Acquamazione

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L'acquamazione, o cremazione all'acqua, è una pratica funeraria consistente nella riduzione di un cadavere tramite immersione in acqua[1].

La tecnica consiste nell'immergere la salma in acqua e idrossido di potassio a 92 gradi per quattro ore; durante questo lasso di tempo, si instaura una reazione chimica di idrolisi alcalina: i tessuti molli si liquefano e le ossa si rammolliscono e possono essere raccolte in una cassetta da cremazione mentre il liquido può essere usato come fertilizzante. Non rimangono tracce di DNA. A differenza della cremazione è molto meno energivora, non rilascia fumi nell'aria e gli eventuali residui tossici possono venire recuperati[2].

È una pratica che inizialmente in passato veniva usata per smaltire le carcasse degli animali. Viene praticata in Australia ed in alcuni stati degli Stati Uniti d'America. Celebre il caso del premio Nobel Desmond Tutu che ha voluto scegliere questa modalità per motivi ambientali[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]