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al-Musta'in (califfo abbaside del Cairo)

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Abū l-Faḍl al-ʿAbbās b. al-Mutawakkil al-Mustaʿīn bi-llāh (in arabo: أبو الفضل العباس المستعين بالله; Il Cairo, 1390[1]Alessandria d'Egitto, febbraio/ marzo 1430) è stato un Califfo arabo.

Califfo abbaside "fantasma" o "fantoccio" dal 1406 al 1414, regnò - come tutti i califfi del Cairo - sotto la tutela dei Mamelucchi burgi. Portò il titolo di sultano per alcuni mesi, nel corso del 1412.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Al-Mustaʿīn bi-llāh succedette come califfo al padre al-Mutawakkil I alla fine del suo terzo mandato nel 1406, durante il regno del sultano mamelucco burgi al-Nāṣir Faraj.

Nel 1412, al-Nāṣir Faraj parte per la Siria, accompagnato da al-Mustaʿīn, con lo scopo di rimettere in riga gli emiri locali in rivolta, in particolare l’emiro Shaykh al-Muḥammudī, allora governatore di Aleppo. Il sultano si reca a Gaza con l'intenzione di trascorrevi qualche giorno, ma una parte delle sue truppe passa al nemico e quindi al-Nāṣir Faraj parte per Damasco. Assediato dagli emiri ribelli, il sultano si prepara a un lungo assedio. I ribelli hanno fatto prigioniero il califfo al-Mustaʿīn e gli ingiungono di pronunciarsi in loro favore, destituendo il sultano, accettandone il titolo.[2] Il 7 maggio 1412,[3] al-Mustaʿīn accetta il titolo sultanale a condizione di conservare quello di califfo in caso di destituzione dalla prima carica, giacché non si fa alcuna illusione circa la durata del suo mandato.[4] Il 28 maggio al-Nāṣir Faraj è arrestato e ucciso nella fortezza di Damasco. Shaykh al-Muḥammudī torna al Cairo col Califfo al-Mustaʿīn.[5].

Al-Mustaʿīn sembrò prendere il suo ruolo di Sultano seriamente e, invece d'insediarsi nel Palazzo dei Califfi, s'installa nella Cittadella, residenza dei sultani burji.[6] Shaykh al-Muḥammudī riesce a rendere impopolare il Califfo e lo depone dopo appena sette mesi di regno, facendosi proclamare Sultano al suo posto, assumendo il titolo di al-Muʾayyad Abū al-Naṣr,[7] Al-Mustaʿīn è inviato al suo palazzo califfale e poi deposto anche da Califfo,[8] sostituito dal fratello minore Abū l-Fatḥ Dāwūd al-Muʿtaḍid II bi-llāh.[9] È relegato ad Alessandria, dove muore di peste nel 1430.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peter Malcolm Holt, «Al-Musta'in (II)» in The Encyclopaedia of Islam: New Edition, Volume VII (Mif – Naz), 2nd, Leiden, E.J. Brill, 1993, ISBN 978-90-04-09419-2.
  2. ^ Joseph Fr. Michaud e Louis Gabriel Michaud, Biographie universelle, ancienne et moderne, 1820, p. 184.
  3. ^ 25 Muharram 815.
  4. ^ André Clot, L'Égypte des Mamelouks, 1250-1517. L'empire des esclaves, Parigi, Perrin, 2009, p. 76.
  5. ^ Joseph Fr. Michaud e Louis Gabriel Michaud, op. cit., p. 184
  6. ^ Ibidem.
  7. ^ in in arabo: المؤيد أبو النصر.
  8. ^ La data della sua destituzione e della sua sostituzione dalla funzione di califfo non è certa: Janine e Dominique Sourdel, Dictionnaire historique de l'islam, Parigi, PUF, 2004 (capitolo "Abbassides, 749-1517"), p. 1056. isbn=978-2-13-054536-1
    • febbraio 1415 secondo Joseph Fr. Michaud e Louis Gabriel Michaud, op. cit., 26, p. 184 (capitolo "Mahmoudy (Cheikh Al-)"
  9. ^ In in arabo: أبو الفتح داود المعتضد بالله.
  10. ^ Jean Baptiste Glaire, Joseph Chantrel, Orse (abbé Orse), Edouard Alletz, Encyclopédie catholique, répertoire universel et raisonné des sciences, des lettres, des arts et des métiers, formant une bibliothèque universelle, avec la biographie des hommes célèbres, pp. 43-44] (capitolo "Soudans d’Égypte").

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph Fr. Michaud e Louis Gabriel Michaud, Biographie universelle, ancienne et moderne, 1820.
  • André Clot, L'Égypte des Mamelouks, 1250-1517. L'empire des esclaves, Parigi, Perrin, 2009. isbn=978-2-262-03045-2
  • René Grousset, L'empire des steppes,Parigi, Payot, 1965 (I ed. 1938). [1]
  • (EN) Clifford Edmund Bosworth, The new Islamic dynasties: a chronological and genealogical manual (cap. Burjī line 784-922/1382-1517 [2]), Edinburgh University Press. isbn=978-0-7486-2137-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (AR) in arabo: العباسيون / بنو العباس في القاهرة (Gli Abbasidi / I Banū ʿAbbās al Cairo)