Accademia italiana del peperoncino

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Accademia italiana del peperoncino
Tipo ONLUS
Fondazione 1994
Scopo diffusione della “cultura del peperoncino” intesa come divulgazione della storia, della cultura gastronomica e delle applicazioni utili all'uomo della solanacea
Sede centrale Italia Diamante (Italia)
Area di azione Italia Italia
Presidente Italia Enzo Monaco
Sito web 

L'Accademia italiana del peperoncino è un'associazione culturale senza fini di lucro (ONLUS), fondata nel 1994 a Diamante (CS) dal giornalista e gastronomo Enzo Monaco.

Si propone di diffondere la conoscenza del peperoncino (Capsicum annuum) e delle sue qualità in Italia e nel mondo. La sua peculiare attività si concentra sulla ricerca delle varie specie ed ibridazioni di questa solanacea e sullo studio delle sue proprietà e tecniche di coltivazione. In particolare ne vengono approfonditi gli usi nel campo della gastronomia, della cosmesi, della medicina e della farmacologia[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia italiana del peperoncino è stata fondata nel 1994 in seguito al successo della prima edizione del Peperoncino Festival, organizzata a Diamante nel 1992.

Fallito il tentativo di inserire nel programma ufficiale delle Colombiadi (Expo 1992 -Genova) qualche iniziativa sul peperoncino, il giornalista calabrese Enzo Monaco, che in quegli anni si stava occupando della valorizzazioni dei prodotti del territorio cosentino in collaborazione con Arcigola (odierna Slow Food), decise di organizzare autonomamente un evento che celebrasse l'esotico frutto piccate, simbolo di identità gastronomica e culturale di tutta la Calabria.

Questo primo evento, in onore del peperoncino, intitolato “1492-1992, Cinquecento anni piccanti” per celebrarne l'importazione in Europa al seguito di Cristoforo Colombo, si svolse a Diamante (CS), da mercoledì 9 a domenica 13 settembre.

Dato il riscontrato successo, si decise di istituire un vero e proprio festival annuale incentrato sul peperoncino e sul “piccante” nel senso di “trasgressivo e non conformistico”: il Peperoncino Festival. Ne conseguì l'esigenza di creare un organismo stabile che lo organizzasse ogni anno. Così nacque nel 1994 l'Accademia del Peperoncino.

La novità venne riportata per prima dalla Rai con Uno Mattina e poi dal quotidiano La Repubblica. In seguito da riviste italiane ed internazionali[2]. Vennero instaurati gemellaggi con grandi produttori di peperoncino come Messico, Perù e Ungheria.

Nel 1994 nacque anche la casa editrice e al Festival di settembre vennero presentate le prime due pubblicazioni: “La Ceceide” di Vincenzo Ammirà, curata da Sharo Gambino, e “Sua Maestà il peperoncino” di Enzo Monaco[3].

Nel 2001 uscì il francobollo di Diamante "capitale del peperoncino".

Nel 2002 l'Accademia istituì il museo dedicato al peperoncino situato nel Palazzo Ducale di Maierà[4].

Nel 2009 arrivò il riconoscimento ufficiale delle istituzioni e il Peperoncino Festival venne inserito nel calendario del progetto Calabria terra di Festival finanziato con i fondi europei del "POR CALABRIA FESR 2007/2013 ASSE V – RISORSE NATURALI, CULTURALI E TURISMO SOSTENIBILE"[5].

Diamante è stata definita “La Mecca del peperoncino” e alla cittadina, prima nota per il centinaio di murales che ne decorano le abitazioni, è stato attribuito un nuovo slogan: “Diamante, città dei murales e del peperoncino”.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia è suddivisa in due organi principali: il "Consiglio d'Accademia", che organizza e promuove tutte le iniziative, e il "Comitato scientifico", che si occupa della ricerca sulle proprietà del peperoncino e sugli utilizzi che se ne possono fare in diversi campi applicativi. I settori di interesse principali sono quelli della medicina, della gastronomia, della biologia, della botanica e delle arti visive (pittura, cinema, teatro, satira e fotografia).

Tali organi cooperano per diffondere la storia e le tradizioni culinarie del peperoncino, preservarne varietà antiche, promuovere la ricerca sui suoi utilizzi e valorizzare ogni forma di espressione artistica che risponda alla connotazione di “piccante” in quanto trasgressivo e innovativo.

