Ahmad ibn Yahya al-Baladhuri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Ahmad b. Yahya al-Balādhurī (arabo: أحمد بن يحيى بن جابر البلاذري‎; ... – Baghdad, 892) è stato uno storico persiano.

Abū l-Hasan Ahmad b. Yahya b. Jābir b. Dāwūd al-Balādhurī è stato uno storico persiano, vissuto nel IX secolo (III secolo dell'Egira). Uno fra i più importanti storici musulmani di tutti i tempi, passò gran parte della propria vita a Baghdad e godette di grande influenza presso la corte del Califfo al-Mutawakkil.

Viaggiò in Siria e Iraq, studiando sotto la guida di al-Mada'ini, Ibn Sa'd e Mus'ab al-Zubayri, raccogliendo informazioni storiche che travasò poi nei suoi principali lavori sul primissimo Islam e sul periodo delle prime conquiste islamiche.[1]

Nome[modifica | modifica sorgente]

Al-Baladhuri deve il suo ultimo nome al fatto di essere deceduto[2][3] a causa dell'abuso di una droga chiamata balādhur (Semecarpus anacardium),[3] descritta da studiosi musulmani ed ebrei come un potente corroborante della memoria.[4]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Persiano d'origine, le sue spiccate simpatie andarono però agli Arabi, tanto da essere rimproverato da Mas'udi come un convinto e accanito nemico del movimento letterario (ma con inevitabili sfumature socio-politiche) definito Shu'ubiyya,[3] in cui era criticata decisamente la presunzione degli Arabi di una loro superiorità e si rivalutavano, in chiave decisamente nazionalistica, i meriti (faāʾil) dei non-Arabi.

Visse alla corte dei Califfi al-Mutawakkil e al-Musta'in e fu tutore del figlio di al-Mu'tazz.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Il suo capolavoro, che condensa una storia più ampia, è il Kitab Futuh al-Buldan (فتوح البلدان), ossia "Il libro delle conquiste delle contrade", edito da Michael Jan de Goeje sotto il titolo Liber expugnationis regionum (Leiden, 1863-66) e poi tradotto in inglese da Philip K. Hitti e F.C. Murgotten sotto il titolo The Origins of the Islamic State (New York, 1916, 1924). Esso riguarda le guerre e le conquiste degli Arabi a partire dal VII secolo, dalle conquiste dell'Arabia, della Siria-Palestina, dell'Egitto e del Nordafrica (Ifriqiya), a quelle della Spagna (al-Andalus), della Mesopotamia (futuro Iraq), dell'Iran e del Sind.

Un'altra sua opera, rimasta incompleta e ancora non completamente edita, è rappresentata dagli *Ansab al-Ashraf (أنساب الأشراف), ossia le Genealogie delle persone illustri, un ampio lavoro biografico sulla cosiddetta aristocrazia arabo-islamica, da Muhammad e dai suoi contemporanei ai Califfi omayyadi e abbasidi, riguardante le imprese da essi realizzate e i fatti più rilevanti che hanno caratterizzato i primi secoli dell'Islam politico.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Columbia Encyclopedia, Sixth Edition. Copyright 2001-05 Columbia University Press The Columbia Encyclopedia
  2. ^ Translation of Futū al-Buldān by Hitti
  3. ^ a b c Hugh Chisholm (a cura di), Encyclopædia Britannica, XI edizione, Cambridge University Press, 1911.
  4. ^ Bos, Gerrit: " 'Baladhur' (Marking-Nut): A Popular Medieval Drug for Strengthening Memory", Bulletin of the School of Oriental and African Studies, University of London, Vol. 59, No. 2 (1996), pp. 229-236 (full-text via JSTOR; article's first page available for all)
  5. ^ "Balādhurī, al-." Encyclopædia Britannica. Encyclopædia Britannica 2007 Ultimate Reference Suite. Chicago, Encyclopædia Britannica, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carl Brockelmann, Geschichte der Arabischen Litteratur (sic!), Leide, 1942, I, 147 f.
  • Lemma «al-Balādhurī» (C.H. Becker - [F. Rosenthal]), su: Encyclopaedia of Islam (II ed.).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 90053109 LCCN: n84028358

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie