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Abu al-Qasim Muhammad ibn Abbad

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Abū al-Qāsim Muḥammad ibn ʿAbbād (in arabo: أبو القاسم محمد بن عباد‎; Siviglia, 984Siviglia, 25 gennaio 1042) è stato un sovrano arabo, eponimo della dinastia degli Abbadidi che governò la Ta'ifa di Siviglia in al-Andalus (Spagna islamica), regnando dal 1023 al 1042, anno della sua morte.

Appartenente alla famiglia araba degli Abbadidi, Muhammad fu un qāḍī (giudice) di Siviglia nei turbolenti anni della disgregazione del Califfato di Cordova. Divenne molto popolare fra la popolazione di Siviglia perché organizzò la resistenza contro i mercenari berberi che, approfittando della frammentazione del Califfato di Cordova, iniziarono a darsi al saccheggio.

Nel 1023 venne nominato governatore di Siviglia dal califfo Yaḥyā b. ʿAlī, ma si rifiutò di riconoscere califfi i successori di Yaḥyā, proclamandosi re indipendente della regione di Siviglia, governando con il titolo di ḥājib (ciambellano, Maestro di Palazzo), riconoscendo come califfo un impostore che si fingeva Hisham II ibn al-Hakam, che in realtà era morto nel 1013.
Alla sua morte nel 1042, lasciò un regno che, pur essendo ancora debole rispetto all'oramai decadente Califfato di Cordova, era più forte rispetto agli altri regni (Taʾifa) di al-Andalus. Divenne un nemico di prim'ordine dei governanti Berberi come gli Ziridi della Ta'ifa di Granada e gli Aftasidi della Ta'ifa di Badajoz.

Morì nel 1042 e gli succedette al trono il figlio Abbad II al-Mu'tadid.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • «Abbad Ier», Pierre Larousse, Grand dictionnaire universel du XIXe siècle, vol 15.