Alberto L'Abate

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Alberto L'Abate (Brindisi, 24 gennaio 1931Firenze, 19 ottobre 2017) è stato un sociologo, attivista e ricercatore italiano, impegnato nella ricerca per la pace e la nonviolenza.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua esperienza umana, fondamentale è stata l'amicizia e la collaborazione con Aldo Capitini, che lo ha iniziato alla nonviolenza; in seguito, è stato collaboratore delle iniziative di Danilo Dolci nella comunità di Trappeto in Sicilia.

Tale esperienza ha influenzato la sua formazione di sociologo, in cui ha privilegiato lo studio dei conflitti, in particolare le dinamiche per la prevenzione delle guerre nel dialogo informale tra le parti.Alla fine degli anni '60 è stato Presidente del Servizio Civile Internazionale (S.C.I.) branca italiana. Come docente universitario, ha promosso il corso di laurea in "Operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti" dell'Università degli Studi di Firenze dove ha insegnato sociologia dei conflitti e ricerca per la pace. Negli ultimi anni insegnava online per la Transcend Peace University "metodi di analisi e ricerca per la Pace" in inglese e in italiano.

[1] Nel 1972 si impegna attivamente con la moglie Luisa Leonardi per impedire la nascita di due centrali nucleari nella Maremma toscana e laziale, attraverso un blocco della ferrovia Pisa-Roma a Capalbio. La coppia è stata processata ed assolta, con una sentenza che riconosce il valore della loro azione. Agli inizi degli anni Ottanta Alberto e Luisa sono in prima linea a Comiso, contro l'impianto di missili Cruise, partecipando alla Marcia internazionale Catania-Comiso.

Alberto e Luisa che hanno due figlie, Alessandra ed Irene,si impegnano in due conflitti Internazionali in Iraq, con i Volontari di Pace in Medio Oriente, e in Kosovo promuovendo e conducendo l'esperienza dell'ambasciata di pace a Pristina [2] e si è impegnato nella "Campagna Kossovo per la nonviolenza e la riconciliazione", importante esperienza di mediazione per la pacificazione di una zona appena uscita dalla guerra nell'ex-Jugoslavia.

All'impegno accademico L'Abate ha sempre affiancato l'attività di ricerca e di formazione: nel Movimento nonviolento e nelle Peace Research,ed è stato inoltre portavoce dei Berretti Bianchi e promotore dei IPRI- Rete Corpi civili di pace. Come ricercatore e programmatore socio-sanitario è stato anche un esperto delle Nazioni Unite, del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Nel 2009 aderisce con grande forza alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Negli ultimi anni è stato promotore a Firenze de La Fucina della Nonviolenza, gruppo promotore di innumerevoli azioni a favore della pace, della nonviolenza.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca di Scienze sociali dell'Università degli studi di Firenze conserva il Fondo L'Abate[3], comprendente monografie, opuscoli, inventari su argomenti connessi alla storia, la storia delle religioni, il diritto ecclesiastico e canonico, la storia dei rapporti fra Stato e Chiesa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIR Palermo, Calendario 2017 MIR Movimento Internazionale della Riconciliazione, in calebdario 2017 l'obbedienza non è più una virtù donne e uomini di pace in Italia'.
  2. ^ Origini del progetto delle ambasciate di pace, su ospiti.peacelink.it.
  3. ^ Fondo L'Abate, su Università degli studi di Firenze. Biblioteca di Scienze sociali. URL consultato il 20 luglio 2017.
Controllo di autoritàVIAF (EN16398218 · ISNI (EN0000 0000 7984 7343 · SBN IT\ICCU\CFIV\088407 · LCCN (ENn90723145