Achille Bocchi

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Achille Bocchi, 1555

Achille Bocchi (Bologna, 1488Bologna, 6 novembre 1562) è stato un umanista italiano, professore dello Studio di Bologna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Giulio e da Costanza Zambeccari, e studiò sotto Giovan Battista Pio nell'Università bolognese dove nel 1508, a soli venti anni, ottenne la cattedra di lettere greche. Pubblicata una Apologia in Plautum e la traduzione in latino della Vita di Cicerone di Plutarco, dal 1512 passò all'insegnamento di retorica e poetica e infine, dal 1525, tenne la cattedra di umanità. Il 27 ottobre 1536 fu posto in pensione, a condizione però che continuasse a insegnare privatamente,[1] e fu incaricato di scrivere una Historia bononiensis.

Amico e favorito di papa Paolo III e del nipote di questi, Alessandro Farnese, del cardinale Jacopo Sadoleto e influente personaggio della vita pubblica bolognese,[2] sposò Taddea Grassi, nipote del cardinale Achille Grassi: anche il figlio Pirro fu professore dello Studio di Bologna dal 1543 al 1551.

Palazzo Bocchi[modifica | modifica wikitesto]

Prudentia circumspecta, 1555

Nel 1546 s'inaugurava il palazzo il cui progetto il Bocchi aveva affidato al famoso architetto Jacopo Barozzi da Vignola, che sorge nell'attuale via Goito: nella facciata il Bocchi fece incidere due iscrizioni, una in latino, tratta dalla I epistola di Orazio, «Sarai re, dicono, se agirai rettamente» e l'altra in ebraico, tratta dal Salmo 120: «Eterno, liberami dalle labbra menzognere e dalla lingua ingannatrice». Il palazzo divenne la sede dell'Accademia Hermathena, da lui stesso fondata anni prima, il cui nome - fusione di Hermes e di Athena - allude all'intera conoscenza umana, tanto razionale quanto ermetica.

E all'intera conoscenza intendono riferirsi i Symbolicarum quaestionum de universo genere quas serio ludebat libri quinque, pubblicati a Bologna nel 1555 e arricchiti dalle incisioni di Giulio Bonasone - forse su disegno di Prospero Fontana, il pittore che affrescò Palazzo Bocchi - di 151 emblemi, ciascuno accompagnato da versi che sviluppano il tema nascosto nel simbolo.

Così, l'immagine della Prudentia circumspecta, accompagnata dal motto «Cognosce Elige Matura», raffigura una donna che cavalca un delfino, animale fidato e intelligente, che attraversa un mare tempestoso, le vicende della vita; porta al collo una catena, la connessione delle cose, che regge un ciondolo a forma di cuore, l'amore spirituale, e regge una bilancia, l'equilibrio, che pesa sopra i due piatti una sfera, la possibilità, e un cubo, la saggezza, volgendo lo sguardo indietro, verso il passato.

La formazione culturale del Bocchi è radicata nel platonismo, secondo l'insegnamento di Ludovico Ricchieri[3]: l'uomo è legato alla terra e alle contingenze della sua vita, ma con l'aiuto della grazia divina la sua mente può giungere alla contemplazione di Dio, purché con «mente syncerissima», senza pratiche esteriori e nel silenzio della solitudine.[4]

L'Accademia Hermathena[modifica | modifica wikitesto]

Le Annotazioni della volgar lingua, dialogo di Giovanni Filoteo Achillini, pubblicato a Bologna nel 1536, descrive le dotte discussioni tenute in un circolo di amici formato dal Bocchi, da Leandro Alberti, da Romolo Amaseo, da Claudio Lambertini e da Alessandro Manzoli. Ma alle riunioni dell'Accademia parteciparono anche il futuro cardinale Gabriele Paleotti, Ulisse Aldrovandi e anche, malgrado il suo formale aristotelismo averroistico, il professor Ludovico Boccadiferro.

Vi partecipò per più di un anno anno anche il famoso Paolo Ricci, alias Camillo Renato, alias ancora Lisia Fileno, giunto a Bologna verso la fine del 1538 a diffondere il suo spiritualismo valdesiano, già sospetto di eresia e fattosi col tempo sempre più radicale, tanto da dover fuggire, nel febbraio del 1540, per sottrarsi all'arresto minacciato dall'Inquisizione di Bologna. In quest'occasione furono il Bocchi e i suoi amici a sollecitarlo alla fuga da Bologna, dopo aver tentato invano di trattare con l'inquisitore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così Serafino Mazzetti, Repertorio ... , 1847, ma risulta che il Bocchi abbia ancora tenute lezioni pubbliche: è conservata la sua prolusione al corso di diritto del 1544
  2. ^ Achille Bocchi è anche ricordato da Erasmo nel suo Ciceronianus
  3. ^ Secondo A. Rotondò, Per la storia dell'eresia a Bologna nel secolo XVI, ora in «Studi di storia ereticale del Cinquecento», Firenze 2008, p. 269
  4. ^ Symbolicarum quaestionum, Bononiae 1574, p. 325

