Wikipedia:Oracolo

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Indice

Brevettare/depositare nuova parola[modifica wikitesto]

Salve a tutti. Penso di aver inventato una nuova parola, che gioca un po' con altre esistenti ma ne potrei quasi fare un marchio. L'ho cercata sul web e non esiste! Vorrei depositarla, è internazionale come parola (lingua inglese). Dove posso farlo? Si paga qualche abbonamento/quota? Grazie mille. --188.217.37.140 (msg) 22:40, 20 set 2018 (CEST)

Marchio registrato è la risposta. --Vito (msg) 11:50, 21 set 2018 (CEST)

CADERE DA UN'ALTEZZA E SOPRAVVIVERE[modifica wikitesto]

Qual è la massima altezza da cui un essere umano medio può cadere senza morire? (quindi sono escluse rottura di gambe, traumi ed emorraggia)--Freebird73 (msg) 23:16, 20 set 2018 (CEST)

Occorrerebbe chiarire parecchia roba:
  • Dove si cade? Acqua, terra, materasso?
  • Che protezioni l'uomo ha? È nudo? ha un casco? È in un'automobile?
  • Che tipo di allenamento l'essere umano ha?
  • Cosa significa "cadere"? Anche un paracadutista "cade" e arriva a terra non certo lentamente.
In pratica: "Dati insufficienti per risposta significativa" :-) --Lepido (msg) 05:49, 21 set 2018 (CEST)
E pure su che pianeta, sulla luna non c'è attrito atmosferico ma c'è molta meno accelerazione gravitazionale. --Vito (msg) 09:07, 21 set 2018 (CEST)
Restringiamo il campo. Parliamo di caduta libera (e ovviamente su questo pianeta), quindi escludiamo i paracadutisti. Anche con queste condizioni, dipende molto come si cade. Ricordo di aver letto un articolo molti anni fa, basato su una statistica raccolta sui casi nei Pronto Soccorso, in cui emergeva che era statisticamente più probabile sopravvivere se il malcapitato era svenuto al momento del contatto col terreno. A quanto pare, cadere rigidi, con tutti i muscoli contratti dalla paura, per le ossa e i legamenti è molto peggio. Nel complesso, i bambini (ovviamente) e le donne tendono ad avere molte più probabilità di sopravvivere rispetto gli uomini, a parità di altezza. Quell'articolo che lessi parlava non di altezza media ma di altezza oltre il quale i pazienti che arrivavano in ospedale non sopravvivevano quasi mai. Era nell'ordine di decine di metri (non mi ricordo quando, sono passati anni, ma mi ricordo che nella fascia alta della forbice dei sopravvissuti c'erano solo donne e bambini), ma l'articolo stesso avvertiva l'altezza di sopravvivenza in teoria poteva variare enormemente: a far media ci sono ad esempio gli anziani che scivolano nel bagno, battono la testa e muoiono (o talvolta neanche nel bagno, esempio la moglie di scivolata sul pavimento e deceduta, adesso non ricordo bene, di Torquato Tasso o Ludovico Ariosto, sono mie lontane reminiscenze da liceo). Al di fuori di queste condizioni (la caduta libera), ci sono i paracadutisti. A tal proposito, menziono il record mondiale di Vesna Vulović (non era una paracadutista, ma non era nemmeno una caduta libera, inoltre era svenuta per via della rarefazione dell'aria) di circa 10.000 metri e sopravvissuta. Tuttavia, in caso di caduta non libera, la variabilità è ancora maggiore (molto maggiore), per cui esprimere una media è solo un esercizio matematico privo di utilità. --Skyfall (msg) 10:00, 21 set 2018 (CEST)
PS ti ho trovato tre studi scientifici che raccolgono e analizzano le cadute accidentali da balconi di bambini e adolescenti, questo (a pagamento), questo e questo . Da essi si ricava che mediamente il 50% dei bambini e ragazzi moriva per cadute tra il quarto e il quinto piano (circa tra 12 i 15 metri). Ma, come segnalato prima, i minori tendono a avere percentuali di sopravvivenza superiori agli adulti. --Skyfall (msg) 10:49, 21 set 2018 (CEST)
Io ho invece letto che lanciandosi da un grattacielo (o comunque un'altezza estremamente elevata) si muoia di infarto ben prima di toccare terra. Potete confermare ? --87.21.68.117 (msg) 13:05, 21 set 2018 (CEST)
Se così fosse, non dovrebbero morire di infarto anche tutti i paracadutisti, che prima di aprire il paracadute precipitano per centinaia di metri in caduta libera? --Postcrosser (msg) 13:24, 21 set 2018 (CEST)
Anche ipotizzando per assurdo che tutti coloro che si lanciano da un grattacielo fossero cardiopatici, non avrebbero comunque tempo. La velocità di caduta libera dei gravi è elevata. Si raggiunge terra in alcuni secondi (10 secondi per percorrere 490 metri, vedi qui). Da quando si muore in infarto in 10 secondi? Allora a che cosa serve chiamare l'autoambulanza quando uno ha un'infarto? --Skyfall (msg) 13:45, 21 set 2018 (CEST)
In pratica, sembra che saltando da altezze veramente elevate (qualche centinaio di metri) si possa venire colpiti da infarto ben prima di toccare terra: il contatto col suolo darebbe la mazzata finale. Se non è così, correggetemi. --82.51.5.72 (msg) 13:20, 22 set 2018 (CEST)
Si che ti correggo. Dal link che ho postato prima, puoi vedere i calcoli e la tabella che riporta che ci vogliono appena 4 secondi per percorrere a caduta libera 78,5 metri e 5 secondi per percorrere 122,6 metri. Una persona colpita da infarto non muore in 4-5 secondi, manco se è un infarto con distacco dell'aorta (ischemia da dissecazione aortica, il più grave degli infarti). Ripeto, se un'infarto fosse in grado di uccidere in così pochi secondi una persona, a cosa servirebbe chiamare le autobulanze? Un margine di qualche minuto c'è prima dell'inizio della necrosi dei tessuti (la necrosi estesa delle cellule cardiache è il vero punto di non ritorno, ma non avviene in 4-5 secondi). Tra l'altro prima avevi scritto che muoiono di infarto ben prima di toccare terra...... --Skyfall (msg) 15:08, 22 set 2018 (CEST)
Appena ritrovo la fonte la posto, ma in soldoni diceva che un balzo da diverse centinaia di metri (grattacielo per dire) possa causare un infarto (anche per questioni di adrenalina). Sbattendo al suolo, le conseguenze fisiche farebbero passare a miglior vita. --151.35.56.9 (msg) 16:58, 22 set 2018 (CEST)
Un infarto e la conseguente morte richiedono almeno alcuni minuti di tempo. In pochi secondi può invece avvenire uno svenimento.--Gybo 95 (msg) 18:08, 22 set 2018 (CEST)
Ma, diciamo, vi è un'altezza sicura (approssimativa) da cui si può cadere/buttarsi/essere spinti per essere certi di passare a miglior vita ? Ipotizzando che si cada sull'asfalto. --80.116.1.43 (msg) 15:23, 23 set 2018 (CEST)
Direi proprio di no. Si può essere sicuri di morire (tutti ne siamo sicuri, in effetti): ma che così si passi a miglior vita non è affatto certo, indipendentemente dall’altezza. --2.47.58.111 (msg) 17:01, 23 set 2018 (CEST)

Elezione di Papa Pio X[modifica wikitesto]

Alcuni istanti prima dell’habemus papam che annuncia l’elezione di Papa Pio X, uno o più cardinali fecero al pubblico il gesto di cucire, in riferimento al cognome del Papa, quasi come se volessero svelare in anticipo. Ci sono riscontri in internet su questo fatto? --151.49.68.149 (msg) 08:42, 21 set 2018 (CEST)

Si parla anche di un paio di forbici mostrate alla finestra prima dell'annuncio ufficiale da parte del cardinale protodiacono. L'oh sentito dire dai "telecronisti" del conclave e la notizia è presente anche in alcuni forum. Nulla di affidabile come un'articolo di giornale, ma sembra che la storia circoli da parecchio. --Ruthven (msg) 09:29, 2 ott 2018 (CEST)

È possibile installare cinture di sicurezza posteriori su una Fiat 500 anni '50-60?[modifica wikitesto]

Volevo domandare se è possibile installare, in linea puramente teorica, due cinture di sicurezza posteriori a due o tre punti su una Fiat 500 anni '50-60. La macchina in questione non dovrebbe avere i fori omologati per le cinture posteriori e dovrebbe avere solo quelli per un paio di cinture (senza arrotolatore) per i posti anteriori. Siccome una volta montate le cinture diventa obbligatorio allacciarle e per la legge uno non è tenuto a montarle se l'auto è precedente al 1978, la maggior parte degli appassionati concorda che per l'estetica e l'uso limitato dell'auto stessa non sia opportuno montare neppure quelle anteriori, ma non era mia intenzione entrare in questa polemica.


--Carnby (msg) 13:00, 22 set 2018 (CEST)

Il quinto elemento[modifica wikitesto]

Ocio, contiene spoiler: alla fine del film il pianeta oscuro di 2000 miglia di diametro viene arrestato a 62 miglia dalla terra (così viene affermato) e tutti festeggiano. Ma a quella distanza non dovrebbe comunque schiantarsi ed estinguere ogni forma di vita? Anzi, non dovrebbe anche spezzarsi per la differente forza di attrazione gravitazionale subita dalla parte a 62 miglia dalla Terra rispetto a quella a 2062 miglia? --Alessandro (msg) 17:12, 22 set 2018 (CEST)

Dicevano una cosa simile dei dischi volanti di Independence Day, che avrebbero dovuto disintegrare le città con il solo spostamento d'aria, senza bisogno dei soliti raggi. Vedi Illusione filmica e Sospensione dell'incredulità. Nel caso del Quinto elemento però potremmo anche dire che 1) il pianeta oscuro potrebbe avere diametro enorme ma massa molto bassa perché fatto principalmente di unobtainium allo stato gassoso; o che 2) le leggi della fisica non valgono perché il pianeta oscuro viene fermato tramite un intervento "magico" o giù di lì. --82.50.58.180 (msg) 19:50, 22 set 2018 (CEST)

Informatica e modi di dire[modifica wikitesto]

Pongo due quesiti completamente diversi, in un'unica sezione per motivi di spazio. Il primo riguarda una funzione di Facebook che pare disabilitata, o comunque ristretta: non posso più vedere i dettagli amicizia tra due persone, o meglio posso vedere solo i miei. Rimando a questo link per spiegare più in dettaglio cosa intendo: è cambiato forse l'url da digitare ?

La seconda domanda è di ben altro genere, diciamo linguistico. L'espressione «Essendo una ragazza studiosa, per lei andare bene a scuola era facile come schiacciare gli scarafaggi» rende bene l'idea della facilità con cui riusciva negli studi ? O il paragone è un tantino improprio, linguisticamente parlando ? --79.49.77.70 (msg) 13:32, 24 set 2018 (CEST)

Sulla prima, probabilmente Facebook ha cambiato le sue politiche sulla privacy e la funzione è stata limitata.
Sulla seconda, ma schiacciare gli scarafaggi ti sembra facile? Guarda che sono svelti...-- Dao LR Say something 13:53, 24 set 2018 (CEST)
Ma i bei tempi quando bastava dire "facile come bere un bicchier d'acqua" dove sono andati a finire? --Lepido (msg) 14:15, 24 set 2018 (CEST)
"per lei andare bene a scuola era facile come scrivere CIAO MAMMA nella voce di Wikipedia su Garibaldi". --Franz van Lanzee (msg) 19:54, 24 set 2018 (CEST)
Beh, se li avesse schiacciati con il libro su cui studiava (mattone da 300 e passa pagine) così difficile non sarebbe stato... --79.55.37.63 (msg) 22:03, 24 set 2018 (CEST)

Ramaya[modifica wikitesto]

Cari Oracoli mi scuso se disturbo con un quesito apparentemente inutile, ma la colpa è di Carlo Conti che l'altra sera a Tale e Quale mi ha riportato alla mente la celebre canzone di Afric Simone, oltre che a tanti ricordi di bambino e un bel earworm. Ma si sa in che lingua è il testo della canzone? E soprattutto, qual è la traduzione in italiano?

Ho già cercato su Google, e l'unica cosa che ho trovato è

«Io sono Ramaya e me ne vivo qui a Bokuko e Miranda è un gran pezzo di figliuola oh-oh-oh Abita vicino a me, qui a Bokuko Ed è la mia ragazza Me la invidia Mutana Me la invidia Kewana Me la invidia TatanaOggi faremo l’amore se faccio a tempo E poi ce ne andiamo a dormire.»

Ma anche qui si tratta solo di blog, dove non sanno nemmeno loro se è vero oppure no. In un altro sito sempre da Google ho letto qualcosa che c'entra con la lingua polacca...

Insomma la confusione è tale che vorrei provare a chiedere qui, dove mi fido di più delle risposte che trovo, e magari chissà magari trovo qualcuno che ha la risposta, sempre che non mi trovi davanti alla versione mozambicana di Prisencolinensinainciusol ol rait.

--80.117.36.31 (msg) 18:24, 24 set 2018 (CEST)

Leggendo qui (traducendo ovviamente) sembra che sia in swahili. Se vedi il video su YouTube, comunque, i commenti sono principalmente in inglese e polacco. --Luigi Angelo Cirillo (msg) 21:44, 24 set 2018 (CEST)

reazione chimica[modifica wikitesto]

Pirite (Py) e mercurio (Hg) si possono combinare o uno può essere il risultato di una reazione chimica dell'altro? Se si, che cosa serve per bilanciare la reazione? E che tipo di energia serve? Grazie Oracolo


--93.36.166.200 (msg) 23:50, 25 set 2018 (CEST)

La pirite ha formula FeS2. Il mercurio non dà amalgami col ferro, non credo combini qualcosa nemmeno con lo zolfo. --Vito (msg) 14:20, 26 set 2018 (CEST)

The Debarted[modifica wikitesto]

Nell'episodio dei Simpson "The Debarted" (in cui Materazzi presta la voce al personaggio), si sente la colonna sonora del film a cui è ispirato ma non sono riuscito a trovare il titolo della canzone. Qualcuno saprebbe aiutarmi ? --87.10.68.176 (msg) 14:16, 26 set 2018 (CEST)

I'm shipping up to Boston? --Postcrosser (msg) 17:54, 26 set 2018 (CEST)
Sì ! Grazie. --87.10.68.176 (msg) 18:00, 26 set 2018 (CEST)

Guerre tra animali[modifica wikitesto]

Salve, vorrei capire se le guerre esistono solo tra gruppi della specie umana. A parte i duelli e gli scontri tra specie diverse, si ha per caso notizia di scontri fra due o più gruppi di animali di una stessa specie per il controllo di un determinato territorio?--Villasfracelli (msg) 17:17, 26 set 2018 (CEST)

Tra le scimmie sicuramente. Questo un esempio Guerra degli scimpanzé del Gombe --Postcrosser (msg) 17:48, 26 set 2018 (CEST)
Nelle formiche sono frequenti i conflitti tra formicai diversi per il controllo del territorio. --Franz van Lanzee (msg) 18:03, 26 set 2018 (CEST)

Problemi con l'opzione di sblocco "Messanger"[modifica wikitesto]

So che questa pagina non è un centro d'assistenza per telefonia mobile, ma non trovo nulla a riguardo su google. Praticamente, dovrei sbloccare una persona dalla chat di Messanger, ma quando la sblocco dal telefono, si blocca automaticamente la chat di Messanger dal computer; se provo a sbloccare dal computer, accede l'inverso, ovvero, si blocca automaticamente la chat sul telefono. Qualcuno di voi potrebbe aiutarmi a capire che succede, per cortesia?--Freebird73 (msg) 19:49, 26 set 2018 (CEST)

Italia-Serbia su Rai2[modifica wikitesto]

Perché nella squadra serba c’è un giocatore con la divisa blu? È un giocatore italiano? --151.49.66.14 (msg) 21:36, 26 set 2018 (CEST)

