Albazzano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Albazzano
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
ComuneTizzano Val Parma-Stemma.png Tizzano Val Parma
Territorio
Coordinate44°32′26″N 10°13′33″E / 44.540556°N 10.225833°E44.540556; 10.225833 (Albazzano)Coordinate: 44°32′26″N 10°13′33″E / 44.540556°N 10.225833°E44.540556; 10.225833 (Albazzano)
Altitudine587[1] m s.l.m.
Abitanti24[2] (2001)
Altre informazioni
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albazzano
Albazzano

Albazzano è una frazione di Tizzano Val Parma[1], sita ad alcuni chilometri dal capoluogo. In passato fu un comune autonomo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Albazzano è collocato sulla destra idrografica del torrente Parma, su un rilievo tra le pendici dei monti Verola (784 e) e Fuso (1117 m)[3].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Albazano" o "Albaçano"[4], che già aveva la pronuncia "Albaçàn", richiama la conquista da parte dei Franchi dell'VIII secolo ed alla successiva immigrazione dalla Francia. Secondo un'altra ipotesi, basata su un documento conservato nell'Archivio Vaticano dove il paese veniva chiamato Albazano, il nome deriverebbe invece dal latino Alba lux ("luce dell'alba") e sarebbe collegato alla posizione rilevata del centro abitato, tra i primi a ricevere al mattino i raggi del sole.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A inizio Ottocento il comune di Albazzano apparteneva alla provincia di Pontremoli[5]. Nel 1847 la cittadina di Pontremoli con il suo territorio dal Granducato di Toscana passò al ducato di Parma in attuazione del trattato di Firenze del 28 novembre 1844; anche Albazzano seguì la sorte del capoluogo e rimase nel ducato di Parma fino all'unità d'Italia.[6] Ancora alla fine del XIX secolo Albazzano era citata in testi legislativi come comune autonomo[7].

La fiera di Albazzano[modifica | modifica wikitesto]

In una pergamena custodita nell'archivio vescovile di Parma, copia del XVI secolo di un documento originale del 989, viene citata la villa "de Albarano cum famulis" appartenente al vescovo Sigifredo II e concessagli da Ottone III; si tratta della prima notizia storica su Albazzano. Il 4 ottobre 1389 Francesco Pallavicino, conte di Tizzano

« concede, statuisce et ordina che da qui innanzi ogni anno in perpetuo si debba fare nella terra di Tizzano una fiera libera et exempta da ogni dazio vendendo in fiera, eccetto che il dazio del vino qual si pagherà nel modo usato; et che ciascuna persona possa fare osteria. La qual fiera si debba incominciare la vigilia di San Bartolomeo a dì 23 agosto et duri exempta come di sopra è detto per tutto il mese di agosto. E perché ogni persona possa venire liberamente et senza sospetto et andare a detta fiera e tornare con le sue robbe et che per debito non possano essere detenute durante detta fiera, eccetto sel fosse ribelle al precetto del Signor Nostro, o all'Illustrissimo Signor Duca di Milano, i quali ribelli si intende non abbiano fidanza alcuna". »

Questo è il primo ufficiale noto sulla fiera di Albazzano; in esso più che "istituire" si "regolamenta" la fiera. Albazzano è in posizione strategica, sul crinale spartiacque tra la valle del Parma e quella del Parmossa, sull'antica Strada delle cento miglia di origine romana e nodo dei commerci tra la Lunigiana e le terre della val Parma. Da Albazzano scendeva anche una strada che portava ad un guado sul torrente Parmossa e che metteva in comunicazione la Strada delle cento miglia con le vallate limitrofe. La fiera è antichissima e in quanto punto di ritrovo e scambio di merci rompeva l'isolamento dell'economia della zona. Indizio che fa risalire tale "mercato" ai primi secoli del cristianesimo è anche il culto di san Genesio, patrono della fiera e del paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Genesio: documentata fin dal 1230 come dipendente dalla pieve di Tizzano, ad essa fu aggregata la cappella di San Rocco nel 1632 e fra il 1781 e il 1785 fu costruito il campanile. La facciata fu restaurata nel 1829. All'interno ospita pregevoli vetrate di epoca moderna.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Tavola: Popolazione residente - Parma (dettaglio loc. abitate) - Censimento 2001, ISTAT, on-line su dawinci.istat.it (consultato nel gennaio 2016)
  2. ^ [1]
  3. ^ a b Il villaggio, il nome, la storia, pagina su www.albazzano.it
  4. ^ L'estimo del sale di Parma del 1415, Gianluca Bottazzi e Maria Pia Branchi, Aedes Muratoriana, 1999, pagina 7
  5. ^ Raccolta generale delle leggi per gli Stati di Parma, Piacenza e Guastalla, Tipografia ducale, 1843.
  6. ^ Età moderna, paragrafo su www.comune.pontremoli.ms.it (consultato il 2 gennaio 2016)
  7. ^ Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, Istituto poligrafico dello Stato, 1895.
  8. ^ La chiesa di S. Genesio, scheda su www.albazzano.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sulla fiera di Albazzano:
    • Dall'Olio Enrico "Sagre mercati e fiere di Parma e provincia", Parma, 1979.
    • Pogron Edmond "La vita quotidiana nell'anno mille", Milano, 1998.
    • Dizionario enciclopedico "Il grande libro dei Santi", San Paolo.
    • Camera Augusto-Fabietti Renato, "Impero romano e alto medioevo", Bologna, 1972.
    • Weeber Karl-Wilhelm "Vita quotidiana nell'antica Roma", Roma, 2003.
    • Poldi Allaj Pier Luigi "La contea di San Secondo", Parma, 2008.
    • Ramorino Felice "Mitologia classica illustrata", Hoepli, Milano, 1967.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Albazzano, su GeoNames. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  • (IT) Albazzano, su Indettaglio.it. URL consultato il 30 dicembre 2015.