Francisco da Costa Lisboa e della sua schiava africana Isabel. Suo padre, manovale, emigrò in Brasile, dove riuscì lentamente ad elevare la sua condizione professionale e sociale, fino a divenire un progettista.

Proprio dal padre imparò le prime nozioni fondamentali di scultura e architettura, mentre in seguito approfondì le sue conoscenze in materie da João Gomes Batista, formatosi a Lisbona presso le scuole di maestri italiani.

Il suo primo lavoro si svolse presso la Chiesa di Nossa Senhora do Carmo a Ouro Preto progettata dal padre.

Tra le sue opere più significative annoveriamo: la facciata, la pianta, il pulpito e gli altari della chiesa di San Francesco a Ouro Preto, i cui lavori incominciarono nel 1766, oltre a quella del Carmo di Sabará.

In collaborazione con il padre, lavorò alla facciata e agli altari della chiesa di Nossa Senhora do Carmo a Ouro Preto.

Realizzò, inoltre, nel Santuario do Bom Jesus do Matosinhos a Congonhas do Campo, i sei gruppi in prossimità delle stazioni della Croce, della Passione e del Calvario, nei quali emerge una vena drammatica, realistica e grottesca; da sottolineare, sicuramente, le statue dei profeti collocate sulla scalinata.

Delle sue realizzazioni, le parti più interessanti sono le facciate, originali e fantasiose, nelle quali scavalca i rigidi schemi geometrici e la rigida disposizione ortogonale, per raggiungere una vitalità pittorica vibrante.[1]

L'artista, colpito da una terribile malattia, che l'aveva rovinato nell'aspetto fisico, non amava apparire in pubblico e abitualmente si faceva trasportare su una portantina dai suoi servitori. Negli ultimi anni di vita subì la mutilazione di alcune dita dei piedi e delle mani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le muse, De Agostini, Novara, 1964, Vol.I, pag.112-113

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Abrantes, José Israel and C Bandeira de Melo, Visitando Ouro Preto, Mariana E Congonhas, Ouro Preto Turismo Receptivo Ltda.
  • Bazin, Germain, O Aleijadinho e a escultura barroca no Brasil, Editore Record, Rio 1971
  • Bretas, Rodrigo José Ferreira, Antônio Francisco Lisboa, Editore Itatiaia, Belo Horizonte, 2002
  • Ferreira, Delson Gonçalves, O Aleijadinho, Editore Comunicação, Belo Horizonte, 1981
  • Jardim, Márcio, O Aleijadinho; uma síntese histórica, Editore Stellarum, Belo Horizonte, 1995
  • Kelemen, Pál, Baroque and Rococo in Latin America, Volumes 1 and 2, Dover Publications, Inc. NY, 1967
  • Mann, Graciela and Hans Mann, The Twelve Prophets of Aleijadinho, University of Texas Press, Austin, Texas , 1967
  • Oliveira, Myriam Andrade Ribeiro de & Santos Filho, Olinto Rodrigues dos & Santos, Antônio Fernando Batista dos, O Aleijadinho e sua oficina; catálogo das imagens devocionais, San Paolo, Editore Capivara, 2002
  • Rodrigues, José Wasth, Documentário Arquitetônico, Editore Da Universidade De São Paulo, Belo Horizonte, 1990
  • Vasconcellos, Sylvio de, Vida e obra de Antônio Francisco Lisboa, o Aleijadinho, Companhia Editora Nacional, San Paolo, 1979

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