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Fantuzzi, Notizie degli scrittori bolognesi, Bologna 1781
  • S. Mazzetti, Repertorio di tutti i professori antichi e moderni della famosa Università e del celebre Istituto delle Scienze di Bologna, Bologna 1847
  • E. Costa, La prima cattedra d'umanità nello studio bolognese durante il secolo XVI, 1909
  • G. Ravera Aira, Achille Bocchi e la sua Historia bononiensis, Bologna 1942
  • J.-K. Schmidt, "Zu Vignolas Palazzo Bocchi in Bologna",in: Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes Florenz, XIII, Firenze 1967
  • A. Rotondò, Achille Bocchi, in «Dizionario Biografico degli Italiani», Roma 1969
  • A. Lugli, Le Symbolicae Questiones di Achille Bocchi e la cultura dell'emblema in Emilia, in «Le Arti a Bologna e in Emilia dal XVI al XVII secolo», Bologna 1982
  • S. Giombi, Umanesimo e mistero simbolico: la prospettiva di Achille Bocchi, in «Schede Umanistiche», I, 1988
  • S. Rotondella, Dai Lusuum libri di Achille Bocchi: l'elegia Ad sodales, in «Poesia umanistica latina in distici elegiaci», Assisi 1999
  • L. Chines, Filologia e arcana sapienza: l'umanista Achille Bocchi commentatore ed esegeta, in «Studi e problemi di critica testuale», 60, 2000
  • A. Angelini, Simboli e questioni. L'eterodossia culturale di Achille Bocchi e dell'Hermathena, Bologna 2003 ISBN 8883422104
  • E. See Watson Achille Bocchi and the Emblem Book as Symbolic Form, Cambridge-New York 2004 ISBN 0521400570
  • A. Rotondò, Studi di storia ereticale del Cinquecento, Firenze 2008 ISBN 8822257375
  • Anne Rolet,
  • « De l'usage détourné d'une suite hiéroglyphique empruntée à l'Hypnerotomachia Poliphili de F. Colonna: philosophie et conversion religieuse dans le Symbolon n° 147 des Symbolicæ quæstiones d'Achille Bocchi (1555) », in D. Moncond'huy, F. Noudelman (éd.) « Suite, Série, Séquence », La Licorne, 47, 1998, p. 221-255.
  • Les Symbolicae Quaestiones d'Achille Bocchi (1555): enquête sur les modèles littéraires, philosophiques et spirituels d'un recueil d'emblèmes à l'époque de la Réforme (édition, traduction et étude d'ensemble). Thèse de doctorat de l'Université de Tours (Centre d'Études Supérieures de la Renaissance), 1998.
  • « Aristote, Cicéron et la Genèse: une lecture emblématique de la quinta natura au XVIe siècle », in M. Costantini (éd.), « Aristote au bras long », Littérature, n°122, juillet 2001, p. 95-115.
  • « De l'explicite à l'indicible : jeux littéraires et discours philosophique dans le Symbolon 28 des Symbolicæ Quæstiones d'Achille Bocchi (1555) », in P. M. Daly, J. Manning, M. Van Vaeck (éd.), Emblems from Alciato to the Tatoo: selected papers of the Leuven International Emblem Conference 18-23 Août 1996, Brepols, 2001, p. 53-80.
  • « Musique des sphères, musique de l'âme : une utilisation allégorique de Pan et son contexte philosophique dans les Symbolicæ Quæstiones d'Achille Bocchi », in W. Harms & D. Peil (éd.), *Polyvalenz und Multifunktionalität des Emblematik, Akten des 5. Internationalen Kongresses der Society for Emblem Studies, Frankfurt-am-Main, Peter Lang, 2002, vol. 2, p. 547-581.
  • « Une lecture humaniste de quelques exempla historiques antiques: variations emblématiques autour de la iustitia principis dans les Symbolicæ Quæstiones d'Achille Bocchi (1555) », in G. Lachenaud, D. Longrée (éd.), Les représentations de l'Histoire: récit(s) et idéologie, Presses Universitaires de Rennes, 2003, vol. 2, p. 173-201.
  • « Achille Bocchi's Symbolicae Quaestiones (1555) » in K. Enenkel, A. Visser (éd.), Mundus emblematicus, Studies in Neo-Latin Emblem Books, Brepols, Imago Figurata, t. 4, 2003, p. 101-130.
  • « La pluie de fleurs comme expression symbolique de l'évergétisme dans les Symbolicae Quaestiones d'Achille Bocchi », in P. Choné, B. Gaulard (éd.), « Flore au paradis : Emblématique et vie religieuse aux XVIe et XVIIe siècles », Glasgow Emblem Studies, n° 9, 2004, p. 113-152.
  • « Des délais de l'intervention divine: grâce et salut dans deux emblèmes d'Achille Bocchi », in J. Pigeaud (éd.), « Les Grâces », Littératures Classiques, n°60, automne 2006, p. 75-94.
