Adamo Bianchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Adamo Bianchi, detto "Adamino" (Bergamo, 1764Bergamo, 1836), è stato un tenore lirico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il critico Carlo Gervasoni, "egli non solo è peritissimo cantante, ma eziandio grande intelligente della bell'Arte. Questo virtuoso filarmonico, che io ho conosciuto personalmente, deve stimarsi moltissimo per la sua intonazione, per l'ottimo portamento di voce e per la sua grande espressione. La sua celebrità è abbastanza nota, avendo egli cantato mai sempre con universale applauso da primo tenore ne' principali teatri d'Italia e di altre straniere province[1]. Bianchi iniziò il suo percorso musicale presso la Cappella Musicale della Basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo.

Nacque il 14 luglio 1764 a Grumello del Monte da Bernardino, professore di musica, e Caterina Quaranta. Era il quinto di quattordici figli. Si trasferì con la famiglia in via Pignolo nella città di Bergamo dopo la nascita dell'ultimo fratello, Davide (31 maggio 1776 Grumello del Monte-21 agosto 1843 Bergamo), che sarebbe divenuto organista di ottimo valore (e fu anche maestro di musica di Felice Moretti, che in suo onore assunse il nome di Padre Davide da Bergamo).

Debuttò probabilmente a Monza nel 1784[2], ma le prime notizie certe della sua presenza nei teatri dell'epoca sono relative alla stagione lirica del 1789, quando, nell'agosto-settembre, al Teatro Riccardi di Bergamo cantò nella parte del protagonista nell'opera Alessandro nell'Indie di Niccolò Piccinni a fianco del celebre castrato Gaspare Pacchierotti. Due anni dopo, si esibì con successo a Genova ne La morte di Semiramide di Giovanni Battista Borghi[3].

Nel 1791 gli fu conferita la Patente Accademica presso l'Accademia Filarmonica di Bologna.

Nella stagione del 1795 debuttò al Teatro alla Scala di Milano nella prima rappresentazione assoluta dell'opera Appelle e Campeste di Giacomo Tritto. Sempre alla Scala cantò nelle stagioni 1796 nella prima esecuzione assoluta di Giulietta e Romeo di Nicola Antonio Zingarelli; il cast comprendeva anche il celebre castrato Girolamo Crescentini e il soprano Giuseppina Grassini. Sempre nel teatro milanese si esibì, nel 1797, ne I visionarj di Giovanni Paisiello, La scuola de' gelosi di Antonio Salieri, Il trionfo di Clelia di Sebastiano Nasolini; Gli Sciti, di Giuseppe Nicolini. Nel 1800-1801 cantò le opere Clitennestra di Nicola Antonio Zingarelli e I baccanali di Roma di Giuseppe Nicolini, nelle stagioni scaligere del 1803 l'opera Alonso e Cora di Johann Simon Mayr, del 1804 cantò nella prima rappresentazione di Oreste in Tauride di Vincenzo Federici. Nel giugno 1804 cantò, dello stesso compositore, Teseo (Cantata per la festa nazionale), che rappresentò anche la sua ultima apparizione alla Scala. Nel 1804 fu chiamato a Parigi al Teatro di Corte, cantò nella festa dell'incoronazione di Napoleone Bonaparte. Nella stagione 1805 al Teatro Riccardi fu protagonista nella prima assoluta per Bergamo ne Il Mitridate o La morte di Mitridate nel ruolo del protagonista, di Sebastiano Nasolini.

La carriera del tenore bergamasco proseguì anche nei principali palcoscenici europei di Parigi, Vienna, Londra, Barcellona e Madrid.

Si ritirò dalle scene probabilmente nel 1810 e si stabilì definitivamente a Bergamo, dove insegnò canto presso la Cappella Musicale di Santa Maria Maggiore. Ma le cronache dell'epoca raccontano che, all'età di 71 anni, ancora cantava durante il suo cinquantesimo anniversario di servizio presso la Scuola musicale bergamasca[4].

Fu amico stimato del compositore Johann Simon Mayr, di cui partecipò anche alle prime assolute delle opere Alonso e Cora e Amor non ha ritegno. La parte che più eseguì con successo di critica e di pubblico fu quella di Everardo Capellio nell'opera Giulietta e Romeo[5]. Fu protagonista di numerose prime assolute, soprattutto dei compositori Nicola Antonio Zingarelli e di Sebastiano Nasolini.

Repertorio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Gervasoni, Nuova teoria di musica ricavata dalla odierna pratica, Stamperia Blanchon Parma, 1812.
  2. ^ Mario G. Genesi, Teatro d'opera a Piacenza, Litografia Orione, 2000.
  3. ^ Gazzetta Universale o sieno notizie istoriche, Vol. XIX, 1792.
  4. ^ Giuliano Donati-Petteni, L'Arte della musica in Bergamo, con un dizionario biografico dei musicisti, cantanti, impresari, scrittori di cose musicali, Bergamaschi ed Oriundi, note bibliografiche donizettiane e l'elenco generale delle opere musicate da Donizetti coi nomi dei primi esecutori, edito per cura della Banca Mutua Popolare di Bergamo coi tipi dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo, 1930.
  5. ^ Evaristo Pagani,Tenori Bergamaschi dell'Ottocento, Edizioni Biblioteca Rionale Città Alta-Bergamo, Circoscrizione n. 3, 1991.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Joseph Fétis, Biographie Universelle des musiciens et bibliographie générale da la musique, Libraire De Firmin Didot Fréres, Files et C., Parigi, 1866.
  • Giuliano Donati-Petteni, L'Arte della musica in Bergamo, con un dizionario biografico dei musicisti, cantanti, impresari, scrittori di cose musicali, Bergamaschi ed Oriundi, note bibliografiche donizettiane e l'elenco generale delle opere musicate da Donizetti coi nomi dei primi esecutori, Edito per cura della Banca Mutua Popolare di Bergamo coi tipi dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo, 1930.
  • Angelo Geddo, Bergamo e la musica, Stamperia Conti Editrice, Bergamo, 1958.
  • Giampiero Tintori, 200 ans d'opéra La Scala, Ken Art S.A. Editeur, Geneve, 1979.
  • Ermanno Comuzio, Il Teatro Donizetti, Cronologia degli Spettacoli 1786-1989, Lucchetti Editore, Bergamo 1990.
  • Evaristo Pagani, Tenori Bergamaschi dell'Ottocento, Edizioni Biblioteca Rionale Città Alta-Bergamo, Circoscrizione n. 3, 1991.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN9146152744552827850007 · WorldCat Identities (ENviaf-9146152744552827850007