Al-Hilal Club

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Al-Hilal Club
Calcio Football pictogram.svg
Al-Za‘īm
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Blu e Bianco2.svg Blu, bianco
Dati societari
Città Riad
Nazione Arabia Saudita Arabia Saudita
Confederazione AFC
Federazione Flag of Saudi Arabia.svg SAFF
Campionato Saudi Professional League
Fondazione 1957
Presidente Arabia Saudita Nawaf Bin Sa'ad
Allenatore Romania Răzvan Lucescu
Stadio King Saud University Stadium
(25.000 posti)
Palmarès
Titoli nazionali 15 Campionati sauditi
Trofei nazionali 8 Coppe del Re dei Campioni
13 Coppa della Corona del Principe saudita
2 Supercoppe saudite
Trofei internazionali 2 AFC Champions League
Si invita a seguire il modello di voce

L'Al-Hilal Club (in arabo: الهلال) è una società calcistica con sede a Riad, in Arabia Saudita. Milita nella massima serie del campionato saudita.

Club con più tifosi del paese, è calcisticamente rivale dell'Al-Nassr. I calciatori sauditi più famosi che hanno militato nel club sono Sami Al-Jaber e Yousuf Al-Thunayan, che hanno giocato per tanti anni anche nella nazionale saudita. In questa squadra ha giocato anche Rivelino, dal 1978 al 1981.

Il soprannome Al-Zaʿīm, che significa "il Leader", deriva dal fatto che questa società è la più titolata del paese, avendo vinto, tra l'altro, 15 campionati sauditi.

Il club è stato incoronato miglior club asiatico del XX secolo dall'IFFHS, istituto riconosciuto dalla FIFA, il 29 settembre 2009[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Rivelino e Najeeb Al Imam con la maglia dell'Al-Hilal nel 1979.

L'Al-Hilal Club era noto in origine con il nome di Olympic Club e fu fondato da Abdul Rahman Bin Saad Bin Saeed il 15 ottobre 1957 a Riad. Meno di un anno dopo la fondazione, il 3 dicembre 1958, assunse l'attuale denominazione per iniziativa del sovrano saudita Bin Abdul-Aziz. Il sovrano aveva assistito a un torneo tra Olympic Club, Al-Shabab, Al-Riad ed El-Kawkab. Sin dalle origini ha potuto contare su un vasto seguito di tifosi e sul supporto dei reali sauditi[2].

Il primo successo lo ottenne nel 1961, aggiudicandosi la Coppa del Re saudita. Iniziò così un lungo periodo di successi, impreziosito dalla vittoria di 50 trofei ufficiali. La Coppa del Re saudita fu rivinta nel 1964, ai tiri di rigore contro i bicampioni d'Asia dell'Al-Ittihad.

Giocatori dell'Al-Hilal celebrano la vittoria della Saudi Professional League nel 2009-2010

Il club fu il primo a vincere la neonata Saudi Professional League, sorta nel 1976-1977. Nei 32 anni a venire la squadra ottenne 12 altre vittorie nella competizione e 12 secondi posti, oltre ad aggiudicarsi varie Coppe del Re saudita, svariate Coppe della Corona del Principe saudita e Coppe della Federazione Saudita[3].

Negli anni '70 vari campioni stranieri vestirono la maglia dell'Al-Hilal, tra cui i campioni del mondo Mário Zagallo e Roberto Rivelino.

Nel campionato d'Asia per club del 1991 la squadra ottenne il primo alloro europeo, venendo incoronata campione d'Asia dopo la vittoria ai tiri di rigore nella finale contro gli iraniani dell'Esteghlal a Doha, in Qatar. Il torneo fu rivinto dall'Al-Hilal nel 1999-2000, mentre nel 1996-1997 era stata vinta la Coppa delle Coppe dell'AFC oltre alla Supercoppa d'Asia, rivinta nel 2002, anno in cui fu rimessa in bacheca la Coppa delle Coppe dell'AFC. Questi successi resero il club l'unico sodalizio asiatico capace di vincere sei trofei continentali.

Nel 2014 il club tornò ad alti livelli in ambito continentale, raggiungendo la finale della AFC Champions League, ma fu sconfitto per 1-0 tra andata e ritorno dagli australiani dei Western Sydney Wanderers[4].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1977, 1979, 1985, 1986, 1988, 1990, 1996, 1998, 2002, 2005, 2008, 2010, 2011, 2016-2017, 2017-2018
1961, 1964, 1980, 1982, 1984, 1989, 2015, 2017
1964, 1995, 2000, 2003, 2005, 2006, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2016
2015, 2018
1987, 1990, 1993, 1996, 2000, 2005, 2006
1999

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1992, 2000
1996-1997, 2001-2002
1997, 2000
1995, 1996
2000
2001
1986, 1998

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 2004-2005, 2008-2009, 2012-2013, 2013-2014, 2015-2016
Terzo posto: 2011-2012, 2014-2015
Finalista: 1986, 1987
Terzo posto: 1997-1998
Semifinalista: 1990-1991
Finalista: 2002
Finalista: 1989, 2019
Finalista: 1992, 1995
Finalista: 1992
Secondo posto: 1987, 1992
Semifinalista: 2007
Terzo posto: 2003

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2018-2019[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Arabia Saudita P Abdullah Al-Muaiouf
2 Arabia Saudita D Mohammed Al-Burayk
3 Brasile C Carlos Eduardo
4 Spagna D Alberto Botia
6 Arabia Saudita C Abdulmalek Al-Khaibri
7 Arabia Saudita C Salman Al-Faraj (capitano)
8 Arabia Saudita C Abdullah Ateef
9 Italia A Sebastian Giovinco
10 Arabia Saudita C Mohammad Al-Shalhoub
12 Arabia Saudita D Yasser Al-Shahrani
13 Arabia Saudita D Hassan Kadesh
15 Arabia Saudita A Mujahid Al-Manee
17 Arabia Saudita D Abdullah Al-Hafith
N. Ruolo Giocatore
18 Francia A Bafétimbi Gomis
19 Perù A André Carrillo
21 Emirati Arabi Uniti C Omar Abdulrahman
24 Arabia Saudita C Nawaf Al Abed
25 Spagna A Jonathan Soriano
26 Oman P Ali Al-Habsi
27 Arabia Saudita C Mohamed Kanu
30 Arabia Saudita P Mohammed Al-Waked
33 Arabia Saudita D Osama Hawsawi
45 Australia D Milos Degenek
70 Arabia Saudita D Mohammed Jahfali

Rose delle stagioni precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Asia's Club of the Century, International Federation of Football History & Statistics. URL consultato il 29 settembre 2009.
  2. ^ (EN) The story of Al Hilal Foundation, in Al-Hilal Club. URL consultato il 21 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2018).
  3. ^ (EN) Al Hilal, by royal approval, in FIFA.
  4. ^ (EN) Kate Cohen, Western Sydney Wanderers win Asian Champions League title, su theguardian.com, theguardian.com, 2 novembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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