Acetonemia

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L'acetonemia, o chetonemia[1], (nota comunemente come acetone) è una sintomatologia caratterizzata dalla presenza di corpi chetonici nel sangue. L'acetonemia non è generalmente considerata una malattia, ma una sintomatologia che accompagna alcune malattie.

È un disordine metabolico che si verifica quando l'organismo, per far fronte ai propri bisogni energetici, una volta esauriti gli zuccheri inizia a bruciare i grassi. L'acetone è una sostanza che ha origine dalla digestione dei grassi e che, in condizioni normali, viene trasformata in anidride carbonica ed acqua.

In situazioni particolari quali febbre, stress, digiuno, il fisico non è in grado di smaltire queste sostanze che, pertanto, si accumulano. L'acetone colpisce prevalentemente nella prima e nella seconda infanzia. Raramente si riscontra superati gli 8-10 anni.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Nella maggior parte dei casi non esistono cause vere e proprie, essendo l'acetone prevalentemente sintomo di una malattia già in essere. Tuttavia, in alcuni casi, un'alimentazione errata (ricca di grassi) può provocare l'acetone. Così anche la presenza di una forte destabilizzazione emotiva o, come causa esterna, un intenso sforzo fisico. Più raramente l'acetone può manifestarsi in presenza di diabete, a causa della carenza dell'insulina.

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi principali sono rappresentati da vomito copioso, dolori addominali, lingua asciutta e biancastra, sonnolenza, irritabilità, alitosi e, infine, rifiuto quasi assoluto del cibo.

Possibili rimedi[modifica | modifica wikitesto]

Prima di tutto occorre accertarsi della presenza di acetone: su consiglio del pediatra è possibile acquistare in farmacia un kit che consiste in una striscia reattiva da bagnare con l'urina del bambino. Questa, in presenza di acetone, reagisce in pochi minuti cambiando colore.

È quindi necessario sospendere tutti quegli alimenti ricchi di grassi (latticini e derivati, uova, dolci grassi) ed intensificare la somministrazione di sostanze contenenti zuccheri: spremute, succhi di frutta, cola, acqua zuccherata. Ai bambini sopra l'anno di età è possibile somministrare anche il miele. È necessario che l'infante segua una rigorosa dieta ipocalorica e cosiddetta "in bianco" per un periodo di tempo variabile a seconda della capacità di reazione del corpo. Lo zucchero è comunque molto importante. Bisogna sempre e comunque acquistare ogni tipo di rimedio farmacologico sotto prescrizione e mai "fai da te".

Nei casi più gravi è possibile somministrare, previa prescrizione del pediatra, degli appositi farmaci. Qualora a causa del vomito non sia possibile somministrare bevande zuccherate (perché rigettate subito) è possibile praticare la fleboclisi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ chetonemia, su treccani.it - Dizionario di Medicina (2010), Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 28 aprile 2016]].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bartolozzi, G.; Guglielmi, M. (2003) Pediatria, Milano, Masson, ISBN 8821426882
  • Ventura, A.; Marchetti, F.; Lazzerini, M. (2003) Gastroenterologia pediatrica, Pisa, Primula Multimedia, ISBN 9788887344721

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