Achille Sansi

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«Il Sansi concorse allo sviluppo in Italia del moderno sistema della critica sana, insegnando a far la storia non sulle tradizioni o sulle leggende, ma con l'esame di documenti, di manoscritti e di codici, visitando archivi e monumenti, rintracciando carte e iscrizioni»

(Salvatore Fratellini[1])
Achille Sansi

Achille Sansi (Spoleto, 13 ottobre 1822Spoleto, 5 maggio 1891) è stato uno storico e funzionario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Spoleto da Domenico Sansi, discendente di un'antica famiglia spoletina, probabilmente arrivata in Umbria dalla Germania nel 1025, al seguito di Corrado II che le assegna un feudo a Pissignano[2][3].

Fin da ragazzo il Sansi mostra propensione allo studio e amore per la cultura. Studia giurisprudenza, storia, si appassiona alla lingua italiana e diviene erudito cultore delle tradizioni cittadine, adoperandosi per il recupero delle memorie locali. Di origine patrizia, con il titolo di barone, viene insignito di due ordini equestri. Nominato Capitano aiutante maggiore della Guardia Civica, nel 1849 contribuisce alla cacciata dei Gesuiti dalla città[4].

Dal 1878 è socio ordinario della Regia Deputazione per gli studi di storia patria per le province di Toscana, Marche e Umbria. Frequenta per un anno lo Studium Perusinum dove consegue il grado di Baccelliere[4].

Riceve dal Pepoli l'incarico di Sovrintendente alle scuole di Spoleto che manterrà per circa trent'anni; in questa veste riesce ad ottenere nel 1861 il pareggiamento del liceo Gioviano Pontano. Nel 1894, con l'istituzione del ginnasio come da Regio decreto, il liceo ottiene una distinzione di privilegio a quei tempi concessa a soli tre o quattro istituti in tutta italia, ottiene cioè di raddoppiare la propria titolazione diventando liceo ginnasio Gioviano Pontano-Achille Sansi[5]. Al Sansi si deve, nei primi decenni di vita del liceo, la selezione degli insegnanti e l'ordinamento degli istituti educativi spoletini.

Patente conferita al Sansi dall'"Accademia degli Ottusi" nel 1846

È membro dell'Accademia delle Belle Arti di Firenze e dal 1853 segretario dell'Accademia degli Ottusi che sotto la guida sua e di Pietro Fontana (2 febbraio 1775 - 31 maggio 1854), si dedica soprattutto a studi agricoli e inaugura la consuetudine dei comizi agricoli, preludi alle moderne cattedre di agricoltura.

Per oltre trent'anni ricopre la carica di consigliere comunale e di commissario per l'ornato, per la statistica e per l'archeologia. A lui si deve il riordino della toponomastica della città di Spoleto e gran parte della denominazione delle vie[4].

Dopo il decreto Pepoli del 1860 si adopera invano per la salvaguardia di chiese e fabbricati monastici e conventuali, divenuti già "disponibili" nel 1810 dopo la soppressione napoleonica delle corporazioni religiose. Ma una miope amministrazione locale, nonostante le proteste del Sansi unite a quelle di Paolo Campello, procede alla trasformazione e devastazione del migliore patrimonio architettonico della città; esempi ne sono l'ex chiesa di san Simone, con annesso convento, e il complesso monumentale dell'Anfiteatro adibiti a caserma, mentre l'ex monastero di sant'Agata sarà per molti anni una casa di reclusione[6]. Riesce almeno a salvare le biblioteche delle corporazioni religiose soppresse, le riordina e le raccoglie: costituiranno il primo nucleo del patrimonio librario della biblioteca comunale di Spoleto.

Nello stesso periodo, dopo aver dato mano alla emancipazione delle opere pie dalla dipendenza ecclesiastica, riunisce le memorie storiche ricomponendole e dotandone il civico archivio, futura Sezione di Archivio di Stato di Spoleto. Collabora alla costituzione di un primo nucleo di opere d'arte che andranno a formare una vera e propria raccolta civica, la futura Pinacoteca comunale[6]. All'interno del Palazzo Comunale è attualmente esposto un suo ritratto del 1896, olio su tela di Giuseppe Moscatelli[7].

Vivrà fino alla morte nel secentesco palazzo Leti, acquistato dal padre in via Arco di Druso[6], denominato poi palazzo Leti-Sansi.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1861 pubblica il primo Saggio di documenti inediti del comune di Spoleto scoperti durante il riordino della biblioteca[8].
Nel 1869 pubblica Degli edifici e dei frammenti storici delle antiche età di Spoleto. Nel 1879 vede la luce un altro lavoro, Documenti storici inediti in sussidio allo studio delle memorie umbre pubblicato dall'Accademia spoletina; la raccolta contiene la riedizione da lui curata di opere di illustri spoletini, come la "De rebus gestis atque antiquis monumentis Spoleti" di Severo Minervio, i "Frammenti degli Annali" di Parruccio Zampolini ed il "Commentarium" di Thomae (Tommaso) Martani"[9] quest'ultimo scovato dal Sansi nella biblioteca del conte Campello.

