Adnan Kapau Gani

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Adnan Kapau Gani
A.K. Gani.jpg
Adnan Kapau Gani (1946)

Durata mandato 2 ottobre 1946 –
29 gennaio 1948

Ministro del benessere dell'Indonesia
Durata mandato 2 ottobre 1946 –
29 gennaio 1948
Presidente Sukarno
Predecessore Darmawan Mangunkusumo
Successore Sjafruddin Prawiranegara

Vice Primo Ministro dell'Indonesia
Durata mandato 3 luglio 1947 –
29 gennaio 1948
Presidente Sukarno
Capo del governo Amir Sjarifuddin

Dati generali
Partito politico Partito nazionale indonesiano

Adnan Kapau Gani (Palembajan, 16 settembre 1905Palembang, 23 dicembre 1968) è stato un politico indonesiano. Nato nella Sumatra Occidentale, trascorse gran parte della sua giovinezza a Giava, dove studiò medicina e si dedicò al nascente movimento nazionalista del Paese, prima di andare in Sumatra Meridionale per lavorare come medico. Durante la Guerra d'indipendenza indonesiana coprì per tre mandati il ruolo di ministro del benessere; due di questi erano in concomitanza con quelli di vice primo ministro. Successivamente andò a Palembang, dove rimase attivo in politica fino alla sua morte. Nel novembre 2007 fu nominato eroe nazionale.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Gani nacque a Palembajan, Sumatra Occidentale, ad ovest di Bukittinggi, il 16 settembre 1905.[1][2] Figlio di un insegnante, terminò i suoi primi studi a Bukittinggi nel 1923 prima di andare a Batavia (oggi Giacarta), prima per completare gli studi secondari e poi per studiare medicina.[2][3] Si laureò alla STOVIA (School tot Opleiding van Indische Artsen) nel 1926.[3]

Fin da adolescente fu attivo in politica e in varie organizzazioni sociali. Era membro infatti di diversi gruppi per giovani nativi, tra cui Jong Java e Jong Sumatera.[2] Alla fine degli anni Venti aveva diverse aziende in funzione, tra cui una pensione e un rivenditore di libri, le cui entrate gli permisero di donare fondi al Congresso dei giovani del 1928, dove fu letto Il giuramento della gioventù e suonato l'inno nazionale Indonesia Raya per la prima volta.[1][2][4] Nel 1931 entrò a far parte del Partindo, un'ala del Partito nazionale indonesiano (o PNI) distaccatasi poco dopo l'arresto di Sukarno da parte del governo coloniale. Gani lo conobbe dopo il suo rilascio dal carcere l'anno seguente ed insieme si unirono alla Federazione politica indonesiana con lui.[3][4]

Da sempre interessato anche alla recitazione e al teatro,[4] nel 1941 ricoprì il ruolo del protagonista del film Asmara Moerni, prodotto dalla Union Films, accettando l'invito offertogli dal regista Rd Ariffien. All'epoca l'industria cinematografica del Paese si stava spostando verso la realizzazione di pellicole che potessero soddisfare un pubblico più colto. Sebbene alcuni considerassero il coinvolgimento di Gani come un tradimento per il movimento, egli ritenne l'esperienza necessaria per cambiare il modo in cui la gente considerava le produzioni locali. Il lungometraggio, l'unico che abbia mai realizzato, fu un successo commerciale.[5] Nello stesso periodo ottenne la licenza per esercitare la professione medica.[3]

Dopo che i giapponesi occuparono le Indie nel 1942, Gani si rifiutò di collaborare. Come tale, fu arrestato nel settembre del 1943 e imprigionato fino all'ottobre dell'anno successivo. Trascorse trascorso il restante periodo dell'occupazione come praticante privato.[3]

La rivoluzione nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Proclamazione dell'indipendenza indonesiana e durante la guerra d'indipendenza, Gani acquisì un maggiore potere politico mentre prestava servizio anche con le forze militari. Dal 1945 al 1947 fu il commissario per la PNI in Sumatra Meridionale, entrando a far parte del consiglio amministrativo di quella regione. Coordinò pure gli sforzi militari nella provincia.[2][6] Considerava Palembang una valida potenza economica per la nuova nazione indipendente, sostenendo che con il petrolio avrebbe potuto raccogliere il sostegno internazionale: negoziò di fatto delle vendite con interessi internazionali, tra cui quelle con la Shell di proprietà olandese, mentre contrabbandava armi e forniture militari oltre il blocco olandese.[4] Aveva numerosi legami con la comunità cinese di Singapore, che lo aiutò in questi compiti.[7]