Immagino sia il libero --Postcrosser (msg) 22:06, 26 set 2018 (CEST)

Auto-conflitto di modifiche[modifica wikitesto]

Da un po' di tempo mi capita di entrare in conflitto da solo. Mi spiego meglio: mentre modifico una voce e pubblico le modifiche, si apre una pagina di conflitto di modifiche... ma quello che ha già modificato la pagina sono io stesso, e si vede appena esco dalla pagina. Non è troppo fastidioso, ma posso sapere perché succede?--Gybo 95 (msg) 15:57, 27 set 2018 (CEST)

Mi sembra più una domanda da WP:Officina. Qualche volta, ma assai di rado, è capitato anche a me.--3knolls (msg) 20:01, 27 set 2018 (CEST)

dx spostamento in fisica e suo integrale[modifica wikitesto]

Credo proprio di aver bisogno di un aiuto perché mi sto arrovellando su un concetto con mille elucubrazioni ossessive.
Studiando mi sono accorto che non mi è chiaro
Fisicamente parlando (matematici chiudete gli occhi :P) prendendo Δx=x2-x1->0 arriviamo a dx, quell'integrale sarebbe la sommatoria di tutti quei piccoli dx tra A e B. E fin qui tutto ok, prendiamo adesso una situazione del genere:
https://imgur.com/Y1dv5SP
essendo integrare da A a B vuol dire "sommare al continuo" tutti quei piccoli vettorini dati dalla differenza diretti in verso opposto all'asse x.
In un certo senso, in questa prima interpretazione, se B<A ed integro tra A e B allora anche i dx che integro li prendo come dx=x2-x1 con x2<x1, viceversa se integrassi tra B e A con B<A allora considererei la "somma" di dx=x1-x2 con x2<x1, cioè i dx che considero nell'integrazione cambiano verso a seconda di quali estremi ho scelto e di quale sia maggiore e minore come primo e secondo estremo.
Oppure
https://imgur.com/VK9FgsP
In questa interpretazione invece i dx, vettori, sono diretti concordi con l'asse x, è solo dopo, sommandoli tra A e B, che mi danno il vettore (B-A) diretto in verso opposto ad x. Cioè in questo caso sono gli estremi di integrazione che mi decidono il verso del vettore finito, ma non dei vettori infinitesimi che hanno in ogni situazione stesso verso. Ripetiamo le due situazioni:
se B<A ed integro tra A e B questa volta considero i dx che integro come dx=x2-x1 con x2>x1, trovata la lunghezza come "sommatoria" essendo l'estremo B minore di A il vettore (B-A) avrà verso discorde all'asse x. Viceversa se integrassi tra B e A ancora una volta con B<A considererei anche qui la "somma" di dx=x2-x1 con x2>x1, cioè i dx che considero nell'integrazione NON cambiano verso a seconda di quali estremi ho scelto e di quale sia maggiore e minore come primo e secondo estremo. Solo dopo aver integrato "decido" il verso.
Il fatto che entrambe le visioni sembrano funzionare e non capisco quale sia quella corretta alla fine della fiera.
Vi ringrazio. --Willelmo (msg) 12:14, 29 set 2018 (CEST)

Io non vedo vettori eh. --Vito (msg) 12:19, 29 set 2018 (CEST)
Grazie per l'appunto, hai ragione.
Il problema è che essendo unidimensionale ho pensato che il vettore è legato al solo segno. Nel senso che se integrassi dx, inteso come x2-x1, il dubbio resterebbe tale e quale. Sia che lo intenda come vettore che come segno associato allo scalare.
Potrei quindi riscrivere il dubbio come:
"In un certo senso, in questa prima interpretazione, se B<A ed integro tra A e B allora anche i dx che integro li prendo come dx=x2-x1 con x2<x1, viceversa se integrassi tra B e A con B<A allora considererei la "somma" di dx=x1-x2 con x2<x1, cioè i dx che considero nell'integrazione cambiano verso (segno) a seconda di quali estremi ho scelto e di quale sia maggiore e minore come primo e secondo estremo."
E per la seconda visione delle cose:
"In questa interpretazione invece i dx, vettori (o scalari con segno), sono diretti concordi con l'asse x 8quindi positivi), è solo dopo, sommandoli tra A e B, che mi danno (B-A) che ha segno negativo. Cioè in questo caso sono gli estremi di integrazione che mi decidono il segno dello spostamento finito B-A, ma non dei dx infinitesimi che hanno in ogni situazione segno positivo associato. Ripetiamo le due situazioni:
se B<A ed integro tra A e B questa volta considero i dx che integro come dx=x2-x1 con x2>x1, trovata la lunghezza come "sommatoria" essendo l'estremo B minore di A il vettore (B-A) avrà segno negativo. Viceversa se integrassi tra B e A ancora una volta con B<A considererei anche qui la "somma" di dx=x2-x1 con x2>x1, cioè i dx che considero nell'integrazione NON cambiano segno a seconda di quali estremi ho scelto e di quale sia maggiore e minore come primo e secondo estremo. Solo dopo aver integrato "decido" il verso."
Quindi si guardi il primo messaggio se si vuole leggere in chiave vettoriale (immaginando di aver scritto tutte relazioni vettoriali, non so farlo su wiki ammetto) oppure come scalari con segno nel secondo intervento.
--Willelmo (msg) 12:36, 29 set 2018 (CEST)
La prima interpretazione è quella che più correttamente descrive, da un punto di vista logico, il calcolo che stai compiendo.
Il differenziale "dx" non è un vettore, ma una funzione vettoriale (ebbi modo di scriverne lo scorso giugno), che dato un vettore di "spostamento" restituisce la componente lungo l'asse delle ascisse (che è uno scalare) di tale spostamento. A ciascun infinitesimo spostamento s (uso il grassetto per indicare un vettore) corrisponderà quindi un infinitesimo contributo scalare dx[s], e il tuo integrale è la somma di tutti questi contributi scalari. La funzione dx, quindi, dipende solo dall'asse, non dai tuoi estremi di integrazione. Gli estremi influenzano, però, il verso di percorrenza del tuo integrale sull'intervallo, e quindi il verso cui puntano i singoli vettori s lungo il percorso (esattamente quelli che nel tuo primo schema hai impropriamente identificato come "vettori dx"). Poiché il tuo integrale va "da destra a sinistra", gli spostamenti s puntano a sinistra, e il differenziale dx ne estrarrà la componente x negativa.
Molti, come te, confondono gli spostamenti infinitesimi (che sono vettori) con il valore (scalare) del differenziale dx applicato a tali spostamenti. Ai fini pratici è un errore veniale, soprattutto in una sola dimensione, ma come hai constatato sulla tua pelle diventa invece un grosso ostacolo se si cerca di capire "cosa davvero significhi" quel calcolo.
La seconda non è una "diversa interpretazione" di quel calcolo, bensì una proprietà generale degli integrali definiti che discende direttamente da quanto scritto qui sopra; la proprietà afferma che scambiare gli estremi di integrazione cambia il segno del risultato:
Invertire gli estremi di integrazione ruota di 180° tutti i singoli vettori di spostamento s lungo il tragitto, cambiando di segno a tutte le loro componenti x (dx[-s] = -dx[s]) e quindi cambiando di segno anche al valore dell'intero integrale. Il tuo secondo schema fa esattamente questo: ottiene il valore dell'integrale originale calcolando il valore di un altro integrale, con gli estremi di integrazione invertiti per avere spostamenti s concordi con l'asse (ovvero i cui contributi dx[s] sono positivi) e cambiando di segno al risultato finale. Questa non è la descrizione di come si calcola l'integrale di partenza, ma di come ottenere lo stesso risultato per altra via equivalente. -- Rojelio (dimmi tutto) 16:35, 29 set 2018 (CEST)

Grazie Rojelio, volevo ricapitolare un attimo per accertarmi di aver capito giusto: sostanzialmente il "verso" di integrazione suggerito dagli estremi A,B con A>B fa sì che stia considerando degli spostamenti infinitesimi s ordinati concordemente ad x, il diferenziale mi estrae quindi la componente positiva e avrò un dx positivo, "sommandoli" cioè integrando da A a B trovo il valore finito positivo come voluto e aspettato.
Viceversa integrando da A a B con A<B quel che succede è che differenziando trovo dx questa volta negativi, il processo di integrazione (somma al continuo) dei dx negativi mi darà il valore negativo finito. Spero sia giusto :)
Mi rimane il dubbio perché lo stesso mazzoldi scriva spesso ds (es:F*ds) impunemente e a cuor leggero, trattando a tutti gli effetti i differenziali come "mini vettori" e da qui il pasticcio interpretativo. --Willelmo (msg) 18.34, 29 set 2018 (CEST)

Mh non mi piace tantissimo quest'interpretazione, o meglio va emendata: a costituire un campo vettoriale è l'insieme delle possibili partizioni dell'intervallo. Il differenziale nell'integrazione di un vettore è a tutti gli effetti un vettore infinitesimo, non vedo ambiguità quindi. --Vito (msg) 20:01, 29 set 2018 (CEST)
Non lo fa "impunemente", bensì a ragion veduta: ds è davvero un vettore. :-) Se prendi una funzione f con valori in un qualche dominio D, il suo differenziale df avrà anch'esso valori nello stesso dominio. In quel caso, si parte dalla "funzione posizione" s(P) che a ogni punto dello spazio P assegna il corrispondente vettore posizione (tridimensionale, se parliamo di punti nello spazio), e da esso discende il differenziale ds che è anch'esso un vettore tridimensionale, ovvero il vettore di spostamento (variazione di posizione).
dx ha valori scalari non perché è un differenziale e basta, ma perché è il differenziale di una funzione ben precisa, la funzione x(P), che dato un punto P restituisce la sua ascissa; e dx è quindi la "variazione di ascissa" (questa funzione speciale e il significato del suo differenziale è proprio quello di cui parlavo in quella discussione di fine giugno che linkavo poc'anzi). -- Rojelio (dimmi tutto) 02:53, 30 set 2018 (CEST)
Grazie per aiutarmi a mettere in ordine le idee. Ci riprovo.
Mettiamo di voler integrare da A a B in un percorso qualunque, il vettore s sia s(x,y). Che il punto A e B abbiano componenti xA>xB e yA>yB, i vettori ds su cui vado ad integrare non sono però influenzati dall'integrale, sono solo influenzati nel verso dagli estremi di integrazione. Esattamente comei dx del tuo discorso se integro da A a B hanno un verso, se integrassi sugli stessi estremi invertiti B ad A sarebbero ruotati di 180 gradi.
Il punto è però questo: in realtà quando sono ad una dimensione (cioé solo l'asse x) e il mio spostamento avviene solo lì, allora anziché ds, che è un vettore, alla fine dei conti posso usare dx e il ragionamento del verso che varia a seconda degli estremi si riduce al segno. Dovrebbe essere corretto ora, forse?
Se fosse corretto, come spero, quello che mi premeva capire in apertura della domanda è che in sostanza i vari differenziali ovviamente non sono funzione degli estremi e su questo non ci piove, però a seconda degli estremi è come se considerassi verso opposto (nel caso superiore a 1), e il ragionamento sarebbe analogo (sui segni) se fossimo sul solo asse x.
Grazie mille a voi! --Willelmo (msg) 10.02, 30 set 2018 (CEST)
Mh io continuo a vedere un integrale di linea in quest'interpretazione, invoco GM, arbitro di quest'oracolo. --Vito (msg) 12:06, 1 ott 2018 (CEST)
Lo prendo come un: non ne hai azzeccata mezza XD. Speravo di aver interpretato correttamente Rojelio:( --Willelmo (msg) 19.00, 1 ott 2018 (CEST)
Ci provo anch'io, ma con una premessa: benché si dica sempre che "la matematica non è un'opinione", in realtà ci sono alcuni argomenti fondamentali che non solo storicamente sono stati inquadrati in più modi diversi, ma tuttora sono visti in modo abbastanza differente a seconda del settore della matematica in cui li si utilizza. Uno di questi è la definizione di integrale, e anche il significato del simbolo "dx" che si scrive dentro l'integrale.
Allora, vediamo: si può pensare all'integrale come alla soluzione del problema "trovare l'area della porzione di piano delimitata dal grafico di una funzione (era una delle prime idee, quando gli integrali si chiamavano anche quadrature perché risolvevano il problema di "trovare il lato di un quadrato con la stessa area di una figura piana data"). Quindi l'integrale è il limite di una somma di rettangolini, e "dx" rappresenta idealmente la misura della base dei rettangolini (limite infinitesimo di Δx). In questo modo, non si vede perché mai l'area dovrebbe cambiare di segno quando si cambia il verso di integrazione. Solo che l'integrale ha avuto, storicamente, anche un'altra interpretazione, quella legata al calcolo del lavoro compiuto da una forza. In questo caso è abbastanza evidente che invertendo il senso di percorrenza si deve ottenere il risultato con il segno opposto: ecco che si tende allora a pensare allo "spostamento infinitesimo" ds come a un vettore (e la quantità integranda, in quel caso, è il prodotto scalare ).
Lasciamo da parte il concetto più generale di integrale che si ha in teoria della misura e in teoria della probabilità, e anche il significato che del simbolo "dx" dà l'analisi non standard; personalmente, il concetto a cui faccio riferimento nel mio lavoro (fisico matematico) è un concetto geometrico, e ora cerco di dare un'idea di questo.
Esistono degli oggetti matematici che si chiamano forme differenziali, che sono operatori che agiscono sui campi vettoriali (non mi metto qui a spiegare di che si tratta: voglio soltanto dire che sono definite indipendentemente dal concetto di integrale).
Poi c'è un'altra famiglia di oggetti matematici: i sottoinsiemi dello spazio che rappresentano tutti i possibili "domini di integrazione" (tecnicamente si chiamano catene, ma non importa). Ad esempio una curva o un arco di curva sono domini di integrazione unidimensionali, una porzione di superficie (eventualmente con un bordo) è un dominio bidimensionale, e così via. Su un dominio di integrazione può essere assegnata un'orientazione. Per un segmento, un'orientazione corrisponde a un verso di percorrenza; per una superficie, corrisponde a determinare in modo continuo su tutta la superficie un verso della direzione normale (perpendicolare) alla superficie. In generale, un dominio è parametrizzato da un certo numero di coordinate (in numero uguale alla dimensione del dominio: una coordinata se è una curva, due se è una superficie ecc.), e fissare l'orientazione corrisponde a fissare un ordine delle coordinate. Per esempio, se si prende un piano e si usano coordinate cartesiane , scambiare l'ordine delle due coordinate equivale a scambiare l'orientazione; anche cambiare di segno a una coordinata cambia l'orientazione. Se ho più di due coordinate, una loro permutazione pari non cambia l'orientazione, una permutazione dispari la inverte: quindi di orientazioni possibili di un dominio (connesso e orientabile) ce ne sono sempre solo due, indipendentemente dalla dimensione. Temo che la relazione fra orientazione e ordinamento delle coordinate non sia ovvia, a dirla così, ma chi ha in mente cose come la regola della mano destra può intuire il nesso.
Con questi presupposti, un integrale (definito) è un'operazione che prende una forma differenziale di grado n e un dominio di integrazione orientato di dimensione n e produce un numero, il valore dell'integrale. Ad esempio, prende una 1-forma e la integra su un arco di curva. Per definizione, se si inverte l'orientazione del dominio il valore dell'integrale cambia di segno.
Se lo spazio ambiente di tutto questo è la retta reale, allora esistono solo 1-forme e domini unidimensionali. Se prendete come coordinata sulla retta, una 1-forma si rappresenta così: , dove è una funzione reale e è il differenziale della coordinata . L'orientazione del dominio di integrazione è rappresentata, in questo caso, dall'ordine in cui metto gli estremi di integrazione: se indico come punto iniziale (in basso dopo il segno di integrale) un numero reale minore del punto finale (indicato in alto dopo il segno di integrale), allora l'orientazione è concorde con quella della coordinata , altrimenti l'orientazione è quella opposta.
Se lo spazio ambiente ha dimensione due o tre (o più), possiamo comunque integrare una 1-forma su un arco di curva (non è altro che il famoso "integrale di linea"). Per semplicità consideriamo il caso in due dimensioni, e supponiamo che le coordinate siano . La nostra curva avrà una rappresentazione parametrica, (se siete dei fisici, potete immaginare che la curva sia la traiettoria del moto di un punto materiale, e la parametrizzazione corrisponda alla legge del moto). Una generica 1-forma sarà un oggetto di questo tipo: ; di per sè, nulla che somigli a un vettore: ma se siete in uno spazio euclideo - cioè avete un prodotto scalare - e le vostre coordinate sono ortonormali, allora potete mettere la vostra 1-forma in corrispondenza con il campo vettoriale che ha come componenti e .
(Per la verità a noi qui non ce ne fa niente, di identificare 1-forme e vettori: ma molti lo trovano preferibile rispetto a cercare di capire che cosa sono le forme differenziali, quindi saltano a piè pari tutto e parlano sempre e solo di vettori, complicandosi poi la vita con dubbi amletici di vario tipo).
Per integrare la 1-forma sulla curva, dovete pensare che i due differenziali e , sulla curva, diventano rispettivamente e . Quindi l'integrale della 1-forma sulla curva diventa , che a molti piace pensare come l'integrale del prodotto scalare fra il vettore di cui sopra e il vettore , il vettore velocità relativo allo spostamento sulla curva, che ha appunto componenti e .
Il punto fondamentale è questo: cambiare il verso di percorrenza della curva corrisponde a cambiare in (a meno di una costante), ed è equivalente a cambiare l'orientazione del dominio di integrazione. Infatti, in questo modo e cambiano segno, e quindi cambia segno il valore dell'integrale. In questo caso non è che cambiate gli estremi di integrazione (in ): solo che se inizialmente la curva andava dal un punto A del piano, corrispondente al valore , al punto B corrispondente a , con , quando cambiate verso di percorrenza i due punti corrisponderanno a valori diversi del nuovo parametro. Potete scegliere il nuovo parametro, ad esempio, in modo che B (ora punto di partenza) corrisponda al valore e A (ora punto di arrivo) corrisponda a . Notate bene: quelli che avete scambiato sono i punti estremi (A e B) della curva su cui integrate: l'integrale può sempre andare da a , quello che è cambiato è il verso della velocità in ogni istante.
Vi risparmio definizione e proprietà dell'integrale di una 2-forma su una superficie, e via generalizzando: veniamo invece al caso più semplice, quello di un integrale sul segmento di una retta.
Per quanto detto, , con , è l'integrale della 1-forma sul segmento , orientato da verso , ossia in modo concorde alla coordinata . Che cosa significa invertire il verso di integrazione, da verso ? Sulla retta tendiamo a identificare automaticamente la coordinata con il parametro con cui è percorso il segmento (per una curva nel piano o nello spazio, invece, non possiamo fare la stessa confusione, ed è per questo che ho fatto tutto il discorso qui sopra). Quando inverto gli estremi di integrazione, posso interpretare questo in due modi: "geometricamente", scrivendo ho invertito l'orientazione del segmento su cui integro, e pertanto il valore dell'integrale cambia di segno; oppure, "fisicamente", sto percorrendo il segmento con la legge , e allora il mio integrale diventa

