Adventure Game Studio

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Adventure Game Studio
software
Logo
GenereMotore grafico
SviluppatoreChris Jones
Data prima versione1997
Ultima versione3.1.2 (22 febbraio 2009)
Ultima beta3.2 beta 1 (3 maggio 2009)
Sistema operativoMultipiattaforma
LicenzaFreeware
(licenza libera)
Sito web

Adventure Game Studio (comunemente chiamato AGS) è una applicazione gratuita che permette la creazione di videogiochi del genere avventura grafica. È dotato di un ambiente di sviluppo grafico e di un linguaggio di scripting, che permette di stabilire le logiche e le regole del videogioco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Adventure Game Studio è stato creato dal programmatore inglese Chris Jones, che lo ha originariamente pubblicato nel 1997 con il nome "Adventure Creator", e che permetteva la realizzazione di semplici giochi per DOS in bassa risoluzione e controllabili con la sola tastiera. Jones è stato ispirato, per la sua creazione, da Space Quest IV: Roger Wilco and the Time Rippers.[1]

Con il passare degli anni, sono state aggiunte dallo stesso Jones molte caratteristiche suggerite da altri utenti, e, dopo una lunga serie di esperimenti e brevi dimostrazioni, nel 1999 è stato pubblicato il primo videogioco completo, Lassi Quest; la popolarità del programma avverrà nei primi anni 2000, quando Ben Croshaw completerà Larry Vales e la Rob Blanc Trilogy.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente l'editor esiste solamente per Microsoft Windows, sebbene i videogiochi realizzati possano essere eseguiti su Mac OS e Linux; per questi due sistemi operativi esistono vecchie versioni del programma, così come per DOS.

Con AGS si possono realizzare avventure dotate di una risoluzione minima di 320×200 a 256 colori, fino a 1024×768 in milioni di colori.

Videogiochi realizzati[modifica | modifica wikitesto]

Tra i giochi più celebri realizzati con AGS, si possono ricordare:

Esistono inoltre versioni rivedute e corrette di classici del passato come King's Quest I: Quest for the Crown o Maniac Mansion. Nel 2006 è uscito anche un gioco commerciale, dal titolo Al Emmo and the Lost Dutchman's Mine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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