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Aka manto

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Aka manto (赤マント? in italiano "mantellina rossa") è il protagonista di una leggenda metropolitana giapponese incentrata su uno spirito maligno che infesta i bagni pubblici e le toilette delle scuole, chiedendo ai malcapitati avventori se desiderano una carta rossa o una carta blu (secondo altre versioni, offrirà un mantello rosso o blu).

Spesso descritto come un uomo bello in vita e braccato costantemente da ammiratori, ora Aka manto indossa una maschera per nascondere la sua faccia.

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda, una volta che la vittima è seduta sul water di un bagno pubblico o di una scuola (possibilmente nella cabina più lontana dall'uscita), una voce misteriosa gli chiederà se vuole carta rossa o carta blu. A questo punto, lo sventurato si trova davanti a quattro possibilità, di cui solo una gli permette di salvarsi. Infatti:

  • Se risponde «rossa», sarà decapitato e fatto a pezzi fino a che i suoi vestiti non siano diventati rossi del suo sangue;
  • Se risponde «blu», sarà strangolato fino a che il suo volto non sia diventato completamente blu;
  • Se risponde con un altro colore, se sta zitto o se prova a raggirare Aka manto con la retorica, verrà trascinato direttamente negli Inferi;
  • Se risponde affermando di non volere carta, lo spirito se ne andrà lasciandolo in pace[1].

Come accade in molte leggende metropolitane, anche qui compaiono delle versioni alternative della stessa storia. In una, lo spirito è chiamato Aoi manto ("mantellina blu"); in un'altra chiederà all'avventore se vuole un mantello rosso o uno blu: se sceglie la prima opzione gli verrà strappata via la schiena; se opta per la seconda alternativa gli sarà estirpato tutto il sangue.

Una versione popolare della storia sostituisce la carta con un giubbotto: due poliziotti, un uomo e una donna, sono stati chiamati da una scuola dopo che una studentessa disse d'aver sentito una voce maschile nel bagno delle ragazze. La donna andò in bagno mentre il suo collega rimase fuori ad aspettarla e sentì che, all'interno di una cabina, una voce chiese: «Vogliamo mettere il giubbotto rosso?». Alla successiva risposta affermativa seguì un urlo improvviso e un forte tonfo: quando il poliziotto aprì la porta del WC, trovò la sua collega decapitata con il giubbotto rosso, poiché sporco di sangue[2].

Un'altra versione della storia afferma che la vittima avrà la testa infilata brutalmente nel water appena usato qualora dovesse rispondere alla domanda di Aka manto chiedendo carta gialla (o mantello giallo).

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Denise Hemphill in un episodio della serie televisiva statunitense Scream Queens cita questa leggenda.
  • Appare in un episodio nei manga Ghost Stories e Ghost Hunt.
  • Compare nella serie di videogiochi Shin Megami Tensei: Devil Children Black Book/Red Book.
  • È presente, col nome di "A", nel manga Jigoku sensei Nūbē, volume 4, capitolo 24.
  • Fa parte del supposto cast di Haunted Junction.
  • Si fa riferimento alla storia di Aka manto nell'undicesimo episodio della serie Little Busters!.
  • Nella sesta puntata di Kanamemo si vede Nakamichi Kana dentro al bagno urlare, in preda al panico, «un rotolo di carta blu, un rotolo di carta rossa, un rotolo di carta gialla».
  • In un videogioco della serie di Touhou Project, Urban Legend in Limbo, Aka Manto è la leggenda urbana attribuita a Toyosatomimi no Miko.

Note[modifica | modifica wikitesto]