che dà esattamente lo stesso risultato (da notare che in questo caso non ho cambiato orientazione, perché se allora ) .

Non mi azzarderei a scommettere che chi ha fatto la domanda, se è arrivato a leggere fin qui, abbia ora le idee più chiare: in questo tipo di spiegazioni è più bravo Rojelio. Comunque ci ho provato. --93.36.167.230 (msg) 23:57, 1 ott 2018 (CEST)
Grazie ancora per la spiegazione.
Devo dire che per buona parte del primo anno non mi sono mai posto grandi problemi sul concetto e , l'ho sempre interpretato come un vettore ds da cui estraggo il differenziale dx e che poteva essere semplificato vedendolo come uno scalare con segno a seconda degli estremi: se quando integro da a a b tengo dx positivo, quando vado da b ad a lo ritengo negativo, e funziona anche.. che mi sembra poi quanto confermava Rojelio.
Iniziando ora il secondo con qualche strumento matematico in più mi sono ritrovato senza terra sotto i piedi, il semplice calcolo del lavoro come prodotto scalare di due vettori inizia a scricchiolare e non mi basta più, tra poco vedrò gli integrali di linea di seconda specie e intuisco già che quella era una mera edulcorazione di una pillola XD.
Il fatto è che viene assai comodo pensare ad come vettori concordi e nel caso di dire: il vettore ds risentendo del diverso "verso" di integrazione si "inverte" di 180°, cioè moltiplico F scalarmente a un ds "girato" e mi trovo un qualcosa di negativo e lo sommo da b ad a con .
Detto questo, benché mi sia abbastanza chiaro (qualcosa devo inquadrarlo meglio) quanto dice 93..., quel che mi chiedo è se devo del tutto cestinare questa interpretazione rozza ma comoda per certi versi, se sull'asse x, di (che con alti e bassi è quella che mi ha accompagnato finora). --Willelmo (msg) 8:42, 2 ott 2018 (CEST)
De gustibus non est disputandum. A me non piace il tipo di trattazione che distingue, ad esempio, integrale di linea di prima specie e integrale di linea di seconda specie, e tuttavia la si trova ovunque, quindi pure qui su Wikipedia. A me sembra un'inutile complicazione di cose semplici: ma in matematica la semplificazione (e generalizzazione) dei concetti passa sempre - inevitabilmente - attraverso la formulazione di definizioni più astratte e difficili da capire, in un primo momento. Quel passaggio - la comprensione di un concetto a un livello superiore di generalità - è per un matematico quello che per un alpinista è arrivare in cima a una vetta; invece per molti (fisici, ingegneri ecc., ma non tutti: e a dire il vero, anche una certa quota di studenti di matematica...) che sono interessati alle formule matematiche solo nella misura in cui sono necessarie per calcoli che devono proprio fare, il passaggio a una formalizzazione più astratta è visto come una grandissima seccatura, una fatica del tutto inutile.
Il punto cruciale è: fin dove vuoi spingere il tuo ragionamento? Se, per i tuoi scopi (ad esempio passare un esame) ti accontenti dell'esposizione che trovi sul libro di testo, bene. Se invece constati l'impossibilità di capire un determinato passaggio, magari perché non sembra avere significato nell'interpretazione che stai dando al concetto, allora fai benissimo a ragionarci su, ma devi assolutamente essere disposto a scoprire che l'interpretazione che stai dando è troppo limitata (a volte proprio sbagliata...), e a passare a un'interpretazione più generale e meglio formalizzata. Naturalmente, a quel punto ti conviene cercare di capire che definizione più generale danno i matematici, non tentare di inventartene una tu che "salvi il salvabile" (questo come principio generale, non mi riferisco a quanto hai scritto tu sul problema che hai posto).
Per quanto riguarda gli integrali di linea, il punto di vista più generale che permette (se si vuole) di includere tutti i casi (funzioni scalari o vettoriali) in una stessa definizione è questo: un integrale di linea è sempre l'integrale di una 1-forma su un intervallo della retta reale. In uno spazio di dimensione , diciamo , la curva su cui integri è un'applicazione , che associa a ciascun valore un punto . Se in hai definito una 1-forma (come sopra, per semplicità mi riferisco al caso , ma la generalizzazione a generico è immediata), la "componi" (tecnicamente si chiama pull-back) con la curva in modo da definire una 1-forma su , , che a quel punto integri tranquillamente sull'intervallo .
Casi particolari: se nel tuo “spazio ambiente” è definito un prodotto scalare euclideo, questo definisce anche una forma volume (che è una n-forma). L’immersione della curva in ti permette a sua volta di definire un corrispondente prodotto scalare sull’intervallo , e di conseguenza una forma volume su , che è ora una 1-forma. Questa 1-forma non è altro che quello che tu chiami : è "ereditata" dallo spazio ambiente in cui la curva è immersa, ma non dipende dalla legge di percorrenza della curva: qualunque sia la parametrizzazione della curva, (sempre supponendo che x e y siano coordinate ortonormali). Se ora prendi una funzione scalare definita in , integrarla lungo la curva significa integrare , che ora è una funzione su , con la misura . Questo sarebbe l’integrale di prima specie.
Se invece in tu hai un campo vettoriale, allora usi il prodotto scalare per definire una corrispondente 1-forma (se usi coordinate ortonormali, i due oggetti hanno le stesse componenti), e a quel punto procedi come nel caso generale. Questo è l’integrale di seconda specie.
In nessuno di questi casi hai bisogno di definire come una "quantità vettoriale infinitesima" (che poi non è molto chiaro che cosa dovrebbe significare). Nel caso degli integrali di seconda specie, l'idea che stai integrando un prodotto scalare può essere suggestiva, ma non puoi pretendere di dare la stessa interpretazione anche al che scrivi nell’integrale di prima specie, né al o che metti in un normale integrale su . Tutti questi, invece, sono differenziali di funzioni: è il differenziale della coordinata (idem per e ), mentre è il differenziale della funzione lunghezza d’arco, che è definita sulla curva (solo che quella funzione è a sua volta definita proprio dall'integrale di linea, quindi prima devi definire l’integrale, e solo dopo puoi dire che è il differenziale di ).
Buona digestione... --5.90.74.238 (msg) 19:00, 6 ott 2018 (CEST) alias 93.36.167.230 (msg)
PS Un piccolo consiglio: se su questa roba devi sostenere un esame, all'esame raccontala come ti è stata spiegata, non così (a meno che tu non sia molto sicuro del fatto tuo...).
Che dire, grazie mille! Ci metterò un po' ad interiorizzare il tutto XD ma è estremamente interessante --Willelmo (msg) 12:07, 7 ott 2018 (CEST)

Domanda legale su Ettore Majorana[modifica wikitesto]

Attenendosi solo a ciò che è stato riconosciuto dalle autorità: nel 2015 la procura di Roma ha riconosciuto che Ettore Majorana era ancora vino in Venezuela nella seconda metà degli anni '50 col falso nome di Bini. Ripeto non me lo sto inventando io, ma lo ha stabilito la procura di Roma (metto qui come fonti La Repubblica e Rai News). In base a ciò, a seguito della sentenza della procura, è corretto affermare che lo stato giuridico di morte presunta il giorno 27 marzo 1938 decade completamente, e pertanto è sbagliato qualunque affermazione riguardo a una sua possibile morte nella suddetta data? Grazie ho bisogno di sapere la risposta, a marzo avevo aperto una discussione della pagina Discussione:Ettore Majorana in cui esponevo questo fatto e proponevo di cancellare la scritta "Italia, 27 marzo 1938 (morte presunta)" dalla biografia del personaggio, ma non è stata letta da nessuno. Ora chiedo qui perché almeno voglio sapere se ho le basi giuridiche che giustifichino la richiesta di togliere quella stringa.

--87.14.100.211 (msg) 13:57, 29 set 2018 (CEST)

Di legge so poco ma la procura non fa sentenze, in questo caso ha disposto l'archiviazione di un'inchiesta. Suppongo invece che sarebbe necessario un pronunciamento del tribunale per annullare il preocedente. --Vito (msg) 15:32, 29 set 2018 (CEST)
La dichiarazione di morte presunta può essere annullata solo da una sentenza del tribunale (le procure non emettono sentenze, 4 a diritto), su richiesta del pubblico ministero o di qualunque interessato e invitando a partecipare al procedimento tutti coloro che furono parti nel precedente giudizio in cui fu dichiarata la morte presunta (art. 67 codice civile). In assenza di questa sentenza, per la legge Majorana rimane "morto presunto". --Franz van Lanzee (msg) 17:42, 29 set 2018 (CEST)

Altra domanda legale su Ettore Majorana[modifica wikitesto]

Ora, attenendosi scrupolosamente solo a quello che ha riconosciuto la procura di Roma, il caso di Majorana/Bini risulterebbe ambiguo.

Simulare il proprio suicidio è un reato, ma a quanto si sa, sempre secondo la procura, risulta che Majorana non abbia mai simulato il suicidio, semplicemente se ne è andato via senza dire niente a nessuno, non credo che questa cosa sia un reato.

Andare in giro con documenti e/o identità falsa è un reato, ma a quanto si sa, sempre secondo la procura, questa cosa il signor Bini/Majorana la ha fatta in territorio Venezuelano, non Italiano. La legge italiana non si dovrebbe applicare in Venezuela, giusto.

Venendo alla domanda, dopo quanto esposto fin'ora, ipotizziamo per assurdo che questo signor Bini sia ancora vivo. Ok, è ovvio che non lo è, ma davvero, se lo fosse e oggi venisse in Italia, sarebbe perseguibile dalla legge? Grazie so che è una domanda strana ma è uno di quei casi limite della legge che mi intrigano molto

--87.14.100.211 (msg) 14:11, 29 set 2018 (CEST)

In realtà, non essendo il (proprio) suicidio una fattispecie di reato, simulare il proprio suicidio non dovrebbe essere reato (o, se non altro, non realizza la fattispecie di "simulazione di reato" di cui all'art. 367 codice penale); fatti salvi ovviamente i casi in cui il falso suicidio è la condotta con cui si realizzano altri reati (una truffa alle assicurazioni ad esempio, ma allora il reato è la truffa e non il falso suicidio). A seconda delle circostanze un falso suicidio può portare alla realizzazione del reato di procurato allarme (art. 658 codice penale), ma nel caso di Majorana siamo abbondantemente in prescrizione (che, in quanto reato contravvenzionale, scatta in appena quattro anni dal compimento del fatto).
Il Bini/Majorana tornato in vita rischierebbe invece sotto il profilo dei falsi documenti: a parte il fatto che il Venezuela potrebbe richiedere l'estradizione (e non dovrebbero essereci motivi per rifiutarla), i tribunali italiani possono infatti perseguire i reati commessi all'estero da cittadini italiani, come nel caso del possesso di documenti falsi validi per l'espatrio (art. 497 bis codice penale). Per procedere tuttavia, oltre al fatto che il Bini/Majorana debba trovarsi sul territorio italiano al momento dell'arresto, trattandosi di reato punito con una pena minima inferiore ai tre anni di reclusione è necessaria una specifica richiesta da parte del Ministero della Giustizia (art. 9 codice penale); questo a meno che non si ricadi nel caso di "contraffazione del sigillo dello Stato e uso di tale sigillo contraffatto", nel qual caso la procura può agire al pari che se il reato fosse commesso sul suolo italiano (art. 7 codice penale). --Franz van Lanzee (msg) 18:07, 29 set 2018 (CEST)
Allora... andarsene senza dire niente a nessuno, a meno che non comporti dei danni a terzi (es.: figli che non ricevono più mantenimento, minori abbandonati, ecc.) in se non è reato, è il famigerato allontanamento volontario. Ovviamente da questo possono conseguire altri reati, o illeciti (ad es.: pagamenti arretrati, illeciti dovuti all'irreperibilità, se si va all'estero senza documenti il reato di immigrazione clandestina, ecc.). Giustamente come osservato, usare documenti falsi è reato, ma se i documenti falsi sono usati all'estero, il reato è commesso all'estero e competente dovrebbe essere il Venezuela, non l'Italia. Infine, se venisse in Italia sarebbe perseguibile dalla legge? Tecnicamente no, ma potrebbe esserlo colui che eventualmente ha dichiarato "Tizio è morto" al pubblico ufficiale senza averne la certezza(art. 495 c.p.), non è questo il caso però, perché si tratta di morte presunta-- Dao LR Say something 18:09, 29 set 2018 (CEST)
@Daolr: i tribunali italiani sono competenti eccome per i reati commessi da cittadini italiani all'estero, vedi gli articoli 7, 8 e 9 codice penale. --Franz van Lanzee (msg) 18:33, 29 set 2018 (CEST)
Riguardano principalmente i reati contro l'integrità dello Stato italiano e nell'art. 9 per i reati con reclusione di almeno 3 anni, non mi sembra questo il caso (l'eccezione sarebbe la contraffazione del sigillo dello Stato)-- Dao LR Say something 18:43, 29 set 2018 (CEST)
L'art. 9 riguarda anche i reati con pena minima minore dei tre anni (vedi il secondo comma), che sono perseguibili dal giudice italiano ma solo a richiesta del Ministero del Giustizia o a istanza della persona offesa (e ovviamente purché il reo si trovi ora sul territorio italiano). --Franz van Lanzee (msg) 18:50, 29 set 2018 (CEST)

Giornalista fa canestro di spalle[modifica wikitesto]

https:// youtu. be/2nHE-EErdWs

È vero o finto questo filmato? --151.49.81.242 (msg) 15:27, 29 set 2018 (CEST)

IMHO vero. Potremmo replicarlo acchiappando la palla con un retino prima del lancio e facendone cadere un'altra vicino al canestro, o tentando milioni di volte, ma non raggiungeremmo mai lo stupore di quel tizio. asd --Valerio Bozzolan (msg) 19:00, 6 ott 2018 (CEST)

Confine stranissimo[modifica wikitesto]

Guardavo per caso su Google Maps e ho trovato questo, ovvero diverse aree della Germania separate dal resto dello stato (quindi sono exclavi) da striscette di Belgio larghe intorno a 30 metri. Perché c'è un confine così assurdo?