Gani nel 1947 circa

Dal 2 ottobre 1946 al 27 giugno 1947 fu ministro del benessere sotto il primo ministro Sutan Sjahrir nel suo Terzo Gabinetto;[8] Sjahrir in seguito confessò di sentire come se Gani gli fosse stato imposto da Sukarno, che era allora presidente.[9] Mentre prestava servizio come ministro del benessere, con Sjahrir e Mohammad Roem, Gani servì nella delegazione indonesiana alla terza sessione plenaria per l'Accordo di Linggajati, diventando firmatario il 25 marzo 1947;[10] gli olandesi lo considerarono poco incline a mostrare le sue emozioni.[4] Lavorò inoltre per stabilire una rete bancaria nazionale, la BTC, così come diverse organizzazioni commerciali.[4][11] Con Amir Sjarifuddin e Setijadji, fu formatore del nuovo Gabinetto, ricevendo il suo mandato il 3 luglio.[12] Rimase in carica come ministro del benessere, mentre servì come anche vice primo ministro sotto Sjarifuddin.[13] Fu il primo membro del gabinetto arrestato durante l'Operation Product, un assalto olandese sul territorio indonesiano a metà luglio, ma fu successivamente rilasciato.[2] Partecipò pure a una conferenza commerciale a L'Avana, Cuba.[14] Al Secondo Gabinetto di Amir Sjarifuddin, mantenne le stesse mansioni del precedente gabinetto,[15] fino a quando il governo non crollò il 29 gennaio 1948 a causa dell'insoddisfazione per il accordo della Renville.[16]

Post-rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

La rivoluzione terminò nel 1949 e Gani divenne Governatore Militare della Sumatra Meridionale. Nel 1954, mentre era ancora impegnato in politica come ministro dei trasporti nel Primo Gabinetto di Ali Sastroamidjojo, divenne rettore della Sriwijaya University di Palembang; rimase attivo nella provincia fino alla sua morte, avvenuta il 23 dicembre 1968. Fu sepolto nel cimitero degli eroi di Siguntang della città.[2][17] Gani era sopravvissuto a sua moglie, Masturah; la coppia non ha avuto figli.[18]

Eredità culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 novembre 2007, il presidente Susilo Bambang Yudhoyono nominò Gani eroe nazionale dell'Indonesia,[1] assieme a Slamet Rijadi, Ida Anak Agung Gde Agung e Moestopo secondo il Decreto Presidenziale Numero 66 / TK of 2007.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Four forgotten independence heroes get official recognition, in The Jakarta Post, 11 novembre 2007. URL consultato il 24 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2012).
  2. ^ a b c d e f g (EN) Adnan Kapau Gani, in Encyclopedia of Jakarta. URL consultato il 24 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2012).
  3. ^ a b c d e (DA) Kabinet Sjarifoeddin, in Kedaulatan Rakjat, 4 luglio 1947, p. 2.
  4. ^ a b c d e f (ID) Fauzani Mufid, Menyelundup untuk Kemakmuran Republik, in Prioritas, 23 luglio 2012. URL consultato il 24 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2012).
  5. ^ (ID) pp. 262-263 Misbach Yusa Biran, Sejarah Film 1900–1950: Bikin Film di Jawa, Komunitas Bamboo e Dewan Kesenian Jakarta, 2009, ISBN 978-979-3731-58-2.
  6. ^ (EN) Hans Hägerdal, Responding to the West: Essays on Colonial Domination and Asian Agency, ICAS publication series, vol. 5, Amsterdam University Press, 2009, ISBN 978-90-8964-093-2.
  7. ^ Yong, p. 3.
  8. ^ Suprapto, p. 51.
  9. ^ (EN) Rudolf Mrázek, Sjahrir: Politics and Exile in Indonesia, Studies on Southeast Asia, Southeast Asia Program, Cornell University, 1994, p. 364, ISBN 978-0-87727-713-2.
  10. ^ Suprapto, pp. 54-55.
  11. ^ Yong, pp. 49-50.
  12. ^ Suprapto, p. 62.
  13. ^ Suprapto, p. 63.
  14. ^ Yong, p. 78.
  15. ^ Suprapto,  p. 71.
  16. ^ Suprapto, p. 77.
  17. ^ Suprapto, p. 161.
  18. ^ (EN) Penetapan Nomor 0073/Pdt.P/2008/PA.Plg, Religious Court of Palembang, 31 luglio 2008, pp. 2-3.
  19. ^ (ID) Presiden Anugerahkan Gelar Pahlawan Nasional, in Suara Merdeka, 10 novembre 2007. URL consultato il 24 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2012).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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