Ahmed Aassid

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ahmed Aassid durante un'intervista.

Ahmed Aassid, scritto anche Ahmed Assid (Taourmit, 14 luglio 1961[1]), è un filosofo, scrittore e attivista politico marocchino di lingua madre berbera del Sous.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Originario di una famiglia di modesta condizione degli Aït Baamrane del Sous (in lingua tashelhit Tamazirt n Sus), ha condotto i suoi studi dapprima a Kenitra, dove ha ottenuto il baccalaureato, e successivamente alla facoltà di Lettere e Scienze Umane dell'Università di Rabat dove nel 1984 si è laureato in Filosofia.[2]

Autore di numerosi scritti, tra cui diverse raccolte di poesie in lingua berbera, è da tempo impegnato nelle battaglie civili per il riconoscimento e la valorizzazione della sua lingua e cultura di origine. Dal 1982 ha militato nell'AMREC, l'Association Marocaine de Recherches et d'échanges Culturels di cui è stato segretario generale; è un membro fondatore del Forum de la citoyenneté ("Forum della cittadinanza"), del Qutb al-Dimuqrati ("Polo democratico") e della Maison de la Poésie du Maroc ("Casa della poesia del Marocco");[2] dal 2002 è membro dell'IRCAM (Istituto Reale della Cultura Amazigh),[3] la prestigiosa istituzione marocchina presieduta prima da Mohamed Chafik e poi da Ahmad Boukous. In questo organismo accademico, preposto dal governo marocchino alla salvaguardia e alla tutela della cultura e lingua berbere nella società e nelle istituzioni del paese, Aasid riveste da un lato l'incarico di docente di Filosofia del pensiero islamico[4] e di ricercatore al Centro di studi artistici, letterari e audiovisivi,[5] dall'altro è impegnato, nell'ambito della riforma costituzionale del Marocco, a far riconoscere il tamazight (il berbero) come una lingua nazionale nonostante l'ostilità dei maggiori partiti politici.[6]

Oltre che per i suoi scritti sulla cultura berbera, Aassid è molto conosciuto per la sua attività poetica. Ha infatti composto numerose poesie, sia in arabo che in berbero (la sua prima composizione venne pubblicata sul quotidiano Al-Bayane nel 1979), e interviene spesso in manifestazioni dedicate alla poesia sia in Marocco che all'estero. Dal 1984 guida come raïs una compagnia di danza ahouache, forma di spettacolo musicale basato su tradizionali e antichissime gare di improvvisazioni poetiche fra due contendenti, esibendosi sia nella foresta della Maâmora (vicino a Rabat) sia nel suo villaggio (douar) natale Taourmit.

Sostenitore della causa amazigh in ogni suo aspetto e di una visione moderna e laica della politica marocchina,[7] ha difeso gli attivisti del Movimento culturale amazigh (MCA) dagli attacchi, anche violenti, avvenuti all'università di Agadir nella primavera del 2007 da parte degli "arabisti" estremizzanti appoggiati dal makhzen, la potente casta nobiliare vicina alla corte reale.[8] Ha contribuito alla fondazione (Casablanca, 27 aprile 2009) dell'OADL, l'Osservatorio Amazigh dei Diritti e delle Libertà,[9] entrando a far parte del suo comitato esecutivo come responsabile della comunicazione.[10]

Il suo volume più recente, Siyasat tadbir achaân amazighi fi al-maghrib ("La politica di gestione del fatto amazigh in Marocco"), presentato nei primi giorni del 2010, passa in rassegna l'evoluzione della questione berbera in Marocco negli ultimi dieci anni (2001-2010), sia a livello associativo sia a livello istituzionale, nonché a quello della società civile.[11]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Al Amazighiya fi khitab lislam siyasi ("L'Amazigh nel discorso politico islamico"), 1998.
  • Rrays Said Achtouk, il poeta dell'amore e della donna (con Mohammed El Moustaoui), Casablanca, Ennajah Eljadida, 1998 (in arabo).
  • Al-Bùd al-Fikri wa al-`Aqli li al-Tarjama al-Amazighiyya li al-Qu'ran ("La dimensione filosofica e logica della traduzione del Corano in lingua berbera"), in "Le Monde Amazigh", 41, gennaio 2002.
  • Difa'a an Huwiyatina al-Lughawiya ("A difesa della nostra identità linguistica"), in "Amazighité, débat intellectuel", Rabat, Centre Tarik Ibn Zyad, settembre 2002.
  • As'ilat Al-Thaqafa wa Al-Hawiyya fi Al-Maghrib Al-Mu'asir ("Problemi di cultura e identità nel Marocco contemporaneo"), 2002.
  • Afgan D Ulgmad D Insi, Rabat, Ircam, 2005. Racconto per bambini in lingua berbera e scrittura tifinagh.
  • Izm D Wuccn D Tghyult, Rabat, Ircam, 2005. Racconto per bambini in lingua berbera e scrittura tifinagh.
  • Siyasat tadbir achaân amazighi fi al-maghrib ("La politica di gestione del fatto amazigh in Marocco"), 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Taourmit, da non confondere con l'omonimo villaggio algerino, è un douar (villaggio rurale) nei pressi di Taroudant, nel Marocco sudoccidentale.
  2. ^ a b (DE) Kratochwil (2002, p. 443).
  3. ^ (FR) Entretien avec Ahmed Aassid de l'Institut Royal de la Culture Amazighe, "Aufait Maroc.com".
  4. ^ In tale veste ha partecipato (28 novembre 2006) al convegno "Fraternity", dedicato al Marocco dall'Università di Napoli "L'Orientale" (programma).
  5. ^ Per questo ruolo ha scritto numerosi programmi pilota: una trasmissione per familiarizzare i bambini con la loro cultura tramite racconti, giochi e apprendimento della lingua, un programma quotidiano di cultura, letteratura, famiglia e religione e uno settimanale sulla cultura dello sviluppo. (FR) Hassan Hamdani, Portrait. Ahmed Assid, raïs et militant, su telquel-online.
  6. ^ Riconoscimento che dovrebbe comparire nel preambolo della Costituzione marocchina: (EN) Lahcen Moqnia, Ahmed Assid optimistic about inclusion of Amazigh in Moroccan Constitution, "Magharebia", 25 aprile 2006.
  7. ^ Le sue posizioni si possono leggere tra l'altro, in: (FR) Ignace Dalle, Les trois rois. La monarchie marocaine de l'indépendance à nos jours, Paris, Fayard, 2004, pp. 725 e 733. ISBN 978-22-13617-46-6.
  8. ^ (FR) Les arrestations arbitraires des militants du MCA, "Solidarité kabyle", 15 maggio 2007 (consultabile on line) e la relativa petizione contro tali arresti.
  9. ^ (FR) Nouveau Observatoire Amazigh des Droits et des Libertés (OADL), comunicato stampa del 1º maggio 2009.
  10. ^ (FR) Redouane Si Hamdi, Ahmed Aassid accuse des membres du CSE de discrimination, "Aujourd'hui le Maroc", 17 febbraio 2010.
  11. ^ (FR) Présentation d'un livre sur la gestion de l'Amazighité au Maroc d'Ahmed Assid, biladi.ma, 18 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Gabriele Kratochwil, Die Berberbewegung in Marokko. Zur Geschichte der Konstruktion einer Ethnischen Identität (1912-1997), Berlin, Klaus Schwarz, 2002. ISBN 3-87997-301-6.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN51342241
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Biografie