--79.24.141.220 (msg) 16:32, 30 set 2018 (CEST)

Ciao. È spiegato tutto qui--Parma1983 16:53, 30 set 2018 (CEST)

Resistenza romana[modifica wikitesto]

Alcuni mesi fa chiesi ragguagli sull'attentato alla linea ferroviaria Roma-Napoli della notte tra 14 e 15 dicembre 1944 con circa 300 soldati tedeschi morti. L'interrogativo era desunto da una nota a piè pagina di un libro non accusabile di superficialità, che però essendo incentrato tutto su via Rasella non andava oltre. L'attentato va sotto il nome di Ponte delle sette luci. Dal risultato si evince che fu evento non indifferente. Penso che al tempo non abbia avuto risonanza perché tedeschi e quel che rimaneva del regime, colti quasi di sorpresa, fortunatamente preferirono parlare di paracadutisti inglesi e il CLN, ancora in fase di organizzazione, non era in grado di pubblicizzarlo o temeva rappresaglie, come poi avvenne per via Rasella. Stranamente ancora oggi questo segmento resistenziale, nonostante la sua ampiezza, è poco o niente conosciuto. Peraltro su di esso c'è un bel film di Nanni Loy (Un giorno da leoni) rintracciabile su Raiplay.


--87.8.228.154 (msg) 17:31, 1 ott 2018 (CEST)

Una parola[modifica wikitesto]

Nella frase “Cerca di arrivare in orario!”, “cerca” è un verbo o che altro? --151.95.20.145 (msg) 20:40, 5 ott 2018 (CEST)

Chi cerca trova! X-Dark (msg) 20:50, 5 ott 2018 (CEST)
(Rispondo qui, su questo lemma Wikizionario al momento non è di grande aiuto) Certo che è un verbo: voce del verbo cercare, prima coniugazione, modo imperativo, tempo presente, seconda persona singolare. --Sesquipedale (non parlar male) 20:55, 5 ott 2018 (CEST)
Forse quello che ti rende perplesso è che qui "cercare" non è usato nel senso più comune, ma nel senso di "provare" o meglio, per dirlo con la Treccani "studiarsi di conseguire". --M&A (msg) 17:17, 6 ott 2018 (CEST)

Dubbio di Logica[modifica wikitesto]

"Un sistema logico fondato correttamente e coerentemente non può presentare contraddizioni"

L'enunciato, dalla prospettiva della Logica Formale, è corretto?--Freebird73 (msg) 12:11, 6 ott 2018 (CEST)

L'enunciato è vero in logica classica e in generale nelle logiche dove vale il tertium non datur, mentre non vale nelle logiche polivalenti. Anche in logica classica, tuttavia, per il secondo teorema di Gödel, se hai un sistema che comprenda almeno l'aritmetica, non potrai mai dimostrare l'assenza di contraddizioni in tale sistema. In altre parole, nella logica classica, in un sistema logico che comprenda almeno l'aritmetica, avrai sempre delle proposizioni indidecidibili, delle quali non puoi dimostrare se siano vere o false. Naturalmente, se hai un sistema logico molto più semplice, ovvero che non comprenda nemmeno l'aritmetica, puoi avere contemporaneamente sia la coerenza che la completezza del sistema stesso, ovvero la possibilità di dimostrare la verità o la falsità di tutti i suoi enunciati. --Nungalpiriggal (msg) 16:17, 9 ott 2018 (CEST)
Mi sovviene un dubbio…In un sistema polivalente, non potrebbero esistere PIU' contraddizioni? Per mantenere in piedi un sistema complesso, non vi è comunque la necessità di avere un numero limitato di contraddizioni, per permettere al sistema stesso di esistere?--Freebird73 (msg) 00:29, 10 ott 2018 (CEST)
Sì, infatti proprio per contenere il principio di esplosione (ex falso sequitur quodlibet), le logiche polivalenti introducuno delle contromisure, per esempio in logica fuzzy un'affermazione e la sua negazione non possono essere ambedue simultaneamente e completamente vere" (). Allo stesso modo, le logiche paraconsistenti ammettono la presenza di contraddizioni ma evitano il principio di esplosione, consentendo quindi di formalizzare delle teorie che abbiano delle contraddizioni ma che non siano del tutto inconsistenti. --Nungalpiriggal (msg) 08:27, 10 ott 2018 (CEST)
Insomma, un paradosso di proporzioni bibliche: la Logica tramite un insieme di contraddizioni consente a se stessa di autocontraddirsi e dii esistere in modo contraddittorio. XD--Freebird73 (msg) 13:15, 10 ott 2018 (CEST)
Eh, non è proprio un paradosso ma un tentativo di avere dei modelli meno rigidi della Logica classica. Le logiche polivalenti e le logiche paraconsistenti sono utili per modellare le discipline, praticamente tutte, dove non esistono la verità assoluta e la falsità assoluta, ma tante sfumature di verità e, perché no, anche qualche errore e qualche inconsistenza. --Nungalpiriggal (msg) 18:51, 10 ott 2018 (CEST)

il Pedalù[modifica wikitesto]

Ciao, avrei bisogno di uno che se ne intende di funghi. Il Pedalù in dialetto varesotto indica un fungo tondo, un po' ovale, non più grande della parte superiore di un pollice. La superficie è bianca, ma poi quando "invecchia" tende a diventare giallo-bruna. L'interno all'inizio è bianco carnoso, poi diventa nero e carnoso, e alla fine, contestualmente all'ingiallo-brunimento della superficie, l'interno diventa polveroso, e infatti se si rompe il fungo quando è vecchio c'è sta polvere nera che si sparge dappertutto. Quando è giovane e con l'interno bianco è commestibile (di solito si impanna a mo' di cotoletta), mentre quando l'interno diventa nero non si può più mangiare.

Io l'ho sempre sentito chiamare col nome in dialetto, non conosco nessuno che sa dirmi il nome in italiano. Qualcuno saprebbe dirmi come si chiama in italiano questo fungo? --87.9.86.220 (msg) 08:50, 7 ott 2018 (CEST)

Potrebbe essere la Vescia ? --Gac 09:23, 7 ott 2018 (CEST)
Oppure la Calvatia gigantea, --Gac 09:24, 7 ott 2018 (CEST)

Coincidenza tra feste[modifica wikitesto]

Facendo mio un dubbio avvistato qui, faccio notare che Ferragosto (15 agosto) cade esattamente 6 mesi dopo San Valentino (14 febbraio): infatti, nel 75 % dei casi (ovvero in anni non bisestili) il giorno della settimana corrisponde. Mi domando se possa esservi una ragione culturale, storica o religiosa dietro questo fatto (ad esempio, il Leone - che rappresenta il centro dell'estate - è opposto all'Acquario che simboleggia il centro dell'inverno) oppure se si tratti semplicemente di una coincidenza. --87.3.68.251 (msg) 21:41, 7 ott 2018 (CEST)

Dico solamente che il 15 agosto non cade esattamente 6 mesi dopo il 14 febbraio, ma dopo 6 mesi e un giorno. Tutto quel che segue è completamente privo di consistenza. --Sesquipedale (non parlar male) 22:05, 7 ott 2018 (CEST)
Tra l'altro dire "esattamente sei mesi" quando i mesi non sono tutti uguali come durata non ha molto senso. Sia tra il 1 febbraio e il 1 aprile che tra il 1 aprile e il 1 giugno passano esattamente 2 mesi, ma nel primo caso i giorni sono 59 e nel secondo 61. Comunque il calendario è talmente pieno di feste e ricorrenze, religiose e civili, che presa una ricorrenza a caso è difficile non trovare coincidenze con altre date. Sia la festa del lavoro che Capodanno cadono il primo del mese; l'anniversario della Liberazione è festeggiato lo stesso giorno del Natale. 8 marzo e 8 decembre per la festa delle donne e l'Immacolata concezione... --Postcrosser (msg) 00:24, 8 ott 2018 (CEST)
Faccio invece notare come non è un caso che l'Annunciazione cada esattamente nove mesi prima del Natale, che l'Immacolata concezione cada esattamente nove mesi prima della Natività di Maria. --Arres (msg) 12:21, 8 ott 2018 (CEST)
Peraltro, la data di san Valentino è legata al giorno in cui il santo sarebbe morto (cioè una data "casuale"), quindi il sospetto non dovrebbe proprio sorgere (a meno che non si pensi che la data della morte sia stata falsata o inventata per un qualche motivo). --Syrio posso aiutare? 12:39, 8 ott 2018 (CEST)

perchè esisti?[modifica wikitesto]

perchè esisti? --93.39.126.254 (msg) 10:04, 8 ott 2018 (CEST)

Un "perchè" non esiste. Esiste "perché", con l'accento acuto. --130.192.155.249 (msg) 10:44, 8 ott 2018 (CEST)
42 --Postcrosser (msg) 10:57, 8 ott 2018 (CEST)
Perché penso. -- Rojelio (dimmi tutto) 10:58, 8 ott 2018 (CEST)
Perché mi tocca pagare le tasse. --Franz van Lanzee (msg) 11:42, 8 ott 2018 (CEST)
Se si vuole sapere come mai è stato creato un Oracolo pur essendo wiki una enciclopedia in cui trovare tutte le risposte a tutte le domande, inclusa quella, allora si legga qui. X-Dark (msg) 13:01, 8 ott 2018 (CEST)
La risposta è dentro di te. Però è sbagliata. --Holapaco77 (msg) 15:51, 9 ott 2018 (CEST)

Uovo[modifica wikitesto]

Ho letto su un opuscolo la seguente frase Lo sai che le uova si conservano meglio con la punta verso il basso? Google non mi aiuta. È vero? Se sì, perché?

--80.180.56.52 (msg) 15:14, 8 ott 2018 (CEST)

In verità con google si trovano diverse pagine che spiegano il motivo. Il succo è questo : nella parte dell'uovo opposta alla punta di trova una camera d'aria, che si ingrandisce con il passare dei giorni per via della porisità del guscio (in fatto un uovo fresco tende ad andare a fondo se messo in un pentoli d'acqua, un uovo ormai andato galleggia). Conservando l'uovo con la punta verso il basso la camera d'aria rimane in alto senza rischio di rompersi e il tuorlo rimane al centro dell'uovo. --Postcrosser (msg) 15:39, 8 ott 2018 (CEST)

Se è vero che simile scioglie simile...[modifica wikitesto]

Regoletta che insegnano anche alle medie: simile scioglie simile. Il composto polare si scioglie in solventi polari, mentre il composto apolare in solventi polari non si scioglie e tende ad agglomerarsi. E così il sale da cucina che è polare si scioglie in acqua, mentre se si versa l'olio d'oliva che è apolare si compatta e galleggia.

Il dubbio mi viene però con l'ossigeno: i pesci in acqua respirano l'ossigeno disciolto nell'acqua. Ma l'ossigeno è una molecola apolare. In teoria l'ossigeno in acqua dovrebbe gorgogliare e tornare in aria, mentre nell'acqua non dovrebbe rimanerne traccia, proprio come l'olio. Perché l'ossigeno apolare si scioglie in acqua?


--80.117.40.210 (msg) 15:34, 9 ott 2018 (CEST)

Intanto credo che i pesci utilizzino principalmente l'ossigeno della molecola dell'acqua più di quello disciolto come mi sembra di capire qua] e poi l'ossigeno non è polare ma non è un gas inerte, ha comunque una carica positiva. qua trovi qualcosa. E comunque io non sono esperto, aspettiamo altri pareri--Pierpao.lo (listening) 07:55, 10 ott 2018 (CEST)
No, non diciamo cose assurde. I pesci usano le branchie per respirare l'ossigeno atmosferico disciolto in acqua. Vedi ad esempio qui e qui; sono documenti forse po' tecnici, ma molto chiari. Il primo articolo citato da Pierpao.lo si occupa del flusso d'acqua attraverso le branchie e non dice affatto che l'ossigeno è quello delle molecole di acqua. Inoltre, l'ossigeno non ha una carica positiva. Nella seconda citazione c'è scritto giustamente che l'ossigeno è una molecola non polare, ma che può formare dipoli indotti. In effetti, la solubilità dell'ossigeno in acqua è molto piccola, ma è quanto basta per i pesci...--Albris (msg) 14:54, 11 ott 2018 (CEST)

leggi di Maxwell[modifica wikitesto]

Ho letto le vostre pagine sulle leggi di Maxwell. Non si capisce niente, e sono scritte in un modo comprensibile solo a chi ha già nozioni intermedie di fisica e matematica. Chiedo in questa sede se qualcuno potrebbe anche brevemente spiegarmi che cosa dicono le leggi di Maxwell e il loro significato. --93.32.201.141 (msg) 14:47, 10 ott 2018 (CEST)

Ci sono le equazioni di Maxwell che sono un sistema di equazioni differenziali alle derivate parziali utilizzate in particolare nell'interazione elettromagnetica e ci sono le relazioni di Maxwell che legano tra loro le variabili di stato in termodinamica. Praticamente impossibile semplificare; si tratta di costrutti matematici che richiedono delle conoscenze preliminari non elementari. Non basta schioccare le dita per imparare tutto :-) Se sei realmente interessato, ti suggerisco di iniziare a leggere prima i fondamentali matematici e poi di passare alle equazioni differenziali. Ciao, --Gac 15:07, 10 ott 2018 (CEST)
1. Esiste la carica elettrica (una grandezza assegnabile ai punti dello spazio, responsabile dell'esistenza del campo elettrico).
2. La "carica magnetica" (anche detta monopolo magnetico) invece non esiste.
3. Un campo magnetico variabile nel tempo genera un campo elettrico (principio alla base del funzionamento delle dinamo).
4a. Una corrente elettrica genera un campo magnetico (principio alla base del funzionamento dell'elettrocalamita).
4b. Un campo elettrico variabile genera un campo magnetico.
Corollario: lo stretto rapporto tra campo elettrico e magnetico, per cui le variazioni dell'uno si traducono in variazioni anche dell'altro e viceversa (3. e 4b.), implica che non possano davvero essere considerati separatamente (tranne che nei casi più semplici); quando vengono presi in coppia, come facce diverse di un'unica entità fisica soggiacente, tale entità fisica è il cosiddetto campo elettromagnetico.
Difficile andare più nel dettaglio senza quelle nozioni di fisica e matematica da cui si intendeva, per l'appunto, prescindere: un'enciclopedia ha scopi e modalità sensibilmente diverse da quelle di un testo strettamente didattico. -- Rojelio (dimmi tutto) 15:33, 10 ott 2018 (CEST)

Andare in giro vestiti da pagliaccio è un reato?[modifica wikitesto]

Per favore non cassate subito questa domanda come stupida, in realtà è una cosa seria. Se uno vuole andare in giro, salire sui mezzi pubblici, entrare in posta, in banca, negli ospedali a fare esami oppure seguire lezioni all'università truccato e vestito come un pagliaccio è libero di farlo oppure il fatto è un reato. E non sto dicendo di uno che va in giro a far ridere le persone di professione, ma di uno che ha scelto questo stile di vita, è libero oppure entrerebbero in gioco le leggi sul fatto che non si deve coprire il proprio volto in luoghi pubblici etc?

