Aeropostal Alas de Venezuela

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Aeropostal Alas de Venezuela
YV444T McDonnell Douglas MD-82 Aeropostal Tail (7462286800).jpg
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATA VH
Codice ICAO ALV
Identificativo di chiamata AEROPOSTAL
Descrizione
Hub Caracas
Flotta 6
Destinazioni 7
Azienda
Fondazione 3 luglio 1929
Stato Venezuela Venezuela
Sede Caracas
Slogan Es Venezuela... Eres Tu!
Sito web
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Aeropostal Alas de Venezuela, spesso chiamata solamente Aeropostal, è la compagnia aerea nazionale del Venezuela. Fondata il 3 luglio 1929, ha sede a Caracas e base operativa all'Aeroporto Internazionale Simón Bolívar.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un MD-82 di Aeropostal fotografato a Caracas nel 2012
Un DC-9 di Aeropostal fotografato a Caracas nel 2003
Un Boeing 727-200 di Aeropostal fotografato a Caracas nel 2003
Un Airbus A320-200 di Aeropostal fotografato nel 2011

L'aviazione commerciale nasce in Venezuela nel 1929 grazie alla società francese Aéropostale (nota fino al 1927 come Lignes Aériennes Latécoère), che ritenne il Venezuela come base di partenza ideale per collegare il Sud America con le isole caraibiche di Guadalupa e Martinica. I primi voli furono effettuati nel luglio 1929 utilizzando tre Latécoère 28. Il 31 dicembre 1933 la compagnia aerea è stata acquistata dal governo venezuelano in seguito alla decisione del governo francese di sospendere le sovvenzioni ad Aéropostale.[1]

La compagnia ha continuato ad essere gestita da personale francese fino al 1° gennaio 1935, quando il suo nome fu cambiato in Línea Aeropostal Venezolana (LAV) e la gestione spostata in mani venezuelane, successivamente il 21 maggio 1937 il governo del Venezuela ha preso pieno possesso della compagnia aerea attraverso un aumento di capitale e la conseguente sostituzione dei Latécoère 28 con dei più recenti Fairchild 71 e Lockheed L-10 Electra.[1] Nel 1939 il quartier generale di LAV è stato trasferito da Maracay a Maiquetía, città più vicina alla capitale Caracas; nello stesso anno sono stati introdotti in flotta alcuni Douglas DC-3, che permettevano di trasportare un maggior numero di passeggeri rispetto ai velivoli già presenti. I primi voli internazionali di LAV sono stati effettuati nel 1945 verso Boa Vista, nel nord del Brasile, e nel gennaio 1946 verso Aruba; quest'ultima destinazione ha permesso di collegare LAV alla rete internazionale di KLM.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, i vecchi Fairchild 71 e Lockheed L-10 Electra sono stati sostituiti dai Douglas DC-4 e dai Martin 2-0-2. Nel 1947, per coprire la nuova rotta internazionale verso l'aeroporto Idlewild di New York, la compagnia ha introdotto in flotta i Lockheed L-049 Constellation.

Nel 1951 LAV ha aperto i voli verso Lima, in Perù, e Bogotà, in Colombia; nel 1953 ad essere introdotta è stata la rotta verso Panama. Sempre negli anni '50 i Constellation sono stati sostituiti dai nuovi Lockheed L-1049 Super Constellation, inoltre è stato effettuato un ordine per il primo aereo di linea a reazione mai prodotto, il de Havilland DH.106 Comet, ma i ripetuti incidenti occorsi ai Comet già utilizzati dalle altre compagnie aeree hanno spinto LAV ad annullare l'ordine. Il 24 marzo 1956, per sostituire gli ormai vetusti DC-4 e Martin 2-0-2, LAV ha introdotto in flotta i suoi primi turboelica, i Vickers Viscount 701.

A partire dai primi anni 1960, il governo venezuelano ha cominciato il rinnovamento della compagnia aerea, dapprima separando le rotte nazionali da quelle internazionali, gestite ora dalla nuova compagnia denominata 'Viasa'; in seguito è stata introdotta una nuova livrea ed è stato modificato il nome della compagnia in Aeropostal. Durante questi anni, per rinnovare ulteriormente la flotta, sono stati acquistati alcuni Hawker Siddeley HS 748, mentre i Super Constellation sono stati rimpiazzati dai più moderni Douglas DC-8. Durante gli anni successivi la compagnia è sempre stata orientata ad acquisire nuovi modelli di aerei per sostituire quelli più vecchi, sono entrati in flotta così i Sud Aviation Caravelle ed i Douglas DC-9.

