Aermacchi AM.3

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Aeritalia AM 3)
Aeritalia AM.3
AM 3CM Bosbok impiegato dalla National Test Pilot School presso il Mojave Spaceport
AM 3CM Bosbok impiegato dalla National Test Pilot School presso il Mojave Spaceport
Descrizione
Tipo Aereo da ricognizione
Equipaggio 1-4
Progettista Ermanno Bazzocchi
Costruttore Italia Aermacchi
Italia Piaggio
Sudafrica Atlas Aircraft
Data primo volo 12 maggio 1967
Data entrata in servizio 1974
Utilizzatore principale Sudafrica Suid-Afrikaanse Lugmag
Sviluppato dal Aermacchi AL-60
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,73 m
Apertura alare 11,73 m
Altezza 2,72 m
Peso a vuoto 1 080 kg
Peso carico 1 500 kg
Peso max al decollo 1 700 kg
Propulsione
Motore un Lycoming O-480
Potenza 340 hp (254 kW)
Prestazioni
Velocità max 278 km/h
Autonomia 990 km
Armamento
Mitragliatrici 2
Bombe 340 kg all'esterno
Razzi 4 fumogeni

i dati sono estratti da:
1000 Aerei apparecchi di ogni epoca e genere[1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

L'Aeritalia AM.3 era un aereo militare biposto, monomotore, monoplano ad ala alta con capacità STOL, sviluppato negli anni sessanta da una joint-venture tra aziende aeronautiche italiane, Aermacchi e Aerfer, su progetto originale della statunitense Lockheed Corporation come variante militare del suo AL-60.

Realizzato per competere a una specifica emessa dall'Esercito Italiano, non riuscì a imporsi sul progetto concorrente, il SIAI-Marchetti SM-1019, che ottenne il contratto di fornitura, tuttavia riuscì comunque ad avere un buon successo commerciale, in quanto 40 velivoli furono venduti, dal maggio 1972 al dicembre 1974,[2][3] alla SAAF (South African Air Force)[4] della South African Defence Force, l'allora definizione delle forze armate sudafricane, nel settembre 1970, dove rimase in servizio con il nome di Bosbok[N 1] fino al 1992 nel ruolo di ricognitore, corriere e aereo da trasporto merci.

Il primo Bosbok ad essere prodotto per la SAAF ha fatto il proprio debutto al Turin Aerospace Show nel 1972,[5] con ancora la registrazione civile italiana (I- TAM). La variante gestito dal SAAF era la versione AM.3CM che aveva previsto quattro punti di attacco NATO M-4A. Durante il suo servizio con la SAAF il Bosbok era inserito negli Squadroni 41° e 42°.[2]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Ruanda Ruanda
operò con tre esemplari.
Sudafrica Sudafrica

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti Stati Uniti

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nome in lingua afrikaans del "tragelafo striato", un'antilope.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Berger 2008, p. 405.
  2. ^ a b AM.3C Bosbok, saairforce.co.za.
  3. ^ Winston A. Brent, (African Military Aviation - Winston A. Brent -Freeworld Publications, 1994 a pag. 210).
  4. ^ [www.af.mil.za The History of the SAAF] .
  5. ^ Turin Aerospace Show 1972, flightglobal.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rolf Berger, 1000 Aerei apparecchi di ogni epoca e genere, Milano, Giunti Demetra, 2008, ISBN 978-88-440-3633-1.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]