--95.252.15.202 (msg) 16:31, 10 ott 2018 (CEST)

Quindi niente oltraggio al senso del pudore, niente disturbo della quiete pubblica e trucco leggero per essere comunque sempre identificabile? Mah, perché no? Ci sono tanti pagliacci in giro, uno più uno meno cosa vuoi che sia? :-) Ah, ovviamente alcuni dei contenuti riportati potrebbero non essere legalmente accurati, corretti, aggiornati o potrebbero essere illegali in alcuni paesi. Le informazioni hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli legali. --Lepido (msg) 16:51, 10 ott 2018 (CEST)
Posto il disclaimer legale di Lepido, che si intende interamente riportato, si osserva quanto segue. L'art. 85 del TULPS recita "È vietato comparire mascherato in luogo pubblico." (punto, nessuna eccezione/sottocriterio e amenità varie): non si tratta comunque di reato (stante la depenalizzazione del 1981), ma di illecito amministrativo. A questo si aggiunge l'art. 5 della Legge Reale (solo nella versione attualmente in vigore) secondo cui "È vietato l'uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo.", fattispecie di tipo contravvenzionale (e quindi reato), che prevede arresto e ammenda.
Quindi puoi andare tranquillamente in giro vestito da pagliaccio se lo desideri, purchè resti riconoscibile e sia disposto a pagare ogni volta la sanzione amministrativa prevista dal TULPS, fra i 10 e i 103 Euro (è un vezzo costoso...). Ah, delle eccezioni per Carnevale non sono ufficialmente previste: è solo per consuetudine che i bambini mascherati non vengono sanzionati.--Equoreo (msg) 17:30, 10 ott 2018 (CEST)
Ecco il punto: cosa si intende per "comparire mascherato"? Cioè, come io ho specificato qui sopra, se sono vestito da pagliaccio, ma ho un trucco leggero (o non ho punto trucco) in modo da essere perfettamente riconoscibile, sono multabile? Perché qui si giocherebbe sul termine "mascherato" (cioè 1: portatore di maschera 2: travestito da...). Me lo chiedo perché recentemente dove lavoro mi ritrovo circondato da studenti "mascherati" da zombi... pantaloni strappati all'inverosimile, pirsing stratosferici, tatuaggi obnubilanti... li posso sanzionare? :-) --Lepido (msg) 18:01, 10 ott 2018 (CEST)
[↓↑ fuori crono][@ Lepido] <ironic>Potremmo anche disquisire sul fatto che risponde dell'illecito solo chi "compare mascherato", ma non un soggetto, pur mascherato, che invece di "comparire" si palesa in forme meno eteree (NB: "comparire" resta consentito, leggi della fisica permettendo, purchè non mascherati) :-D </ironic> Scherzi a parte (ma mica tanto, visto l'argomento): questo post dell'ASAPS dice (non senza ironia) che la Cassazione nel lontano 1967 (Cass. 7.11.1967, n. 1644) ha stabilito che risponde del reato (allora lo era) chi si traveste in abiti donneschi senza maschera sul viso (con rammarico, non ho potuto verificare la sentenza originale, cosa che mi avrebbe certamente riservato momenti di rara ilarità). Non so se la dottrina sia cambiata dal '67, ma a me sembrerebbe discriminatorio dire abiti donneschi no e abiti pagliacceschi sì :-) Comunque hai ragione: sicuramente si potrebbe giocare in tribunale sul termine "mascherato".
Quanto agli abiti zombeschi, io procederei direttamente per il reato (ormai ex-reato) di ingiuria: mi sembra fuor di dubbio che abbigliarsi come hai descritto offenda l’onore o il decoro di una persona presente (nello specifico sè stessi); l'unico problema è che dovresti convincerli a querelarsi :-P --Equoreo (msg) 18:51, 10 ott 2018 (CEST)

Grazie per avermi risposto, però ci sono alcune cose non chiare: Ma se è come dice Equoreo, allora tutti gli artisti di strada, i mimi e le statue viventi dovrebbero essere multate anche loro. Allora anche una donna truccata con un cappello, e pure Platinette. Ma allora perché uno dovrebbe essere multato se decide per scelta di vita di andare in giro con la faccia bianca, il naso rosso e la bocca dipinta di rosso? (95.252.15.202)

Sempre posto che non sono un avvocato, quindi sparo giudizi in libertà senza pretesa che siano corretti. Escludiamo da subito la Legge Reale, dato che il cappello non è atto a rendere difficoltoso il riconoscimento e negli altri casi sussiste un giustificato motivo (il lavoro o, per quanto riguarda Platinette, l'identità di genere, che è assimilabile all'identità religiosa, che è un'altro valido motivo; infatti le donne musulmane sono libere di velarsi, i sikh di usare il turbante e i pastafariani di mettersi uno scolapasta in testa). Per quanto riguarda il TULPS bisogna considerare la ratio della norma (ossia il motivo per cui è stata creata): evitare che uno sfili portafogli travestito da Lupin per poi gettare la maschera e mescolarsi tra la folla senza poter essere riconosciuto. Sono certo che Platinette sia più riconoscibile truccata che al naturale (e che non sia dedita al furto con destrezza). Per quanto riguarda mimi e statue viventi, secondo me sono passibili di sanzione amministrativa, almeno in astratto; se poi il divieto (che non è derogabile dal regolamento comunale, essendo fonte di livello superiore) sia effettivamente fatto rispettare non lo so. Probabilmente c'è sempre un po' di buon senso e un occhio alle consuetudini (come dicevo prima, altrimenti anche i bambini sarebbero sanzionabili). E sicuramente un posto di riguardo lo occupano le precedenti sentenze della Cassazione (che avranno stabilito anche cosa si intenda per "mascherato", problema evidenziato da Lepido prima).
Ecco, forse se fondi una religione i cui fedeli sono tenuti a travestirsi da pagliacci potresti essere al sicuro :-D --Equoreo (msg) 19:40, 10 ott 2018 (CEST)

Ma se il fatto di andare in giro come un pagliaccio è una questione di identità di genere. Proprio come il signor Coruzzi, che non è trans, ma è Platinette la sua identità, uno non può avere come identità il fatto di essere un pagliaccio? (95.252.15.202)

Partiamo dalla base: girare vestiti da pagliaccio (cioè senza trucco sul viso), o girare con un trucco "leggero" che non impedisce la riconoscibilità del soggetto, non è reato: finché non si entra in questioni di oltraggio al pudore o pericolo per l'ordine pubblico, la libertà di vestirsi come pare è ricompresa nella libertà (costituzionale) di espressione e quindi via andare.
Nel caso del trucco "pesante", ovvero che impedisce la riconoscibilità del soggetto al pari dell'indossare una maschera, non vi sono problemi se ciò è fondato su "giustificati motivi", come dice l'art. 5 legge Reale: mimi e statue viventi hanno un giustifcato motivo per girare mascherati (stanno lavorando), quindi per loro nessun problema. E nessun problema quando la circolazione delle persone mascherate è in generale prevista, per un certo lasso di tempo, da apposita ordinanza dell'autorità di pubblica sicurezza (sindaco o questore), come recita l'art. 85 TULPS ("È vietato l'uso della maschera nei teatri e negli altri luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l'osservanza delle condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di pubblica sicurezza con apposito manifesto"); è per tale ragione che, a Carnevale, nessuno viene multato perché gira mascherato: c'è un'ordinanza che lo consente. E nessun problema, poi, per i bambini minori degli anni 14, i quali non sono imputabili e quindi possono girare mascherati quante volte vogliono (non è "per consuetudine" che i bambini non sono multati, è che non sono perseguibili perché incapaci di intendere e di volere).
Rimane quindi il caso del soggetto, maggiorenne, che gira in luogo pubblico con un trucco pesante/maschera senza giustificato motivo, al di fuori dei "periodi di festa" sanciti dall'autorità di pubblica sicurezza; e qui, a mio avviso, non si può sfuggire al dettato del TULPS ("È vietato comparire mascherato in luogo pubblico"), che è abbastanza tassativo. Giocarsi la carta dell'identità di genere con la storia del pagliaccio non mi pare vincente, se non altro perché "pagliaccio" non è un genere.
Discorso totalmente diverso vale per il "caso Platinette", ovvero dell'uomo che si traveste da donna; discorso diverso e complesso, in particolare perché l'ultima sentenza di Cassazione in merito risale al 1976, ovvero un'era geologica fa. Rimando a questo articolo che analizza le sentenze di Cassazione in materia di travestitismo. --Franz van Lanzee (msg) 12:33, 11 ott 2018 (CEST)
C'è una cosa che mi pare che sfugga: "la norma si fa applicandola", ovvero non conta solo la norma in sè (in questo caso il TULPS), ma anche le precedenti sentenze riguardo alle contestazioni di tal illecito (nonché il tipo di Corte, in particolare le interpretazioni della Cassazione sono estremamente importanti). Nel caso specifico, c'è consolidata Giurisprudenza per cui tale illecito non si configura, perlomeno non viene contestato, in moltissimi casi non contemplati dal TULPS (es. sfilate carnevalesche spontanee, senza apposito manifesto, ma neanche all'artista di strada che si piazza a chiedere l'elemosina mentre fa giochi acrobatici vestito da pagliaccio); viceversa, entrare anche con un semplice casco integrale da moto in una banca, può' costituire una violazione di tale illecito (non reato). In altre parole, per applicare la legge si usa e si è sempre usato un minimo di buon senso. --Skyfall (msg) 12:53, 11 ott 2018 (CEST)
PS anche l'entrare in una tabaccheria col casco e dirigersi subito verso la cassa può essere oggetto di tale contestazione. Perché appunto dipende dai contesti (individuati dalle sentenze precedenti). --Skyfall (msg) 13:14, 11 ott 2018 (CEST)
Infatti, ribadisco che un conto è occultare il proprio volto, con una maschera, con un trucco pesante, con un casco integrale o (perché no?) con un niqab, e un altro conto è essere vestiti in modo stravagante. Mi chiedevo quindi se l'essere vestiti in modo stravagante, ma senza offendere il senso del pudore e restando in volto perfettamente riconoscibili, comportasse una sanzione. --Lepido (msg) 14:27, 11 ott 2018 (CEST)
[× Conflitto di modifiche][@ Franz van Lanzee] Digressione tecnica (da un ignorante in materia, quindi se sbaglio dimmelo, che imparo qualcosa): la giurisprudenza distingue chiaramente i "luoghi pubblici" (es. la pubblica via) dai "luoghi aperti al pubblico" (es. un bar). I teatri e ai "luoghi aperti al pubblico" sono soggetti all'art. 85 terzo comma del TULPS: lì l'APS può rilasciare apposita autorizzazione all'uso delle maschere (es. per Carnevale); la strada invece è "luogo pubblico", dove trova applicazione il primo comma, che non prevede alcuna eccezione. Eccezioni che l'APS non può inventarsi, dato che il regio decreto da scaturisce l'art. 85 è norma con rango di legge e non può essere derogata da atti di grado inferiore non previsti dalla legge. Per quanto riguarda l'impunibilità: (esclusa la responsabilità penale, che è personale) dell'illecito dei minori incapaci risponde chi ha il dovere di sorveglianza (di solito i genitori o la scuola) a meno che non dimostri che gli fosse impossibile impedire il fatto; mi sembra difficile dimostrare l'impossibilità di impedire al bimbo di vestirsi da Batman :-) E meno male che esiste la culpa in vigilando, altrimenti le nostre città sarebbero alla mercé di orde di selvaggi infraquattordicenni a cui tutto è permesso... Sbaglio qualcosa (dal punto di vista puramente legale, a prescindere dall'applicazione)? --Equoreo (msg) 15:11, 11 ott 2018 (CEST)

Domanda di analisi matematica: gli operatori[modifica wikitesto]

Buondì. Ho una domanda sugli operatori: cosa si intende con "autofunzione" e con "autovalori"? Non riesco a capire cosa siano questo "autocosi" Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 79.54.11.62 (discussioni · contributi) .

Hai letto Autovettore e autovalore? L'autovalore è lo stesso concetto, l'autofunzione è simile ad un autovettore, solo che vive in uno spazio vettoriale infinito-dimensionale, quello delle funzioni (con certe proprietà), per l'appunto. X-Dark (msg) 17:21, 10 ott 2018 (CEST)
Hai un endomorfismo, ovvero una relazione (o "trasformazione") T che dato un coso x in ingresso produce come risultato un coso y dello stesso tipo di x, ovvero entrambi appartenenti al medesimo insieme D:
Perché si possa proseguire il discorso e iniziare di parlare di auto-cosi, è necessario che sussistano un paio di caratteristiche:
  • Ha senso moltiplicare gli elementi di D per uno scalare (tipicamente un numero reale, ma potrebbe essere un complesso, dipende dal dominio del problema): dato e , esiste
  • La trasformazione T è lineare: (con a e b coefficienti scalari e x e y elementi in D).
Può capitare che per qualche valore di x, il risultato della trasformazione sia proprio un suo multiplo, ovvero che esista un coefficiente scalare (che per tradizione si indica quasi sempre con lambda) tale per cui:
Se questo succede:
  • x è un auto-coso della trasformazione lineare T,
  • e è il suo corrispondente auto-valore.
Dalla tua domanda deduco tu stessi sbirciando qualcosa relativo all'analisi funzionale, un ambito in cui i cosi sono funzioni (prese come "oggetti", elementi dell'"insieme delle funzioni") e le trasformazioni prendono il nome di "operatori"... ma sempre trasformazioni sono: data una funzione come ingresso, associano una funzione come risultato.
Data una funzione, posso definire il concetto di "moltiplicarla per uno scalare" come una nuova funzione i cui valori, in ogni punto, sono quelli della funzione originale moltiplicati per quello scalare.
Quindi se il tuo operatore T è lineare, ed esiste una qualche funzione f per cui T(f) è un multiplo di f stessa () f è detta "auto-funzione" dell'operatore T, e lambda il suo corrispondente auto-valore.
Esempio spicciolo:
  • Dominio: funzioni reali di variabile reale.
  • Operatore: derivata (che indico come D(f) anziché f' giusto per "continuità" con la notazione usata fin qui).
La derivata è un endomorfismo (la derivata di una funzione reale di variabile reale è anch'essa funzione reale di variabile reale), ed è lineare.
Prendo una generica funzione esponenziale a parametro k: . La sua derivata è
Quindi le funzioni esponenziali di parametro k sono tutte auto-funzioni dell'operatore lineare "derivata", ciascuna con corrispondente auto-valore pari proprio a k.
Torna? -- Rojelio (dimmi tutto) 18:04, 10 ott 2018 (CEST)

Torna eccome! Ti ringrazio davvero per avermi risposto (e non è la prima volta che lo fai). L'ho capita, incredibile!--82.52.84.234 (msg) 21:19, 10 ott 2018 (CEST)

Lingue Ufficiali della FIFA[modifica wikitesto]

Nella pagina dedicata alla FIFA della Wikipedia inglese tra le lingue ufficiali vi è inserito anche l'Italiano. Che io sapessi, le lingue ufficiali della FIFA sono Inglese, Tedesco, Spagnolo e Francese e non vi è l'Italiano. Qualcuno potrebbe smentire o confermare?--Freebird73 (msg) 00:39, 11 ott 2018 (CEST)

Il Draft FIFA Statutes Congress 2013 (che si trova facilmente con google) conferma quello che dici tu, che le lingue ufficiali sono inglese, tedesco, spagnolo e francese. Nella pagina su en.wiki l'italiano è stato aggiunto il 3 ottobre 2018 da un IP senza altre modifiche all'attivo, il che fa sospettare un vandalismo. --Postcrosser (msg) 01:42, 11 ott 2018 (CEST)

Il freddo può ritardare l'innesco di un esplosivo[modifica wikitesto]

In molti film si vedono i protagonisti che per errore incappano in qualche trappola esplosiva sensibile alla pressione. Due esempi che mi vengono in mente sono Arma Letale 2 dove il poliziotto nero non si può alzare dal cesso perché altrimenti farebbe partire un esplosivo, oppure Kingsman il cerchio d'oro dove merlino calpesta un congegno e non può sollevare il piede perché sennò esplode. E in entrambi i film sopra il dispositivo esplosivo viene versato dell'azoto liquido, dicendo che serve a dare qualche secondo in più alla persona per potersi salvare e ritardare di poco l'innesco dell'esplosivo. Ma ciò è vero o è solo una pompata hollywoodiana? --80.117.40.88 (msg) 15:32, 12 ott 2018 (CEST)

Come primo parere non esperto direi che essendo un processo esotermico che ha bisogno di un innesco, suppongo che l'energia necessaria per l'innesco sia inversamente proporzionale alla temperatura, ovviamente abbassata dall'azoto se la quantita è sufficiente e se il sistema non è isolato. Azzarderei che il tutto sia legato al mecessario aumento di entalpia per attivare l'esplosione che dovrebbe dipendere anche dalla temperatura. Aspettiamo altri pareri però--Pierpao.lo (listening) 18:06, 12 ott 2018 (CEST)
Più che attraverso solo l'entalpia, la temperatura agisce direttamente sulla velocità di reazione stabilita dalla Cinetica chimica, branca della chimica fondamentale per lo studio e messa a punto degli esplosivi. Ad esempio, ci sono reazioni chimiche entalpiche decisamente "convenienti" (vedi Energia libera di Gibbs), ma con una cinetica lentissima (es. la formazione della ruggine). Gli esplosivi in generale hanno una cinetica notevolissima, ma funzione, appunto, della temperatura. Faccio un esempio pratico: una esplosione di una miscela di gas omogenei (come idrogeno assieme ad ossigeno) é governata, in prima approssimazione, dalla legge di Arrhenius, dove la velocità dipende dall'esponenziale dell'inverso della temperatura --Skyfall (msg) 10:32, 13 ott 2018 (CEST)

Significato dell'asterisco in matematica[modifica wikitesto]

Non riesco a trovare il significato dell'asterisco in matematica. In particolare io mi sto interessando a due campi: uno è nei numeri complessi, dove il numero complesso si indica con z, e poi trovo sempre z con sopra l'asterisco (z*) ma non so cosa significhi quell'asterisco. Il secondo è negli operatori hermitiani, dove c'è una costellazione di asterischi sopra le funzioni. Se scrivo nella barra di ricerca "operatore hermitiano" Wikipedia mi rimanda alla voce "Operatore autoaggiunto", dove però si accenna all'asterisco sopra i vettori, però gli operatori hermitiani coi vettori non c'entrano nulla, perché si intendono delle funzioni con sopra l'asterisco. E ho provato a leggere ma non si capisce nulla sono troppo incomprensibili le voci di matematica di questo sito.

In sintesi, cosa significa l'asterisco sopra la z e sopra le funzioni, in generale e negli operatori hermitiani in particolare? Grazie--95.244.155.154 (msg) 18:42, 12 ott 2018 (CEST)

Prego. V. Complesso coniugato e il risultato la Matrice trasposta coniugata--Pierpao.lo (listening) 20:14, 12 ott 2018 (CEST)

Cioè?--95.244.155.154 (msg) 20:21, 12 ott 2018 (CEST)

Complesso coniugato
In generale nei numeri complessi se
abbiamo il numero complesso :, dove x e y sono numeri reali ed i è l'unità immaginaria, è il complesso coniugato di (si può indicare anche con ed è definito così:
. Per un numero complesso esponenziale la definizione la trovi nella stessa pagina.
Sugli operatori hermitiani non riesco a spiegarla meglio di quanto scritto in Matrice trasposta coniugata, spiacente, ti confonderei le idee. Aspettiamo qualcuno più esperto.--Pierpao.lo (listening) 20:32, 12 ott 2018 (CEST)
Le notazioni matematiche non sono standardizzate: ci sono alcuni usi comuni, ma ogni autore è libero di adottare la notazione che preferisce. Se stai affrontando argomenti come gli operatori hermitiani, è lecito supporre che tu abbia un docente e/o un testo di riferimento per questi argomenti: bisognerebbe verificare che notazione è adottata da quel docente o da quel testo. Che io sappia, l’unico uso davvero universale dell’asterisco è quello che denota il duale di uno spazio lineare. Nel contesto delle funzioni complesse e degli spazi di Hilbert complessi si può ipotizzare che l’asterisco denoti il complesso coniugato di un numero o di una funzione, ma è almeno altrettanto diffusa (direi anzi nettamente prevalente) la notazione con una barra al di sopra del simbolo; per quanto riguarda gli opeatori lineari su spazi di Hilbert complessi, l’asterisco potrebbe denotare l’operatore aggiunto, ma è più usata la notazione con una croce. Altra questione è che cosa sia l’aggiunto di un operatore, ma questo non è lo stesso che chiedere "qual è il significato dell’asterisco"... Prova a riformulare la domanda in modo più chiaro, perché si fatica a immaginare che uno stia studiando gli operatori hermitiani e non sappia che cosa è il coniugato di un numero complesso (e di conseguenza è difficile immaginare come rispondere) --93.36.167.230 (msg) 21:35, 12 ott 2018 (CEST)

Nessun testo di riferimento, non è di un corso di analisi matematica. In realtà il mio unico riferimento è un pezzo di carta che recita testualmente:

"

Operatori Hermitiani

Definizione:
in quanto

In questo caso è un operatore hermitiano

"

Ecco questo è tutto quello che ho. Non ci ho capito un tubo, solo che se questo operatore è piazzato dentro quell'integrale pieno di asterischi e il calcolo torna allora è un operatore hermitiano. Se non ci credete vi mando la foto scannerizzata (appena imparo come fare). E con le voci di Wikipedia ci capisco ancor meno. Speravo che in questa sede potevo avere qualche lume in più. Comunque per quanto riguarda il numero complesso e il complesso coniugato credo di averlo capito, e vi ringrazio.--95.246.59.152 (msg) 10:56, 13 ott 2018‎ (CEST)

Ok, dunque tu hai trovato in una bottiglia un misterioso pezzo di carta con la definizione di operatore hermitiano, e per pura curiosità vuoi capire che cosa significa.
Beh, la definizione è quella (non in generale ma in un caso particolare, vedi sotto), dove si deve sottointendere "per una qualsiasi coppia di funzioni f e g" e l'asterisco sta semplicemente per complesso coniugato; è un po' pleonastica, nel senso che la definizione è la prima uguaglianza, le altre sono semplici conseguenze.
Se la definizione la vuoi capire, però, direi che devi avere familiarità con i concetti che elenco, in ordine, qui di seguito. Se ci dici fino a che punto della lista arrivi, poi possiamo immaginarci come indirizzarti verso l'illuminazione (non linko le corrispondenti voci di Wikipedia, perché le ho guardate e direi che non è da lì che ci puoi capire qualcosa):
  • Spazio vettoriale euclideo;
  • Operatore lineare;
  • Spazio euclideo complesso, specificamente spazio di Hilbert;
  • Operatore aggiunto;
dopodiché un operatore hermitiano è semplicemente un operatore che coincide con il proprio aggiunto. Però la definizione che hai riportato tu non è quella generica di operatore hermitiano in uno spazio di Hilbert qualsiasi, bensì in uno spazio ben preciso, quindi aggiungo alla lista dei prerequisiti anche
  • Spazio L2.
--93.36.167.230 (msg) 09:17, 15 ott 2018 (CEST)

[ Rientro] Posto che capirci qualcosa dei concetti indicati da 93.36.167.230 sarebbe molto utile, torniamo alla domanda principale: cosa significano gli asterischi? La notazione non è univoca, tuttavia in questo caso direi che l'asterisco indica un aggiunto (in fisica più spesso indicato con la "spada" †).
Semplifichiamo la notazione del tuo messaggio in bottiglia, prendendo atto che non è altro che un prodotto interno adeguato allo spazio dove stiamo lavorando; quindi d'ora in avanti usiamo per il nostro prodotto interno la notazione .
Detta in parole semplici, l'aggiunto A di un operatore A è quell'operatore che rende valida
Esempio semplice (che farà orrore ai matematici, ma l'importante è capirsi): consideriamo l'operatore "derivata" , quindi

Consideriamo (perchè ci fa comodo, ma anche perchè è un caso fisico molto utile) di restringere il nostro caso a quelle funzioni f e g che si annullano agli estremi del dominio . Allora, integrando per parti

dato che il termine dell'integrazione per la restrizione che abbiamo scelto. Se riscriviamo gli integrali come prodotti interni, vediamo
Possiamo quindi concludere che, nella nostra restrizione, l'operatore aggiunto di è .
Un operatore hermitiano (o autoaggiunto), come quello del tuo caso, è un operatore aggiunto con la particolarità che : in questo caso è vera
Ho risposto alla domanda?
@qualunque matematico legga 'sta roba: il vostro intervento per correggere/puntualizzare/vendicare eventuali (probabili) abomini matematici perpetrati dal sottoscritto è graditissimo :-D --Equoreo (msg) 12:40, 15 ott 2018 (CEST)

[@ Equoreo] e @IP, grazie per avermi voluto rispondere. Innanzitutto non ho trovato casualmente un pezzo di carta con ste formule. Ho detto che non è un corso di analisi, ma non ho detto che non è un corso. È solo un introduzione di matematica molto breve, dove lo scopo è conoscere quei due calcoli in croce che serviranno nel corso, che non è né di matematica ne di sue branche. I concetti elencati dall'IP, a parte gli operatori che so che sono degli algoritmi che ti trasformano una funzione in un altra, non li conosco, sinceramente è la prima volta che li sento nominare. Sembra fondamentale conoscere lo spazio di Hilbert, qualunque cosa sia, ma di tutti i concetti che sono stati esposti, a parte gli operatori, non sono stati neanche accennati da chi tiene il corso. Inizio a pensare che io sia troppo stupido per capire questi concetti, purtroppo non ho conoscenze di matematica molto approfondite, nemmeno paragonabili a quelle di un liceale visto che ho un diploma professionale. Mi scuso con Equoreo, che non ho capito quello che mi hai scritto, e ad entrambi per avervi fatto perdere tempo, pensando che fosse più semplice rispondere alla mia domanda. Se le mie lacune sono troppo grandi per potermi rispondere allora si chiude qui. Grazie ancora per la pazienza--93.36.43.7 (msg) 15:06, 16 ott 2018 (CEST)
Mi spiace se non sono riuscito a spiegarti la questione :-(
I concetti di cui sopra (es. lo spazio di Hilbert) sono utili se vuoi capire il formalismo vero e proprio del problema, ma se ti interessa solo il succo puoi vivere senza (i non-matematici, tipo me, lo fanno benissimo :-D ). E comunque sono tutte conoscenze molto più avanzate del livello di un liceale, quindi quell'aspetto c'entra poco.
Hai voglia di riprovare? Dimmi dove ti sei perso e se te la cavi meglio con le matrici o con gli integrali :-) --Equoreo (msg) 15:25, 16 ott 2018 (CEST)
E' strano però che in un corso di introduzione alla matematica breve si discuta già di operatori e spazi di Hilbert. Sono curioso di sapere il contesto, dato che si tratta di argomenti vasti, magari si può restringere il campo su qualche concetto più specifico. X-Dark (msg) 15:26, 16 ott 2018 (CEST)
[@ Equoreo] Si grazie. In effetti mi serve solo il succo, capire cosa abbia detto quell'uomo. Me la cavo meglio con gli integrali. Per rispondere a X-Dark: è un corso di chimica fisica. L'introduzione di matematica riguarda cosa è un vettore, alcune operazioni con i vettori (cioè vettore per numero, vettore per vettore...), cos'è un operatore lineare, autofunzioni e autovalori, cos'è un numero complesso, poi sto maledetto operatore hermitiano, infine c'è l'originalità e la normalizzazione deglo hermitiani e poi la piccola parte di matematica è finita. Non è che si va in profondità nell'argomento, solo qualche formula e il succo. Solo che degli hermitiani mi manca proprio il succo (si potrei impararmi le formule a memoria, però non capirei un tubo di ciò che faccio e la cosa non mi va--93.36.43.7 (msg) 15:49, 16 ott 2018 (CEST)

[ Rientro] Ok, probabilmente le autofunzioni e gli operatori hermitiani ti torneranno utili per "proiettare" funzioni complicate su basi più semplici e robe simili... Comunque torniamo al punto con un linguaggio terra-terra (se ti metto un link, segui il discorso prima dei link).
Cos'è un operatore lo sai già: un "aggeggio" che trasforma una funzione in un'altra funzione, nella stessa maniera in cui una matrice trasforma un vettore in un altro. La derivata, ad esempio, è un operatore; ma prendiamo un operatore (che chiamiamo T) ancora più semplice: la moltiplicazione per uno scalare k (diciamo ≠0, che altrimenti rischiamo rogne)

Ad esempio, se ho , applicando l'operatore a f otterrò ( significa "uguale per definizione", cioè g è uguale ad T[f(x)] perchè l'ho deciso io, non per qualche inferenza logica)
Il tuo operatore lavora su un certo spazio, ossia un insieme che ha come elementi tutte le funzioni che ci servono: c'è l'elemento , c'è ,... tutte le funzioni che puoi immaginare appartengono a quello spazio. Questo spazio "vergine" diventa uno spazio di Hilbert se definisci una operazione fra gli elementi chiamata prodotto interno (in realtà, il prodotto interno che definisci deve anche rispettare determinate proprietà, altrimenti lo spazio non è hilbertiano, ma solamente prehilbertiano; la cosa è irrilevante per noi, quindi ce ne infischiamo).
Cos'è un prodotto interno: è una operazione che associa ad ogni coppia di elementi del tuo spazio (quindi a due funzioni, nel nostro caso) uno scalare (un numero, reale o complesso). Inoltre deve rispettare 2 requisiti:

  1. Se i due elementi presi sono entrambi nulli, lo scalare da associare è sempre zero;
  2. Se prendo due elementi (due funzioni) uguali e diversi da zero, lo scalare da associare è sempre strettamente positivo (>0).

