Adolfo Naldi

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Adolfo Naldi
17 ottobre 1886 – 12 ottobre 1944
Nato aFirenze
Morto aFiesole
Cause della mortecaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaFanteria
Anni di servizio1908-1944
GradoGenerale di divisione
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
CampagneFronte italiano (1915-1918)
Campagna di Grecia
Guerra di Liberazione
BattaglieBattaglia di Caporetto
Comandante di10º Reggimento fanteria "Regina"
29ª Divisione fanteria "Piemonte"
Decorazionivedi qui
Studi militariRegia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena
dati tratti da Generals[1]
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Adolfo Naldi (Firenze, 17 ottobre 1886Fiesole, 12 agosto 1944) è stato un generale italiano, veterano della guerra italo-turca e della prima guerra mondiale. Durante la seconda guerra mondiale fu comandante della 29ª Divisione fanteria "Piemonte", con cui prese parte alla campagna di Grecia e, successivamente, all'occupazione italiana del Peloponneso. Decorato di una Medaglia d'argento, due di bronzo e una Croce di guerra al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Firenze il 17 ottobre 1886, figlio di Raffaele e Isabella Giannetti. Arruolatosi nel Regio Esercito, a partire dal 14 settembre 1906 iniziò a frequentare la Regia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena da cui uscì con il grado di sottotenente, assegnato all'arma di fanteria, il 4 settembre 1908. Con il grado di tenente, ed in forza al 26º Reggimento fanteria "Bergamo", partecipò alla guerra italo-turca, venendo decorato prima Medaglia di bronzo al valore militare[N 1] per i fatti d'arme di Derna avvenuti in data 3 marzo 1912.

Combattè durante la prima guerra mondiale, e con il grado di maggiore del 34º Reggimento fanteria addetto presso il comando della 24ª Divisione si distinse durante le fasi di ripiegamento sull'Isonzo dopo la battaglia di Caporetto, venendo decorato con una seconda Medaglia di bronzo al valor militare. Promosso colonnello il 2 settembre 1932, fu comandante in successione della Regia Accademia di Fanteria e Cavalleria a Parma, del 10º Reggimento fanteria "Regina", a Rodi,[1] nelle isole del Dodecaneso, e poi del Distretto militare di Firenze negli anni 1933-1937.

Dal 22 maggio 1938, promosso generale di brigata, fu vice comandante della 26ª Divisione fanteria "Assietta" ad Asti.[1]

Cessato dalla carica nell'aprile 1939, fu destinato per incarichi speciali prima al comando di Corpo d'armata a Torino poi a quello di Milano.[2]

Nell'estate 1940, quando il Regno d'Italia era entrato nella seconda guerra mondiale, fu assegnato al comando della 29ª Divisione fanteria "Piemonte" a Messina, che nel mese settembre si trasferì in Albania.

Partecipò quindi alla guerra italo-greca, permanendo in territorio occupato anche dopo la resa della Grecia, avvenuta il 23 aprile 1941.[1] Promosso generale di divisione il 1º gennaio 1942, in più occasioni nel 1942-1943 fu comandante interinale dell'VIII Corpo d'armata.[1]

Il 15 maggio 1943 (coinvolto in uno scandalo che interessò il vertice dell'11ª Armata) rientrò in Italia, lasciando il comando della Divisione "Piemonte" al generale Rodolfo Torresan, venendo assegnato per incarichi speciali al Ministero della guerra a Roma,[1] dove lo colse l'armistizio dell'8 settembre 1943.Sfuggito alla cattura, raggiunse la Toscana, stabilendosi nella sua casa a Fiesole. Qui perse la vita, mentre era alla macchia, il 12 agosto del 1944,[1] nel corso di una rappresaglia compiuta dai nazifascisti dove furono uccisi anche tre carabinieri. [senza fonte]

Al termine del secondo conflitto mondiale risultava decorato di una Medaglia d'argento e di una Croce di guerra al valor militare.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante di una divisione di fanteria, durante un ampio ripiegamento, dopo aver organizzato una posizione difensiva arretrata, provvedeva a farla occupare dalla truppe defluenti e premute dal nemico, dando prova di alte capacità professionali e di ferma energia. In unacritica situazione, mentre era in corso una violenta offensiva, assunto il comando di un importante settore divisionale, resisteva tenacemente ai reiterati attacchi del nemico incalzante e manovrando con perizia, energia e decisione, riusciva dopo più giorni di lotta accanita a stroncare ogni velleità dell'avversario, al quale sbarrava definitivamente la via. Fronte greco, 22 novembre 1940-4 marzo 1941
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Con calma, fermezza ed energia coadiuvarono efficacemente il comandante della compagnia nel difendere tenacemente la batteria da montagna, cui il reparto era di scorta, riuscendo a salvare i pezzi di una sezione rimasta senza personale. Derna, 3 marzo 1912
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«A disposizione di un comando di divisione, ed incaricato di dirigere l'operazione del brillamento sicuro e tempestivo di un gruppo di ponti sull'Isonzo dopo il ripiegamento delle nostre truppe premute dall'avversario, sotto l'intenso fuoco di fucileria nemica effettuava con felice scelta del momento, il compito affidatogli, contenendo col dipendente personale reparti avversari che già si affacciavano ai ponti. Solcano-Foce Val Pennina (Gorizia), 28 ottobre 1917
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Comandante di divisione di fanteria, nel primo periodo delle operazioni nel Korciano, si recava frequentemente in linea per controllare l'efficienza dell'organizzazione difensiva ed incitava i suoi reparti alla resistenza. Quale comandante poi di uno dei settori più esposti, dava ripetute prove di sprezzo del pericolo e di sereno coraggio. Settore Korciano (fronte greco-albanese), 28 ottobre-16 novembre 1940»
Croce al merito di guerra (2) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra (2)
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— Regio Decreto 4 febbraio 1942[3]
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per la stessa azione assieme a lui fu insignito della medaglia di bronzo anche il sottotenente di complemento Francesco Da Massa.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Generals.
  2. ^ Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli ufficiali e sottufficiali del R. esercito italiano e nel personale dell'amministrazione militare, 1939, p. 2713. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  3. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.295 del 14 dicembre 1942, pag.13.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]