Dal 1879 al 1886, con tre successive pubblicazioni, compie l'opera più ambiziosa: "La storia del comune di Spoleto dal XII secolo al XVII", parte Iª e IIª. Dall'età dei Pelasgi alla Colonia romana, da Faroaldo al dominio della chiesa, il Sansi ricostruisce le glorie della città, con le sue mura, i suoi monumenti, i suoi Duchi.

L'opera completa, composta da sette volumi, è stata pubblicata nel 1972 a cura dell’Accademia spoletina, edita da Volumnia Editrice, in occasione del 150º anniversario della nascita di Achille Sansi; nella stessa circostanza il comune ha organizzato a palazzo Mauri una mostra documentaria dedicata all'illustre concittadino.

L'Associazione Piazza Duomo dà la possibilità di consultare gratuitamente l'intera opera collegandosi qui.
I volumi sono così titolati:

  • Volume I°: Storia del Comune di Spoleto dal sec. XII al sec. XVII, parte I°
  • Volume II°: Storia del Comune di Spoleto dal sec. XII al sec. XVII, parte II°
  • Volume III°: Storia del Comune di Spoleto, Memorie aggiunte
  • Volume IV°: Degli edifici e dei frammenti storici
  • Volume V°: I Duchi di Spoleto
  • Volume VI°: Saggio di documenti storici
  • Volume VII°: cap. a - Minervio, cap. b - Zampolini e Martani, Doc. XIII sec.

All'accusa di avere limitato le proprie ricerche nei confini della città natale così risponde:

«Lo feci per toglier di mezzo maggiori indugi, e pensando che se gli studiosi di queste cose si stringessero al modesto compito di darci i documenti del loro paese, in breve tempo si vedrebbe fatta di pubblica ragione quella ricca suppellettile storica che da lunghi anni e con tanto desiderio è dimandata come necessaria ad avere una sempre più avverata e compiuta Storia d'Italia»

(Achille Sansi[10])

Recentemente sono stati scoperti degli inediti pubblicati nel 2000 con il titolo Memorie di Spoleto. 1846 -1849, a cura di Michele Spadavecchia che ha compilato anche un indice generale dell'intera opera; entrambi sono consultabili qui.

Gli scritti di Achille Sansi sono tuttora una preziosa fonte per i cultori di storia umbra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salvatore Fratellini, In morte del Barone Cav.e Achille Sansi: parole dette il giorno 8 maggio 1891, Spoleto, Tipografia dell'Umbria, 1891, p. 6.
  2. ^ Comune di Campello sul Clitunno, pagina ufficiale
  3. ^ Heraldris Institute of Rome, origini del cognome Sansi
  4. ^ a b c Fratellini, p. 7.
  5. ^ Corrado Mascetta, Discorso 9 dicembre 1961, in I Centenario del liceo-ginnasio "Gioviano Pontano"-"Achille Sansi". Cronache e saggi, Spoleto, Tipografia dell'Umbria, 1968, p. 15.
  6. ^ a b c Lamberto Gentili, Luciano Giacché, Bernardino Ragni e Bruno Toscano, L'Umbria, Manuali per il Territorio. Spoleto, Roma, Edindustria, 1978, p. 25.
  7. ^ Ritratto d'uomo: Barone Achille Sansi
  8. ^ Achille Sansi (a cura di), Saggio di documenti storici tratti dall'Archivio del comune di Spoleto e pubblicati per cura di Achille Sansi (PDF), Fuligno. Tipografia di Feliciano Campitelli, 1861. URL consultato il 25 ottobre 2014.
  9. ^ I testi di Minervio, Zampolini, Martani
  10. ^ Fratellini, p. 5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabrizio Antolini, Ermanno Ciocca e Silvestro Nessi (a cura di), 150º anniversario della nascita di Achille Sansi, mostra documentaria: Spoleto, Palazzo Mauri, 9-20 dicembre 1972, Spoleto, Accademia spoletina, 1972.
  • Giuseppe Piergili, Achille Sansi - Necrologia, in Archivio Storico Italiano, V Serie 8, fasc. 3, pp. 222-227, 1891.
  • Salvatore Fratellini, In morte del Barone cav. Achille Sansi: parole dette il giorno 8 maggio 1891, Spoleto, Tipografia dell'Umbria, 1891.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

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