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 1994 il governo venezuelano, nello sforzo di contenere le spese della Nazione, ha deciso di chiudere la compagnia. Nel 1997 Corporacion Alas de Venezuela (CAV), una società privata di proprietà di Nelson Ramiz, un cittadino statunitense di origine cubana, ha acquistato la compagnia a aerea ad un'asta tenutasi a Caracas; ciò è stato possibile grazie ad un finanziamento ottenuto dalla società di investimenti "Alas International Limited ("Alas")". Il 7 gennaio 1998 invece di conferire i beni acquistati ad Alas, come richiesto dal contratto di finanziamento, e senza averne ricevuto il benestare, CAV ha riavviato le operazioni di volo della compagnia aerea; questo ha portato le due parti ad intraprendere diverse azioni legali, l'ultima delle quali, nel febbraio 2000, ha stabilito che Aeropostal era effettivamente posseduta da Alas ma che CAV avrebbe potuto continuare a gestirla pagando una sorta di affitto ad Alas.

Nel luglio 1998 sono cominciati i voli verso gli Stati Uniti, e sul finire degli anni '90 sono entrati in servizio due Airbus A320 che hanno affiancato i già presenti DC-9, McDonnell Douglas MD-83 e Boeing 727-200.

Alla fine del 2007, Nelson Ramiz (allora amministratore delegato), ha ridotto la flotta da 22 a soli 3 velivoli, sostenendo che i controlli valutari imposti dal governo venezuelano gli hanno impedito di mantenere finanziariamente la flotta, e che altresì il blocco applicato sull'aumento del costo dei biglietti hanno impedito alla compagnia di realizzare profitti.

Nel 2008 la compagnia è stata venduta ad un gruppo guidato dalla famiglia venezuelana Mahkled, ma in seguito all'arresto per traffico di droga e riciclaggio di denaro di alcuni suoi membri, la transazione è stata annullata utilizzando il pretesto che Ramiz non aveva il potere di cedere azioni in realtà ancora in possesso di Alas.

Nel 2009, in seguito all'arresto di numerosi dirigenti anch'essi accusati di traffico di stupefacenti, il governo venezuelano ha annunciato l'intenzione di nazionalizzare Aeropostal.[2]

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 aprile 2017 la flotta di Aeropostal include 6 MD-82 per un'età media di 25 anni.[3]

Destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 aprile 2017 la compagnia effettua unicamente voli nazionali, collegando le città di Caracas, Porlamar, Maracaibo, Valencia, Barquisimeto, Puerto Ordaz, Maturin e Cumanà.[4]

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla fondazione fino ad aprile 2017 Aeropostal ha avuto 23 incidenti mortali, per un totale di 319 vittime.[5]