Il progetto continua a perseguire il suo intento mediante una rete di quasi un centinaio di Delegazioni accademiche in Italia che organizzano dibattiti, feste, convegni, mostre di Capsicum nelle sue numerose varietà e le cosiddette “Cene col diavolo”. A queste cene, aperte a tutti, si dà particolare rilievo a nuove specialità gastronomiche ed alle produzioni artigianali legate al peperoncino e non solo. Un obiettivo importante è quello di organizzare fiere e mercati in Italia e all'estero dove promuovere le specialità dell'agroalimentare italiano[6].

Nella sede nazionale di Diamante vengono organizzati corsi e lezioni di gastronomia in collaborazione con l’Università del gusto. Corsi di sommelier vengono allestiti con la Fondazione Sommelier Calabria. Corsi ed iniziative con la Federazione italiana cuochi e con l’Associazione Pizzerie d’Italia.

All'estero esistono una decina di Delegazioni di Rappresentanza nelle principali città del mondo dove operano chef italiani. Fra queste spiccano Londra, Mosca, New York, Tokio, Parigi, Buenos Aires e Lima[2].

Peperoncino Festival[modifica | modifica wikitesto]

«Io e mia moglie Renate abbiamo girato il mondo per tutte le feste del peperoncino. Siamo stati anche in Nuovo Messico al "Festival Hatch Chile". In nessuna parte abbiamo trovato quello che c'è a Diamante» (Harald Zosche, Fiery Foods)[7]

Il Peperoncino Festival - Arte, cultura e gastronomia in salsa piccante, di cui l'Accademia italiana del peperoncino è promotrice e organizzatrice, è stato istituito nel 1992 e da allora, salvo l'interruzione di un anno, il 1997, si ripete annualmente a Diamante dal martedì alla domenica del secondo week-end del mese di settembre. Il festival prevede convegni, dibattiti e festeggiamenti per le strade della città. L'affluenza annuale di visitatori provenienti dall'Italia e dall'estero fa del festival un efficace strumento di marketing territoriale, capace di generare “incoming” a favore delle strutture ricettive locali, di incrementare il turismo e la fama dell'intera Regione.

Durante le 5 cinque serate in cui è suddiviso il festival, si trovano 3 “appuntamenti fissi”[2]:

  1. "Vignette sul ring": appuntamento ideato e presentato dal fumettista Gianfranco Tartaglia. Consiste in un autentico match umoristico-sportivo sul lungomare dove i “pugili” sono caricaturisti e disegnatori satirici d'Italia che si contendono la vittoria a colpi di matita e di battute, realizzando in diretta vignette sulle loro lavagne luminose. La giuria è costituita dagli stessi spettatori.
  2. "Campionato italiano mangiatori di peperoncino": campionato che rappresenta la finale alla quale accedono i vincitori di eventi locali organizzati dalle varie Delegazioni accademiche durante i mesi di luglio e agosto. Questa gara simboleggia il significato di mangiare piccante, che in Calabria viene inteso tradizionalmente come indice di forza.
  3. "Mondopic" (fiera mondiale del peperoncino): fiera che ospita prodotti provenienti da molti paesi del mondo quali Cile, Argentina, Messico, Spagna, Germania, Corea e Francia e a cui partecipano chef di provenienza internazionale.

Città piccanti[modifica | modifica wikitesto]

Sulla scia del Peperoncino Festival si tengono anche altre manifestazioni con protagonista il l'esotica pianta: le FestePic, che spesso assumono un nome caratteristico. Fra le città che ospitano tali eventi, le cosiddette “città piccanti”, si distinguono Camaiore (CamaiorePic), Rieti (Rieti, cuore piccante), Sanremo (SanremoPic), Viareggio (Peperoncino day), Satriano di Lucania (Peperoncino Fest), Reggio Calabria (Rosso Festival), Perugia (Peperoncino Grifo), Como e provincia (Piccantissima), Roma[2].

Le FestePic vengono organizzate in maniera autonoma dalle Delegazioni accademiche, che in questo modo collaborano al raggiungimento degli scopi sociali che l'Accademia si propone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto dell'Accademia ART.2
  2. ^ a b c d Cfr. Enzo Monaco, Peperoncino amore mio. Storia, botanica, medicina, gastronomia segreti e misteri della spezia più amata del mondo, Rubbettino Editore, Catanzaro 2014.
  3. ^ Sito del Peperoncino Festival
  4. ^ Museo del peperoncino di Maierà
  5. ^ Piano operativo regionale finanziato con il contributo dei fondi europei per lo sviluppo regionale
  6. ^ Sito dell'Accademia italiana del peperoncino
  7. ^ Cfr. Enzo Monaco, Peperoncino amore mio. Storia, botanica, medicina, gastronomia segreti e misteri della spezia più amata del mondo, Rubbettino Editore, Catanzaro 2014,p. 179