Aeroporto (film)

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Aeroporto
Titolo originaleAeroporto
Paese di produzioneItalia
Anno1944
Durata90 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaPiero Costa
SoggettoPiero Costa
SceneggiaturaPiero Costa, Alessandro De Stefani
ProduttoreMariangela Nuvoletti per Victoria Film
Distribuzione (Italia)Vittoria
FotografiaGábor Pogány
MontaggioGianni Vernuccio
MusicheFranco D'Achiardi
ScenografiaUberto Bonetti
Interpreti e personaggi

Aeroporto è un film del 1944 diretto da Piero Costa.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un aeroporto militare, la vita quotidiana di militari e civili si confonde e si intreccia, soprattutto al bar degli Azzurri gestito da Tonio e dalle sue giovani figlie Marta e Tina. Quest'ultima attende che il pilota Riccardo Valetti la chieda in moglie, mentre sua sorella Marta è innamorata del sergente Gustavo Ferri, personaggio tormentato e problematico. Intanto all'aeroporto giunge il capitano Giovanni Ferri, fratello di Gustavo: gli Alleati sono sbarcati ed il suo reparto ha dovuto arrendersi. Il capitano, per evitare che il suo aereo possa venir distrutto, lo porta in volo dietro le linee. Si rende necessaria un'azione ed è indispensabile l'impegno di tutti i piloti: il capitano Ferri, benché ansioso di raggiungere la moglie che sta per partorire, accetta senza lamentele la missione, ma viene abbattuto. In un'ulteriore azione, resasi necessaria per difendere l'aeroporto, anche l'aereo di Valetti viene colpito: per salvarlo è necessario amputargli un braccio. Con la firma dell'armistizio la situazione precipita: i soldati sono lasciati liberi di decidere secondo coscienza. Alcuni decidono di fare ritorno alle proprie case, altri, come Gustavo Ferri, che ha finalmente deciso di sposare Marta, continuano la guerra nella Repubblica Sociale Italiana.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Girato in gran parte a Montecatini Terme all'inizio del 1944, prodotto da Mariangela Nuvoletti, con l'assistenza dei tecnici degli stabilimenti della Pisorno di Tirrenia, montato presso gli studi del Cinevillaggio della Giudecca a Venezia, il film ebbe breve circolazione nelle sale, uscendo nel febbraio del 1945, negli ultimi mesi della Repubblica Sociale Italiana. Ne è rimasta un'unica copia, conservata al Museo della Resistenza di Torino.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda la scheda del film dal sito cortoin.screenweek.it, e il Dizionario del cinema italiano, Editore Gremese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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