  • « L'utilisation du blason et de la devise dans l'emblème : entre histoire et propagande. », in S. Rolet (éd.), « L'emblème littéraire : théories et pratiques », Littérature, n°145, mars 2007, p. 53-78.
  • « Raphaël, Raimondi, Bonasone: de l'imitation à la lecture évangélique dans un emblème d'Achille Bocchi », in R. Dekoninck, A. Guiderdoni-Bruslé (éd.), Emblemata Sacra : Rhetoric and Hermeneutics of Illustrated Sacred discourse, actes du colloque international de l'Université Catholique de Louvain, 27-29 janvier 2005, Brepols, 2007, Imago Figurata Studies, vol. 7, p. 165-186.
  • « Un animal sauvage au service de l'éloquence: le taureau de Phalaris dans les Symbolicae Quaestiones d'Achille Bocchi (1555) » , in Ph. Ford (éd.), L'animal sauvage à la Renaissance, Cambridge French Colloquia, 2007, p. 155-186.
  • « Socrate peintre ou le réel différé », dans Perrine Hallyn-Galand, Carlos Lévy, Gilles Sauron, Hélène Massa-Pairault (éd.), avec la collaboration d'A. et S. Rolet, L'Art en débat philosophique : le problème du réel de l'époque hellénistique à la Renaissance, colloque international de la Sorbonne des 22, 23 et 24 décembre 2007 à paraître (30 pages dactylographiées).
  • « L'Hermathena Bocchiana ou l'idée de la parfaite académie », in M. Deramaix, P. Galand-Hallyn, G. Vagenheim, J. Vignes (éd.), Les Académies dans l'Europe humaniste. Idéaux et pratiques Genève, Droz, 2008, p. 295-338.
  • « Une énigme hiéroglyphique: Le Mercure à la ménorah dans les Symbolicae Quaestiones d'Achille Bocchi », in D. Martin, P. Servet, A. Tournon (éd.), L'Enigmatique à la Renaissance : formes, significations, esthétiques, Actes du colloque organisé par l'Association “Renaissance, Humanisme, Réforme”, Lyon, 7-10 septembre 2005, Paris, Champion, 2008, p. 233-260.
  • « La faute d'Hippocrate: sources et contexte d'un emblème médical au XVIème siècle », in Ph. Heuzé, Y. Hersant, E. Van der Schueren (éd.), Une traversée des savoirs : mélanges offerts à Jackie Pigeaud, Presses de l'Université de Laval, 2008, p. 437-462.
  • « Les métamorphoses d'Hermès/ Mercure dans les Symbolicae Quaestiones d'Achille Bocchi », in R. Duits, F. Quiviger, Images of the Pagan Gods. Papers of a Conference in Memory of Jean Seznec, Warburg Institute Colloquia 14, 2009, p. 199-250.
  • « Le Protée d'André Alciat et le Protée d'Achille Bocchi: variations emblématiques, entre philologie et théologie », in A. Rolet (éd.), Protée en trompe-l'oeil. Genèse et survivances d'un mythe, d'Homère à Bouchardon, Rennes, 2009, p. 429-500.« La Fortune d'Alexandre sur la coquille de Vénus dans un emblème d'Achille Bocchi », in Corinne Jouanno (dir.), Figures d'Alexandre à la Renaissance, Colloque international organisé par le Centre Michel de Boüard - CRAHAM, Université de Caen Basse-Normandie, 9-10 déc. 2010, Turnhout, Brepols (Alexander Rediuiuus, 2), 2012, p. 227-262.
  • « Le débat sur Virtus et Voluptas au sein de l’Academia Bocchiana : le Symbolum 10 d'Achille Bocchi et son Commentariolus par Giovanni Antonio Delfinio (Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio, cold. lat. B 1513) », dans C. Gurreri, I. Bianchi (dir.), Le virtuose adunanze. La cultura accademica tra XVI e XVII secolo , Sinestesie, Avellino, 2014, p. 249-286.
  • [libro] Achille Bocchi, Symbolicae Quaestiones / Les Questions symboliques (Bologne, 1555), introduction, édition critique du texte, traduction rythmée du latin, annotation et commentaire par Anne ROLET, Tours / Rennes, Presses Universitaires de Rennes / Presses Universitaires François Rabelais (Collection « Renaissance »), 2015, ISBN 978-2-86906-380-8 ; 2 tomes : 1496 pages. http://pufr-editions.fr/livre/questions-symboliques-dachille-bocchi-symbolicae-quaestiones-1555
  • C. Marrone, "Dizionari figurativi del secolo XVI: 'lessici' di emblemi e 'lessici' geroglifici", in Cuadernos de filologia italiana, 2012 , vol. 19, 213-230.

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