  • Il 25 luglio 1944 il Lockheed L-10 Electra codice di registrazione YV-ADI si è schiantato nei pressi Barcelona, causando la morte delle 10 persone a bordo.[6]
  • L'8 aprile 1947 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-ALO si è schiantato 40 km ad est di Caracas]], causando la morte delle 27 persone a bordo.[7]
  • Il 26 giugno 1948 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-C-AHI si è schiantato in fase di atterraggio all'aeroporto di Caracas, causando la morte di una delle 17 persone a bordo.[8]
  • Il 18 dicembre 1954 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-C-AMP si è schiantato sulle montagne 120 km a sud di Ciudad Bolivar, causando la morte dei due piloti.[9]
  • Il 21 maggio 1955 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-C-ALU si è schiantato in mare al largo delle coste di Barcelona mentre i piloti tentavano un ammaraggio di emergenza, causando la morte di 4 delle 13 persone a bordo.[10]
  • Il 20 giugno 1956 il Lockheed Super Constellation codice di registrazione YV-C-AMS è precipitato in mare poco dopo il decollo da New York, causando la morte di tutte le 74 persone a bordo. Le indagini non hanno portato a nessuna conclusione certa, ma gli investigatori hanno supposto che, in seguito alla perdita di controllo del motore numero due, le fortissime vibrazioni risultanti hanno provocato la rottura della semiala corrispondente.[11]
  • Il 27 novembre 1956 il Lockheed Super Constellation codice di registrazione YV-C-AMA si è schiantato contro una montagna 18 km a sud-est dall'aeroporto di Caracas, causando al morte delle 25 persone a bordo. Le indagini hanno stabilito che il pilota non ha seguito con precisione la procedura di avvicinamento alla pista, venendosi a trovare ad una quota troppo bassa quando ancora stava sorvolando le montagne.[12]
  • Il 12 aprile 1957 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-C-AFA si è schiantato pochi minuti dopo essere decollato dall'aeroporto di Calabozo, causando la morte dei 3 membri dell'equipaggio.[13]
  • Il 14 ottobre 1958 il Lockheed Super Constellation codice di registrazione YV-C-ANC si è schiantato sulle montagne della Sierra de Perijá mentre era in volo per Maracaibo, causando la morte delle 23 persone a bordo.[14]
  • Il primo dicembre 1953 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-C-AKU si è schiantato mentre i piloti tentavano un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Caracas, causando la morte dei 3 membri dell'equipaggio.[15]
  • Il 28 aprile 1960 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-C-AFE è precipitato a causa dell'esplosione di un ordigno avvenuta a bordo, causando la morte delle 13 persone a bordo.[16]
  • Il 9 marzo 1961 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-C-AZQ si è schiantato sulle montagne del Páramo Turmal, causando la morte delle 12 persone a bordo.[17]
  • Il 20 agosto 1968 l' Hawker Siddeley HS 748 codice di registrazione YV-C-AMY si è schiantato mentre i piloti tentavano un atterraggio di emergenza, dovuto all'avaria di un motore, all'aeroporto di Maturin, causando la morte delle 7 persone a bordo.[18]
  • Il 23 maggio 1970 il Curtiss C-46 Commando codice di registrazione YV-C-AMK si è schiantato durante un volo di collaudo, causando la morte delle 7 persone a bordo.[19]
  • Il 25 gennaio 1971 il Vickers Viscount codice di registrazione YV-C-AMV si è schiantato su di una montagna nei pressi di La Azulita, causando la morte di 13 delle 47 persone a bordo.[20]
  • Il primo novembre 1971 il Vickers Viscount codice di registrazione YV-C-AMZ si è schiantato subito dopo il decollo dall'aeroporto di Maracaibo, causando la morte dei 4 membri dell'equipaggio.[21]
  • Il 27 agosto 1972 il Douglas DC-3 codice di registrazione YV-C-AKE si è schiantato mentre i piloti tentavano un atterraggio di emergenza in seguito all'avaria di un motore all'aeroporto di Canaima, causando la morte delle 34 persone a bordo.[22]
  • Il 14 agosto 1974 il Vickers Viscount codice di registrazione YV-C-AMX si è schiantato sulle montagne 5 km sud-ovest dell'aeroporto di Porlamar, causando la morte delle 48 persone a bordo.[23]
  • Il 3 marzo 1978 l' Hawker Siddeley HS 748 codice di registrazione YV-45C si è schiantato in mare a causa del malfunzionamento dell'orizzonte artificiale, causando la morte delle 47 persone a bordo.[24]
  • Il primo novembre 1971 il de Havilland Canada DHC-6 Twin Otter codice di registrazione YV-30C si è schiantato subito dopo il decollo dall'aeroporto di Uriman, causando la morte dei 2 membri dell'equipaggio.[25]
  • Il 29 luglio 1984 un DC-9 (codice di registrazione sconosciuto) di Aeropostal è stato dirottato da due uomini che hanno costretto i piloti ad atterrare a Curaçao. Dopo tre giorni di trattative, i corpi speciali di polizia sono riusciti a salire sull'aereo e ad uccidere i due dirottatori.[26]
  • Il 5 marzo 1991 il DC-9 codice di registrazione YV-23C si è schiantato contro una montagna 23 km nord-est di Valera, causando la morte delle 45 persone a bordo. Le indagini hanno rivelato che i piloti hanno impostato un valore errato nel pilota automatico portando l'aereo fuori rotta e che non si sono accorti dell'approssimarsi delle montagne a causa della nebbia presente nella zona dell'incidente.[27]
  • Il 2 aprile 1993 il DC-9 codice di registrazione YV-03C è precipitato in mare, durante un volo di collaudo, al largo dell'Isola Margarita, causando la morte delle 11 persone a bordo.[28]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (ES) Quienes somos, aeropostal.com. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  2. ^ (EN) James Suggett, Venezuela to Nationalize Drug Trafficking-Linked Airline Aeropostal, venezuelanalysis.com, 29 marzo 2009. URL consultato il 3 aprile 2017.
  3. ^ Aeropostal Fleet Details and History, planespotters.net. URL consultato il 10 aprile 2017.
  4. ^ (ES) A dónde le llevamos, aeropostal.com. URL consultato il 10 aprile 2017.
  5. ^ (EN) ASN Aviation Safety Database, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  6. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  7. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  8. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  9. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  10. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  11. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  12. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  13. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  14. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  15. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  16. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  17. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  18. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  19. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  20. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  21. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  22. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  23. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  24. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  25. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  26. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  27. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.
  28. ^ (EN) Accident description, aviation-safety.net. URL consultato l'11 aprile 2017.

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