Aldo Lusardi

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Aldo Lusardi
1905 – 5 novembre 1935
Nato aMilano
Morto aHausien
Cause della morteUcciso in combattimento
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servitoItalia Regno d'Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Anni di servizio? - 1935
GradoTenente
GuerreGuerra d'Etiopia
BattaglieBattaglia di Monte Gundi
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Aldo Lusardi (Milano, 1905Hausien, 5 novembre 1935) è stato un militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Aldo Lusardi nacque a Milano nel 1905 in una famiglia devotamente convinta del senso salvifico della Grande Guerra, che sin dalla giovinezza lo cresce con l'ideale della Patria. Ancora adolescente, aderisce al fascismo e si getta a capofitto nei progetti coloniali per la realizzazione dell'Impero.

Risiedendo la famiglia a Sondrio, si fa promotore di un comitato relativo alle problematiche inerenti al confine con la Svizzera in favore della regione dei Grigioni nel tentativo di annetterla all'Italia (rimasto poi senza successo). Già prima dello scoppio della Guerra d'Etiopia decide di arruolarsi come volontario nelle truppe coloniali col grado di sottotenente di fanteria, specialità alpini, e viene assegnato al 2º reggimento.

Nel frattempo frequenta l'università e nel 1931 si laurea in giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano, iniziando ad esercitare la professione di avvocato nello studio del padre, addentrandosi parallelamente nella carriera politica nel comune di Bergamo.

Nel 1935, allo scoppio del conflitto in Africa, viene richiamato in servizio nell'Africa Orientale Italiana ed il 15 giugno di quello stesso anno sbarca al porto di Massaua con il XVI battaglione eritreo della 1ª compagnia. Promosso tenente il 31 ottobre 1935, il 5 novembre successivo viene colpito in mattinata nella Battaglia di Monte Gundi. Il suo corpo venne trasportato esanime al campo di Hausien, dove morì nel mezzogiorno. Venne insignito postumo della medaglia d'oro al valor militare. Nel 1939 gli venne dedicato il Forte al Montecchio Nord di Colico dal quale, nel 1945, i membri del C.L.N. spararono alcuni colpi che contribuirono a fermare la colonna tedesca che aveva, sino a poco prima, accompagnato Mussolini verso la Valtellina.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'Oro al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al Valor Militare
«Volontario di guerra, comandante di un plotone d'avanguardia, attaccato da forze avversarie, le contrattaccava vigorosamente alla testa di pochi animosi. Mortalmente ferito all'addome e conscio della sua fine imminente, proferiva con stoica fierezza, nonostante lo strazio delle ferite, parole di entusiastica soddisfazione per il dovere compiuto e di devozione al Duce. Dettava poi ad un collega il proprio testamento che è tutto un inno di fede nei destini della Patria e del Fascismo, e lo firmava di suo pugno, postillandolo. Fulgido esempio di generosa abnegazione e di eroismo.»
— Monte Gunoi, 5 novembre 1935

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Tommaselli, Con le colonne celeri dal Mareb allo Scioa, Mondadori, Milano 1936

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]