Acquedotto Mediceo (Pisa)

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L'Acquedotto Mediceo alle porte di Pisa

L'Acquedotto Mediceo è un antico acquedotto attivo tra il XVII e il XX secolo che attraversa la campagna da Asciano Pisano a Pisa.

Ancora oggi le acque della Valle delle Fonti, con le prese medicee ancora funzionanti, sono trasportate verso Pisa tramite delle moderne tubature passanti sotto terra a fianco dell'acquedotto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pisa ebbe già in epoca romana un suo acquedotto che portava l'acqua dalla località Caldaccoli, appena fuori l'abitato di San Giuliano Terme, alle terme romane cittadine. Dopo la sua dismissione per almeno mille anni Pisa tornò ad usare l'acqua di pozzo anche se presentava diversi problemi di purezza e salubrità a causa del terreno paludoso. La maggior parte della popolazione a causa di ciò soffriva di cachessia, problema evidenziato anche dal filosofo francese Michel de Montaigne di passaggio da Pisa nel 1500.[1]

Per risolvere il problema, già Cosimo I de' Medici fece iniziare la progettazione di una condotta sotterranea che captasse le fonti di Asciano Pisano e le portasse direttamente dentro le mura della città. Purtroppo il progetto non ebbe buoni risultati, per cui si optò per un acquedotto a archi, più costoso ma più funzionale.[1] La nuova costruzione iniziò su iniziativa del granduca Ferdinando I de' Medici, che ne affidò il progetto all'architetto Raffaello Zanobi di Pagno tra il 1588 e il 1592. Nel 1594, in seguito a malattia, subentrò alla direzione del progetto l'architetto Andrea Sandrini, che dovette sistemare la condotta a causa di un errore di progettazione che faceva ristagnare l'acqua non facendola arrivare a Pisa, completò il tutto nel 1613 sotto il granducato di Cosimo II de' Medici.

Ullustrazione in bianco e nero dell'acquedotto
Vecchia illustrazione dell'acquedotto mediceo

Per il finanziamento dell'opera vennero usati i proventi dalla tassa sul sale e fu messo in vendita il legno dei pini abbattuti.

Nel 1632 vennero fatte alcune opere di restauro come i contrafforti per rendere più stabili i pilastri, la pulizia delle canalette, la riparazione degli schianti e alcuni archi ricostruiti più alti per migliorare la pendenza.

Nel 1890 vennero eseguiti dal Comune di Pisa vari lavori per aumentare la portata e migliorare la qualità delle acque dell'acquedotto, in particolare vennero escluse le polle che si intorbidivano facilmente e vennero captate altri fonti da Agnano e dalla località Ragnaia.[2]

Fu attivo per circa tre secoli, fino al XX secolo, quando la quantità dell'acqua non era più sufficiente a soddisfare le esigenze della città sempre più in crescita.[1] Nel 1925 fu infatti aperto il nuovo acquedotto di Filettole (ancora oggi funzionante) che da solo poteva garantire l'approvvigionamento idrico della città, delle frazioni limitrofe e anche parte della città di Livorno.[3]

L'ultimo uso conosciuto dell'acquedotto Mediceo fu durante la seconda guerra mondiale, dove nel 1943 era l'unico funzionante.[1]

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso dell'acquedotto

L'acquedotto parte dalla Valle delle Fonti dove sono presenti molte prese d'acqua, realizzate a più riprese, e che intercettano le varie fonti che alimentano il torrente Zambra. Le acque venivano quindi raccolte in piccole cisterne per filtrarle e purificarle, prima con ciottoli di varia grandezza, poi con sabba ed infine passavano per un letto di carboni attivi. Da lì, gran parte dell'acqua purificata proseguiva il suo percorso verso valle, mentre una piccola parte entrava nel Cisternone. Il Cisternone Mediceo è una grande vasca limaria (dove avveniva il processo di sedimentazione), aveva una capienza di 366 metri cubi d'acqua e in caso di intorbidamento d'acqua poteva garantire circa 6-8 ore di autonomia al sistema.[2]

L'acqua proseguiva alla Casa del Fontaniere, il fontaniere aveva il compito di controllare il corretto funzionamento del sistema di presa dell'acqua, la quantità d'acqua da immettere nell'acquedotto e decidere quando, a causa dell'intorbidamento delle acqua, era il caso di deviare le acque nel vicino torrente Zambra e usare quelle conservate del Cisternone. Dalla Casa del Fontaniere partiva un altro tratto in galleria verso il bottino "della Guglia", dove anche oggi è presente la prima fontanella. Qui si congiungono altri rami dell'acquedotto, realizzati nel XIX secolo per aumentare la portata. L'ultima parte sotterranea ha quindi termine presso il bottino di San Rocco, dove l'acqua viene incanalata fuori terra su archi a leggera pendenza.[2]

