Africa (Toto)

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Africa
Africascreenshot.jpg
Screenshot tratto dal video del brano
Artista Toto
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1982
Durata 4:58
Album di provenienza Toto IV
Dischi 1
Tracce 2
Genere[1] Soft rock
Adult contemporary music
Etichetta Columbia
Produttore Toto
Certificazioni
Dischi d'argento Regno Unito Regno Unito[2]
(vendite: 200 000+)
Dischi d'oro Canada Canada[3]
(vendite: 50 000+)
Italia Italia[4]
(vendite: 15 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[5]
(vendite: 7 500+)
Stati Uniti Stati Uniti[6]
(vendite: 500 000+)
Toto - cronologia
Singolo precedente
(1982)
Singolo successivo
(1982)

Africa è un singolo del 1982 del gruppo rock Toto, estratto dall'album Toto IV.

La canzone[modifica | modifica wikitesto]

La canzone è stata scritta dal tastierista della band, David Paich, che canta le due strofe della canzone, e dal batterista Jeff Porcaro.[1] Bobby Kimball canta il ritornello.

Il singolo ha raggiunto la testa della classifica Billboard Hot 100 nel febbraio 1983. Il ritornello della canzone è una metafora che vuole rappresentare l'amore dell'autore per la sua donna. Successivamente venne ripubblicato come B-side del singolo Georgy Porgy/Africa.[7][8]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip di Africa, girato da Steve Barron, vede David Paich come protagonista assoluto. Paich si trova in una biblioteca insieme a una ragazza. Mentre cerca dei libri da leggere ne scova uno dal titolo Africa. Nelle scene successive del video appare la band, che suona sopra il libro già citato prima, mostrato in dimensioni mastodontiche. L'immaginazione del regista lo porta a far apparire nel video anche un uomo africano, che scaglia una lancia. Questa, colpendo una pila di libri, li fa cadere sopra una candela, che a sua volta cade a terra, bruciando un disegno di un uomo africano, lo stesso disegno che David Paich aveva trovato nel libro.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Versione americana[modifica | modifica wikitesto]

  • Africa
  • Good for You

Versione mondiale[modifica | modifica wikitesto]

  • Africa
  • We Made It

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Popolarità[modifica | modifica wikitesto]

Il brano Africa appare in episodi di molte serie televisive:

È presente anche in alcuni videogiochi:

  • Come colonna sonora nel videogioco Grand Theft Auto: Vice City sulla stazione Emotion 98.3.
  • Come canzone da cantare nella categoria Singstar Rock Ballads di Singstar.
  • Come citazione nel videogioco Firewatch. È possibile cantare il ritornello della canzone mentre si esplora una grotta.

È anche la canzone del giorno di laurea nella Lawrence University in America.

Diversi artisti hanno reinterpretato il brano in altre chiavi, tra questi Karl Wolf, Iyaz e Jason Derulo (Iyaz e Derulo tramite il brano Fight for You), è stato inoltre molto campionato nell'ambito della musica rap ad esempio in "New World" del rapper Nas e più recentemente in "Huey Newton" di Wiz Khalifa e Curren$y.

Una cover del coro a cappella sloveno Perpetuum Jazzile ha totalizzato fino ad oggi (dicembre 2015) oltre 18 milioni di visualizzazioni.

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1982) Posizione
Belgio (Fiandre)[20] 79
Nuova Zelanda[21] 42
Paesi Bassi[22] 25
Classifica (1983) Posizione
Australia[9] 25
Canada[23] 16
Italia[24] 75
Stati Uniti[25] 24

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Africa, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) Certified Awards, British Phonographic Industry. URL consultato il 15 maggio 2015. Digitare "Toto" in "Keywords", dunque premere "Search".
  3. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 24 maggio 2015.
  4. ^ Certificazioni, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 24 maggio 2015.
  5. ^ (EN) Dean Scapolo, The Complete New Zealand Music Charts: 1966–2006, Wellington, Dean Scapolo and Maurienne House, 2007, ISBN 978-1-877443-00-8.
  6. ^ (EN) Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 24 maggio 2015.
  7. ^ (EN) Georgy Porgy/Africa, su AllMusic, All Media Network.
  8. ^ (EN) Georgy Porgy / Africa, su Discogs, Zink Media.
  9. ^ a b David Kent, Australian Chart Book 1970–1992, Australian Chart Book, St Ives, N.S.W, 1993, ISBN 0-646-11917-6.
  10. ^ a b c d e f (NL) Toto - Africa, Ultratop. URL consultato il 24 maggio 2015.
  11. ^ (EN) Top Singles - Volume 37, No. 24, February 12 1983, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 24 maggio 2015.
  12. ^ (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  13. ^ (FR) Accès direct à ces Artistes, Infodisc.fr. URL consultato il 24 maggio 2015. Selezionare "TOTO" e premere "OK".
  14. ^ Irish Recorded Music Association, Search the Charts - Africa, Fireball Media. URL consultato il 24 maggio 2015.
  15. ^ Hit Parade Italia - Indice per Interprete: T, Hit Parade Italia. URL consultato il 24 maggio 2015.
  16. ^ (EN) Chart Archive – Toto – Africa, Chart Stats. URL consultato il 24 maggio 2015.
  17. ^ Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  18. ^ a b (EN) Toto - Chart history, Billboard. URL consultato il 24 maggio 2015.
  19. ^ (EN) South African Rock Lists Website SA Charts 1969 – 1989 Acts (T), su Rock.co.za, John Samson. URL consultato il 24 maggio 2015.
  20. ^ (NL) Ultratop.be – Jaaroverzichten 1982, Ultratop.be. URL consultato il 24 maggio 2015.
  21. ^ (EN) Top Selling Singles of 1982, Recording Industry Association of New Zealand. URL consultato il 24 maggio 2015 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2015).
  22. ^ (NL) Dutch charts jaaroverzichten 1982, dutchcharts.nl. URL consultato il 24 maggio 2015.
  23. ^ (EN) Top Singles - Volume 39, No. 17, December 24 1983, su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 24 maggio 2015.
  24. ^ I singoli più venduti del 1983, hitparadeitalia.it. URL consultato il 24 maggio 2015.
  25. ^ (EN) Billboard Top 100 – 1983, su Longboredsurfer.com, The Longbored Surfer. URL consultato il 24 maggio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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