Acropora

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Acropora
Acropora pulchra.jpg
Acropora pulchra
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Radiata
Phylum Cnidaria
Classe Anthozoa
Sottoclasse Hexacorallia
Ordine Scleractinia
Famiglia Acroporidae
Genere Acropora
Oken, 1815
Specie

vedi testo

Acropora Oken, 1815 è un genere di madrepore appartenenti alla famiglia Acroporidae[1]. Alcuni di essi sono soprannominati "coralli tavola" per la loro forma, e sono alcuni dei principali coralli che costruiscono l'immensa struttura di carbonato di calcio delle barriere coralline attorno alle scogliere.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Acropora sp.

A seconda della specie e della posizione, questi coralli possono assumere forme molto diverse, che variano da piattaforme vere e proprie a strutture ramificate. Si tratta comunque di strutture, come tutti i coralli, costituite da polipi, che sono di circa 2 mm di diametro. I polipi possono ritirarsi dentro il corallite se disturbati da potenziali predatori, ma quando sono indisturbati sporgono leggermente. I polipi tipicamente si estendono ulteriormente durante la notte per catturare il plancton e le sostanze organiche disciolta nell'acqua.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Come in tutti i coralli ermatipici, in questo caso “a polipi piccoli” (SPS, Small Polyped Scleractinians) la loro biologia è basata sullo strettissimo rapporto simbiotico che li lega a delle alghe unicellulari, le zooxantelle appartenenti al genere Symbiodinium. Alghe inglobate nei tessuti dell'animale, che gli forniscono preziosi elementi per la mineralizzazione del suo scheletro, ricevendone in cambio altrettanto importanti nutrienti sotto forma di prodotti di scarto metabolici.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Sono comuni nelle zone poco profonde, con correnti non particolarmente forti e ben illuminate della barriera corallina. Molti piccoli pesci vivono attorno alle loro colonie e si nascondono nel folto dei rami se minacciati.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

È il genere tipo della famiglia Acroporidae. Comprende le seguenti specie[1]:

Minacce[modifica | modifica wikitesto]

Le zooxanthellae, alghe unicellulari endosimbiotiche, vivono nelle cellule dei coralli e producono energia per i coralli per mezzo della fotosintesi. A causa dell'inquinamento, delle temperature alte, dell'acidificazione degli oceani e dell'eutrofizzazione, i coralli perdono zooxantelle e diventano di colore bianco. I coralli di questo genere sono particolarmente suscettibili allo sbiancamento.

Acquariofilia[modifica | modifica wikitesto]

Questi coralli sono solitamente verdi o marroni, ma alcuni hanno colori più vivaci, e per questo sono ricercati negli acquari. È una specie che cresce in fretta, e in alcuni casi, frammenti di esemplari allevati in cattività vengono utilizzati per ripopolare le barriere in natura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Acropora, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 26/2/2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • H. Debelius, H. Baensch: “Marine Atlas” (1998). Mergus, Melle, Germany
  • D. Knop: “Coralli duri in acquario. Vol. 1 & 2” (2002) –Nuovi Orizzonti, Roma
  • A. Mancini: “Guida agli invertebrati marini tropicali” (1990) – Editoriale Olimpia, Firenze
  • J. Sprung: “Coralli” (2001) – Corallarium. SerieOceanografica
  • J. E. N. Veron: “Corals of the Word” (2000) – Australian Institute of Marine , ,Australia

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