Dopo un percorso di circa 6 chilometri sostanzialmente rettilineo, gli archi arrivano alle mura di Pisa in Piazza delle Gondole. L'acqua trasportata dall'acquedotto veniva poi incanalata in condutture sotterranee per alimentare le varie fontane presenti in città, tra quelle più conosciute, la Fontana dei Putti in Piazza dei Miracoli e la fontana sotto la Statua di Cosimo I in Piazza dei Cavalieri.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È composto da 954 archi equidistanti e decrescenti, edificati con mista di pietrame e laterizi alternati in modo da regolarizzarne la struttura. Le basi di fondazione degli archi sono basati da tronchi di pini interrati. La canalina dove passava l'acqua fu realizzata in terra cotta e sopra di essa vi sono lastre di pietra per evitare il riscaldamento dell'acqua da parte del sole e per evitare l'introduzione di sporcizia.[1]

Lungo l'acquedotto, nel tratto che collega Asciano a Pisa, è presente una pista ciclopedonale parzialmente rilevata sul tracciato della vecchia Via dei Condotti, deviata negli anni 80[4].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente lo stato di conservazione dell'acquedotto in tutto il suo tracciato è vario ma mediamente scarso.[5] In dettaglio molte aree dell'acquedotto sono lasciate abbandonate a se stesse, senza alcun intervento fine ad assicurarne la conservazione nel tempo, così da risultarne compromessa la stabilità statica in alcuni punti.[6] Molti archi hanno infatti una pendenza che arriva a 12°[7] e presentano vistose crepe.[8]

Stazione sull'acquedotto in via Battelli, Pisa. Restaurato nel 2007 dall'ITIS "Leonardo da Vinci"

In vari punti dove l'acquedotto è crollato o artificialmente interrotto per questioni di viabilità, presenta mozziconi in evidente stato precario uniti da mezzane interrotte. Anche i diaframmi in muratura costruiti per mantenere la stabilità statica in alcuni punti sono attualmente dissociati dagli archi di alcuni centimetri.[9]

L'unico restauro degno di nota è quello effettuato dall'Istituto Tecnico Industriale "Leonardo da Vinci" di Pisa presso il casello idraulico di via Battelli grazie al progetto "La Scuola Adotta un Monumento".[10]

In anni recenti il Comune di Pisa ha portato a termine il restauro del "Cisternone", l'elemento di maggiore rilievo architettonico, costituito in facciata da un timpano triangolare e lesene laterali. Questo aveva la funzione di stoccaggio delle acque da utilizzare in caso di intorbidamento per eventi meteorici di notevole intensità. Da qui, una galleria sotterranea adduceva l'acqua fino al bottino di San Rocco. L'intervento di riqualificazione del Cisternone di Asciano ha previsto l'installazione, all'interno della vasca in pietra, di un grande plastico rappresentativo dei monti e della pianura pisana così come essa si presentava all'epoca della realizzazione dell'opera idraulica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Storia dell'acquedotto, su comune.pisa.it. URL consultato il 27 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  2. ^ a b c Sorgenti e sistema di presa del Mediceo, su montipisani.com. URL consultato il 16 novembre 2018.
  3. ^ La struttura della rete idrica Acquedotto di Livorno e Collesalvetti (PDF), su ASA Azienda Servizi Ambientali.
  4. ^ 17) Pista ciclabile - Acquedotto Mediceo, su comune.pisa.it. URL consultato l'11 novembre 2017.
  5. ^ Sharon Braithwaite, Acquedotto, la “storia” si sbriciola, in Il Tirreno, 10 febbraio 2017. URL consultato il 7 novembre 2017.
  6. ^ Sharon Braithwaite, Acquedotto a pezzi, cantiere ok ma solo per la messa in sicurezza, in il Tirreno, 11 febbraio 2017. URL consultato il 7 novembre 2017.
  7. ^ Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Inclinazione, su web.me.com. URL consultato il 27 aprile 2010.
  8. ^ Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Crepe e Cedimenti, su web.me.com. URL consultato il 27 aprile 2010.
  9. ^ Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Mozziconi di arco, su web.me.com. URL consultato il 27 aprile 2010.
  10. ^ Restauro di una parte dell'Acquedotto Mediceo di Pisa.mov, su YouTube. URL consultato il 27 aprile 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]