Acidosi

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Si definisce acidosi, in fisiologia e in patologia, una condizione caratterizzata dalla riduzione del pH del plasma sanguigno, ovvero da un aumento degli idrogenioni (ioni idrogeno) al suo interno.[1] Alcuni autori preferiscono indicare con il termine "acidemia" questa condizione e con "acidosi" ogni condizione che tenda ad aggiungere acidi o a rimuovere basi dai fluidi corporei, anche in presenza di un pH ancora normale[2]. In teoria il termine "acidosi" potrebbe essere riferito a qualsiasi liquido corporeo extracellulare; per convenzione, però, si applica questo termine al plasma, ritenendolo rappresentativo dell'acqua corporea.

Fisiologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Equilibrio acido base.

In condizioni di normalità il pH del sangue (più precisamente del plasma) è lievemente alcalino, con valori compresi fra 7.35 e 7.45: risulta cioè maggiore del pH interno della cellula, che oscilla fra 7.0 e 7.3[3]. Tali valori sono mantenuti in un intervallo così stretto, nonostante la produzione giornaliera di acidi nel corso del metabolismo dei nutrienti (circa 1 millmole di idrogenioni per chilogrammo di peso corporeo ogni giorno), grazie all'azione dei sistemi tampone fisiologici (in particolare dal sistema del bicarbonato, ma anche dalle proteine e degli ioni fosfato) che tramite diverse reazioni chimiche concorrono a neutralizzare gli acidi, e all'azione di alcuni organi come i polmone e i reni. I primi, infatti, eliminano rapidamente acidi sotto forma di anidride carbonica, mentre i secondi concorrono al mantenimento del pH per tempi maggiori principalmente mediante il riassorbimento del bicarbonato. Data questa premessa, appare chiaro come molte fra le malattie che possono determinare acidosi interessano l'apparato respiratorio o i reni.

Classificazione dell'acidosi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Acidosi respiratoria e Acidosi metabolica.

Tradizionalmente si parla di acidosi respiratoria quando la riduzione (o la tendenza alla riduzione) del pH è legata ad un aumento della anidride carbonica nel sangue e di acidosi metabolica quando è dovuta ad una riduzione dei bicarbonati. Questa semplice distinzione, effettuata in base ai valori riscontrati all'emogasanalisi sul sangue arterioso, permette di distinguere le acidosi derivanti da problemi a carico dell'apparato respiratorio (acidosi respiratoria), ma non consente di individuare immediatamente la causa di tutte le altre. L'acidosi metabolica, infatti, può essere la conseguenza sia di un eccessivo accumulo di acidi, prodotti dall'organismo o immessi dall'esterno, sia di una ridotta capacità dell'organismo stesso di tamponare gli acidi normalmente prodotti al suo interno a causa di una eccessiva perdita di bicarbonati a livello renale[4].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robert M. Berne, Matthew N. Levy, Bruce M. Koeppen, Bruce A. Stanton, Fisiologia, Milano, Ambrosiana, 2000.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert M. Berne, Matthew N. Levy, Bruce M. Koeppen, Bruce A. Stanton, 43, in Fisiologia, Milano, Ambrosiana, 2000, p. 797.
  2. ^ Università di Bologna, Fisiopatologia dell'equilibrio acido-base (PDF), amsacta.unibo.it. URL consultato il 18 nov 2015.
  3. ^ (EN) Jürgen Floege, Richard F. Johnson, John Feehally, 11, in Comprehensive Clinical Nephrology, 4ª ed., Elsevier, 2010, p. 149, ISBN 978-0-323-05876-6.
  4. ^ Robert M. Berne, Matthew N. Levy, Bruce M. Koeppen, Bruce A. Stanton, 44, in Fisiologia, Milano, Ambrosiana, 2000, pp. 814-816.

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