Aia dei Musei (Avezzano)

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Aia dei Musei
Aia dei Musei Avezzano 2017.jpg
Reperti dell'ex museo lapidario
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Avezzano
Indirizzo via Nuova 33
Caratteristiche
Tipo lapidario, multimediale
Istituzione 1888
Apertura 2012
Proprietà Avezzano
Gestione A.C. Antiqua
Sito web

Coordinate: 42°01′18.2″N 13°26′23.3″E / 42.021722°N 13.439806°E42.021722; 13.439806

L'Aia dei Musei è un polo espositivo museale situato nella città di Avezzano, in Abruzzo. Ospita l'ex Museo lapidario marsicano, tra i primi musei della regione abruzzese istituito nel 1888 alcuni anni dopo il prosciugamento del lago Fucino a seguito del quale tornarono alla luce numerose epigrafe provenienti dai diversi comuni del territorio fucense[1]e il museo del prosciugamento del Fucino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pietra tombale della moglie e della figlia di Quinto Poppedio Silone

Il museo lapidario, istituito ufficialmente dal comune di Avezzano il 5 giugno del 1888 e inaugurato lo stesso anno alla presenza del ministro della Pubblica Istruzione Paolo Boselli[2], raccoglie più di cento lapidi di epoca romana, medievale e rinascimentale, quasi tutte di carattere funerario, rinvenute in diversi centri della Marsica. Il loro reperimento fu possibile grazie alle donazioni di privati cittadini e di cultori di antichi reperti che li conservavano[3].

Il museo venne ristrutturato nel 1989 ed ubicato nei sotterranei del palazzo municipale di Avezzano, grazie all'opera dell'ingegnere capo del Genio civile, Loreto Orlandi e del funzionario comunale, Enrico Vilsino Veri .

Dal 2013 l'esposizione è collocata all'interno dell'Aia dei Musei, un polo espositivo situato in via Nuova in alcuni locali dell'ex mattatoio comunale[4].

Sette originariamente le sezioni che lo componevano:

  • nella sezione A: lapidi ed epigrafi di epoca romana;
  • nelle sezioni B e C: pietre, steli e porte tombali, nonché i portali delle chiese di San Nicola e San Sebastiano distrutte dal terremoto del 1915;
  • nella sezione D: stele funerarie che raffigurano porte di abitazioni e tombe (tra queste quella di San Sebastiano dei Marsi, ritrovata nel 1800)[5];
  • nella sezione E: le statue;
  • nella sezione F: gli stemmi;
  • nella sezione G: raccolte di ceramiche.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Filo dell'Acqua - Sala del territorio

Il polo museale Aia dei Musei è suddiviso in due sezioni:

  • La sala denominata "Le parole della pietra" è stata dedicata all'ingegnere Loreto Orlandi[6]. Raccoglie i reperti dell'ex museo lapidario di Avezzano, in cui sono esposte più di cento lapidi di epoca romana, medievale e rinascimentale che raccontano, in tutte le sue sfaccettature, la vita privata, politica ed anche religiosa degli abitanti della Marsica. Una piccola sala, dedicata alla città di Avezzano del periodo antecedente il terremoto del 1915, raccoglie interessanti e antichi stemmi gentilizi, il portale della distrutta chiesa di San Nicola, i capitelli della cattedrale di San Bartolomeo ed altri resti di architettura urbana provenienti dagli antichi edifici distrutti dal sisma.

Reperti delle varie epoche, insegne ed iscrizioni sopravvissute miracolosamente prima al terremoto della Marsica del 1915 e poi ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, sono conservati in buono stato nella nuova collocazione. In particolare le preziose epigrafi relative a noti personaggi di epoca imperiale come il dittatore romano Silla e il capo della Lega italica, nonché condottiero dei Marsi, Poppedio Silone. Sono esposte anche alcune lapidi provenienti da diverse aree di interesse archeologico come Alba Fucens, Marruvium, Lucus Angitiae, Ortona dei Marsi (Milonia) e San Sebastiano dei Marsi.

  • La seconda sala, chiamata "Il filo dell'acqua" e intitolata a Cesare Borsa[7], rappresenta il museo del prosciugamento del lago Fucino, una tra le più grandi opere idrauliche di tutti i tempi. L'allestimento multimediale illustra la grande impresa ingegneristica ed idraulica che ha consentito di prosciugare il terzo lago più esteso d'Italia, modificando l'economia e le abitudini degli abitanti dell'Abruzzo montano[8].

All'ingresso del museo è situata una sala riservata alle mostre d'arte contemporanea dedicata alla memoria del dirigente comunale Enrico Vilsino Veri[6], mentre il polo museale è intitolato a Giovanni Bozzi[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Museo Lapidario, TerreMarsicane (Fiorenzo Catalli). URL consultato il 3-7-2016.
  2. ^ Pagani, 1966, vol. 2, p. 611
  3. ^ Catalli, 1998, pp. 5-7
  4. ^ Aia dei Musei - Polo museale di Avezzano, Conoscere - Abruzzo Promozione Turismo. URL consultato il 23-7-2016.
  5. ^ Ermanno Grassi, Stele di San Sebastiano dei Marsi, Valle del Giovenco.it. URL consultato il 23-7-2016.
  6. ^ a b Due sale dell'Aia dei Musei dedicate a Loreto Orlandi ed Enrico Vilsino Veri, Comune di Avezzano, 1 giugno 2017. URL consultato il 7 giugno 2017.
  7. ^ a b L'Aia dei Musei celebra Giovanni Bozzi e Cesare Borsa, Terre Marsicane, 12 maggio 2012. URL consultato il 7 giugno 2017.
  8. ^ Le due nuove sale dell'Aia dei Musei, L'Editoriale, 25 novembre 2013. URL consultato il 7 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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