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Afrasiab

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Afrasiab
Afrasiab - details from The Ambassadors' Painting.JPG
Particolare di una decorazione murale di Afrasiab, rappresentante una parata di sacerdoti con animali sacrificali (vedi spiegazione dettagliata)
Civiltà sogdiana
Utilizzo palazzo e città
Epoca reperti del VI-VIII sec.
Localizzazione
Stato Uzbekistan Uzbekistan
Località Samarcanda

Coordinate: 39°40′17″N 66°59′15″E / 39.671389°N 66.9875°E39.671389; 66.9875

Afrasiab (afrāsiyāb) (persiano: افراسياب) è una città dell'antica Sogdiana, coincidente con la parte più antica dell'odierna Samarcanda.[1] Il nome Afrasiab deriva da un mitico re ed eroe di Turan. La città fu chiamata anche Maracanda durante l'impero di Alessandro Magno.

Il sito[modifica | modifica wikitesto]

Il sito con lo sfondo di Samarcanda

Si tratta di una delle città più antiche nella storia culturale e politica della Sogdiana, assieme a Pendžikent e Varahša. I resti archeologici per i quali questo centro è noto appartengono al periodo compreso fra il VI e l'VIII secolo, epoca in cui, sotto il dominio eftalita e turco poi, raggiunse uno splendore eccezionale, testimoniato in maniera particolare dalla straordinaria produzione pittorica. I resti risalenti a questo periodo attestano che la città assunse una forma triangolare delimitata a nord dal fiume Sijab ed a est dal canale Obi Mashab. Sono state individuate quattro cinte murarie, diverse pere forma e per datazione, tra le quali la costruzione più significativa è il Palazzo reale che ospitava i sovrani di Samarcanda. Il palazzo si caratterizzò per una lunga serie di camere quadrangolari, costruite con argilla e uno strato di intonaco sfruttato per le decorazioni. La stanza riservate alle udienza del sovrano risulta essere la più ricca di elementi pittorici e plastici, sia di derivazione storica, come la rappresentazione di ospiti provenienti dall'Asia, che religiosa, come omaggi a varie divinità.

La nascita della città risale comunque a tempi antichissimi e fin dal I millennio a.C. esisteva un ampio insediamento urbano dotato di fortificazioni e fornito di un sistema di distribuzione delle acque. Intorno al V secolo a.C. la città fece parte dell'impero Achemenide, prima di finire sotto il regno di Alessandro Magno, poi sotto i Seleucidi, gli eftailiti ed i turchi. Dall'VIII secolo la città si ritrovò sotto l'egemonia degli arabi, conservando un ruolo di primo piano nelle arti e nella scienza.

Durante il periodo islamico, la città rifiorì a livello artistico e culturale nel periodo samanida e si contraddistinse per la presenza di una moschea impreziosita da pannelli a tema geometrico, di una prigione, di un palazzo fortificato, di una zona residenziale, di una commerciale e di una artigianale, di vasti giardini e bagni, di mulini ad acqua e di un mirabile acquedotto.

La città ebbe quindi una continuità abitativa dal I millennio a.C. al XIII secolo, epoca in cui venne distrutta dall'invasione mongola di gengis Khan.

Il materiale più usato per le costruzioni è il mattone crudo, talvolta sostituito al mattone cotto.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Atlante di Archeologia, Utet, Torino, 1998, pag.224

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