After.Life

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After.Life
After.life.jpg
Una scena del film
Titolo originale After.Life
Paese di produzione USA
Anno 2009
Durata 104 min
Genere thriller, orrore, drammatico
Regia Agnieszka Wójtowicz-Vosloo
Soggetto Agnieszka Wójtowicz-Vosloo, Paul Vosloo, Jakub Korolczuk
Sceneggiatura Agnieszka Wójtowicz-Vosloo, Paul Vosloo, Jakub Korolczuk
Produttore Bill Perkins, Brad Michael Gilbert, Celine Rattray
Casa di produzione Harbor Light Entertainment/Lleju Productions/Plum Pictures
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Anastas N. Michos
Montaggio Niven Howie
Effetti speciali Andrew Mortelliti
Musiche Paul Haslinger
Scenografia Ford Wheeler
Costumi Luca Mosca
Trucco Nicki Ledermann
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Le altre persone non capiscono. Non vedono ciò che vediamo noi »

After.Life è un film del 2009 diretto da Agnieszka Wójtowicz-Vosloo.

La giovane cineasta polacca, alla sua opera prima, indaga, in forma di thriller psicologico, il sottile confine tra la vita e la morte, in una produzione statunitense che vede come protagonisti due volti noti del cinema contemporaneo: Christina Ricci e Liam Neeson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Anna si precipita in macchina nella pioggia, dopo una lite furibonda col suo fidanzato, e si risveglia sul tavolo preparatorio per il suo funerale. Eliot, la persona che si occupa di prepararne il corpo, le spiega che, anche se a lei sembra di essere ancora viva, in realtà è nel limbo che precede la morte e che lui riesce a comunicare con lei tramite la sua capacità di parlare coi morti. Solo alla fine si scopre che quello che Eliot iniettava a Anna, sotto bugia, era "Hydronium bromide" che, come spiegato precedentemente da un poliziotto, sarebbe un narcotico in grado di annullare i segni vitali e far credere al medico che la ragazza sia morta.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film, girato tutto nello stato di New York, sono terminate nel dicembre 2008.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricevuto un'accoglienza poco entusiasta, sia da parte della critica che da parte del pubblico.[1] Nonostante l'insuccesso generale, la regista, alla sua opera prima, ha avuto apprezzamenti per il registro stilistico e le capacità tecniche dimostrate.[2]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ After.Life (2009), Rotten Tomatoes. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  2. ^ (EN) Matthew Kaminski, Death Becomes Her, online.wsj.com, 8 aprile 2010. URL consultato il 16 dicembre 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN305310305
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