Vedi da solo che i requisiti sono molto laschi, quindi ognuno può inventarsi il proprio prodotto interno preferito: tuttavia ogni definizione del prodotto interno crea uno spazio di Hilbert diverso (anche se partiamo dallo stesso spazio "vergine"). Scegliamo un prodotto interno (che indichiamo con ) "comodo":

Vedi che associamo ai due elementi f(x) e g(x) un numero (il risultato dell'integrale); inoltre se f=g=0, l'integrale è banalmente 0; se invece f=g≠0, l'integrale non è 0 (meno ovvio, ma diamolo per buono). Quindi il che abbiamo definito è a tutti gli effetti un prodotto interno (rispetta i requisiti).
Se sei ancora con me, ti chiederai perchè tutta questa pappardella... in effetti mi avevi chiesto una cosa diversa! :-D
È che solo se sai cos'è un prodotto interno puoi capire cos'è un operatore aggiunto: è l'operatore tale per cui vale la relazione

Prova a vedere se ora ti è chiaro l'esempio della derivata che ti ho scritto ieri, altrimenti continua a leggere e riprovaci dopo.
Riprendiamo il nostro "operatore semplicissimo" T e cerchiamo il suo aggiunto:

L'ultima equivalenza rende chiaro che
Ohibò: ma allora  ! Ci siamo imbattuti in un operatore "speciale": la sua particolarità è che il suo aggiunto coincide con la "forma base". Gli operatori per cui vale questa cosa si dicono operatori autoaggiunti o operatori hermitiani e alcuni autori li indicano con (occhio: altri indicano con l'asterisco gli aggiunti in generale, altri usano la spada, come ho fatto io).
Tutto questo ti sembrerà aria fritta, senza alcuna utilità pratica: in realtà lo studio dell'aggiunto di un'operatore spesso fornisce indicazioni interessantissime sulla fisica che sta sotto quell'operatore; inoltre le funzioni aggiunte sono spesso delle basi molto convenienti dove proiettare equazioni complicate, che diventano facilissime in pochi secondi.
Ti è chiaro adesso o strada facendo? Nel caso, dove, che vengo a riprenderti? :-) --Equoreo (msg) 17:57, 16 ott 2018 (CEST)

Ciao [@ Equoreo] scusa il ritardo. Si credo di aver capito il concetto. Lo hai spiegato bene. È una roba un po' strana, però penso di saperla ripetere:
In pratica un operatore genera tante funzioni che occupano uno spazio, e io devo trovare un operazione che colleghi due funzioni di uno spazio che mi dia un numero (che rispetti i criteri che mi hai detto), e se all'interno di questa operazione applico l'operatore ad una funzione il risultato che ne uscirebbe deve essere uguale a se applico l'operatore all'altra funzione della stessa operazione.
So che l'ho detta in modo orrendo ma il concetto dovrebbe essere questo. Se ho cannato dimmelo pure. Però gli operatori Hermitiani non sono poi molti, un altro che mi viene in mente potrebbe essere l'operatore identità.
Forse andando avanti col corso riuscirò a capire come applicarlo, e i che modo potrà semplificarmi un equazione, ma intanto ti ringrazio tantissimo per aver avuto pazienza e aver speso il tuo tempo a spiegare cose di matematica ad un perfetto sconosciuto. Almeno adesso ho una base e so cosa sto facendo.--95.244.14.194 (msg) 11:42, 18 ott 2018 (CEST)
Grazie a te! Mi hai fatto il complimento più bello che potessi ricevere (Lo hai spiegato bene) ma non sono sicuro di meritarlo :-) Dal tuo riassunto non ho capito quello che veramente hai capito... nel dubbio faccio qualche altra precisazione.
  • Un operatore associa ad ogni funzione del suo dominio una altra funzione; praticamente è una "funzione di funzioni": l'input (la f(x)) è una funzione, l'output (la A[f(x)]) è un'altra funzione.
  • Il prodotto interno, invece, lega due funzioni (nel nostro caso sono funzioni; in generale sono due elementi dello spazio in cui ti trovi) a un numero (più propriamente, uno scalare).
  • Prendiamo un operatore A e 4 funzioni a casaccio f(x), g(x), h(x) e j(x): il prodotto interno di f(x) e A[g(x)] darà un numero (chiamiamolo p), quello di h(x) e A[j(x)] ne darà uno probabilmente diverso (facciamo q)


  • L'aggiunto di A, ossia A, è un operatore (che in generale è diverso da A, ma non è detto) che fà sì che


  • Occhio che questo punto è importante: A non dipende da f(x), g(x), h(x), j(x); A dipende solo da A e dallo spazio di Hilbert in cui ti trovi (in sostanza, quindi, dal prodotto interno che hai scelto). In altre parole: fissato lo spazio dove vuoi lavorare, ad ogni A si associa uno e un solo A, e la relazione vale per ogni coppia di funzioni f e g.
  • Ho scritto uno e un solo perchè esiste un teorema che dice che, per ogni operatore, l'aggiunto esiste ed è unico (in determinate ipotesi, ma non facciamola troppo lunga)!
L'operatore identità è sicuramente autoaggiunto :-) Se invece di lavorare con le funzioni, lavori con dei vettori, vedi che ogni matrice simmetrica reale è una trasformazione autoaggiunta (e infatti rientrano fra quelle che si chiamano matrici hermitiane, i nomi non li danno a caso :-D ). L'utilità (se vuoi, anche la bellezza) di queste cose è difficile da vedere in astratto: quando dovrai usarle la capirai :-)
Se hai altri dubbi, noi siamo sempre qui! Buono studio! --Equoreo (msg) 17:05, 18 ott 2018 (CEST)
[@ Equoreo] Si te lo sei meritato, dalle precisazioni che hai fatto sono convinto di aver capito. E mi sento di dire che se come prodotto interno anziché ne avessimo scelto un altro (pur io non avendo la capacità di trovarne un altro), allora può accadere che quel famoso operatore non sia più hermitiano, appunto perché A* dipende dallo spazio di Hilbert (e quindi dal prodotto interno). Fantastico! Ti ringrazio di nuovo --79.51.168.170 (msg) 17:22, 18 ott 2018 (CEST)
Esattamente! Complimenti!--Equoreo (msg) 17:43, 18 ott 2018 (CEST)

Trilogia del raffreddore: parte 1[modifica wikitesto]

Di solito il raffreddore viene quando si passa dal troppo caldo al troppo freddo di botto, oppure quando si prende un po di freddo quando si è sudati. Ma il corpo in teoria non dovrebbe essere resistente alla temperatura? Perché il nostro corpo è così sensibile, e reagisce proprio in questo modo? E perché non succede lo stesso anche quando uno va a farsi una sauna e poi si butta nell'acqua fredda, cosa che molti fanno in qualunque impianto termale? --79.17.156.208 (msg) 10:14, 13 ott 2018 (CEST)

Hai già letto Raffreddore comune#Agenti_atmosferici? "Se il ruolo del raffreddamento del corpo sia un fattore di rischio per il raffreddore comune è un aspetto controverso" ... --80.116.45.213 (msg) 20:00, 13 ott 2018 (CEST)

Dieta ingrassante per gattini[modifica wikitesto]

è stato trovato un gattino, come al solito pelle ed ossa, svezzato: il suo nuovo suddito umano è impegnato a fargli guadagnare più o meno velocemente peso: che dieta ingrassante è consigliata dai wikipediani veterinari in rl? C'è un olio alimentare (non è quello d'oliva) che i gatti adorano, qualcuno sa quale sia?


--95.241.148.86 (msg) 19:35, 13 ott 2018 (CEST)

Olio di fegato di pesce (merluzzo, salmone etc.), che poi altro non è che il grasso che cola dal pesce quando viene compresso.
Comunque la dieta ingrassante ideale sarebbe a base di latte, pesce, pollo/tacchino, manzo crudi e assolutamente privi di sale o spezie (non dargli la salsiccia, per intenderci), sennò vanno bene anche le classiche crocchette o cane in busta che trovi al supermercato. Non bisogna ingozzarlo, ed è meglio variare ogni giorno (che so, oggi gli scongeli un branzino, domani un petto di tacchino etc.).
Cerca di tenerlo comunque in movimento.
Ma la cosa che ti suggerirei più caldamente se hai dubbi è telefonare a un veterinario e chiedere consigli a lui.
Ultima cosa, ma fondamentale: Vaccinalo.--82.54.29.118 (msg) 08:12, 14 ott 2018 (CEST)
No la prima cosa ;) anche perchè probabilmente gli va somministrato un antiparassitario. Parassiti molto pericolosi per il gatto, specie se gli si da molto da mangiare, nutriresti anche i parassiti che crescerebbero, e anche un po' per l'uomo e altri mammiferi presenti --Pierpao.lo (listening) 09:52, 14 ott 2018 (CEST)
Sì, bisogna sverminarlo anche prima di vaccinarlo, infatti! Occhio che devi sapere quanto pesa per dargli la quantità giusta di prodotto :-) e dopo di questo, molti gatti adorano l'olio di semi e li aiuta a smaltire il pelo che ingeriscono --Tostapanecorrispondenze 13:34, 14 ott 2018 (CEST)

Stadi di calcio in Italia[modifica wikitesto]

Notavo di come gli stadi di calcio in Italia siano geograficamente decentrati rispetto al centro storico della città. Come mai? Esiste una città che abbia lo stadio nei pressi del centro storico? --151.49.89.147 (msg) 21:57, 14 ott 2018 (CEST)

Be' il motivo mi sembra abbastanza ovvio : uno stadio è un edificio di grandi dimensioni, oltre ad aver bisogno di spazi per parcheggi e altre infrastrutture. Costruirlo in un'area della città già fittamente edificata come un centro storico significherebbe dover demolire un gran numero di edifici. Per cui al momento di costruire gli stadi, molti dei quali risalgono agli anni 1920-1930, sono state scelte aree più decentrate. Di stadi costruiti nei pressi (ma non all'interno) del centro storico mi viene in mente Siena. --Postcrosser (msg) 22:20, 14 ott 2018 (CEST)
Parma. Stadio Ennio Tardini. --Leo P. - Playball!. 22:29, 14 ott 2018 (CEST)
[@ Leo Pasini] Mi hai anticipato :P--Parma1983 22:30, 14 ott 2018 (CEST)
Lo Stadio Arena Garibaldi-Romeo Anconetani di Pisa è piuttosto vicino al centro cittadino (e a cinque minuti a piedi dalla Torre). --Franz van Lanzee (msg) 22:45, 14 ott 2018 (CEST)
Aggiungo anche lo Stadio Paolo Mazza di Ferrara. In genere per le piccole città è più semplice avere uno stadio nei pressi o addirittura dentro il centro storico, visto che quando gli stadi sono stati costruiti le città non erano tanto più grandi del loro centro storico. --Lepido (msg) 23:52, 14 ott 2018 (CEST)
Quello di Bergamo era stato costruito negli anni '20 in periferia, ma ora è quasi in centro. --Arres (msg) 10:51, 15 ott 2018 (CEST)
Lo stadio Sinigaglia di Como: non è dentro la cerchia delle mura medievali, ma si raggiunge con meno di 10 minuti di camminata. Ma sono tante le cittadine tra i 10.000 e i 50.000 abitanti con lo stadio in pieno centro: se prendi lo stadio di Gallarate è praticamente circondato da edifici ottocenteschi in stile liberty (e dalla ferrovia)--93.32.140.221 (msg) 12:53, 15 ott 2018 (CEST)

Caldo, Freddo e Temperatura: Soggettiva o Oggettiva?[modifica wikitesto]

Esistono degli studi scientifici che dimostrino entro quali range esista una percezione soggettiva del caldo e del freddo? Premettendo che la percezione della temperatura è probabilmente per la maggiore personale (umidità, vento, fatica, seduto, stagione, terreno, indumenti, ecc...) e che ovviamente si da per scontato che non si può oggettivamente percepire freddo a 42°C o caldo a -20°C, sarebbe però interessante se in condizioni standard la percezione del caldo e del freddo siano effettivamente soggettive ed entro quali limiti, dato che specie nei periodi primaverili ed autunnali tra le persone vi sono contraddizioni e paradossi su come ad esempio si vestano e sentano o l'uno o l'altro.--Freebird73 (msg) 13:30, 15 ott 2018 (CEST)

Le storie personali e familiari sono piene di coppie in cui uno accende il termosifone e l'altro lo spenge; uno apre la finestra e l'altro la chiude; uno mette la coperta e l'altro la toglie. Direi quindi che la percezione sia obbligatoriamente soggettiva. Non esistono limiti perché i limiti sarebbero espressi in gradi che, invece, sono oggettivi. --Gac 15:55, 15 ott 2018 (CEST)
Stai dicendo che se un uomo sente caldo a -25*C è una cosa normale per il freddo è soggettivo? Ehm, qualquadra non cosa xD--Freebird73 (msg) 19:43, 15 ott 2018 (CEST)
Novosibirsk, uomo va al lavoro a torso nudo, con -30°... --Postcrosser (msg) 21:15, 15 ott 2018 (CEST)
Il fatto che UN SOLO uomo nudo vada a lavorare a -30°C non convalida NECESSARIAMENTE l'idea che la temperatura sia SOLO soggettiva.--Freebird73 (msg) 16:29, 16 ott 2018 (CEST)
Freebird73 Sicuramente superando certi valori di caldo o di freddo tutti sentirebbero caldo o freddo, ma dubito siano stati fatti studi approfonditi. Ricordo solo che su Focus diceva che 23 gradi è un po' un confine perchè alcuni hanno molto caldo, altri hanno molto freddo ma non è che ci fosse in fondo all'articolo una bibliografia a convalidarlo.--Pierpao.lo (listening) 16:44, 16 ott 2018 (CEST)
@Freebird73 Premetto che la domanda non è chiarissima, devi distinguere tra la temperatura effettiva e la temperatura percepita. Tu hai parlato di condizioni standard, quindi suppongo che intendi 25°C: a quella temperatura un cubetto di ghiaccio è oggettivamente freddo rispetto all'ambiente, perché la temperatura del ghiaccio è inferiore a 25°C, così come una stufa accesa è oggettivamente calda sempre rispetto all'ambiente. Per parlare di caldo oggettivo devi per forza avere due temperature di riferimento: non puoi bollare un cubetto di ghiaccio come caldo o freddo, perché se prendi dell'azoto liquido allora quel cubetto è oggettivamente più caldo.
Questo è il concetto di caldo|freddo oggettivo, paragonare due corpi a temperature distinte.
Poi un altra cosa è il caldo|freddo soggettivo, varia da persona a persona, e dipende anche da alcune condizioni ambientali, in primis l'umidità. Dipende anche dalla temperatura corporea, dal metabolismo, dalla funzionalità della tiroide etc. Ma non esiste la legge scientifica che regola la soggettività della percezione della temperatura, ci sono troppe variabili non quantificabili (non esiste l'unità di misura del metabolismo)
In conclusione: Caldo e freddo sono oggettivi se c'è una comparazione tra temperature misurate, soggettivi se si parla della percezione di un organismo vivente (non solo noi esseri umani: 40°C per noi è un caldo asfissiante, per un Lactobacillus bulgaricus è come il paradiso). La temperatura invece no, è solo oggettiva: il grado è un unià di misura del sistema internazionale, e se un termometro misura 20°C quella è insindacabilmente la temperatura del corpo, o dell'ambiente, che poi da me potrebbe essere percepito come caldo, da te come freddo etc.
Spero di aver chiarito il tuo dubbio--79.44.129.41 (msg) 17:47, 16 ott 2018 (CEST)

Percezione della velocità di rotazione terrestre[modifica wikitesto]

Se non erro, la velocità di rotazione terrestre all'equatore è 1.670 km/h, con diminuzione man mano che ci si avvicina ai poli. Esiste una qualsiasi forma di effetto fisiologico al quale un ipotetico viaggiatore che si muovesse in un tempo breve dall'equatore al polo sarebbe suscettibile? Cioè, lo percepirebbe? Se sì, in che modo? Se invece l'effetto fisiologico non è percepibile, ci sono strumenti di misura non dedicati che, in virtù della loro tecnologia costruttiva, ne sarebbero influenzati? (per strumenti di misura non dedicati intendo qualsiasi strumento, dal galvanometro a corda all'emogasanalizzatore, tanto per fare esempi stupidi). Grazie --2.37.170.197 (msg) 16:27, 15 ott 2018 (CEST)

Beh, l'effetto esiste ed è misurabile (almeno in teoria) con un dinamometro: è la forza di Coriolis, ovvero la forza che ti tocca imprimere lateralmente (verso ovest, per la precisione) per mantenere la tua traiettoria "dritta" verso il polo nonostante sotto i piedi il terreno si sposti (verso est) via via sempre più lentamente, e quindi tu tenderesti, per inerzia, a "slittare" (verso est). Lo noteresti perché correresti inclinato di fianco per non cadere o, se preferisci, perché un filo a piombo che ti porti dietro devierebbe dalla verticale che indicherebbe uno fermo.
Nella pratica, la parola chiave è proprio quel "in tempo breve". L'effetto di Coriolis accumulato sulla lunga distanza è senz'altro visibile (i grandi vortici in atmosfera ne sono l'espressione, dato che le masse d'aria non sono ancorate al terreno come su un binario e quindi, a parolacce, "slittano di lato" e si invorticano), ma perché sia misurabile "istante per istante" (o peggio ancora percepibile su scala sensoriale umana) ti servirebbe una velocità commensurata al raggio di curvatura (abbondante) e alla velocità angolare (scarsina) del pianeta; non ho voglia di mettermi a fare conti qui su due piedi, ma spannometricamente dovresti andare a velocità smodata o giù di lì. XD
A margine, giusto pochi giorni fa vedevo, per combinazione, questo video su YouTube (inglese, sorry) in cui si parla di come il potere del teletrasporto (caso estremo dello spostamento "in tempo breve" che avevi in mente), qualora esistesse, non sarebbe affatto facile da usare senza morire, e uno dei motivi è proprio la necessità di adeguare il vettore di velocità a quello del punto in cui si ricompare: anche volendo ignorare lo spostamento dell'intero pianeta nello spazio, se il teletrasporto non si incaricasse di modificare il vettore di velocità originale, ci penserebbe molto volentieri il pianeta, con la forza di un impatto a Mach 2... una fine ingloriosa, per il nostro supereroe in erba. ^_^ -- Rojelio (dimmi tutto) 19:59, 15 ott 2018 (CEST)
Grazie Rojelio, la tua risposta è interessantissima e completa. Collauderò comunque il teletrasporto delle merci, non fosse altro perchè a occhio e croce subiscono lo stesso trauma con il corriere BRT... --2.37.170.197 (msg) 02:12, 16 ott 2018 (CEST)

