Aion

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Aiṓn, dalla Patera di Parabiago (IV sec.)
(GCR)

« Πολλὰ γὰρ τίκτει Μοῖρα τελεσσιδώ/ τειρ' Αἰών τε Χρόνου παῖς »

(IT)

« Molte cose compie Moira, che adempie, e Aion, il figlio Chronos »

(Euripide, Eraclidi, 899-900)

Aion (αἰών; dall'arcaico αἰϝών, aiwón), indica nella lingua greca antica la "forza vitale", la "durata", l'"eternità".

Etimologia del termine αἰών[modifica | modifica wikitesto]

Pierre Chantraine individua il suo significato originario proprio nella nozione di "forza vitale"[1], individuando nel tema arcaico αἰϝ- un collegamento con l'indoeuropeo ricostruito *ai-w- ad esprimere la "forza vitale".

La nozione di αἰών in ambito filosofico[modifica | modifica wikitesto]

La nozione di αἰών in ambito misterico[modifica | modifica wikitesto]

Nella tradizione cosmologica greca, era la personificazione del Tempo, insieme a quella più celebre di Chronos, . Venerato come "Signore della luce", rappresenta l'eternità, il tempo infinito, nonché il susseguirsi delle ere, ma anche il tempo vitale e il destino. [2]

Iconograficamente lo troviamo raffigurato come un uomo con la testa leonina, con uno scettro, una chiave ed un fulmine tra le mani, avvolto da un serpente che intorno al suo corpo compie 7 giri e mezzo, corrispondenti alle sfere celesti, o inscritto nel cerchio dello Zodiaco.

È stato equiparato al dio del tempo persiano Zurvan.[2]

In alcuni culti misterici veniva festeggiata ad Alessandria d'Egitto, il 6 gennaio, la sua nascita in una festa presso il santuario di Core, alla quale era attribuita la maternità. In tale occasione l'immagine di un bambino veniva portata in processione dal tempio al Nilo per raccogliere acqua che poi si sarebbe trasformata in vino.

Nella medicina greca antica, come è attestato in Ippocrate, αἰών ha assunto il significato di midollo spinale, considerato la sede del principio vitale che dispensa il "tempo della vita" di ciascun individuo.

Eraclito dice: "Il tempo (Eone) della vita umana è un bimbo che gioca muovendo i suoi pezzi: a un bimbo appartiene il potere sovrano"[3].

Aion nella cultura moderna[modifica | modifica wikitesto]

Gilles Deleuze, analizzando la contrapposizione tra Aion e Kronos, scrive: "Secondo Aion soltanto il passato e il futuro insistono e sussistono nel tempo. Invece di un presente che riassorbe il passato e il futuro, un futuro e un passato che dividono ad ogni istante il presente, che lo suddividono all'infinito in passato e futuro, nei due sensi contemporaneamente. O meglio è l'istante senza spessore e senza estensione che suddivide ogni presente in passato e futuro, invece di presenti vasti e spessi che comprendono gli uni rispetto agli altri il futuro e il passato".[4]

Aion è anche il titolo di un'opera dello psicologo Carl Gustav Jung.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chantraine, p. 42
  2. ^ a b Marie-Louise von Franz, Psiche e materia, Torino, Bollati, 2014, p. 52, ISBN 978-88-339-0712-3.
  3. ^ Francesco Fronterotta, Eraclito, Frammenti, Milano, BUR, Rizzoli, 2013, p. 372, ISBN 978-88-17-02894-3.
  4. ^ Gilles Deleuze, Logica del Senso, Milano, Feltrinelli editore, 2005, p. p.147, ISBN 978-88-07-88517-4.

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