Achrik Cvejba

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Achrik Cvejba
Rus-Ger 2012 (5).jpg
Nome Achrik Sokratovyč Cvejba
Nazionalità URSS URSS
Ucraina Ucraina (1991)
Russia Russia (dal 1992)
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore
Ritirato 2002
Carriera
Squadre di club1
1983-1984 Dinamo Sukhumi ? (?)
1984 SKA-Ėnergija 4 (0)
1985-1989 Dinamo Tbilisi 79 (0)
1990-1993 Dinamo Kiev 79 (3)
1993 KAMAZ 11 (0)
1994 Q. Zhongneng ? (?)
1994-1996 Gamba Osaka 75 (2)
1997 Alanija Vladikavkaz 24 (0)
1998 Qianwei Huandao 18 (0)
1999-2000 Uralan 44 (1)
2001 Dinamo Mosca 11 (0)
2001-2002 AEK Larnaca ? (?)
Nazionale
1990-1991 URSS URSS 18 (1)
1992 CSI CSI 7 (1)
1992 Ucraina Ucraina 1 (0)
1997 Russia Russia 8 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Achrik Sokratovyč Cvejba (in russo: Ахрик Сократович Цвейба?, in ucraino: Ахрік Сократович Цвейба?, traslitterazione anglosassone: Akhrik Sokratovich Tsveiba; Gudauta, 10 settembre 1966) è un ex calciatore ucraino naturalizzato russo, fino al 1991 sovietico, di ruolo difensore.

Il figlio, Sandro, è anch'egli un calciatore.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Difensore centrale,[1] durante la sua carriera, terminata nel 2002, ha giocato con numerose squadre di club, dividendo la sua carriera tra URSS, Ucraina, Cina, Giappone, Russia e Cipro.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cvejba è uno dei pochissimi calciatori ad aver rappresentato quattro Nazionali: quelle di URSS, CSI, Ucraina e Russia. Convocato da Lobanovski per il Mondiale di Italia '90, non gioca alcun incontro. Con Cvejba in campo in 33 incontri internazionali, le sue Nazionali hanno perso solo 5 volte: nel suo periodo al CSI gioca 7 incontri senza perderne alcuno (2 vittorie e 5 pari).

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dinamo Kiev: 1989-1990
Dinamo Kiev: 1990

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1991

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Licia Granello, L'Italia è già in allarme, in La Repubblica, 26 ottobre 1997. URL consultato il 29 gennaio 2015.

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