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Affricata postalveolare sorda

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Affricata postalveolare sorda
IPA - numero 103 (134)
IPA - testo t͡ʃ
IPA - immagine IPA voiceless postalveolar affricate.png
Unicode U+02A7
Entity &#679
SAMPA tS
X-SAMPA tS
Kirshenbaum tS
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L'affricata postalveolare sorda è una consonante affricata presente in molte lingue, che in base all'alfabeto fonetico internazionale è rappresentata con la sequenza t͡ʃ (in passato, con la legatura ʧ).

Nella lingua italiana tale fono, detto anche C dolce, è reso ortograficamente con la lettera c seguita dalle vocali e, i, oppure col digramma ci seguito dalle vocali a, o, u. Corrisponde alla c di amici.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'affricata postalveolare sorda presenta le seguenti caratteristiche:

  • il suo modo di articolazione è affricato, perché questo fono è dovuto alla sequenza di una fase occlusiva e di una fase fricativa;
  • il suo luogo di articolazione è postalveolare, perché per produrre tale suono occorre appoggiare la lingua al di là degli alveoli;
  • è una consonante sorda, in quanto viene prodotta senza l'ausilio delle corde vocali.

Altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Catalano e basco[modifica | modifica wikitesto]

Nelle lingue catalana e basca, corrisponde al digramma tx.

Francese[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua francese tale fono è reso con la grafia tch, ma è presente solo in parole straniere:

  • tchao /t͡ʃaˈo/. Però la pronuncia effettiva fatta imitando l'originale è piuttosto [kʃ] senza toccare i denti colla lingua: [kʃaˈo]. Così è fisicamente più economico, mà la differenza è poco sensibile all'udito.

Friulano[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua friulana il fono è reso con il grafema ç, cioè una c con cediglia.

Inglese[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua inglese tale fono è reso con i grafemi ch (che comunque può indicare anche altri suoni) o tch. Si noti che il primo in italiano è invece riservato alla "c dura" (occlusiva velare sorda). Un esempio inglese è:

Lingue slave e baltiche[modifica | modifica wikitesto]

Nelle lingue slave che utilizzano l'alfabeto latino (ceco, slovacco sloveno, croato ma non il polacco che non possiede questo suono, sostituito da un'affricata retroflessa sorda) tale fono è sempre reso con la lettera č. La lettera č è analogamente utilizzata nelle lingue baltiche (ossia lettone e lituano).

In alcune delle lingue slave che utilizzano l'alfabeto cirillico (bielorusso, ucraino, bulgaro, serbo) tale fono è sempre reso con la lettera ч

Spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua spagnola (castigliano) il fono [t͡ʃ] è reso col digramma ch:

Tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua tedesca è rappresentata da un insieme di quattro lettere: tsch.

Ungherese[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua ungherese è rappresentata col digramma cs.

Turco[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua turca è rappresentata con ç.

Esperanto[modifica | modifica wikitesto]

In esperanto è rappresentata dal grafema ĉ.

Consonanti
Polmonari Bilabiale Lab.den. Dentale Alveolare Postalv. Retroflessa Palatale Velare Uvulare Farin. Epiglottale Glottidale Non polmonari ed altri simboli
Nasale m ɱ n ɳ ɲ ŋ ɴ Clic  ʘ ǀ ǃ ǂ ǁ
Occlusive p b t d ʈ ɖ c ɟ k ɡ q ɢ ʡ ʔ Impl.  ɓ ɗ ʄ ɠ ʛ
Fricative  ɸ β f v θ ð s z ʃ ʒ ʂ ʐ ç ʝ x ɣ χ ʁ ħ ʕ ʜ ʢ h ɦ Eiettive 
Approssimanti  β̞ ʋ ð̞ ɹ ɻ j ɰ Altre laterali  ɺ ɫ
Vibranti ʙ r ʀ Coarticolazioni approssimanti  ʍ w ɥ
Monovibranti ɾ ɽ Coarticolazioni fricative  ɕ ʑ ɧ
Fric. laterale ɬ ɮ Affricate  t͡s d͡z t͡ʃ d͡ʒ
Appr. laterale l ɭ ʎ ʟ Coarticolazioni occlusive  k͡p ɡ͡b ŋ͡m
Le aree ombreggiate denotano articolazioni polmonari ritenute impossibili.
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