Documento italiano in Svezia[modifica wikitesto]

E` possibile che in Svezia non accettino il mio documento ufficiale italiano (di carta)? Sono in Svezia per studio da due mesi e spesso capita che non accettino la carta d'identita` e chiedano o il passaporto (che non dovrei essere tenuto ad avere, essendo Europa) o la patente (che non dovrebbe nemmeno essere un documento valido). Possono veramente rifiutarlo in quanto "easy to fake"? --130.237.50.52 (msg) 19:36, 17 ott 2018 (CEST)

I documenti validi per viaggiare nello spazio Schengen (di cui la Svezia fa parte) sono passaporto e carta di identità (quindi la patente no) ([1]). Se il passaporto è valido sempre, la carta d'identità deve essere di quelle valide per l'espatrio: nel caso della carta d'identità cartacea, devi controllare se sul retro non vi sia la scritta "non valida per l'espatrio". Inoltre, non sono normalmente accettate le carte d'identità danneggiate (tipo strappate e riattaccate con lo scotch), coi dati parzialmente illeggibili, o quelle con validità 5 anni estesa per altri 5 con l'apposizione del timbro da parte dell'ufficio anagrafe. Al di fuori di questi casi, e salvo che ci siano leggi speciali svedesi, in teoria non dovrebbero rifiutarti la carta d'identità. --Franz van Lanzee (msg) 00:28, 18 ott 2018 (CEST)
Peró lo fanno, ogni volta che presento la mia carta d'identità di carta dicono che in Svezia non l'accettano perché di carta, come si può fare?--31.208.87.151 (msg)
Se lo fanno sei autorizzato dalla legge a impuntarti e minacciarli legalmente. Ma chi si credono di essere--93.32.219.180 (msg) 12:35, 19 ott 2018 (CEST)
Io non so se esiste una qualche legge svedese che li autorizza a ciò; il massimo che posso dirti è di chiedere a un consolato italiano. --Franz van Lanzee (msg) 17:28, 20 ott 2018 (CEST)

Passaggio Audio/Testo[modifica wikitesto]

Salve a tutti! Mi sapete dire se esiste un programma di qualsiasi tipo in grado di trasformare un file audio in un documento di testo? Non mi serve per dettare al computer delle cose in estemporanea ma per "sbobinare" delle registrazioni audio. Sapete anche dirmi il grado di affidabilità e correttezza della trascrizione risultante? Grazie! --93.70.108.200 (msg) 05:58, 18 ott 2018 (CEST)

guarda dragon dictate--Pierpao.lo (listening) 13:56, 18 ott 2018 (CEST)
Dragon Dictate, o meglio, Dragon NaturallySpeaking è a mio avviso uno dei migliori software per speech-to-text, anche se un po' costoso. Il problema è che non credo sia pensato per quello che, se ho capito bene, vuoi fare tu. Un conto infatti è "dettare" davanti al microfono ben posizionato, magari facendo attenzione a non mangiarsi le parole, un conto è invece "sbobinare" un audio registrato in condizioni di fortuna, come potrebbe ad esempio essere una conferenza o una lezione. Io ci ho provato, mi sarei accontentato di un riconoscimento discreto, da aggiustare poi a mano, ma il risultato è stato pressoché inutilizzabile. Il fatto è che Dragon dà il meglio di se dopo una sessione di training con la voce che si intende fare riconoscere (occorre leggere dei brani in modo che "lui" impari il nostro modo di parlare), cosa ovviamente impossibile con un audio da sbobinare, che inoltre non ha certamente una buona qualità.
Se vuoi fare qualche esperimento "a gratis" puoi provare il riconoscimento di testo incorporato in Google Docs, leggi ad esempio qui, ma sono certo che puoi trovare anche una spiegazione in italiano. Ma come ti ho detto, non devi aspettarti miracoli, e neppure qualcosa di almeno decente. --Lepido (msg) 09:20, 22 ott 2018 (CEST)

Bud Spencer & Glauco Onorato[modifica wikitesto]

È dagli anni '70 che non riesco a trovare una risposta a questo mio dubbio. Ma se i film con Bud Spencer erano italiani, con case di produzione italiane, girati da registi italiani, spesso (però non tutti) ambientati e girati in Italia, ma allora perchè veniva sempre doppiato da Glauco Onorato? E nella registrazione originale non doppiata, Bud in che lingua parlava mentre recitava? La stessa domanda può essere trasposta a Terence Hill, anche se negli ultimi anni con don Matteo non viene doppiato. --87.8.151.248 (msg) 12:53, 18 ott 2018 (CEST)

Azzardo: i film non erano girati in presa diretta, quindi il parlato doveva comunque essere doppiato. Presumo che Glauco Onorato fosse ritenuto un attore migliore dal punti di vista vocale, o comunque con una voce migliore o più adatta al personaggio. --M&A (msg) 13:26, 18 ott 2018 (CEST)

labbro mammellare dei felini[modifica wikitesto]

ho una domanda su i felini. il gatto per esempio che e un felino. esiste un nome per indicare il labbro mammellare dei felini? --79.21.42.56 (msg) 13:12, 18 ott 2018 (CEST)

Aspé, fermo... ma quale intendi? Quello dei felini? -- Rojelio (dimmi tutto) 18:37, 18 ott 2018 (CEST)
No, quello dei felini, credo. --M&A (msg) 12:42, 19 ott 2018 (CEST)

certo che e quello dei felini lo pure scritto nell'oggetto della domanda. sapete dirmi se esiste un nome per indicare il labbro mammellare DEI FELINI?

Ah... ironia portamia via. Anyway, nessuno al mondo ha mai sentito parlare di labbro mammellare a parte te. Soprattutto di quello felino. -- Rojelio (dimmi tutto) 17:08, 19 ott 2018 (CEST)

non e vero se no non chiedevo mica del labbro mammellare dei felini. se non sapevate di cosa parlavo bastava chiedere subito. il labbro mammellare dei felini sarebbe il labbro della bocca più in alto. si chiama cosi perché ha la forma di mammelle e ci sono attaccati i baffi. sapete allora se ha un nome specificio il labbro coi baffi, o labbro di sopra o labbro mammellare o come preferite chiamrlo?

Se si chiama così, come tu sostieni, allora che senso ha la tua domanda? Qui nessuno ha mai sentito o letto l’espressione "labbro mammellare". Se passa di qui un veterinario forse ti può dire qual è il termine corretto. Quello che è certo, invece, è che quelli che tu chiami "baffi" si chiamano vibrisse. Magari se cerchi di leggere in giro a che cosa sono attaccate le vibrisse dei felini trovi la risposta che cerchi. --93.36.167.230 (msg) 21:33, 19 ott 2018 (CEST)

Cioccolato (belga)[modifica wikitesto]

Caro Oracolo, ho una domanda cioccolatosa. Ho letto la voce sul cioccolato, che parla sí dei luoghi noti per la produzione del cioccolato, ma non da risposta alla mia domanda: che differenza c'è tra il cioccolato belga e il cioccolato svizzero, oltre ovviamente al luogo di produzione? Ci sono differenze nella preparazione?

--93.32.169.97 (msg) 14:47, 18 ott 2018 (CEST)

Non c'è un metodo di produzione svizzero e un metodo di produzione belga. Ci sono innumerevoli metodi di produzione a seconda del tipo di cioccolato, di cioccolatino o di dolce che si deve produrre e per ognuno di questi ogni casa produttrice avrà i suoi segreti. I due elementi caratterizzanti che distinguono le due produzioni sono, semmai, la provenienza del latte e del cacao. La Svizzera vanta una tradizione nella produzione del latte particolare (per via dei pascoli montani che dispone, dove crescono tipi erbe inesistenti in Belgio), mentre il Belgio vanta una tradizione nel aver sempre utilizzato il cacao reputato come il migliore (ad inizio XX secolo), quel del Congo Belga, sua colonia. --Skyfall (msg) 18:12, 18 ott 2018 (CEST)

Utilità dei numeri primi di Mersenne[modifica wikitesto]

Un ciao a tutti voi wikipediani oracolanti. Se per trovare i numeri primi di Mersenne, a differenza di altri numeri primi, c'è un utilizzo di risorse così vasto un motivo ci sarà per giustificarlo: Qual'é l'utilità di questa classe di numeri primi?

--93.32.177.169 (msg) 15:20, 18 ott 2018 (CEST)

Credo che più che di utilità si tratti di opportunità: per scovare un primo all'interno di una "categoria" ti serve un test di primalità, e i test richiedono parecchio calcolo, prima di arrivare alla conclusione che un determinato candidato sia o meno effettivamente primo. A quanto pare, esiste un test di primalità particolarmente efficace (il che vuol dire: ci mette comunque una piccola eternità... ma molto più piccola degli altri) che però funziona solo con i numeri di Mersenne (stabilendo così se siano numeri primi di Mersenne). La sua efficacia fa sì che all'interno di quella categoria ci si possa spingere con la ricerca significativamente più in avanti (ovvero con candidati sempre più grandi) che con gli altri. -- Rojelio (dimmi tutto) 18:49, 18 ott 2018 (CEST)
I numeri primi di Mersenne sono alla base del Mersenne Twister, che è uno dei più efficaci algoritmi per generare numeri (pseudo)casuali che sono fondamentali per molte applicazioni (come gli algoritmi Monte Carlo). X-Dark (msg) 20:14, 18 ott 2018 (CEST)

Età che cambiano[modifica wikitesto]

Proprio oggi è stata cambiata l'età di Oli Herbert alla sua morte, chitarrista degli All That Remains: prima era 48, ora 44. I siti web di tutto il mondo si sono aggiornati in proposito. Un anno fa era successa la stesa cosa con Warrel Dane, indicando la sua data di nascita vera solo e unicamente alla sua morte. Quello che non capisco è: perché queste fonti sulle date di nascita cozzano fra loro, al punto di invecchiare di più di 3 anni qualunque musicista?--Gybo 95 (msg) 15:31, 18 ott 2018 (CEST)

Forse perchè a inizio carriera Gybo 95 se la erano aumentata per motivi di immagine lasciando detto di dire la verità dopo la morte.--Pierpao.lo (listening) 14:22, 22 ott 2018 (CEST)
Quindi il caso di Warrel Dane (e non solo lui) sarebbe un eccezione, dato che veniva definito, al contrario, più giovane.--Gybo 95 (msg) 14:23, 22 ott 2018 (CEST)
No nessuna eccezione, nel mondo dello spettacolo c'è sempre stato il vezzo di cambiarsi l'eta, una volta non c'era internet, quindi era facile; qualcuno per non apparire troppo giovane se l'aumentava, qualcuno per apparire più giovane la diminuiva.--Pierpao.lo (listening) 14:42, 22 ott 2018 (CEST)

Cile escluso dai mondiali[modifica wikitesto]

Ricordo che anni fa, il portiere della nazionale cilena ha avuto un incidente durante una partita, ma in un secondo momento è stato scoperto che aveva simulato quell’incidente e questo ha portato all’esclusione del Cile dai mondiali di calcio per diverso tempo. Ricordo bene? --151.49.86.79 (msg) 20:38, 19 ott 2018 (CEST)

Ricordi bene --Postcrosser (msg) 23:14, 19 ott 2018 (CEST)
Il piano era stato, presumibilmente, ordito dalla stessa Federazione. Per tutta risposta, la Roja fu squalificata da quel Mondiale (che comunque aveva perso sul campo, Italia '90) e da quello seguente (Usa '94). --79.50.228.228 (msg) 13:11, 20 ott 2018 (CEST)

Marca che non riesco a trovare[modifica wikitesto]

Non riesco a trovare una marca di pelletteria, i cui prodotti (zaini, borse, ciabatte da donna) si caratterizzano per il colore nero e le borchie in argento (perline). Qualcuno saprebbe aiutarmi ?


--79.50.228.228 (msg) 13:13, 20 ott 2018 (CEST)

Palazzi del Parlamento più grandi del mondo[modifica wikitesto]

Ieri sera durante la puntata di Ulisse parlando del Parlamento di Budapest Alberto Angela ha detto che si tratta del terzo palazzo del Parlamento più grande del mondo. Sapete quali sono i primi due? A naso come primo direi quello di Bucarest, ma il secondo? --Postcrosser (msg) 21:00, 21 ott 2018 (CEST)

Ho trovato questo ma non sono sicuro [2]--Tostapanecorrispondenze 21:34, 21 ott 2018 (CEST)
Credo che quella pagina parti dei palazzi più notevoli, ma non sia una classifica delle dimensioni. Il Campidoglio degli Stati Uniti sembra anche decisamente grande in effetti, non sono però riuscita a trovare dei dati sulle dimensioni complessive sue e del parlamento ungherese --Postcrosser (msg) 11:39, 22 ott 2018 (CEST)
Che il secondo sia il palazzo dell'Assemblea nazionale del popolo cinese? Quello ungherese ha un'architettura notevole (un assoluto unicum, a mio parere personale con gli esterni più mozzafiato di tutti, gli interni, esuberanti, un po' troppo sul decorativo e meno sull'artistico). L'ho visitato anche all'interno. Come dimensioni non è assolutamente paragonabile al ciclopico parlamento di Bucarest. E' più piccolo anche del palazzo dell'Assemblea nazionale del popolo cinese, il quale funge principalmente da parlamento, ma anche per le riunioni del partito comunista cinese. E' difficile definire cosa esattamente si intende con tale domanda. Oltre a quello cinese, anche il Parlamento di Bucarest contiene, oltre al parlamento, molti altri uffici legislativi e governativi, nonché musei. --Skyfall (msg) 12:05, 22 ott 2018 (CEST)

sceneggiato anni 70[modifica wikitesto]

Qualcuno ricorda uno sceneggiato anni 70 giallo, poliziesco, in cui per scoprire il colpevole di omicidio usano come testimone delle piante, facendogli una specie di elettrocardiogramma in presenza del sospettato. In pratica in presenza dell'omicida le piante riconoscendolo avevano una reazione "negativa". Infatti all'inizio il primo che sembrava "accusato" dalle piante e sospettato di essere l'omicida era uno, o una non ricordo, odiato dalle piante perchè le essicava per lavoro. Non era di fantascienza ma girato in epoca contemporanea con questa novità futuristica tipo per chi lo ricorda Gamma--Pierpao.lo (listening) 14:20, 22 ott 2018 (CEST)

Forse ESP (miniserie televisiva)? Ma non sono sicuro... --Lepido (msg) 14:48, 22 ott 2018 (CEST)
La traccia verde? --Postcrosser (msg) 14:58, 22 ott 2018 (CEST)
Sììì, è quello. Ma non abbiamo la voce, magari quando ho un po' di tempo ci provo, se trovo del materiale, --Lepido (msg) 15:31, 22 ott 2018 (CEST)
Grazie mille, ottima idea Lepido, se ti manca qualcosa scrivi a teche rai.it che secondo me ti rispondono.--Pierpao.lo (listening) 16:57, 22 ott 2018 (CEST)