Alastair Campbell

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Alastair Campbell

Alastair John Campbell (25 maggio 1957) è un giornalista, conduttore televisivo e politico inglese, noto soprattutto per essere stato il portavoce di Tony Blair dalla campagna elettorale sino a Downing Street (1994-2000) e in seguito direttore delle comunicazioni del Partito laburista (2000-2003).

Editorialista di The New European e della rivista GQ, è stato consulente per "Time To Change" e altri enti di beneficenza per la salute mentale, consulente della campagna "People's Vote" durante la Brexit, consulente dopo Blair di governi e partiti politici tra cui dal 2013 del primo ministro albanese Edi Rama.

Nel maggio 2019 Campbell, nemico giurato della Brexit, viene espulso dal Partito laburista dopo l'annuncio di aver votato per i liberaldemocratici nelle elezioni parlamentari europee.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Caposervizio della redazione politica del quotidiano The Daily Mirror dal 1989 al 1993, è stato consigliere del leader del Labour Party, Neil Kinnock.

Dal 1994 al 1997 è stato portavoce di Tony Blair, capo dell'opposizione. Quindi Chief press secretary (Capo ufficio stampa), dal 1997 al 2001, del Primo Ministro britannico Tony Blair, di cui ha svolto anche il ruolo di Direttore delle comunicazioni e della strategia dal 2001 al 2003.

Rassegnò le dimissioni dall'incarico nell'agosto 2003, a seguito delle polemiche che circondarono la morte per suicidio dell'esperto nucleare David Kelly e la conseguente commissione d'inchiesta guidata da lord Hutton.

Nella sua deposizione alla nuova commissione sull'intervento in Iraq, presieduta da Lord Chilcot, il 13 gennaio 2010 ha negato alcun suo ruolo nella semplificazione pubblica data dalla stampa alla premessa contenuta nel dossier del governo britannico sul pericolo rappresentato dalle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, edito nel settembre 2002. La premessa - a firma del premier Tony Blair e dalla quale nel corso dell'inchiesta si sono dissociati i principali responsabili dei servizi segreti - sosteneva che il dossier provava la possibilità che alcune delle armi di distruzione di massa irakene sarebbero state pronte per l'impiego in 45 minuti. La presentazione della frase da parte della stampa fu fuorviante, con il Sun e lo Star che titolarono che in 45 minuti i missili con testata chimica di Saddam avrebbero potuto colpire la base inglese di Akrotiri a Cipro, senza che alcuna smentita venisse da Downing street.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La sua spesso denigrata fama di spin doctor del blairismo ha ispirato il personaggio di Malcolm Tucker, interpretato dall'attore britannico Peter Capaldi nella commedia televisiva The Thick of It rappresentata sui canali della BBC su sceneggiatura di Armando Iannucci.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato con Fiona Millar, una giornalista. Tre i figli: due maschi (nati nel novembre 1987 e nel luglio 1989) e una ragazza (maggio 1994).[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Campbell ha pubblicato numerosi libri tra cui sette di memorie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'ex guru di Blair espulso dal Labour Party, su ansa.it, 28 maggio 2019. URL consultato il 30 maggio 2019.
  2. ^ 10 O'Clock Live, 8 febbraio 2012

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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