Alberto II d'Asburgo

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il duca d'Austria che regnò negli anni 1330-1358, vedi Alberto II lo Sciancato.
Alberto II
Albrecht II. von Habsburg.jpg
Imperatore del Sacro Romano Impero
(formalmente Imperatore dei Romani)
Stemma
In carica 18 marzo 1438 –
27 ottobre 1439
Incoronazione non incoronato
Predecessore Sigismondo
Successore Federico III
Re di Germania
(formalmente Re dei Romani)
In carica 18 marzo 1438 –
27 ottobre 1439
Incoronazione eletto
Predecessore Sigismondo
Successore Federico III
Re di Ungheria, Dalmazia e Croazia
In carica 18 dicembre 1437 –
27 ottobre 1439
Incoronazione 1º gennaio 1438
Predecessore Sigismondo
Successore Ladislao il Postumo
Re di Boemia
In carica 6 maggio 1438 –
27 ottobre 1439
Incoronazione 29 giugno 1438
Predecessore Sigismondo
Successore Ladislao il Postumo
Duca d'Austria
In carica 14 settembre 1404 –
27 ottobre 1439
Predecessore Alberto IV il Saggio
Successore Ladislao il Postumo
Nascita Vienna, 16 agosto 1397
Morte Neszmély, 27 ottobre 1439
Dinastia Asburgo
Padre Alberto IV
Madre Giovanna di Baviera-Straubing
Consorte Elisabetta di Lussemburgo
Figli Anna
Giorgio
Elisabetta
Ladislao
Religione Cristianesimo Cattolico

Alberto d'Asburgo (Vienna, 16 agosto 1397Neszmély, 27 ottobre 1439) è stato duca d'Austria col nome di Alberto V (dal 1404), Re di Ungheria e di Boemia (dal 1437) e Re di Germania come Alberto II (dal 1438).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alberto era figlio del duca Alberto IV d'Asburgo (morto nel 1404) e della duchessa Giovanna di Baviera-Straubing. Durante la sua minorità furono i suoi tre zii, dapprima Guglielmo I, detto il Docile, quindi Leopoldo IV, detto il Superbo ed infine Ernesto I di Stiria, ad occuparsi del governo, tra tensioni e liti crescenti. Solamente l'improvvisa morte di Leopoldo fece sì che Alberto potesse iniziare a prendere in mano le redini del potere. I suoi precettori erano stati Andreas Blank, che in seguito divenne vescovo di Frisinga, e Reinprecht von Walse.

Alberto appoggiò il suocero, l'imperatore Sigismondo, nella sua lotta contro gli ussiti, coinvolgendo l'Austria nella guerra. Tra il 1425 al 1431/1432 i territori a nord del Danubio vennero percorsi e saccheggiati da formazioni combattenti. Per questo suo impegno nel 1423 ricevette in cambio la Moravia. Alberto perseguitò con odio fanatico ebrei ed eretici. Risalgono anche a sue iniziative sia la cacciata e le uccisioni in grande stile degli ebrei di Vienna (1420/21), sia lo smantellamento della sinagoga viennese di Or Sarua. Dopo la sconfitta subita ad opera degli ussiti nella battaglia di Taus, Alberto seguì una politica più moderata. Sigismondo designò Alberto come proprio successore.

Sigismondo morì nel 1437, e il 1º gennaio 1438 Alberto venne incoronato re d'Ungheria. Sei mesi più tardi salì sul trono di Boemia, ma non poté prendere possesso del regno. La Boemia era dominata dagli ussiti, i quali erano ancora in guerra contro di lui insieme ai loro alleati polacchi, quando, nel marzo 1438, a Francoforte, Alberto venne eletto Re dei Romani ma non si giunse però mai ad un'incoronazione ufficiale quale Imperatore del Sacro Romano Impero. Egli convocò una dieta imperiale, e non volle prendere posizione nella diatriba tra il concilio di Basilea e il papa. Non fece in tempo a sviluppare una politica di ampio respiro, perché nel 1439 si recò in Ungheria per combattere i turchi. In quel paese dovette scontrarsi però con l'opposizione della nobiltà locale ai suoi tentativi di imporre il proprio potere, oltre che con gli scontri tra i coloni tedeschi e gli indigeni ungheresi. Questi disordini impedirono che il suo esercito ricevesse rinforzi da elementi locali. Anche per questo la Serbia venne conquistata dai turchi. Alberto II morì nel 1439 a Neszmély e venne seppellito a Székesfehérvár.

Re di Germania, di Boemia e di Ungheria, Alberto ebbe una posizione simile a quella degli Asburgo nei secoli successivi, anche se nel suo caso si trattò di una costellazione effimera, dovuta solamente all'eredità dei Lussemburgo. In ogni caso, con lui ha inizio la secolare egemonia degli Asburgo sul Sacro Romano Impero.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 settembre 1421 sposò a Praga la principessa Elisabetta di Lussemburgo, figlia dell'imperatore Sigismondo e di Barbara di Cilli. Ebbero quattro figli:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Alberto II d'Asburgo Alberto I di Germania  
 
Elisabetta di Tirolo-Gorizia  
Alberto III d'Asburgo  
Giovanna di Pfirt Ulrico III di Pfirt  
 
Giovanna di Mömpelgard  
Alberto IV d'Asburgo  
Federico V di Norimberga Giovanni II di Norimberga  
 
Elisabetta di Henneberg  
Beatrice di Norimberga  
Elisabetta di Meissen Federico II di Meissen  
 
Matilde di Baviera  
Alberto II di Germania  
Ludovico IV del S.R.I. Ludovico II del Palatinato  
 
Matilde d'Asburgo  
Alberto I di Baviera  
Margherita II di Hainaut Guglielmo I di Hainaut  
 
Giovanna di Valois  
Giovanna di Baviera-Straubing  
Ludovico I il Giusto Boleslao III di Legnica-Brzeg  
 
Margherita di Boemia  
Margherita di Brieg  
Agnese di Zagan Enrico IV di Zagan  
 
Matilde di Brandenburg-Salzwedel  
 
Sacro Romano Impero (1438-1519)
Casa d'Asburgo
Emperor Frederick III Arms.svg

Alberto II (1438-1439)
(Re dei Romani)
Federico III (1452-1493)
Figli
Massimiliano I (1493-1519)
Figli e nipoti
Carlo V (1519-1556)
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Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Kurz, Österreich unter König Albrecht II. Vienna, l835.
  • Bernd Schneidmüller/Stefan Weinfurter (ed.): Die deutschen Herrscher des Mittelalters, Historische Porträts von Heinrich I. bis Maximilian I., edizioni C.H. Beck, Monaco di Baviera 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN20471058 · ISNI (EN0000 0000 6127 2983 · LCCN (ENn91113212 · GND (DE118501615 · BNF (FRcb11985544q (data) · BAV (EN495/15883 · CERL cnp00542096 · WorldCat Identities (ENlccn-n91113212